Per chi ancora fosse convinto che a far fallire la vendita di Alitalia ad AirFrance fu l’allora capo dell’opposizione, Berlusconi, i sindacati tra ieri sera ed oggi hanno tenuto a ribadire che il merito era ed è tutto loro!
Anche stavolta, nella scelta tra un sacrificio necessario e la perdita totale del lavoro, i saggi capi delle confederazioni dei lavoratori stanno spingendo i loro iscritti/adepti verso la soluzione più dolorosa di tutte.
A questo punto, il fallimento è la soluzione più giusta. Tutti a casa. Ventimila persone (e relative famiglie) senza stipendio.
E una volta fatta tabula rasa, ripartire.
Con un unica avvertenza.
Chi ha rifiutato il posto oggi non lo avrà domani. Rinnovamento totale. Ventimila facce nuove.
Esagerato? Forse…ma questa sarebbe giustizia.
Con la “fame” di lavoro che c’è in questo momento in Italia, rifiutare un sacrificio per impuntarsi ad ottenere ciò che non si può avere e così perdere il posto è un vero e proprio schiaffo per tutti coloro che per quel posto e a quelle stesse condizioni “sacrificate” accenderebbero ceri a tutte le madonne conosciute sul globo terracqueo!
Senza dimenticare che quelli che oggi si ostinano a dire no sono gli stessi che hanno contribuito al fallimento della nostra compagnia di bandiera.
Gli scioperi risolvono davvero poco ai giorni nostri; soprattutto se praticati in un settore dal mercato abbastanza variegato.
Piuttosto che correre il rischio di rimanere a terra o di soffrire ore ed ore di ritardi, molti passeggeri (me compreso) hanno finito col preferire altri vettori facendo così perdere milioni di euro ad Alitalia.
Il tutto nella consapevolezza che le ore di lavoro non lavorate non hanno costo zero per l’impresa.
E per cosa? Per veder garantiti i propri privilegi.
Di cosa parlo?
Per farvene un’idea vi riporto, via Daw, un estratto dal libro “L’altra casta”, di Stefano Liviadotti.
Piloti e hostess lavorano molto meno dei loro colleghi di altre compagnie. Però costano tanto di più. Grazie a una giungla di benefit, difesi con le unghie e con i denti e puntigliosamente elencati in un contratto degno di Harry Potter, dove tutti i mesi durano quanto febbraio e il giorno di riposo comprende due notti.
Un giorno è un giorno. Dal Circolo polare artico fino alle isole di Tonga, è uguale per tutti. Ma non per i piloti dell’Alitalia. È scritto nero su bianco a pagina 2 del Regolamento sui limiti dei tempi di volo e di servizio e requisiti di riposo per il personale navigante approvato, con la delibera n. 67 del 19 dicembre 2006, dal consiglio di amministrazione dell’Enac, l’Ente nazionale per l’aviazione civile. Il terzo comma dell’articolo 2 disciplina il «giorno singolo libero dal servizio».
Che viene così descritto: «Periodo libero da qualunque impiego che comprende due notti locali consecutive o, in alternativa, un periodo libero da qualunque impiego di durata non inferiore a 33 ore che comprende almeno una notte locale». Un giorno di 33 ore o con due notti? Quando si tratta del personale di volo della ex compagnia di bandiera italiana, e dei relativi regolamenti di lavoro, bisogna abbandonare ogni convenzione, dal sistema metrico decimale all’ora di Greenwich: per loro non valgono.
Vivono in un mondo a parte, dove tutto è dorato. Da sempre veri padroni dell’azienda, piloti e assistenti di volo si sono dati delle norme di lavoro consone al loro status (a proposito: i capintesta dei sindacati degli autisti dei cieli hanno una speciale indennità economica che percepiscono anche se se ne stanno incollati a terra tutto l’anno). Secondo il regolamento dell’Enac, dove è specificato che hanno diritto a riposare su poltrone con una reclinabilità superiore al 45% e munite di poggiapiedi regolabile in altezza, non devono volare più di cento ore nel corso del mese.
Anzi nei 28 giorni consecutivi, come hanno preferito scrivere: e si vede che per loro è sempre febbraio. Nell’intero anno, cioè nei dodici mesi (se non hanno modificato a loro uso e consumo pure il calendario) il tetto non è, come da calcolatrice, mille e 200 ore (100 per 12) ma 900, e vai a sapere perché. Nel contratto, che l’azienda si rifiuta di fornire ai giornalisti, come del resto qualunque altro dato sulla produttività dei dipendenti, l’orario però si riduce. Nel medio raggio, la barriera scende a 85 ore al mese. Che nel trimestre non diventano 255, ma 240. E nell’anno non arrivano, come l’aritmetica sembrerebbe suggerire, a mille e 20, ma a 900.
Ma non è neanche questo il punto: fosse vero che volano così tanto (tra gli assistenti di volo l’assenteismo è all’11%). I numeri tracciano un quadro un po’ diverso e dicono che nel medio-corto raggio gli steward e le hostess (alla fine del 2007, 480 di queste ultime su 4300, cioè l’11%, erano praticamente fuori gioco perché in maternità o in permesso in base alla legge che consente di assistere familiari gravemente malati) restano tra le nuvole per non più di 595 ore l’anno. Vuol dire 98 minuti al giorno, il tempo che molti Cipputi impiegano per fare su e giù tra casa e fabbrica. A titolo di raffronto, un assistente di volo della Lufthansa vola 900 ore, uno della Iberia 850 e uno della portoghese Tap 810. Restando in Italia, una hostess di AirOne si fa le sue belle 680 ore.
I piloti, poi, alla cloche sembrano quasi allergici: la loro performance non va oltre le 566 ore, che significano 93 minuti al giorno. I loro pari grado riescono a pilotare per 720 ore all’Iberia, per 700 alla Lufthansa e all’AirOne, per 680 alla Tap e per 650 all’Air France. I nostri, insomma, non sono esattamente degli stakanovisti: in media fanno, tra nazionale e internazionale, 1,8 tratte al giorno, contro le 2,4-2,75 dei colleghi di AirOne. In compenso, sono molto più cari di tutti gli altri. Un assistente di volo con una certa anzianità può arrivare a costare ad Alitalia 86 mila e 533 euro, contro i 33 mila che deve mettere nel conto la compagnia di Toto (AirOne, ndr ).
Il comandante di un Md80 dell’azienda della Magliana ha un costo del lavoro annuo pari a 198 mila e 538 euro. Per la stessa figura professionale i concorrenti italiani non sborsano più di 145 mila euro. Sempre restando allo stesso tipo di aereo, per pagare il pilota Alitalia ha bisogno di 108 mila e 374 euro, tra i 28 e i 33 mila in più di AirOne o di un’altra azienda italiana. Il mix di orari da impiegati del catasto e stipendi da superprofessionisti crea un cocktail che risulterebbe micidiale per qualunque azienda: facendo due conti viene infatti fuori che alla fine dell’anno Alitalia spende per ogni ora volata da un suo comandante qualcosa come 350,8 euro. Contro i 207,1 di AirOne. Una differenza del 69,4% che manderebbe fuori mercato chiunque. Soprattutto se si considera anche che un aereo della ex compagnia di bandiera viaggia con un equipaggio superiore di un buon 30% rispetto alla media dei concorrenti.
Il risultato finale è che in Alitalia il tasso di efficienza per dipendente è pari, secondo i calcoli dell’Association of European Airlines, a poco più della metà di quello che può vantare la Lufthansa. Che i passeggeri trasportati sono 1.090 per dipendente, contro i 10 mila e 350 di Ryanair. E che nel 2004 il ricavo medio per ogni lavoratore impiegato non andava oltre i 199 mila euro, poco più di un terzo rispetto a quanto registrava ad esempio Ryanair (513 mila euro).
In Alitalia comandano i sindacati (che nel solo primo semestre del 2005 hanno proclamato scioperi per 496 ore: quasi 3 ore ogni 24). E si vede. Il contratto in vigore dal 1° gennaio 2004 dice che, nel medio raggio, una hostess o un pilota non possono essere utilizzati per più di 210 ore al mese (che, con il solito giochino, diventano 600 nel trimestre e 1.800 nell’anno). Ebbene, se uno di loro parte da Roma per andare a prendere servizio a Milano la metà della durata del viaggio che lo vedrà impegnato nelle parole crociate viene considerata servizio.
La tabella dell’Enac che stabilisce, a seconda dell’orario di inizio del turno, su quante tratte continuative può essere impiegato il personale navigante prevede cinque diverse ipotesi. Che salgono a diciassette nell’accordo sottoscritto da azienda e sindacato. Dove è stabilito per il personale navigante il diritto a 33 giorni di riposo a trimestre (ad AirOne sono 30), che aumentano fino a 35 per chi è impegnato nel lungo raggio. In base al contratto, al termine di ogni volo deve essere garantito un riposo fisiologico di 13 ore, che sul lungo raggio deve risultare invece pari al numero dei fusi geografici attraversati moltiplicato per otto, con un minimo però di 24 ore. Boh.
Semplicemente geniale è poi il nuovo sistema retributivo, in vigore dal 1° gennaio 2005. Sono rimasti, ovviamente, lo stipendio base (quattordici mensilità) e l’indennità di volo minimo garantito: quaranta ore, che uno le faccia o meno. Le dieci voci che componevano la parte variabile della retribuzione di un pilota (compreso il cosiddetto «premio Bin Laden» corrisposto, dopo l’attentato alle Torri gemelle di New York, a tutti quelli che viaggiano in Medio Oriente e dintorni) sono state tutte sostituite da un’unica indennità di volo giornaliera (per un comandante è pari a 177 euro se è impegnato sul lungo raggio e a 164 se vola sul medio, cifre alle quali va sommata la diaria, che sono altri 42 euro, per un totale che può quindi arrivare a 219 euro). Indennità che scatta tutta intera anche se il pilota sta alla cloche solo per mezz’ora o semplicemente si trasferisce all’aeroporto da dove prenderà servizio. E perfino se il suo volo viene cancellato dopo che lui ha già raggiunto quello che doveva essere lo scalo d’imbarco. Per di più, aumenta se c’è uno spostamento dei turni rispetto al calendario originale.
Siccome poi lavorare stanca, il contratto prevede l’istituzione di una Banca dei riposi individuali dove confluiscono i crediti che si ottengono per esempio quando l’aereo viaggia con personale ridotto (un riposo ogni due giorni) e dalla quale hostess e piloti possono attingere pure degli anticipi. Non è invece dato sapere se le parti hanno raggiunto un accordo su una nuova indennità graziosamente prevista nell’ultima intesa: il premio di puntualità, che per i passeggeri assume davvero il sapore della beffa. Mentre è alla direttiva dell’Enac che bisogna tornare se si vuole conoscere la dettagliatissima disciplina della cosiddetta «riserva», i periodi di tempo nei quali il personale navigante deve essere pronto a rispondere a un’improvvisa chiamata.
Premesso che si può essere messi in riserva solo dopo aver goduto di un riposo, si stabilisce che la metà del tempo trascorso a casa con le pantofole ai piedi va considerata come servizio. Bingo. Di più: che se l’attesa si consuma inutilmente perché il telefono non trilla, e dev’essere proprio per lo stress, scatta un successivo periodo di riposo di almeno otto ore, che in alcuni casi salgono a dodici. Ed è sempre il premuroso Enac a stabilire che a piloti e hostess, una volta a bordo, deve essere dato da mangiare una volta ogni sei ore, come ai pupi, e adeguatamente, «in modo da evitare decrementi nelle prestazioni».
Di alcuni privilegi o istituti incomprensibili nessuno ricorda neanche l’esatta origine. Ci sono e basta. Così, le hostess continuano ad avere una franchigia di ventiquattr’ore al mese, che in pura teoria dovrebbe coincidere con l’inizio del ciclo mestruale, ma si racconta del caso di una di loro che ha chiesto la giornata del 31 come permesso per il mese di dicembre e quella del 1° per il mese di gennaio: misteri del corpo femminile. Sempre le assistenti di volo, quando vanno in maternità vengono retribuite per tutto il tempo con lo stesso stipendio guadagnato nell’ultimo mese di servizio, che, guarda un po’, svolgono regolarmente sul lungo raggio, per far salire l’importo della busta paga. I piloti, invece, non possono atterrare due volte nello stesso scalo in un solo giorno. La logica della regola, che pare non sia neanche scritta ma frutto della consuetudine, è imperscrutabile.
La conseguenza, però, è chiara: la crescita delle spese per le trasferte. A partire da quelle per gli alberghi, che in Alitalia vengono scelti da un’apposita commissione dopo attento esame dei loro requisiti: con il risultato che l’importo medio è superiore del 45% a quello sostenuto dagli altri vettori. Solo per le 300 stanze prenotate tutto l’anno per i dipendenti che, anziché essere trasferiti a Malpensa, vanno su e giù da Roma, la compagnia ha in bilancio 45 milioni. Nella babele dei benefit, per un certo periodo tutto il personale viaggiante ha poi goduto di una speciale indennità per l’assenza del lettino a bordo di alcuni 767-300: alcune centinaia di euro che venivano corrisposte anche a chi volava su aerei dotati delle cuccette in questione.
I lavoratori più coccolati d’Italia quando viaggiano per piacere godono di una politica di sconti davvero generosa. Argomento sul quale l’azienda ha di nuovo una tale coda di paglia da rifiutarsi di fornire chiarimenti. Ma è il segreto di Pulcinella: i dipendenti (e con loro i pensionati) hanno diritto ad acquistare (anche per i loro cari: figli e coniugi o conviventi) i biglietti con una riduzione del 90% sulla tariffa piena, se rinunciano al diritto alla prenotazione. Il taglio scende invece al 50% se vogliono il posto garantito, magari perché vanno a festeggiare l’ultima promozione, che in Alitalia non si nega davvero a nessuno. Nel 2007 la direzione per la finanza dell’azienda della Magliana poteva contare su 152 persone: 20 dirigenti, 52 quadri e 80 impiegati. In quella per il personale i soldati semplici (61) prevalevano di una sola unità sui graduati (60: 25 dirigenti e 35 quadri).
Dev’essere anche per questo che il consiglio di amministrazione dell’azienda ha sentito la necessità di garantirsi l’ombrello di una polizza assicurativa a copertura di possibili azioni di responsabilità nei confronti di chi ha guidato la baracca. E si è reso così complice dei sindacati. Ai quali invece nessuno potrà mai presentare il conto.




















































54 comments
Comments feed for this article
12 settembre 2008 a 21:31
Paolo Marani
Adesso sono convinto che il berlusca farà di tutto per dare la colpa del fallimento ai sindacati. Mentre in realtà è solo colpa sua, così impara ad inventarsi fantomatiche cordate. Debiti alla gente, e lavoratori licenziati, come dire cornuti e mazziati… ebbravo berlusca, li prendi tu alla fininvest adesso ?
12 settembre 2008 a 23:11
Anonimo
Non è colpa di belusca. E’ colpa degli italiani.
…e anche un pochino colpa del berlusca che tutte queste analisi e problemucci vari sulllo schifo alitalia non li ha nemmeno lontanamente menzionati in campagna elettorale.
Ora esce che alitalia fa schifo… ma perché scusa gli stipendi se li sono alzati ad aprile? NO! lavorano poco e guadagnano assai da un bel po’ di tempo.
Il berlusca ha promesso ai suoi amichetti che gli avrebbe fatto avere gli aereoplanini per una manciata di fave, e tutta la parte problematica tolta e buttata nel wc come fosse grasso dal prosciutto.
Airfrance propone 2.500 licenziamenti (o poco più) Berlusca dice che lui ne licenzia di meno e.. come le magie che solo lui sa fare ecco che li licenziano tutti e ce li appioppano mentre banchettano con gli utili.. e soprattutto DANNO LA COLPA A QUALCUN’ALTRO… wow! Pensatò ma come fai ad essere così miope? bah!
12 settembre 2008 a 23:12
Sharino
Non è colpa di belusca. E’ colpa degli italiani.
…e anche un pochino colpa del berlusca che tutte queste analisi e problemucci vari sulllo schifo alitalia non li ha nemmeno lontanamente menzionati in campagna elettorale.
Ora esce che alitalia fa schifo… ma perché scusa gli stipendi se li sono alzati ad aprile? NO! lavorano poco e guadagnano assai da un bel po’ di tempo.
Il berlusca ha promesso ai suoi amichetti che gli avrebbe fatto avere gli aereoplanini per una manciata di fave, e tutta la parte problematica tolta e buttata nel wc come fosse grasso dal prosciutto.
Airfrance propone 2.500 licenziamenti (o poco più) Berlusca dice che lui ne licenzia di meno e.. come le magie che solo lui sa fare ecco che li licenziano tutti e ce li appioppano mentre banchettano con gli utili.. e soprattutto DANNO LA COLPA A QUALCUN’ALTRO… wow! Pensatò ma come fai ad essere così miope? bah!
13 settembre 2008 a 08:52
pippo
Alitalia prigioniera dei sindacati, che fanno il loro porco mestiere, cioè spuntare il più possibile. Non si aumentano lo stipendio da soli. Vergognoso sì, responsabili no, i responsabili sono la controparte, cioè la politica che gestisce non imprenditorialmente, ma a seconda del serbatoio di voti. Molto semplice no? perchè fare tanti giri di parole?
Non è colpa di berlusconi, stai tranquillo, però se mi dice due settimane fa che alitalia è risolta (pomposamente e con arroganza) e poi oggi mi ritrovo con sto casino…allora non è risolta, faccia di merda. smettila di prendere per il culo almeno i tuoi elettori.
13 settembre 2008 a 09:26
andrea
sono a\v e non pensavo che nutrirmi ogni sei ore di un panino un frutto e una barretta di cioccolato e un’insalata fosse un previlegio…
ma che raffica di menzogne disgustose…
13 settembre 2008 a 10:27
Maury
…E pensare che io lavoro 10 ore al giorno per uno stipendio pari o piu’ basso del loro!Bha ,sara’ colpa del Berlusca….
13 settembre 2008 a 11:22
Sponge
no forse è colpa di tutta la clase politica che da innumerevoli anni attua un differente trattamento tra lavoratore pubblico e privato.
insieme al berlusca puoi inserirci prodi veltroni, dalema ecc.
13 settembre 2008 a 15:11
piccolokin
Qui siamo al ridicolo, Berlusconi ha bloccato le trattative con AirFrance, lo sanno anche le pietre. I sindacati ci hanno messo del loro, ma far finta che sia tutta colpa loro e’ un’idiozia. Berlusconi sparava dell’esistenza di una cordata italiana. Grazie al cazzo, mica la cordata si e’ comprata alitalia, si e’ comprata la parte buona di Alitalia, mentre i debiti se li prendono i cittadini. Una tassa di 150 euro. Altro che vi tolgo l’ICI. E lo capiresti pure tu, se non sembrasse di parlare con un Testimone di Geova.
(^o^)
13 settembre 2008 a 16:25
Frank77
Sono d’accordo col tuo post,purchè dopo il fallimento Alitalia non si crei una nuova compagnia aerea statale,altrimenti saremmo punto e a capo.
13 settembre 2008 a 17:07
ucciu merda
MANGIO I VERMI
E BUTTO L’INSALATA
13 settembre 2008 a 18:32
MalaAZ
Se fanno già schifo oggi e non hanno nessuna voglia di lavorare e schifano i passeggeri, cosa succederà se accetteranno i tagli agli stipendi? Sputeranno in faccia ai clienti all’imbarco? O saranno in malattia in blocco (come è già sucesso) x 365 giorni all’anno?
13 settembre 2008 a 19:54
Silvius
Silvio
prima c’era la sinistra ed ovviamente le responsabilità erano loro.
poi sei arrivato e con le tue qualità di divinità avevi promesso di far risorgere l’araba fenice.
ora il mancato accordo è colpa nuovamente della sinistra.
ok siamo la repubblica delle banane però maggiore serietà non guasterebbe (e capisco anche l’età che fa straparlare).
13 settembre 2008 a 20:42
Anonimo
Sono perfettamente d’accordo con quello che scrivi e poi a ben vedere i Sindacalisti storici che prima combattevano contro i governi ora sono tutti ben piazzati sulle poltrone alla faccia dei “poveri” lavoratori è un circolo vizioso.
Credo che non ci sia via si scampo, se i lavoratori Alitalia non accetteranno le proposte che vengono loro fatte. Poi tutti e ventimila,con rispettive famiglie andranno a mangiare a casa dei sindacalisti.
13 settembre 2008 a 20:45
Vedo oltre
Sono quella che ha scritto il commento precedente.
Non mi piace l’anonimato perciò ora mi firmo.
15 settembre 2008 a 00:34
Marco
I lavoratori sono liberi di accettare o meno la proposta. Ognno sceglie di fare quello che meglio crede. Non so quante persone accetterebebro un contratto come quello che i dipendenti Alitalia dovrebbero firmare. condivido silvius e vedo oltre. Berlusconi forse non ha capito che le sue dichiarzioni sono ridicole. Marco
15 settembre 2008 a 10:15
caposkaw
è colpa di berlusconi se i sindacati fanno fallire l’accordo.
è colpa di berlusconi se c’è la recessione economica.
SICURAMENTE , date la colpa a berlusconi delle vostre defailliance sessuali (leggi impotenza e eiculazio precox) e delle piattole e scabbia che vi siete beccati….
….
con questi dati , berlusconi ha preso il posto che il diavolo aveva nel più bigotto cristianesimo medioevale….
….
delle due scegliete , quella che vi va meglio.
o ammettete che siete pazzi da manicomio (da curare con la lobotomia) o andate in Chiesa a sentire messe su messe , pregando che vi si liberi dal maligno e chiedete pure degli esorcismi…
15 settembre 2008 a 10:58
C6 Post-iT
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15 settembre 2008 a 12:41
cougar84
Alitalia stava fallendo per sbagliate scelte di mercato e per un PESSIMA GESTIONE AMMINISTRATIVA.
Ma dare la colpa hai sindacati è ridicolo!
Certo, sono dei grassoni sulle poltrone che si ungono col sangue dei lavoratori, MA DIRE CHE L’HANNO FATTA FALLIRE LORO E’ ALLUCINANTE.
Alitalia doveva fallire anni fa … I POLITICI l’hanno tenuta in vita con fiale di soldi pubblici ( che paghiamo noi, non i sindacati ).
Ora siamo arrivati al collasso. Si sta cercando di rianimare un morto.
La colpa non è di B, né dei sindacalisti.
La colpa è di chi ha amministrato col culo questa società. Per le leggi del mercato DEVE FALLIRE.
Ma il fatto che non sia fallita non è da imputare hai sindacati, ma dai politici che l’hanno tenuta in vita, coi soldi dei contribuenti.
Ora quello che si cerca di fare è peggio ancora, pagare i debiti di questo morto per dare a degli imprenditori ( di dubbia esperienza e capacità ) una azienda che chiameremo Frankestain con cui potranno giocare un po’ per poi rivenderla al miglior offerente.
Tanto i debiti li paghiamo noi.
E i sindacati fanno solo quello che hanno fatto sempre, cercano di accaparrarsi le briciole …
Marco
15 settembre 2008 a 13:23
Sharino
Cougarr ti prego “AI” senza l’ ACCA!!! ma possibilie che il 40% di internet sia formata da persone che scrivono “da imputare HAI sindacati”?!!?
per il resto il tuo ragionamento fila. Mi sento di aggiungere solo che non è colpa di mr.b il fallimento alitalia, ma è sua responsabilità l’aver promesso una soluzione migliore della proposta air france, ha detto (e tutt’ora è visibile leggendo il piano fenice sul sito governoberlusconi . it) che avrebbe licenziato meno persone di air france. Ha deliberatamente fatto i conti senza l’oste, poteva chiamare i sindacati PRIMA delle elezioni e vedere cosa pensavano del suo progetto e della sua cordata.. no?
Ma questa è una domanda che nessuno gli porrà mai.
15 settembre 2008 a 13:41
caposkaw
sharino , sembra che ti manchi un pezzo.
ti sembra sensato un sindacato che fa fallire l’azienda in cui lavora?
fa pensare a un ordine dell’opposizione che , sbattendosene della gente licenziata, vuol solo far fare brutta figura al governo…
è o non è lecito pensarlo?
15 settembre 2008 a 14:11
Sharino
Caposkaw pensare è sempre lecito, ma spiegami meglio il tuo pensiero perché non l’ho ben capito.
Il sindacato sta deliberatamente facendo opposizione per far fare brutta al governo? Lecito da pensare, ma difficile da credere (ovviamente non lo escludo, per me TUTTO è una possibilità, per quanto improbabile).
Mi sembra più plausibile che i sindacati siano sul piede di guerra a causa delle condizioni imposte.
Ho sentito chiamare “privilegio” un panino e una mela ogni sei ore… non oso pensare che altro avranno imposto come stipendi/contributi e condizioni lavorative.
Fermo restando che se esistesse il principio del libero mercato e che le aziende che compiono errori (spesso clientelari) debbano fallire o accettare condizioni difficili per tirare avanti, allora non vedo perché l’ “azienda italia” non applichi lo stesso criterio sui suoi funzionari.
15 settembre 2008 a 15:06
caposkaw
berlusconi vuole salvare l’azienda.
i sindacati gli mettono i bastoni tra le ruote.
se chiedi a chiunque non sia ottenebrato dall’ideologia, ti risponde che a queste condizioni è meglio far fallire l’alitalia.
chi vuole licenziare 20.000 lavoratori?
berlusconi evidentemente no.
i lavoratori, si suppone che non siano masochisti.
forse i sindacati?
se però alitalia fallisce, i sindacati perdono la base (sempre che i lavoratori non siano masochisti.)
e a chi obbediscono i sindacati?
chi vuole far fare una brutta figura a berlusconi?
15 settembre 2008 a 15:35
Sharino
C: Berlusconi vuole salvare l’azienda
S: ok, ma come? a me sembra un’operazione un po’ strana questa divisione good/bad company, io credo che la paura comune sia che un’operazione di investimento si trasformi nell’ennesimo banchetto per pochi.
C: i sindacati gli mettono i bastoni fra le ruote
S: vorrei vedere le condizioni imposte prima di giudicare le reazioni dei sindacati.
Il masochismo non so che ruolo possa avere in una situazione del genere. In ogni caso oggi determinate manovre non mi sorprenderebbero più.
15 settembre 2008 a 16:35
jan
i sindacati erano anche contro air france. non mi sembra una novità che nel nostro paese, privo anche di un’unione seria dei sindacati, i sindacati siano degli antitutto di scarse vedute.
E’ vero che dietro alitalia c’è una cattiva poltica, ma anche un pessimo sindacato che ha lottato per condizioni sempre più favorevoli per i lavoratori. Il gioco della botte piena e della moglie ubriaca, no?
Che poi qualcuno qui dica di essere operatore di volo e di guadagnare poco, beh, non fa testo il singolo rispetto alle statistiche.
Spiace anche a me che la malgestione di alitalia e l’avrei lasciata fallire, ma mi rendo conto che sarebbero in troppi a perdere il lavoro.
Però nel solito stile italiano, per salvaguardare i priviliegi di pochi si rischia di non salvare nessuno e mandare tutta la compagnia a ramengo.
Buffo, comunque come il governo prodi non sia riuscito a concludere NULLA in vari mesi di trattative, mentre qui siamo già a qualcosa. Bisogna stare a vedere, ma è comico dare la colpa a berlusconi o agli italiani.
15 settembre 2008 a 16:41
cougar84
Porca Wacca, preso dalla foga non ho riletto quello che avevo scritto ed è rimasta l’H di troppo …
Allora, spiegata come l’ha spiegata Mr. B sembra che arrivino questi 15 salvatori, tolgono un po’ di rifiuti e tutto torna a volare …
L’unica cosa che è trapelata è che i debiti COMUNQUE li paghiamo noi.
E francamente l’idea del banchetto per pochi è molto concreta.
Poi nella realtà dei fatti noi possiamo solo supporre cosa stia succedendo tra i sindacati e l’azienda. Le notizie che trapelano sono vaghe e secondo me imprecise.
15 settembre 2008 a 19:10
Vedo oltre
Non so se qualcuno di voi sa che Spinetta di AIR FRANCE era nel consiglio di amministrazione di Alitalia. E’ come se un Pirelli stesse nel CDA di Michelin sua concorrente. O se un Agnelli stesse nel CDA della Ford o della Peugeot.La vendita ad Air France era un bel mal cerato conflitto di interessi ben tollerato e non si capisce (o si capisce benissimo)per quali interessi dal Governo Prodi e dal suo Ministro Padoa-Schioppa(i cervelloni!!)
16 settembre 2008 a 00:06
wer
tranquillo che di cervelloni e menti illuminate ce ne sono in gran quantità in questo governo
non temere
16 settembre 2008 a 09:29
cougar84
“Vedo Oltre”, guarda che di culi puliti in parlamento mi sa che ce ne sono pochi …
16 settembre 2008 a 15:19
PiccoloKin
La vicenza Alitalia fa cosi’ schifo che non serve neppure citare Travaglio per avere un po’ di chiarezza sui conti e sulle responsabilita’, che in parecchi hanno fatto notare. Quindi citero’ Scalfari:
http://www.difesa.it/Sala+Stampa/Rassegna+stampa+On-Line/PdfNavigator.htm?DateFrom=14-09-2008&pdfIndex=69
“Il primo passaggio sta nella valutazione patrimoniale: l’azione in borsa valeva circa 10 euro nel 2001 e 1,57 euro nel 2006 … in cinque anni di legislatura il patrimonio della compagnia ha perso dunque i 9 decimi del suo valore patrimoniale. Le cifre non sono opinioni e non hanno bisogno di commenti”
Ma voi continuate pure a pensare che la colpa sia solo dei sindacati eh?
Intanto Scajola si e’ fatto ripristinare (cosi’ come aveva fatto nel precedente governo Berlusconi) il volo Roma- Albenga per poter atterrare vicino a casa. Alla faccia della gestione di Alitalia in termini di logica di mercato.
(^o^)
17 settembre 2008 a 09:50
MalaAZ
Seguite questo link e capirete le responsailità di Sindacati e personale:
http://www.sult.it/index.php?option=com_content&task=view&id=1690&Itemid=163
17 settembre 2008 a 14:10
Sharino
Pensatore quando torni dalla latitanza
mi spieghi questo fatto di rimuovere Nello Martini dall’AIFA? è una notizia che apprendo ora dal sito di Beppe Grillo, ma visto che preferisco sentire due campane, te la sottopongo. Grazie.
17 settembre 2008 a 14:22
Sharino
Ho trovato l’articolo in cui Nello Martini viene sospeso dall’AIFA e subito ho pensato “grillo manipolatore”… infatti lui non fa alcun riferimento allo scandalo che uscì su tutti i giornali.
Ovviamente non mi sono fermato e sono andato avanti, trovando poi che:
1) c’è chi dice che si tratti di una montatura ben architettata per togliere di mezzo un elemento scomodo. (non so chi mi ricorda..jeja vu?)
2) non c’è traccia di sentenze, ma solo di accuse, e gli amici del cdx dicono sempre che fino alla sentenza definitiva, ogni soggetto dev’essere ritenuto innocente.
..se è così ancora non mi spiego l’accaduto.. mi aiutate?
17 settembre 2008 a 15:38
bop lio
“(non so chi mi ricorda..jeja vu?)..”
Si dice “deja vu”,Sharino….
Scusa la precisazione.
Interessa anche a me l’argomento
18 settembre 2008 a 08:21
Byte Liberi (Luigi)
Parla dei problemi VERI che uccidono giorno dopo giorno sempre di più questo paese:
[MAFIA] Clamoroso: Intercettazione bomba di Dell’Utri e Miccichè
http://www.byteliberi.com/2008/09/mafia-clamoroso-intercettazione-bomba.html
18 settembre 2008 a 18:44
jan
comunque non ho capito perchè ci fosse da trattare con i sindacati. non è un’azienda dello stato? la venda e basta.
19 settembre 2008 a 09:50
cougar84
E’ quello che stavano facendo con Air France, a giustamente un prezzo ridicolo in quanto se vendi un rottame è difficile che te lo paghino tanto …
Invece ora volevano far pagare i debiti allo Stato per dare la good company ai 15 cavalieri dell’apocalisse che l’avrebbero rivenduta tra qualche anno a 5 volte tanto … senza poi contare i numeri che stava facendo l’impregilo …
19 settembre 2008 a 12:57
caposkaw
la cgil ha fatto fallire l’accordo , sostenendo i sindacatini dei piloti , personaggi che guadagnano almeno 11.000 euro al mese, senza contare prebende e regalie.
la maggior parte di iscritti della cgil nel settore guadagna 1.000 euro al mese in media.
in pratica la dirigenza cgil si è messa d’accordo con dei personaggi privilegiati e che non avranno nessun problema a trovare un altro lavoro (di piloti d’aereo ce ne sono puttosto pochi) mentre gli iscritti cgilellini si troveranno letteralmente sul lastrico .
non avevo mai visto uno che si prende per le palle e si castra da solo… adesso l’ho visto.
21 settembre 2008 a 13:44
burma
Chi ha fatto saltare Nordio che avevo riportato i conti dell’Alitalia quasi in pareggio?
21 settembre 2008 a 17:05
filippo tacchini
ne spari di cazzate caruso eh…
22 settembre 2008 a 20:51
iljester
Be’, indubbiamente la colpa è dei sindacati. Ho scritto persino io un articolo sull’argomento, in particolar modo analizzando la mancata attuazione dell’art. 39 della Costituzione: http://www.iljester.netsons.org/?p=276
23 settembre 2008 a 11:20
Sharino
Ragazzi per ora posso dirvi che nel frattempo che pensatore latita (comincio a preoccuparmi) potete usare il mio forum per commentare i vari nuovi argomenti senza riiempire queste aree di commenti OT.
Nel forum in questione è possibile creare argomenti e commentare liberamente senza registrarsi, ho creato un subforum apposta in attesa di Marco.
http://www.lucacapuozzo.it/forum/
23 settembre 2008 a 11:39
Marco
Sharino caro, forse Caruso sta semplicemente meditando sul mare di baggianate che ha sparato negli ultimi mesi. Sta seguendo un percorso di rinascita. Lascialo in pace.
23 settembre 2008 a 11:50
PiccoloKin
Ecco cosa dice il Wall Street Journal:
“L’affare mancato (la vicenda Alitalia/CAI, ndr) é anche una grossa sconfitta per il signor Berlusconi, e qui nessun uomo politico potrebbe meritarsela più di lui. Durante la campagna elettorale della primavera scorsa aveva promesso un Cavaliere Bianco per l’Alitalia, se gli elettori lo avessero insediato per la terza volta a palazzo Chigi.
La sua promessa aveva contribuito a far fallire un’offerta di Air France-KLM che valutava la compagnia 139 milioni di euro. A questo punto non ci sono molte probabilità che Air France-KLM o altri vettori si rifacciano vivi. Alitalia mantiene i suoi elementi di attrazione, come le rotte ad alto rendimento in partenza da Roma e Milano e alcuni slot molto ambiti in aeroporti come Heathrow, a Londra. Ma la concorrenza probabilmente reputa più conveniente attendere che Alitalia sparisca del tutto per poi precipitarsi a riempire gli spazi lasciati vuoti.
Gli italiani hanno visto come siano finite bruciate le precedenti promesse di Berlusconi, come quella di abbassare le tasse o di tagliare il ridondante settore pubblico. Almeno, con quest’ultimo fallimento, il pubblico potrebbe guadagnarci”.
http://online.wsj.com/article/SB122211778115264407.html
(^o^)
24 settembre 2008 a 09:06
caposkaw
scusa un attimo, la stampa estera è attendibile solo quando parla ma le di berlusconi?
e questo articolo lo conosci o no?
http://www.newsweek.com/id/151669
sei in grado di dare retta a uno e all’altro?
24 settembre 2008 a 14:46
Una vecchia ANSA
(ANSA) – ROMA, 4 APR – L’Anpac punta l’indice contro il management di Alitalia colpevole del ”continuo
sperpero di diverse centinaia di milioni di euro all’anno” e attacca l’associazione di rappresentanza
della dirigenza, Federmanager, critica sul ruolo svolto dai sindacati. In una nota l’associazione
professionale dei piloti esprime infatti ”incredulita”’ per le dichiarazioni del direttore generale
di Federmanager che oggi condanna duramente i sindacati di Alitalia. ”Ambrogioni e la sua
organizzazione dovrebbero spiegare all’opinione pubblica come mai i manager e dirigenti di Alitalia
hanno consentito che in questi anni si producesse una perdita di 200 milioni di euro l’anno attraverso
un improduttivo posizionamento di Alitalia su Malpensa senza che venisse fatta alcuna denuncia
ufficiale” dice l’Anpac che chiede anche al rappresentante della dirigenza di spiegare come mai ”le
perdite del settore Cargo sono state denunciate solo recentemente da Air France e solo a causa delle
analisi effettuate dai dirigenti francesi nel corso della due diligence, mentre Schisano nel corso
dell’incontro del 2 aprile ha confermato che l’attivita’ Cargo dal 2005 non aveva mai perso piu’ di
20/30 milioni di euro l’anno”. Anpac invita quindi Federmanager a fare ”un esame attento di quelle
che sono le responsabilita’ della dirigenza Alitalia che, contestualmente alle ricorrenti richieste di
sacrifici ai dipendenti, consentiva il continuo sperpero di diverse centinaia di milioni di euro
all’anno”. (ANSA).
24 settembre 2008 a 14:59
Alessio in Asia
Il titolo del post mi sembra un po forzato.
OT: in un paese normale un premier sotto processo si dimette: http://neclord1000.wordpress.com/2008/09/22/un-premier-sotto-accusa-si-dimette-in-un-paese-normale
25 settembre 2008 a 15:10
$$$
Alessio ma noi non siamo un paese normale
siamo al di sopra della media mondiale
26 settembre 2008 a 12:47
ale
@Piccolo Kin:”Ecco cosa dice il Wall Street Journal:”…..
eheheheheheeehe!!!!
26 settembre 2008 a 15:32
Domenico Malara
Ciao Marco, potresti contattarmi su msn: domy74@email.it oppure via email: domalara@gmail.com
Ciao, Domenico M. (www.malarablog.wordpress.com)
26 settembre 2008 a 15:48
connemara
e ora che sindacati hanno firmato……….
ma volete sforzarvi di aprire gli occhi????????
l’affair alitalia è una grande incu…. x tutti noi italiani!!!!
http://giudichiamolo.blogspot.com/2008/09/ma-davverro-necessario-che-alitalia.html
26 settembre 2008 a 15:53
connemara
aprite gli occhi e rendetevi conto che l’affair ALITALIA è solo un inc…ta per tutti gli italiani
http://giudichiamolo.blogspot.com/2008/09/ma-davverro-necessario-che-alitalia.html
1 ottobre 2008 a 13:33
jan
Contratti, Confindustria tira dritto
«Avanti anche senza la Cgil»
sono figo
9 ottobre 2008 a 15:12
Anonimo
http://www.repubblica.it/2008/10/sez…aprocessi.html
http://www.repubblica.it/2008/10/sez…vamanager.html
interessanti spunti … ci provano sempre
3 dicembre 2008 a 00:28
download game
scusa un attimo, la stampa estera è attendibile solo quando parla ma le di berlusconi?
e questo articolo lo conosci o no?onlineklipizle.wordpress.comscusa un attimo, la stampa estera è attendibile solo quando parla ma le di berlusconi?
e questo articolo lo conosci o