Astensione attiva.

Credo sia il caso di chiarire una questione sulla quale regna una confusione pazzesca.
Pur essendo quasi impossibile mettere un punto definitivo all’argomento, mi assumo comunque la responsabilità di dare una mia personale interpretazione e come tale contestabile. Purchè lo si faccia in modo civile e ragionato.

Il tema è quello dell’astensione, cosiddetta “attiva”, ad un referendum.

A quanto pare, i partiti, i comitati referendari e perfino gli opinion leaders ne fanno un uso che potremmo definire a corrente alternata.
Basti pensare alla campagna “NON” con cui i DS nel 2003 invitavano “lavoratori e non” ad astenersi sulla richiesta di abrogazione della legge che determinava limiti all’applicazione dell’articolo 18 dello statuto dei lavoratori.
Curiosamente, oggi, l’ex segretario del partito arrivato ai nostri giorni col nome di PD, D’Alema e il suo attuale segretario Bersani, sostengono che l’indicazione al non-voto fatta dai loro avversari politici sia assolutamente irricevibile.

Ma allora, astenersi è corretto o no?
Inutile sindacare sul fatto se sia giusto o meno: la risposta sta nelle sensibilità dei singoli elettori.
La domanda però è un’altra.
Come sostenuto da alcuni commentatori, il cittadino sarebbe vincolato alla partecipazione al voto secondo l’articolo 48 della Costituzione, che indica nel voto un “dovere civico”.
Basta questo per “criminalizzare” chi invece sceglie la via del boicottaggio al referendum?

Dovremmo allora andare per piccoli passi, cominciando col vedere cosa dice la normativa relativa a questo tipo di consultazione popolare.
Senza dilungarsi troppo nei tecnicismi, sono due le norme da richiamare: l’articolo 75 della Costituzione e la legge 352 del 1970.
Da esse si traggono due conclusioni:

1) un referendum è valido solo al raggiungimento del quorum, ovvero nel momento in cui il 50% +1 dell’elettorato avente diritto ha effettivamente partecipato al voto.
2) la vittoria ad un referendum è determinata dal numero dei SI e dal numero dei NO siglati nelle singole schede.

Ragionando su queste indicazioni se ne deduce, a rigor di logica, che qualunque tipo di risultato è subordinato al raggiungimento del quorum.
Seguendo questo filo, se ne dovrebbe trarre come conclusione che il Costituente abbia previsto non solo una forma di astensionismo per così dire “fisiologica”, ma anche “attiva”.
Anche perchè, il mancato raggiungimento del quorum e la maggioranza dei voti NO comportano lo stesso effetto, ovvero il mantenimento della normativa vigente.

L’astensione quindi diventa un vero e proprio strumento a disposizione dell’elettore per esprimere la propria adesione o meno al voto che gli è richiesto.
Ripensando all’articolo 48 della Costituzione, citato in cima, c’è da dire che lo stesso legislatore Costituente parla di “dovere civico” e non di dovere “giuridico”.
Se ne dovrebbe dedurre perciò che, non essendoci alcuna forma di sanzione a tutela, non si faccia riferimento ad un vero e proprio obbligo per il cittadino/elettore, bensì di uno sprone morale a favore di una maggiore partecipazione alla vita politica del Paese.

Può bastare questo a criminalizzare una scelta che la stessa politica strumentalizza e piega ai propri fini a seconda delle stagioni?
Direi di no…

Altra considerazione interessante da fare riguarda gli effetti del referendum.
A quanto si legge, la dottrina sembra divisa.
Parrebbe comunque che questi si esauriscano passati 5 anni dalla abrogazione della norma conseguita per via referendaria.
Altri sostengono poi che sarebbe possibile riproporre una legge simile a quella bocciata purchè sia intervenuto il voto popolare col quale sia stato rinnovato il Parlamento. In pratica, la formazione di un nuovo governo sarebbe da interpretarsi come il frutto di un nuovo clima politico nel Paese e come tale terreno fertile per una nuova interpretazione politica della stessa norma.

Detto questo, al contrario, c’è chi sostiene la possibilità, per il Presidente della Repubblica, di sciogliere le Camere qualora la maggioranza al governo riproponga la stessa legge bocciata da un referendum.

A me tutto questo balletto fa venire in mente solo una cosa: che la disciplina sui referenda debba essere innovata. In primis alzando il numero delle firme necessarie per l’accoglimento dei quesiti; infine e di conseguenza la cancellazione del limite del quorum.
Solo così la partecipazione dell’elettorato sarà garantita.

Ma fin tanto che le regole restano queste, mi sentirò in diritto di andarmene al mare, consapevole che un’eventuale vittoria dei SI travolgerebbe anche me.
E’ un mio diritto però…e me lo tengo ben stretto!

Comments
157 Responses to “Astensione attiva.”
  1. Nick scrive:

    Dedicato a tutti i leghisti .

    Bossi : Io ho l’Audi e me la sono comprata. Basta con le auto blu che poi pagate voi

    ———————————————————————-

    http://www.lapoliticaitaliana.it/Video/?d=20110120&id=25776

    Le auto blu varcano i cancelli di Palazzo Grazioli: il videomessaggio del presidente del Consiglio Berlusconi è andato da poco in onda, è il momento del vertice politico con la Lega per fare il punto della situazione. La tensione è al massimo, traspare dal modo in cui gli addetti alla sicurezza si guardano intorno con fare sospettoso. L’espressione del leader leghista che si intravede dai finestrini della macchina è tesa…..

    ————————————————————————

    Ma quando se l’è comprata l’Audi ? Il giorno prima per andare a Pontida?
    🙂

  2. Nick scrive:

    OT

    ROMA – Pollice verso a Silvio Berlusconi e al Pdl, ma anche al Senatur. La base leghista, sul web, non le manda a dire e, a poche ore dal raduno di Pontida, boccia la linea del Carroccio, considerata troppo filo-berlusconiana. Sui forume sui social network il malumore e l’ insofferenza non risparmiano più nessuno, contestando un partito «appiattito sul Pdl» e «ancorato alla poltrona». I militanti si aspettano da Pontida una svolta. In tanti auspicano la rottura del patto tra Bossi e Berlusconi. Sul forum dei Giovani Padani,… subito dopo gli esiti delle amministrative, era stato aperto un thread che lanciava, nel titolo, quello che è poi diventato un leit motiv negli sfoghi online: «Abbandonare Berlusconi è vitale per noi leghisti». A finire sul banco degli imputati è il Senatùr, cui viene rimproverata una eccessiva debolezza nei confronti del premier. Tanto che qualcuno, come l’ utente “Asso Merril”, poi ripreso da altri, lancia la proposta di una «decisa contestazione» ai vertici del partito. «Dove sta la coerenza quando si raccomandano figli, amici, parenti, mogli, amanti varie, ci si allea con la peggior feccia berlusconiana che il Paese ha saputo partorire negli ultimi anni e poi, quando gira male, ci si lamenta che non si vuole più schiaffi?», è la critica mossa da Sampei01.

    Il dissenso arriva fino alla bacheca Facebook di Davide Boni, presidente del consiglio regionale della Lombardia. «Siete appiattiti sul Pdl. Non ci crede più nessuno», attacca Daniele. «Datevi una mossa, non eravate partiti per lasciare tutto com’ era», gli dà ragione Tommi, mentre per Davide alla Lega manca «il coraggio di tornare all’ opposizione». Politici ormai lontani dalla base, come li percepisce Samuele: «Tornate a fare i leghisti. Vedo troppi nostri uomini parlaree sparlare di cose chea noi non interessano. Siamo stati troppo a contatto col Pdl». All’ europarlamentare Matteo Salvini i simpatizzanti si rivolgono con un misto di disillusione e diffidenza: «Non possiamo continuare con i tira e molla, a meno che non vogliamo davvero che sia l’ inizio della fine», scrive Marina, seguita da Walter che, tuonando contro «i parassiti ladroni romani che infestano la Lega», sollecita il partito «ad abbandonare il nano mafioso». Max Parisi, fondatore di Telepadania,è convinto che a Pontida sarà decretata la fine di questa maggioranza: «Ho l’ idea che il governo durerà esattamente ancora 47 ore e 30 minuti», prevedeva in uno status pubblicato ieri pomeriggio. Radio Padania dà voce ai suoi ascoltatori anche attraverso una pagina su Facebook. «Lasciate perdere i ministeri al Nord, i profughi e la Libia. Il nostro problema più grosso è che noi non possiamo più restare al governo con l’ uomo che ha fottuto un intero Paese», scrive Massimo, citando l’ Economist, mentre Omassi commenta sarcastico la notizia del pollice verso di Bossi: «Vuoi vedere che ha capito casualmente cosa ne pensa la base della sua politica?». Alla domanda «cosa vi aspettate da Pontida» i più non hanno dubbi: «La fine dell’ alleanza con gli ex craxiani, esperti nel farsi solo i fatti loro ed ai quali del federalismo non gliene frega nulla».

  3. cesare1 scrive:

    Zefyro io ho risposto al tuo commento nel punto che trovo assurdo: tu pensi che sia meglio aspettare ancora? Tanto il nucleare e’ inevitabile.

  4. zefyro scrive:

    @cesare1:

    questo e’ il mio post nella data riportata.

    “14 giugno 2011 alle 00:28

    @cesare1 che scrive:
    “In questo modo guadagnera’ consensi sfruttando il fatto che la maggioranza degli italiani non capisce un cazzo e non vuole l’unica energia che puo’ garantirci il futuro”.

    Mi sento tirato in causa dato che faccio parte di quella maggioranza ma ironicamente ne fa parte anche lei dato che appoggia un governo che ha attualmente la maggioranza,ciò potrebbe configurare un paradosso: chi è in grado di capire qualcosa in questo paese?.
    Detto fra me e lei avreste dovuto(o voi fisici deux et machina dell’argomento)stimolare un referendum a partire dal 1994 esponendo gli stessi argomenti di cui oggi con enorme ritardo vi riempite la bocca.

    Allora votai “NO” al referendum contro il nucleare, perchè trovavo un assurdo logico chiudere centrali già funzionanti supportate da una tecnologia italiana che allora era all’avanguardia,soldi buttati in onore del populismo(parlando di questo mi viene in mente anche il referendum sulla contingenza,troppa brace sotto le costarelle).

    Riproporlo oggi in Italia è insensato perchè riinizieremmo da capo(costi per le nuove centrali,tempi di messa in opera esagerati) avendo perso 24 anni di sfruttamento della risorsa a costo zero,le centrali le avevamo,il costo manutentivo sarebbe equivalso ad una frazione del decomissioning; non stiamo giocando a monopoli dove beccando la giusta carta sul mazzo delle probabilità ci riporta alla casella del via,pura follia.

    saluti”
    ____________________________________________________________________________________________

    Queste sono le due righine da lei estrapolate:

    “Riproporlo oggi in Italia è insensato perchè riinizieremmo da capo”
    Prima o poi bisogna ricominciare, piu’ tardi lo si fara’ piu’ svantaggi avremo.
    Ripeto, contenti voi.”

    La scorrettezza o meglio la superficialità del suo contro commentare e’ evidente.
    Invito Lei ad una piu’ attenta rilettura del mio commento e ad una conferma più pregnante del suo pensiero a sua discrezione.

    saluti

  5. stefano ferrari scrive:

    marco caruso

    beh citarti dei numeri incontrovertibili che confutano alcune balle sparate in livorosi commenti da ignoranti e da daw (perchè dire che se i NO non fossero andati a votare il quorum non sarebbe stato raggiunto è una balla sparata da livorosi ignoranti) ti pare portare nulla di utile al confronto? che bella visione che hai del mondo, ma ti capisco, dalla spiaggia si vede il mare e poco altro.

  6. Nick scrive:

    Nick, è un argomento fake, il giudice ha la libertà – e fino a un certo punto – nell’ambito della legge.

    E chi dice di no ?
    La Consulta però dice che non è costituzionale costringere un giudice a concedere la prescrizione abbreviata in virtù del fatto che l’imputato è incensurato.

  7. Nick scrive:

    Per una risposta “politica” su Berlusca, occorre aspettare le Camere per il 22 prossimo corrente

    Santoro, questa non c’entra nulla col referendum .

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