Toghe viola.

Della serie: il magistrato deve essere, ma anche apparire terzo e imparziale…

Il prossimo 10 dicembre, Antonio Ingroia, pm-star delle inchieste di mafia palermitane, parteciperà ad una manifestazione antigovernativa, organizzata dal partito dell’ex collega, Antonio Di Pietro, e dichiaratamente ostile al premier, Silvio Berlusconi, ritratto in maniera satirica addirittura nel logo rappresentativo la nuova piazzata del “popolo viola” a Bologna.
Assieme a lui, sul palco, anche l’amico fraterno Marco Travaglio, noto sostenitore e portavoce delle tesi accusatorie della procura di Palermo contro Dell’Utri, nonchè megafono dei pentiti che, trent’anni dopo, tirano in ballo il Cavaliere.
Un significativo quadretto che non serve nemmeno guardare per immaginarsi lo spettacolo a cui si potrà assistere.

Verrebbe quasi da chiedere un po’ di rispetto per il senso dell’istituzione che il magistrato rappresenta, ma sappiamo bene quanto attirino le platee e le folle in delirio.
Dopo il libro, quindi, anche un’apparizione pubblica in un contesto che sicuramente solleverà polemiche per i toni e gli argomenti trattati: ci sarebbe praticamente tutto per portargli via le inchieste sulle quali, oggi più che mai, pesa un palese pregiudizio politico e ideologico.

E’ vero che siamo negli anni della massima spettacolarizzazione della Giustizia, ma non c’è ragione per dover attendere neanche un giorno di più prima che il CSM prenda i dovuti provvedimenti: un’ammonizione, un richiamo alla prudenza o, se esistesse ancora un minimo di dignità, l’avocazione dei procedimenti istruiti per dimostrare il coinvolgimento di Forza Italia e del suo Presidente in fatti di mafia.

E’ evidente che il procuratore Ingroia non è in grado di apparire terzo e imparziale. Figuriamoci di esserlo…

Comments
276 Responses to “Toghe viola.”
  1. Nick scrive:

    In altre parole Santoro te la prendi con Travaglio perchè avrebbe utilizzato il termine: “indulto occulto” parlando di questo provvedimento , ma Travaglio ha spiegato benissimo nel suo articolo la natura del provvedimento, e cioè che i detenuti sconteranno la pena ai domiciliari a casa: la pena non è cancellata.
    E il termine indulto occulto è lo stesso termine utilizzato dai leghisti a proposito dell’indultino, che prevedendo la sospensione della pena e non la cancellazione tecnicamente non è un indulto.
    Il provvedimento esclude i reati gravi? Stessa cosa per l’indultino
    Il magistrato di sorveglianza decide sulla base del comportamento tenuto in carcere dal detenuto e può rifiutarsi di concedere il beneficio? stessa cosa per l’indultino.
    A ben vedere dunque la “propaganda” se c’è non è nell’articolo di Travaglio, che anzi è molto preciso, ma è nell’articolo che tu mi hai linkato, che riprende le parole dei politici senza nessuna critica alla lega che approva un provvedimento quasi identico al precedente.
    Maroni improvvisamente dice (a maggio come avevo detto io) che il provvedimento non è più un indulto mascherato grazie alle modifiche della lega (in realtà hanno contribuito un pò tutti a emendarlo, ma lasciamo stare), e i giornalisti dicono che il provvedimento non prevede più le scarcerazioni facili perchè adesso a decidere è il magistrato.
    Ma anche con l’indultino a decidere è il magistrato. E quindi secondo questa logica esso non prevederebbe scarcerazioni facili.
    E’ tutto un bluff in cui i giornalisti sono caduti . Semplicemente Alfano ha presentato un legge peggiore in partenza di quella presentata dal centrosinistra e la lega l’ha migliorata di poco emendandola, e dicendo : adesso non ci sono più le scarcerazioni facili.
    Ma è più o meno la stessa porcata che loro contestavano.
    Travaglio invece approfondisce e fa una domanda che nessuno fa: che differenza c’è tra questo provvedimento e l’indultino? Perchè il primo era un indulto mascherato e questo no? Sai rispondere?

    L’unica differenza tra l’indultino e questo provvedimento è che il primo prevede la sospensione (non la cancellazione) della pena il secondo che la pena venga scontata ai domiciliari.
    E’ su questo che critichi Travaglio? Ma Travaglio la natura del provvedimento l’ha spiegata benissimo, cioè l’ha detto che la pena non viene cancellata.
    Non ha detto che il magistrato di sorveglianza decide perchè è una cosa del tutto normale che sia così . E il provvedimento non è certo una buona legge perchè avviene questo. Altrimenti lo sarebbe anche l’indultino.

    Travaglio ha chiamato il provvedimento indulto occulto , e io la penso pure così. Queste sono OPINIONI su cui si può non essere d’accordo, mentre i FATTI sono quelli che ho detto. Comunque se questo non è un indulto occulto non lo è nemmeno l’indultino.
    Infine l’articolo che hai postato tu quello secondo cui la legge “ha cambiato volto” e non prevede più le scarcerazioni facili a mio avviso fa opera di disinformazione in quanto spaccia le OPINIONI per FATTI, nascondendo (non so se oculatamente o no) questi ultimi cioè che la Lega ha appena difeso in questo modo una legge che considerava incostituzionale.

  2. Nick scrive:

    corrige:

    invitando il parlamento a rispondere dei reati commessi da quanti scarcerati a causa di questo “indulto mascherato” avrebbero ricommesso il reato.

    ..avviene negli altri paesi

  3. Nick scrive:

    E l’indultino non prevedeva forse che il magistrato potesse revocare la sospensione della pena se il detenuto si comportava male?

    http://www.ristretti.it/areestudio/amnistia/documenti/indultino.htm

    Benissimo, illustrami le differenze tra questo provvedimento e il precedente, quello che Castelli bollò incostituzionale invitando il parlamento a rispondere dei reati commessi da quanti scarcerati a causa di questo “indulto mascherato”.

    Leggiti magari tu l’iter parlamentare di quella legge, con le dicihiarazioni contrarie della lega , e poi mi rispondi in cosa il ddl ha “cambiato volto” rispettp a quella legge che la lega contestava (questo è il punto che mi interessa).
    Che Maroni dica prima che il provvedimento è un indulto mascherato e che poi si accordi proponendo assieme a altri partiti una minima modifica, sulle identiche posizioni del 2003 (che prevedevano comunque che il magistrato di sorveglianza decideva e che la pena non veniva cancellata, ma sospesa) è comico.

    Ovviamente ci sono delle differenze
    Comunque mi domando: cosa impedisce a chi è fuori di ricommettere il reato? Il fatto che se vengono beccati vengono rimessi dentro e devono scontare anche la vecchia pena? Stessa cosa per l’indultino.

    Tutta propaganda Santoro, è che in Italia invece di provare a risolvere i problemi si preferisce tirare a campare..
    Infine ti rifaccio la domanda: secondo te con queste misure i reati che fanno aumentano o diminuiscono? E a lungo andare non si ha a causa di questo un aumento della popolazione carceraria che si assesterebbe su livelli normali invece con una politica di rigore, come abbiene negli altri paesi?

    Spero di aver spiegato perchè per me la posizione della Lega è contraddittoria e perchè non sono favorevole a questo provvedimento.

    Scusa se ti ho risposto qui

  4. Nick scrive:

    Santoro, la questione è dunque: in cosa si differenzia dall'”indultino mascherato” a cui la lega si era opposta con forza.

    Travaglio dice:

    a) con questa legge usciranno dalle carceri come minimo 2000 detenuti e sconteranno la pena a casa.
    E’ vero questo, in base ai link più ottimistici in tuo possesso?
    Se la risposta è si, il dato che a decidere sono i magistrati non c’entra nulla.
    Anche adesso per quanto riguarda gli altri sconti di pena a decidere è il magistrato che però in pratica ha le mai legate (se il detenuto si comporta bene) : è il numero finale che conta come minimo 2000 persone sconteranno la pena a casa, questo conta

    b) già oggi i detenuti possono scontare gli ultimi due anni di pena agli arresti domiciliari e gli ultimi tre in affidamento al servizio sociale, cioè liberi.
    E’ vero questo?

    Ora stai attento, così capisci la mia critica.
    c) La lega nel 2003 quando fu votato l’indultino non fece il diavolo a quattro?
    E l’indultino non prevedeva forse che il magistrato potesse revocare l

  5. Nick scrive:

    Ah adesso capisco qual è il punto.
    La legge sarebbe buona perchè è il magistrato di sorveglianza decide se dare i domiciliari o no?
    E quando si può rifiutare ? Quando è provata la pericolosità sociale? Quindi per i colletti bianchi come stanno le cose?

    Comunque, dal tuo link (così nessuno mi può accusare di postare altri link di parte):

    “Infatti il già debole provvedimento Governativo fu peggiorato dall’opposizione, Pd e IdV, che fece inserire la previsione secondo cui è il magistrato di sorveglianza ad applicare la detenzione domiciliare ..”

    In pratica se è vero quello che dici TU PD e IDV hanno fatto una cosa buona, mentre la legge che Alfano aveva scritto prima avrebbe messo fuori molti più detenuti.
    Cioè a far cambiare “volto” al ddl è stato Di Pietro non la Lega.
    Non lo sapevo.

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  1. […] Sale e scende da un palco all’altro. Ha una lingua irrefrenabile ed una gran bella faccia tosta. Si riempie la bocca del suo sodalizio col giudice Borsellino e non fa altro che sfruttare l’immagine che nel tempo si è costruito e che gli hanno appiccicato addosso di magistrato antimafia. Vende libri e partecipa a trasmissioni. Si dichiara un attivista a difesa della Costituzione. Ed è arrivato già una volta a proporre una sorta di commissariamento dei governi in odore di rapporti con una delle associazioni a delinquere che infestano il nostro Paese. E’ la toga più in vista del panorama italiano. Una specie di star, con tanto di fans. Non sappiamo se debba difendersi come un rockers da battaglioni di groupies, ma abbiamo la certezza che un intero “popolo” (viola) pende dalle sue labbra. E’ amico di giornalisti (e non solo), con cui va in vacanza e a cui affida le prefazioni dei libri che scrive. Ha la responsabilità di pentiti come Ciancimino Jr (“l’idolo di AnnoZero), da cui possono dipendere le sorti di processi giudiziari e politici. E nonostante ciò, ha tra le mani le inchieste più scottanti della procura di Palermo; tra i faldoni sulla sua scrivania sono evidenziati i nomi più altisonanti della politica italiana degli ultimi 20 anni, accostati a quelli dei più famosi boss della malavita siciliana. […]



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