Se i magistrati vanno in piazza… Ingroia superstar nel nome di Falcone e Borsellino.

E’ troppo chiedere che i magistrati non facciano politica? Che rispettino il loro ruolo e che rassicurino in merito alla loro imparzialità?
Evidentemente, si.
Pare proprio che alcuni di essi non vogliano saperne di abbandonare la trincea per tornare a fare il lavoro per cui sono pagati.
Capita così che nonostante esista un sindacato delle toghe (caso più unico che raro nel mondo!), alcuni giudici e pubblici ministeri non resistano alla tentazione di salire sui palchi, aderire a petizioni e gridare il loro sdegno, esplicito o implicito, contro il legislatore cui dovrebbero essere soggetti. Salvo poi pretendere di esser considerati “sereni” quando nelle procure e nei tribunali imbastiscono procedimenti nei confronti di esponenti di prima o seconda linea di partiti e movimenti politici.

Ultimamente abbiamo avuto l’esempio del pm Narducci: il giorno prima accusatore di Nicola Cosentino; il giorno dopo assessore nella giunta De Magistris, altro magistrato da prima pagina!
E mentre aspettiamo che faccia il suo ingresso trionfale in parlamento o chissà dove anche il buon Henry John Woodcock, segnaliamo ancora una volta l’ennesima piazzata della star delle stars: Antonio Ingroia.
Dategli una tribuna e lui la farà sua a colpi di “…Giovanni Falcone” e “…il mio grande maestro Paolo Borsellino” e “…antimafia”!
Giù scrosci di applausi: una vera e propria reazione pavloviana da parte del pubblico ipnotizzato da cotanto uomo.
Da Bologna, assieme ai suoi più cari amici e sostenitori, Santoro e Travaglio, ha tenuto il comizio che tutti volevano ascoltare: “…Giovanni Falcone”, “…Paolo Borsellino”, e l’immancabile bordata contro il convitato di pietra, Berlusconi, a suon di “…la legge è uguale per tutti”, “…contro ogni impunità e immunità”; “noi magistrati siamo isolati”; “noi magistrati siamo insultati”. Etc etc etc.
Se avete ascoltato Ingoria una volta, l’avrete ascoltato anche per tutte le altre.

Ciò che colpisce, però, è la presunzione e la prepotenza con cui Ingroia, (e i suoi esimi colleghi) vorrebbe farci credere che ci si possa comunque fidare di lui anche quando lo vediamo sulle prime pagine dei quotidiani mentre da la caccia al “potente” di turno. Vuol convincerci che la sua sia una missione, sulle orme di Falcone e Borsellino, ma come facciamo noi cittadini a non avere il sospetto che, dopo tutto quello che va dicendo, non ci sia sotto una sorta di ritorsione contro il potere politico? Una tendenza alla notorietà?

D’altra parte, per vendere libri c’è bisogno di pubblicità, ma prima ancora di accreditarsi presso il grande pubblico e non esistono occasioni migliori che quelle offerte dalle tribune politiche che fanno opposizione.
Il risultato poi è che invece di chiedergli conto dei vari Ciancimino e Spatuzza o del perchè le inchieste del suo amico Borsellino furono bloccate dopo la sua morte senza che dicesse pio o del perchè dell’accanimento illogico contro servitori dello stato quali il capitano Ultimo o il capitano Mori, si finisce per vederlo sommerso dagli applausi e lanciato ai primi posti delle classifiche dei libri più venduti.

E l’imparzialità che la legge gli impone?
Lo ricorda, il buon Ingroia, che oltre che ad esserlo dovrebbe anche apparire come tale?
Ma allora perchè fa tutto il contrario?

 

Comments
217 Responses to “Se i magistrati vanno in piazza… Ingroia superstar nel nome di Falcone e Borsellino.”
  1. Santoro scrive:

    Platone ( si fa per dire ) saluta.

  2. cesare scrive:

    ti stiamo facendo dei complimenti zef..non pensare che uno parli solo per aver ragione può accadere che si cerchi il confronto con chi la pensa in modo diverso ed è capace di non offendere..

  3. zefyro scrive:

    @cesare1

    L’uso sistematico che fai della filosofia eristica ti porta incontrovertibilmente a vincere anche questo round, con la sponda (d’acchitto volevo scrivere “con il sussidio” ma non voglio sminuirti)poi di Platone che ringrazio per il voto concessomi non c’è storia.

    saluti

  4. cesare scrive:

    L’ho detto santoro che zefyro è di un altro livello come avversario:)

  5. Santoro scrive:

    lo mandi in tilt, gli vengono i tic🙂🙂🙂

  6. Santoro scrive:

    Eppure, non ci crederai, cesare:

    il primo voto a zeyro gliel’ho messo io, perché mi ha fatto ridere: i tuoi commenti stimolano la sindrome di Tourette nella la psiche di Sagra. Salvatore reagisce così🙂

    Anche codesta è grandezza🙂

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  1. […] e scende da un palco all’altro. Ha una lingua irrefrenabile ed una gran bella faccia tosta. Si riempie […]



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