Ricapitoliamo un secondo: il ministro parla di eccesivi costi delle intercettazioni. Dice che ammontano ad un terzo delle spese della giustizia.
Si sbagliava. O meglio, ha sbagliato perchè è stato impreciso. Avrebbe dovuto invece chiarire che si trattava di un particolare capitolo del bilancio della Giustizia.
I 7,7 miliardi di cui parlano sia Bonini che Ferrarella nei loro editoriali, infatti, si riferiscono alle spese complessive del ministero, ovvero dagli stipendi degli addetti ai lavori della macchina giudiziaria (per intendersi da quello per il presidente della Corte Costituzionale fino al portiere del Tribunale di Canicattì), alla manutenzione delle carceri, fin’anche alle intercettazioni. Le quali rientrano nel più “ristretto” capitolo delle Attività Giudiziarie. Cioè quel “conto” cui possono attingere i magistrati per effettuare indagini e quant’altro per assicurare alla giustizia criminali d’ogni specie e rango.
Ebbene, quest’ultime spese per le Attività giudiziarie ammontano ad oggi, circa ad 800 milioni.
Di questi, quasi 230 milioni vengono spesi per le intercettazioni. Alias, un terzo di quel bilancio.
A ben vedere, quindi, si tratta effettivamente di un forte onere di spesa…e non di bruscolini come si vorrebbe far credere.
Espletate le puntualizzazioni, rendendo merito anche agli stessi Bonini e Ferrarella che hanno fornito l’esatta portata del fenomeno, passiamo al capitolo politico riferito sempre alle intercettazioni.
Ora, il governo nei giorni scorsi ha proposto un giro di vite sulle intercettazioni, volendo affidare ad un disegno di legge una loro limitazione.
Ne è scoppiato un putiferio; c’è stata una levata di scudi che ha coinvolto settori della magistratura, settori della stampa e l’opposizione, che ha colto l’occasione per cavalcare la protesta.
Così si minaccia il lavoro dei magistrati e la sicurezza dei cittadini.
E’ una misura criminogena.
Hanno detto.
Giusto, sbagliato? Ancora non si conoscono i termini della proposta di legge, quindi è prematuro interrogarsi sul come verrà affrontato il problema.
Rilevante è invece un altro fatto.
Ovvero…chi oggi si strappa le vesti contro Berlusconi reo di voler limitare l’attività dei pm, ieri, con ancora il governo Prodi in carica niente ha detto e niente ha fatto.
Fa un certo effetto, infatti, scoprire che nell’ultima finanziaria del governo Prodi era previsto che: “Entro il 31 gennaio 2008 il ministero della Giustizia deve realizzare un sistema unico nazionale per le intercettazioni telefoniche, dovrà monitorare i costi complessivi delle attività disposte dalle autorità giudiziarie con l’obiettivo di ridurre i costi dagli attuali 250 milioni circa a 100 milioni di euro”.
Cioè si diceva: le intercettazioni costano troppo, bisogna rivederne il meccanismo al fine di tagliarne i costi e l’uso.
Portare da 250 milioni a 100 milioni il budget suona molto simile ad una fortissima limitazione delle possibilità investigative dei pm.
Nessuno però mosse un dito. Nessuno tacciò il governo di centrosinistra di voler mettere i bastoni tra le ruote alla magistratura arrischiando così la sicurezza dei cittadini.
Nessuno, nemmeno il Di Pietro che oggi tanto si scalda.
Chiaro esempio di incoerenza.
Dalla quale comunque si evince che il problema relativo all’abuso delle intercettazioni come metodo d’indagine esiste eccome, e non è solo un vezzo privatissimo dell’attuale Premier.
Ma…andiamo avanti, perchè rispetto alle tante parole spese demagogicamente in questi giorni si scoprono tante belle sorprese.
Nei giorni scorsi hanno tirato in ballo diverse inchieste per sostenere che la “questione intercettazioni” è deleteria, che le intercettazioni vanno bene come sono e che anzi, sono vitali.
Vediamo allora a che cosa hanno mirato e che risultati hanno avuto, negli ultimi tempi, le più famose inchieste a base di intercettazioni.
Inchiesta del 2006 su Vittorio Emanuele di Savoia. Intercettazioni chieste dal pm di Potenza Henry John Woodcock: accuse, associazione a delinquere, falso, favoreggiamento della prostituzione, riciclaggio. In 24 finiscono in carcere. Nel marzo 2007 l’indagine viene archiviata dalla procura di Como (tra i vari filoni, le slot machine del Casinò di Campione d’Italia). Il principe non è certamente uno stinco di santo, ma quanto sono costate le intercettazioni?
Passa un anno e Woodcock apre “Massonopoli”, indagine a base di intercettazioni telefoniche sui rapporti tra massoneria e politica. Il pm coinvolge le 103 prefetture italiane. Al momento, finita nel nulla.
2008: altra inchiesta di Woodcock che coinvolge l’ex ministro dell’Ambiente Pecoraro Scanio, il comandante Ultimo (l’uomo che arrestò Totò Riina), l’agenzia di viaggi Visetour di Viterbo e gli appalti della Camorra in Campania. A che cosa è approdata? Mistero. Fatto sta che la situazione dei rifiuti (e della camorra) a Napoli e dintorni non pare averne risentito. Operazione Why not del pm di Catanzaro Luigi De Magistris. Coinvolge politici, dirigenti sanitari, affaristi vari, e tocca l’ex ministro della Giustizia Clemente Mastella, sfiorando Romano Prodi. Mastella si dimette: dopo poco viene scagionato.
Un lungo passo indietro, fino a Mani Pulite. Di quella stagione che fece piazza pulita della vecchia classe politica molti ricordano le telefonate personali, sbattute a piene mani sui giornali, tra Alessandra Necci e Pierfrancesco Pacini Battaglia. Che cosa c’entravano? Nulla.
Ma non solo. Negli ultimi anni lo Stato ha ottenuto rilevanti vittorie contro il terrorismo e la mafia. In nessun dei due casi si è fatto uso (o abuso) delle intercettazioni. Molto, invece, del lavoro sul campo dell’intelligence, della collaborazione dei pentiti. Tutte cose meno comode che mettersi ad ascoltare le chiacchiere tra qualche vip e darle in pasto al guardonismo nazionale. In cambio, s’intende, di numerose comparsate televisive.
Insomma, c’è modo e modo di compiere indagini…
E sorprende che chi guarda ai risultati ottenuti non tenga nemmeno un minimo conto di quelli invece non pervenuti, che in un paese che si ispira al garantismo delle democrazie occidentali, non dovrebbero essere dimenticati.
Infine: contrariamente a quanto alcuni (i soliti) hanno insinuato, Silvio Berlusconi non propone affatto di cancellare le indagini sulla corruzione finanziaria. Chiede invece che si svolgano con i metodi tipici delle vere inchieste giudiziarie: che, come abbiamo visto proprio a proposito di mafia e terrorismo, sono tanto più efficaci quanto più si svolgono nel silenzio.













































56 comments
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12 Giugno, 2008 a 11:35 am
aXx
Come vedi il metodo Travaglio è molto in voga, basta rileggersi il pezzo di Facci sulle intercettazioni, ognuno piega i dati e li mistifica a vantaggio della propria tesi ;). C’è parecchia differenza tra abbassare il costo delle intercettazioni e mettere dei limiti alle stesse, alcune procure hanno dimostrato già l’ultimo anno come si può risparmiare tantissimo facendo più o meno le stesse intercettazioni.
Vero che ancora non si sa che dice il disegno di legge ma il caos l’ha fatto scoppiare proprio il Presidente del Consiglio dichiarando che sarebbero state vietate tutte quelle che non riguardavano certe tipologie di reato, un po come tagliarselo per far dispetto alla moglie. Poi è chiaro che i permessi per intercettare vadano dati solo quando ci sono gravi indizi e possono risultare utili e che servano controllo e sanzioni serie per chi passa le trascrizioni alla stampa e anche per chi le pubblica.
12 Giugno, 2008 a 12:33 pm
fra
“Chiede invece che si svolgano con i metodi tipici delle vere inchieste giudiziarie: che, come abbiamo visto proprio a proposito di mafia e terrorismo, sono tanto più efficaci quanto più si svolgono nel silenzio.”
“Ma non solo. Negli ultimi anni lo Stato ha ottenuto rilevanti vittorie contro il terrorismo e la mafia. In nessun dei due casi si è fatto uso (o abuso) delle intercettazioni. Molto, invece, del lavoro sul campo dell’intelligence, della collaborazione dei pentiti. Tutte cose meno comode che mettersi ad ascoltare le chiacchiere tra qualche vip e darle in pasto al guardonismo nazionale. In cambio, s’intende, di numerose comparsate televisive.”
12 Giugno, 2008 a 12:46 pm
ilpensatore
@ aXx: di mio sono convinto che si debba lasciare da parte il costo in sè considerato, perchè non è quella la motivazione per cui chiedere di limitare l’abuso di intercettazioni.
secondo me dovrebbero studiare un sistema per cui l’indagine rimane davvero segreta e vengano filtrate le posizioni irrilevanti.
questo comporta sicuramente più che una limitazione per i magistrati, una diminuzione del diritto di cronaca.
il quale però abbiamo visto spesso trasformarsi in diritto allo sputtanamento.
della serie: giornali come il corriere o repubblica hanno giocato a fare i moralisti quando poi ci sono più foto e video e pubblicità di puttanazze sui loro siti che nell’agenda dell’erede al trono di casa savoia…
…per dire…
@ Fra: è verissimo. Le intercettazioni sono solo UNO strumento di indagine, UNO tra i tanti mezzi di ricerca della prova…e non LO strumento o IL mezzo…
12 Giugno, 2008 a 12:56 pm
aXx
quoto, converrai però che le risposte al problema che intende dare il governo (almeno quelle di cui si sta discutendo adesso, pene superiori agli 8 anni e liste di reati) sono ridicole.
Un po’ più di accortezza nel concedere le autorizzazioni, eliminazione quasi immediata di tutte le conversazioni non pertinenti all’indagine e stretta severa sulla fuga di notizie e loro pubblicazione prima che siano pubbliche, non mi pare proprio il caso in Italia di metterci a decidere quali reati possono o non possono essere intercettati, la vicenda della clinica di Milano ne è un buon esempio.
Il nuovo guardasigilli che sciorina tutti quei numeri fallati per sostenere l’urgenza dei provvedimenti restrittivi a dirti il vero mi ha un pochino inquietato.
12 Giugno, 2008 a 1:02 pm
fra
Si
E’ VERISSIMO.
MI FA PIACERE CHE SEI D’ ACCORDO CON TE.
Solo una cosa:
mi parli delle rilevanti vittorie ottenute contro il terrorismo e la mafia?
12 Giugno, 2008 a 1:13 pm
Luigi
Ragà assurdo!!!
VOGLIONO FAR PASSARE LO SCHIFO CONTRO LE INTERCETTAZIONI CON UN DECRETO LEGGE!!! SIAMO PROPRIO AL LIMITE DEL REGIME QUI!!!!
Peter Gomez:
Con mossa a sorpresa il governo ha deciso di discutere nel Consiglio dei ministri di dopodomani, venerdì 13 giugno, un decreto legge che riformerà le intercettazioni telefoniche e ambientali. Il parlamento viene così saltato a piè pari e le nuove norme saranno immediatamente esecutive.
Non è chiaro quali siano i motivi di «necessità ed urgenza» che hanno spinto Silvio Berlusconi a forzare ulteriormente la mano. Guardando a ciò che è accaduto in passato è probabile che il Cavaliere tema gli esiti di qualche indagine attualmente in corso della cui esistenza nessuno, a parte lui, è al corrente. O che pensi, introducendo una disposizione ad hoc dal valore retroattivo, di eliminare prove già raccolte dalla magistratura.
All’interno della maggioranza solo la Lega è parsa fin qui voler porre un qualche freno alle sue intenzioni. L’ex ministro Roberto Castelli ha detto chiaro e tondo che il movimento di Bossi si opporrà a norme che impediscano le intercettazioni per i reati di corruzione e concussione. Per Castelli infatti l’elettorato percepirebbe il provvedimento Berlusconi come una legge a protezione della Casta. E questo la Lega, unico partito presente in parlamento realmente radicato sul territorio con sezioni, circoli e militanti, proprio non può permetterselo.
In ogni caso non è ancora possibile di anticipare esattamente i contenuti del decreto. Stando a quanto dichiarato pubblicamente dal premier si potranno eseguire intercettazioni solo per perseguire la mafia e il terrorismo. Indiscrezioni parlano poi della possibilità di effettuare ascolti anche per altri reati puniti con più di otto anni di reclusione.
Ma non basta, perché, come è noto, il presidente del Consiglio ha anche annunciato la volontà di punire con 5 anni di carcere i giornalisti che pubblicheranno il contenuto di intercettazioni telefoniche, mentre per ridurre a più miti consigli gli editori vorrebbe introdurre multe milionarie.
Se questo agghiacciante quadro si realizzerà, l’unica risposta possibile sarà la disubbidienza civile. Cioè organizzare, per quanto riguarda i giornalisti, una violazione dichiarata e di massa delle norme, accettando nel caso l’arresto. Ovviamente la violazione (cioè la pubblicazione di articoli basati su atti giudiziari che il Governo vorrebbe mantenere segreti, anche se già messi a disposizione delle parti processuali) dovrà avere un contenuto strettamente giornalistico. Si dovranno pubblicare cioè delle notizie e non dei pettegolezzi o delle vicende coperte dalla privacy.
A quel punto, una volta finiti sotto inchiesta o in galera, potremo tentare di rivolgerci alla Corte Costituzionale per far cancellare una legge che minaccia di spingere il nostro paese verso derive pericolose ed autoritarie.
Appuntamento a venerdì, dunque, sperando ancora che non si trasformi nel venerdì 13 della democrazia italiana.
—————————————————–
Non Possiamo accettare questo schifo!! Ma dove sta l’urgenza in queste intercettazioni? A CHI DEVONO SALVARE IL CULO?
MOVIMENTIAMOCI!!!!
12 Giugno, 2008 a 1:13 pm
fra
aXx
DICI BENE !
CHE VENGANO PUNITI GLI AUTORI DEI VARI “SPUTTANAMENTI” !!!!
Ma che siano IMPEDITE le intercettazioni perchè
“è TROPPO COMODO mettersi ad ascoltare le chiacchiere tra qualche vip”
Pensatore:
Non credi che le intercettazioni INUTILI vengano rese pubbliche
per far passare in secondo piano quelle FONDAMENTALI ?
Io la penso cosi’.
Di sicuro un magistrato che sta indagando su corruzione e malavita non ha nessun vantaggio nel rendere pubbliche intercettazioni scandalose o private o irrelevanti !
piuttosto ne trae vantaggio l’ imputato
che POVERINO
adesso è la vittima.
12 Giugno, 2008 a 1:25 pm
Anonimo
>Ora, il governo nei giorni scorsi ha proposto un giro di vite sulle intercettazioni, volendo affidare ad un disegno di legge una loro limitazione.
Ne è scoppiato un putiferio;>
Giustamente visto che molti e insigni membri dello stesso governo sono stati intercettati dando una prova della loro bassezza …
>Giusto, sbagliato? Ancora non si conoscono i termini della proposta di legge, quindi è prematuro interrogarsi sul come verrà affrontato il problema.>
Si conoscono le dichiarazioni del Presidente Del Consiglio , non di uno qualsiasi( come me o Marco Caruso per esempio)
>Rilevante è invece un altro fatto.
Ovvero…chi oggi si strappa le vesti contro Berlusconi reo di voler limitare l’attività dei pm, ieri, con ancora il governo Prodi in carica niente ha detto e niente ha fatto.>
Balle
h.ttp://robertoscurto.blogspot.com/2007/04/la-legge-mastella-sulle-intercettazioni.html
>Fa un certo effetto, infatti, scoprire che nell’ultima finanziaria del governo Prodi era previsto che: “Entro il 31 gennaio 2008 il ministero della Giustizia deve realizzare un sistema unico nazionale per le intercettazioni telefoniche, dovrà monitorare i costi complessivi delle attività disposte dalle autorità giudiziarie con l’obiettivo di ridurre i costi dagli attuali 250 milioni circa a 100 milioni di euro”.
Cioè si diceva: le intercettazioni costano troppo, bisogna rivederne il meccanismo al fine di tagliarne i costi e l’uso.
Portare da 250 milioni a 100 milioni il budget suona molto simile ad una fortissima limitazione delle possibilità investigative dei pm.
Comunque non si parla di limitare l’uso …. ma la precisione non le compete evidentemente
>Nessuno però mosse un dito. Nessuno tacciò il governo di centrosinistra di voler mettere i bastoni tra le ruote alla magistratura arrischiando così la sicurezza dei cittadini.
Nessuno, nemmeno il Di Pietro che oggi tanto si scalda.>
QUANTE CAZZATE
vedi sopra e qui
h.ttp://www.antoniodipietro.com/2006/06/il_decreto_contro_le_intercett.html
>Chiaro esempio di incoerenza.>
No , chiaro esempio di Ignoranza e Malafede Da parte sua
>Inchiesta del 2006 su Vittorio Emanuele di Savoia. Intercettazioni chieste dal pm di Potenza Henry John Woodcock: accuse, associazione a delinquere, falso, favoreggiamento della prostituzione, riciclaggio. In 24 finiscono in carcere. Nel marzo 2007 l’indagine viene archiviata dalla procura di Como (tra i vari filoni, le slot machine del Casinò di Campione d’Italia). Il principe non è certamente uno stinco di santo, ma quanto sono costate le intercettazioni?
Passa un anno e Woodcock apre “Massonopoli”, indagine a base di intercettazioni telefoniche sui rapporti tra massoneria e politica. Il pm coinvolge le 103 prefetture italiane. Al momento, finita nel nulla.
2008: altra inchiesta di Woodcock che coinvolge l’ex ministro dell’Ambiente Pecoraro Scanio, il comandante Ultimo (l’uomo che arrestò Totò Riina), l’agenzia di viaggi Visetour di Viterbo e gli appalti della Camorra in Campania. A che cosa è approdata? Mistero. Fatto sta che la situazione dei rifiuti (e della camorra) a Napoli e dintorni non pare averne risentito. Operazione Why not del pm di Catanzaro Luigi De Magistris. Coinvolge politici, dirigenti sanitari, affaristi vari, e tocca l’ex ministro della Giustizia Clemente Mastella, sfiorando Romano Prodi. Mastella si dimette: dopo poco viene scagionato.>
Ha una pallida Idea di quanti soldi ha fatto recuperare Woodcock allo stato italiano ? evidentemente no … si informi per cortesia
>Un lungo passo indietro, fino a Mani Pulite. Di quella stagione che fece piazza pulita della vecchia classe politica>
si è dimenticato di aggiungera la parola Corrotta (un particolare irrilevante)
>Ma non solo. Negli ultimi anni lo Stato ha ottenuto rilevanti vittorie contro il terrorismo e la mafia. In nessun dei due casi si è fatto uso (o abuso) delle intercettazioni. Molto, invece, del lavoro sul campo dell’intelligence, della collaborazione dei pentiti. Tutte cose meno comode che mettersi ad ascoltare le chiacchiere tra qualche vip e darle in pasto al guardonismo nazionale. In cambio, s’intende, di numerose comparsate televisive.>
Perchè terroristi e mafiosi sono meno dementi dei politici e hanno capito che il telefono non è sicuro come mezzo per scambiarsi informazioni “sensibili”
sig. caruso la sua ignoranza è IMBARAZZANTE !
SI VERGOGNI
12 Giugno, 2008 a 1:28 pm
Anonimo
>>>Ora, il governo nei giorni scorsi ha proposto un giro di vite sulle intercettazioni, volendo affidare ad un disegno di legge una loro limitazione.
Ne è scoppiato un putiferio;>
Giustamente visto che molti e insigni membri dello stesso governo sono stati intercettati dando una prova della loro bassezza …
>>>Giusto, sbagliato? Ancora non si conoscono i termini della proposta di legge, quindi è prematuro interrogarsi sul come verrà affrontato il problema.>
Si conoscono le dichiarazioni del Presidente Del Consiglio , non di uno qualsiasi( come me o Marco Caruso per esempio)
>>>Rilevante è invece un altro fatto.
Ovvero…chi oggi si strappa le vesti contro Berlusconi reo di voler limitare l’attività dei pm, ieri, con ancora il governo Prodi in carica niente ha detto e niente ha fatto.>
Solo Bugie
robertoscurto.blogspot.com/2007/04/la-legge-mastella-sulle-intercettazioni.html
>>>Fa un certo effetto, infatti, scoprire che nell’ultima finanziaria del governo Prodi era previsto che: “Entro il 31 gennaio 2008 il ministero della Giustizia deve realizzare un sistema unico nazionale per le intercettazioni telefoniche, dovrà monitorare i costi complessivi delle attività disposte dalle autorità giudiziarie con l’obiettivo di ridurre i costi dagli attuali 250 milioni circa a 100 milioni di euro”.
Cioè si diceva: le intercettazioni costano troppo, bisogna rivederne il meccanismo al fine di tagliarne i costi e l’uso.
Portare da 250 milioni a 100 milioni il budget suona molto simile ad una fortissima limitazione delle possibilità investigative dei pm.
Comunque non si parla di limitare l’uso …. ma la precisione non le compete evidentemente
>>>Nessuno però mosse un dito. Nessuno tacciò il governo di centrosinistra di voler mettere i bastoni tra le ruote alla magistratura arrischiando così la sicurezza dei cittadini.
Nessuno, nemmeno il Di Pietro che oggi tanto si scalda.>
QUANTE FALSITA’
vedi sopra e qui
antoniodipietro.com/2006/06/il_decreto_contro_le_intercett.html
>>>Chiaro esempio di incoerenza.>
No , chiaro esempio di Ignoranza e Malafede Da parte sua
>>>Inchiesta del 2006 su Vittorio Emanuele di Savoia. Intercettazioni chieste dal pm di Potenza Henry John Woodcock: accuse, associazione a delinquere, falso, favoreggiamento della prostituzione, riciclaggio. In 24 finiscono in carcere. Nel marzo 2007 l’indagine viene archiviata dalla procura di Como (tra i vari filoni, le slot machine del Casinò di Campione d’Italia). Il principe non è certamente uno stinco di santo, ma quanto sono costate le intercettazioni?
Passa un anno e Woodcock apre “Massonopoli”, indagine a base di intercettazioni telefoniche sui rapporti tra massoneria e politica. Il pm coinvolge le 103 prefetture italiane. Al momento, finita nel nulla.
2008: altra inchiesta di Woodcock che coinvolge l’ex ministro dell’Ambiente Pecoraro Scanio, il comandante Ultimo (l’uomo che arrestò Totò Riina), l’agenzia di viaggi Visetour di Viterbo e gli appalti della Camorra in Campania. A che cosa è approdata? Mistero. Fatto sta che la situazione dei rifiuti (e della camorra) a Napoli e dintorni non pare averne risentito. Operazione Why not del pm di Catanzaro Luigi De Magistris. Coinvolge politici, dirigenti sanitari, affaristi vari, e tocca l’ex ministro della Giustizia Clemente Mastella, sfiorando Romano Prodi. Mastella si dimette: dopo poco viene scagionato.>
Ha una pallida Idea di quanti soldi ha fatto recuperare Woodcock allo stato italiano ? evidentemente no … si informi per cortesia
>>>Un lungo passo indietro, fino a Mani Pulite. Di quella stagione che fece piazza pulita della vecchia classe politica>
si è dimenticato di aggiungera la parola Corrotta (un particolare irrilevante)
>>>Ma non solo. Negli ultimi anni lo Stato ha ottenuto rilevanti vittorie contro il terrorismo e la mafia. In nessun dei due casi si è fatto uso (o abuso) delle intercettazioni. Molto, invece, del lavoro sul campo dell’intelligence, della collaborazione dei pentiti. Tutte cose meno comode che mettersi ad ascoltare le chiacchiere tra qualche vip e darle in pasto al guardonismo nazionale. In cambio, s’intende, di numerose comparsate televisive.>
Perchè terroristi e mafiosi sono meno dementi dei politici e hanno capito che il telefono non è sicuro come mezzo per scambiarsi informazioni “sensibili”
sig. caruso la sua ignoranza è IMBARAZZANTE !
SI VERGOGNI
12 Giugno, 2008 a 1:50 pm
Luigi
—-Rettifica—–
La proposta di passare attraverso un Decreto Legge, secondo il governo, è stato solo un lapsus. Si procederà tramite un normale Disegno di Legge. Bisogna comunque continuare a stare con gli occhi bene aperti. Questa guerra contro le intercettazioni sembra proprio stare troppo a cuore alla casta. Berlusconi ormai non pensa ad altro, chissà perché….
12 Giugno, 2008 a 2:03 pm
magetrony
>Ricapitoliamo un secondo: il ministro parla di eccesivi costi delle intercettazioni. Dice che ammontano ad un terzo delle spese della giustizia.
Si sbagliava. >
CERTO.
Un ministro della giustizia non va a fare dichiarazioni pubbliche in mewrito ad una legge discussissima senbza sapere che dice.
O E’ UN INCOMPETENTE O SA BENISSIMO CHE TIPO DI DISINFORMAZIONE FARE.
Tant’è che la metà delle persone crede ancora a quel dato sbagliato.
>Operazione Why not del pm di Catanzaro Luigi De Magistris. Coinvolge politici, dirigenti sanitari, affaristi vari, e tocca l’ex ministro della Giustizia Clemente Mastella, sfiorando Romano Prodi. Mastella si dimette: dopo poco viene scagionato.>
Viene scagionato sì…pensatore ti vorrei far notare che mastella ha fatto rimuovere il giudice che lo stava indagando e ce ne ha piazzato un altro.
Se non si chiama manovra sporca questa..se non avesse avuto nulla da nascondere si sarebbe fatto indagare.
12 Giugno, 2008 a 2:04 pm
Leo
Credo che Il Pensatore faccia tutto tranna pensare …
12 Giugno, 2008 a 2:06 pm
magetrony
>Infine: contrariamente a quanto alcuni (i soliti) hanno insinuato, Silvio Berlusconi non propone affatto di cancellare le indagini sulla corruzione finanziaria. Chiede invece che si svolgano con i metodi tipici delle vere inchieste giudiziarie: che, come abbiamo visto proprio a proposito di mafia e terrorismo, sono tanto più efficaci quanto più si svolgono nel silenzio.>
Lo sai cosa significa questa frase?
Intercettazioni tolte ALLA MAGISTRATURA, organo competente, e AFFIDATE AI SERVIZI, organo dell’ESECUTIVO.
Sì perchè se per legge molte intercettazioni non si potranno fare, abbiamo l’ultima legge sui servizi che dice che gli 007 potranno commettere questi e ben altri reati senza doverne rispondere a nessuno che non sia il governo.
Il solito discorso riguardo la guerra antidemocratica dei primi duepoteri dello stato contro il terzo. Perchè ai primi due sono finiti dei ladri troppo scafati.
12 Giugno, 2008 a 2:10 pm
magetrony
ORA PERO’ IL MOTIVO PER CUI DOVRESTI CHIUDERE QUESTO POST FALSO..
Nel titolo scrivi: ANM TRAVAGLIO (etc.) STAVANO TUTTI ZITTI.
Rincari la dose di cazzate nel testo:
>Nessuno però mosse un dito. Nessuno tacciò il governo di centrosinistra di voler mettere i bastoni tra le ruote alla magistratura arrischiando così la sicurezza dei cittadini.
Nessuno, nemmeno il Di Pietro che oggi tanto si scalda.
Chiaro esempio di incoerenza.
Dalla quale comunque si evince che il problema relativo all’abuso delle intercettazioni come metodo d’indagine esiste eccome, e non è solo un vezzo privatissimo dell’attuale Premier.>
EBBENE CARO PENSATORE, CHIUDI QUESTO POST.
Il discorso su cui si basa è falso. GIà mi pare che qualcuno abbia linkato le proteste di di pietro, io ora ti metto uno degli articoli di TRAVAGLIO che critica la faccenda CON TONI IDENTICI a quelli con cui critica quella del cavaliere NERO.
TIeni ecco il link, spero che stavolta avrai la coerenza di rettificare TUTTO quello dche hai scritto.
http://www.comincialitalia.net/interna.asp?id_tipologia=2&id_articolo=2716
12 Giugno, 2008 a 2:18 pm
magetrony
tra l’altro è successo poco tempo fa ed io mi RICORDO BENISSIMO il VESPAIO DI POLEMICHE sollevato dalla proposta Mastella (guardacaso! Ma che simpatica coincidenza!).
12 Giugno, 2008 a 2:25 pm
Leo
Complimenti Pensatore … un degno allievo di Facci
12 Giugno, 2008 a 2:34 pm
magetrony
…Ora le cose sono 2…o pensatore prova ad arrabattare una risposta deviante…
..oppure arriva il troll…
12 Giugno, 2008 a 2:40 pm
Leo
o entrambe …
ppure come i suoi migliori maestri farà finta di niente
12 Giugno, 2008 a 4:18 pm
stefano
ciao, concordo in parte col tuo articolo, il costo delle intercettazioni è troppo alto, ma i paragoni con gli altri paesi vengono fatti senza tener di conto che nei paesi europei in questione le intercettazioni non le fa solo il sistema giustizia.
chi ti dice che il governo di centrosinistra non avesse intenzione di andare in un’altra direzione per allinearsi con i costi degli altri paesi europei?
penso che in un paese veramente democratico ci debba essere la possibilità da parte della giustizia di poter indagare con tutti i mezzi messi a disposizione dalla tecnologia e non.
la giustizia deve poter indagare liberamente su qualsiasi persona che lavora per lo stato (stato=il popolo “sovrano”), che sia questo un infermiere oppure una alta carica di stato.
chi decide di lavorare per la collettività deve rendere conto pubblicamente a tutti noi.
che ci siano tanti abusi questo è palese e bisogna metterlo nella riforma che va fatta, bisogna agire molto su come si divulgano le notizie ai media.
quando parli del pm di Catanzaro Luigi De Magistris non ti dimenticare che la casta dei politici si è affrettata a far tacere il pm di Catanzaro Luigi De Magistris allontanandolo dalle indagini e quando elenchi le inchieste che non sono andate a buon fine non ti dimenticare di elencare anche quelle che invece si sono concluse con molti giri sporchi smantellati.
le intercettazioni sono state fondamentali in molti processi se ne deve tenere di conto.
quando parli di “metodi tipici delle vere inchieste” a cosa ti riferisci?
le solite carte e la solita lente di ingrandimento? penso che tra le carte e la lente di ingrandimento ci stia molto bene qualche intercettazione a confermare il tutto no?
12 Giugno, 2008 a 4:31 pm
benga amatriani
“Entro il 31 gennaio 2008 il ministero della Giustizia deve realizzare un sistema unico nazionale per le intercettazioni telefoniche, dovrà monitorare i costi complessivi delle attività disposte dalle autorità giudiziarie con l’obiettivo di ridurre i costi dagli attuali 250 milioni circa a 100 milioni di euro”. (dal programma dell’Unione)
è uguale a
“Le intercettazioni verrano limitate e permesse solo in caso di indagini su Terrorismo e Mafia”. (dai proclami Berlusconiani)
Attento a non pensare troppo e come direbbe il buon Travaglio “occhio a non farti venire un ernia cerebrale”..
Oddio! Cos’ho fatto!!! Un copia incolla di un “leit motiv travagliesco”: denoto proprio assenza d’argomentazioni.
Mica come Marco Caruso, Italo Forzuto in erba, che confonde il pensare con l’andar di corpo…
12 Giugno, 2008 a 5:09 pm
Kagliostro
Vabbé, questo è tutto quello che sanno dire i sostenitori di Magistratura Dipendente?
Ma non è che questi sono figli di magistrati che nel caso in cui dovessero essere abolite le intercettazioni sarebbero costretti a lavorare?
Del resto il graaaaaaaaaaaande lavoro dei magistrati in Italia si vede: il meridione è in mano alla mafia-camorra-’ndrangheta etc etc
Il centro è in mano “agli amici degli amici” ed il nord… beh che non si sa?
Però la magistratura dipendente guai a toccarla e a dire che non funziona, o a proporre di abolire gli avanzamenti automatici, o introdurre esami psichici (chissà che c’hanno da temere eh?). Guai, meglio lascaire tutto com’è che si vede… funziona proprio benissimo e quello che non funziona è colpa degli altri.
L’importante sono le intercettazioni ai poveracci e le cazzate che i potenti dicono al telefono. Povera Italia, succube di ’sti rimbambiti manettari seguaci di TRavaglioDiPietroBoccassini… fanculo ’sti populisti manettari di merda!
12 Giugno, 2008 a 5:18 pm
Leo
Kagliostro VERGOGNATI !
Questo paese è nelle condizioni in cui è grazie a personaggi come TE
12 Giugno, 2008 a 5:24 pm
stefano
SUGLI ALTI COSTI DELLE INTERCETTAZIONI:
Due anni fa, l’ultimo anno dei quali abbiamo le statistiche, le procure italiane, che sono 165, hanno speso per intercettazioni 240 milioni di euro.
Sono quattro euro per ogni cittadino. Quattro euro e qualcosa per ogni cittadino. La domanda è: “siete disposti da dare quattro euro all’anno, cioè quattro caffè all’anno, per sentirvi più sicuri e protetti contro reati di ogni genere?”. Penso che la risposta, se la domanda viene posta correttamente ai cittadini, sia sì. Potremmo risparmiare? Certo, potremmo averle gratis le intercettazioni. Sapete perché le paghiamo? Le paghiamo perché lo Stato, quando da la concessione alla Telecom, alla Vodafone e agli altri gestori telefonici potrebbero mettere una clausoletta nella quale c’è scritto: “voi siete concessionari pubblici dello Stato italiano. Perfetto. Avete un obbligo. Quando un magistrato vi chiede di tenere sotto controllo un telefono, voi lo fate gratis. Invece lo Stato italiano paga i gestori telefonici che sono suoi concessionari.
Quando un magistrato chiede a una banca: “fammi quell’accertamento bancario”, la banca mica si fa pagare. Eppure la banca è un ente privato. Questi sono concessionari pubblici e lo Stato italiano paga loro ogni intercettazione. E in più, ad ogni indagine che deve fare, affitta un macchinario che non è proprio, da un’azienda privata. Basterebbe comprarli una volta, i macchinari per fare le intercettazioni e i costi verrebbero praticamente azzerati.
SULLA QUANTITA’ DI INTERCETTAZIONI:
E poi non è vero che abbiamo troppe intercettazioni rispetto agli altri paesi, perché negli altri paesi non si sa quante siano le intercettazioni. L’unico paese di cui con certezza si sa quante intercettazioni si facciano è l’Italia. Per quale motivo? Perché in Italia le può fare soltanto la magistratura e risultano tutte, dalla prima all’ultima, con tanto di autorizzazione di un giudice terzo. Mentre all’estero le fanno i servizi segreti, le forze di polizia, senza nessun controllo. Pensate, in Inghilterra le fa perfino il servizio ambulanze. Ci sono 156 enti, compresi gli enti locali, che possono fare le intercettazioni. In America le fa la SEC, che è l’equivalente della nostra CONSOB, solo che quella funziona e che controlla appunto le attività di borsa.
Quindi in Italia non è vero che ce ne sono di più, le controlliamo tutte. Mentre all’estero ci sono, ma non incontrollate, quindi non si sa quante sono.
12 Giugno, 2008 a 6:32 pm
Kagliostro
Stefano non dire CAZZATE: tu ti senti SICURO in ITalia?
Io vedo CRIMINALITA’ DILAGANTE ovunque: anche negli stessi uffici pubblici ti chiedono la “tangente” per farti un lavoro che dovrebbero fare per forza.
Ti sembra che con le intercettazioni le cose funzionino?
NO, NON FUNZIONANO!
Perché?
Perché i magistrati passano il tempo a spiare e a NON FARE I PROCESSI/INDAGINI. Così NESSUNO finisce in PRIGIONE e I CRIMINALI sanno di poterla FARE FRANCA.
Però GRAN COSA per quei MENTECATTI MANIACI DEL BUCO DELLA SERRATURA che vivono incollati al computer come voi, leggere quante volte TROMBA SILVIO. Eh sì, caxxo ci frega di arrestare i mafiosi, l’importante è sapere dei colloqui fra Silvio e Saccà…
E tu mi vieni a chiedere altri 4 euro per sapere che dice Silvio a Saccà? mavaffa…
12 Giugno, 2008 a 6:50 pm
stefano
mi hai frainteso, io dico che si deve dare più fondi e non toglierli, dico che leggi che hanno fatto in questi anni hanno indebolito la magistratura, non si limitano le intercettazioni si fa una legge che permetta di far divulgare notizie inutilmente.
io non voglio sapere quanto tromba il berlusca ma se permetti voglio sapere l’uso che fa il berlusca del suo potere politico per i suoi scopi personali.
se permetti ti dico che ormai sono costretto a stare del tempo al pc per informarmi in quanto tutti i media sono solo pieni di quelle cazzate che dici tu e questo non per colpa della magistratura.
si parla a giorni dello stupro di roma e si accenna soltanto al fatto che il berlusca corrompe saccà, i media dicono del berlusca assolto invece è stato prescritto, idem per andreotti….
il problema in italia è l’informazione che non c’è e se c’è è fatta molto ma molto male
12 Giugno, 2008 a 7:22 pm
ilpensatore
allora poniamo un freno ai giornalisti.
anche se non mi piace che vengano poste pene detentive per chi fa informazione.
il problema è che così come oggi è ovvio che i giornali ti faranno leggere più volentieri che Berlusconi propone tre veline a Saccà o che i Savoia vanno a sboldre piuttosto che i reati che hanno pendenti o giudicati…perchè vendono di più…(nemmeno perchè siano controllati, ma proprio perchè alla gente interessa di più il gossip).
demoralizzante lo so…ma basta vedere quante copie riescono a vendere i giornaletti scandalistici e quanti ne nascono di giornaletti stessi…a valanga…
salvo poi, nel mezzo alle pubblicazioni degli stralci, trovarci gente che magari ha anche un ruolo pubblico ma non c’entra niente.
non si sa se ha fatto o meno quella cosa di cui parlava; se è stato colto in ultimo da un rimorso o se ha gestito la situazione in modo differente.
no, finisce tutto in prima pagina.
durante mani pulite furono in diversi a suicidarsi. non perchè colti dai sensi di colpa, ma perchè le loro vite erano finite per come erano state infangate sui giornali pur non essendo niente vero e accertato.
eppure si sa: se dici tante volte una bugia alla fine ci credi…così, se spali merda addosso a qualcuno finisce che se anche quello non se la meritava rimane un merdoso merdaiolo per tutti…
ecco perchè ci vuole un limite alle intercettazioni!
di più: tra i tanti numeri che hanno provato a smentire facendo i capziosi in questi giorni, quello incontestato è stato proprio quello relativo alla percentuale dei processi andati a buon fine laddove erano usate le intercettazioni come prova del reato: quel 60% di archiviazioni/assoluzioni/proscioglimenti nessuno se l’è sentita di smentirlo…e vorrà pur dire qualcosa!
ma intanto…in quanti c’hanno rimesso come onorabiltà?
e quanti soldi son stati spesi inutilmente?
infine: a chi dice che tanto coi processi si rifinanziano le spese, piacerebbe chiedere che spiegassero anche come mai nonostante i tanti processi vinti la giustizia è ancora al palo senza benzina nelle macchine e senza la carta nelle fotocopiatrici dei tribunali…
12 Giugno, 2008 a 9:08 pm
lm
si, pensatore, vai a recuperare i soldi dalla mafia.
Tutt’al più sequestri dei beni eppoi c’è chi te li brucia, chi minaccia quei giovani cui vengono affidati i terreni per farci qualche attività agricola sopra, oppure qualcuno che ti avvelena le mandrie di bufale come è successo sul Volturno o giù di lì.
A Fiorani, Consorte e altri, hanno tolto 370milioni spendendo 8milioni in intercettazioni: questa è secondo quel giornalista del Corriere, la prova della inconsistenza delle motivazioni di Alfano. Ammazza che prova: quanto è costata l’azione giudiziaria, le missioni della guardia di finanza, il costo delle fotocopie e la carta igienica del tribunale? nessuno lo dice. Quanto è il costo sociale delle operazioni fatte dai furbetti? le perdite dei risparmiatori fregati? nessuno lo dice. Dove è l’omogeneità delle due cifre?
E’ un bel successo, certamente.
Ma quante volte si potrà ripetere un recupero del genere?
Per intanto, se si volesse fare un discorso meno partigiano, sarebbe il caso di andare a vedere quanto recupero hanno fruttato gli altri 230 e passa milioni spesi, oppure l’un miliardo e passa delle spese dei cinque anni passati: bohh?
Forse ai soliti giudici manca il concetto dell’efficienza.
Ma che forse…è così.
12 Giugno, 2008 a 11:32 pm
magetrony
Eccoli ragazzi!
I TROLL!!!
Kagliostro e il nostro simpatico amico “lm”, compagno di tanti discorsi affrontati in maniera logic