Berlusconi contro tutti. Ancora una volta.

Diciamolo pure: la misura è colma.
E allora, che se ne parli. E ci si scandalizzi, perfino; ma senza rassegnazione, perchè l’Italia è il Paese che amiamo e che vorremmo vedere fuori dalla crisi: sia essa economica, morale o civile.
Non lasciamo, però, che l’indignazione e lo scoramento che possiamo provare di fronte ad una scena così desolante si trasformino in strumentali polemiche politiche, buone soltanto ad alimentare un caos di cui, sinceramente, faremmo tutti a meno.
Lo spettacolo a cui stiamo assistendo è assolutamente degradante e non ci sono molti modi per esprimere lo scoraggiamento che diffusamente si trasforma in diffidenza nei confronti delle istituzioni.
Di tutte le istituzioni.
E’ importante, dunque, fare chiarezza, come chiede il Presidente della Repubblica, Napolitano, e ciò non può prescindere dall’attribuire ad ogni attore di questo teatrino il proprio ruolo nella storia e ad ognuno le proprie responsabilità.

Dai giornali, infatti, emergono gli affanni di una classe dirigente palesemente inaffidabile e incompetente, oltre ai vizi di un uomo che si era prefisso di guidare il cambiamento, ma che niente ha cambiato (il punto di vista è ovviamente quello di un giovane liberale).
La Democrazia stessa, in quest’ultimo ventennio (sic!) ha subito degli scossoni che ad oggi fanno seriamente tremare i polsi.
Il nostro, insomma, è uno stato in perfetto stallo.
Attanagliato tra l’incapacità dei suoi servitori ed una guerra civile strisciante che dal secondo dopoguerra non si è mai risolta.
Silvio Berlusconi è l’emblema di questa fase storico-politica.
Ma non è l’unico.
Sull’altra faccia della medaglia è ben stampigliata l’immagine di una magistratura onnipotente, utilizzata come arma di distruzione di massa (Tangentopoli docet) o di killeraggio politico di bersagli ben determinati (il Cavaliere).
Scorrendo le prime pagine dei quotidiani e affogando nei mille racconti di solerti giornalisti voyeur, appare tutto più chiaro.

Poter contare su un Premier Brancaleone è impossibile. Almeno quanto fidarsi di una Giustizia stretta nelle mani di una casta sempre più potente, quasi eversiva, irruguardosa dello stato di diritto e fortemente ideologizzata.
Ma se Berlusconi è un “problema” politico che già il tempo potrebbe farci superare, sulle toghe il discorso non può più essere lasciato a metà.
Inutile scandalizzarsi delle gesta private del Capo del Governo e nulla avere da dire sull’atteggiamento dei magistrati.
Non si fa certo bene al Paese defenestrando il leader di una maggioranza liberamente eletta dai cittadini, per mano giudiziaria.
Il rischio è quello di fare un ulteriore salto dalla padella alla brace.

Basta guardare a cosa è successo in passato.
Dopo Tangentopoli c’è stato il diluvio. L’arcobaleno è ancora di là da vedersi…
Destra e Sinistra si sono completamente svuotate di significato, trasformandosi in due schieramenti l’un contro l’altro armati. E la politica si è fatta da parte…

Il caso Ruby (e come questo tanti altri) è paradossale o meglio: è indicativo dello stato di salute del nostro Paese.
Pessimo.
Il mio punto di vista è ormai risaputo e probabilmente non interessa a nessuno, ma ci sono dei fatti che non possono essere taciuti, per amor di verità e soprattutto per non fare un torto all’intelletto.

Su Berlusconi è giusto trarre le conclusioni che merita (e ad ognuno lascio le sue). Ma la foga nell’accanirsi contro di lui come uomo e come politico non può diventare la cortina di fumo con la quale nascondere tutti gli altri problemi.
E’ in corso un vero e proprio “attacco alle libertà individuali”, come dice Ostellino sul Corsera, e il rischio è quello che la cosa passi in cavalleria, travolta dal racconto boccacesco delle debolezze del Cavaliere.
Sono tutti talmente appassionati al gossip che non hanno più voglia di staccare gli occhi dal buco della serratura per guardare in faccia la realtà: il nostro Ordinamento è allo sbando. Le garanzie fondamentali che la Costituzione impone a favore dei cittadini contro lo strapotere dello Stato sono state manipolate da chi dovrebbe invece difenderle e quel ch’è peggio, applicarle.
La procura di Milano le ha aggirate, creando un vero e proprio dossier contro quello che ormai è impossibile non identificare come il loro nemico politico numero uno.
Gli stessi pubblici ministeri si sono poi preoccupati di dare in pasto all’opinione pubblica informazioni riservate e che poco hanno a che fare con la vicenda giudiziaria che coinvolge il Presidente Berlusconi.
Siamo subissati di stralci di intercettazioni, presunti video e gallerie fotografiche, dichiarazioni pretenziose e senza fondamento nè riscontrabili al punto da poterle confermare come si pretenderebbe.

Lo scandalo, insomma, non è solo quello che coinvolge il Cavaliere, ma comprende anche tutto ciò che gli sta vorticosamente girando attorno!
Costringendoci, come al solito, all’arroccamento nei rispettivi fortini.
Le opposizioni esultano e anzi strumentalizzano.
Giusto ieri, una deputata del PD, Marianna Madia, invocava una petizione per affermare la dignità delle donne, strapazzata da Berlusconi.
Mi verrebbe da chiederle di quale dignità stia parlando!?
Le ragazze coinvolte nell’inchiesta dimostrano di avere una spiccata propensione al puttanesimo. E non per necessità, ma per pura ambizione personale e avidità.
Così come sarebbe interessante capire il perchè di tanta ritrovata sensibilità: non stavano a sinistra le femministe convinte che la donna dovrebbe essere libera di sfruttare il proprio corpo come e con chi vogliono? Ecco il loro modello culturale che sono pronte ad abiurare.
Ovviamente perchè c’è di mezzo Berlusconi.
Il quale ormai è diventato lo spartiacque per qualsiasi questione.
O con lui o contro di lui. Sempre.

E allora anche stavolta tocca dirlo: sto con lui.
Perchè il futuro che mi viene prospettato da chi gli si oppone è quanto di più lontano potrebbe esserci dai miei ideali e dai miei sogni di libertà.
Chi sostiene uno stato sciacallo non potrà mai essere per me un punto di riferimento…
Purtroppo Berlusconi è al tempo stesso il problema e parte della sua soluzione.

Le dimissioni sono impensabili, nonostante possano essere viste come la scelta migliore.
Prima le riforme; prima LA Riforma. Quella della Giustizia.
Poi, muoia pure Sansone con tutti i Filistei…

Comments
5.012 Responses to “Berlusconi contro tutti. Ancora una volta.”
  1. cesare scrive:

    E guarda caso, buffon e’ di destra.
    FATE CACARE..comunisti del cazzo.

  2. cesare2 scrive:

    Guarda che cosa ho trovato Nick😀
    Due anni fa negavi di dire “niente supera c” e dicevi che si deve dire “nessuna velocita’ supera c” che e’ comunque sbagliato perche’ manca l’aggettivo CAUSALE.
    https://ilpensatore.wordpress.com/2010/01/08/la-scomparsa-dei-fatti-e-la-loro-miracolosa-ricomparsa-il-caso-dellintervista-a-paolo-borsellino-parte-2/comment-page-17/#comment-43187
    Adesso invece sei tornato COGLIONE come Sagra e sostieni che si deve dire “niente supera c”…
    ahahahhahahahahaha!
    Chissa’ come mai la tua posizione e’ cosi’ ballerina e contraddittoria?
    Invece io dico DA SEMPRE che NON si puo’ dire. E non ho mai cambiato idea….

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

  • Tieniti aggiornato: ISCRIVITI!


  • SOSTIENI IL BLOG!

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: