Gli irresponsabili di WikiLeaks.

Quali saranno le conseguenze delle rivelazioni del sito WikiLeaks lo scopriremo solo nelle prossime ore e settimane.
Ho però la sensazione che gli effetti non potranno che essere venefici.
Se l’idea era quella di smascherare i segreti dei Governi occidentali per dare a noi cittadini la possibilità di giudicare al meglio i comportamenti di chi guida i nostri Paesi, il risultato sarà purtroppo tutt’altro. Probabilmente l’opposto.
Quando si hanno da gestire milioni di files e migliaia di informazioni è praticamente impossibile, per questioni di tempo e questioni di capacità, raccogliere realmente tutte le notizie su cui fare una ponderata valutazione dei fatti.
Sarà quindi qualcun’altro a mettercene a parte. Ma ovviamente lo farà secondo un preciso interesse, facendoci giungere ad una conclusione piuttosto che un’altra.
In pratica, non saremo più liberi, ma al contrario, sempre più disinformati e sempre più schiavi dei media e delle loro indicazioni.
In Italia, dove il giornalismo è spesso al servizio dei vari poteri, le notizie che arriveranno da WikiLeaks, saranno strumentalizzate e usate come clave contro gli avversari politici. Non avremo davanti La Verità, ma Una verità: quella che più converrà farci sapere.
Ma è all’estero che si prospettano gli scenari peggiori.
Il principio della disinformazione varrà anche oltre confine, dove però non ovunque si può contare sulla forza di una democrazia affermata e talune rivelazioni potranno scatenare vere e proprie crisi diplomatiche.
Chi si sorprende dei timori dei vari governi, evidentemente vive sulla luna: la Storia dovrebbe aver insegnato che basta un pretesto per scatenare una guerra.
E’ incredibile come si possa confondere il desiderio di trasparenza con un irragionevole sputtanamento globale (e non parlo solo dell’Italia).
La diplomazia incarna il compromesso e sottende un incontro tra parti che giungono da orientamenti differenti e convincimenti potenzialmente opposti. E’ la convenienza a determinare il bilanciamento degli interessi in gioco. E’ il dare per avere e, talvolta, il dare ad uno pur di non fare avere all’altro, mentre con l’altro si tratta comunque pur di difendersi in qualche modo dall’uno di prima.

Insomma: da domani aspettiamoci di tutto, ma non facciamo la figura di quelli che cadono dalle nubi.
Siamo responsabili, almeno noi…

Comments
184 Responses to “Gli irresponsabili di WikiLeaks.”
  1. cesare scrive:

    Fini:
    “Nessuno può chiederci abiure della nostra matrice fascista. (da Il Giornale, 5 gennaio 1990)”
    Fini:
    “[Alle Fosse Ardeatine] Il valore che emerge è quello del patriottismo democratico, che il fascismo aveva oscurato per vent’anni, e che trovò uno dei suoi primi momenti di rinascita nella scelta di continuare la guerra contro i tedeschi (citato in Fosse Ardeatine, Napolitano: errore da evitare Fini: “Grazie a chi combatté e morì per la patria”, il Giornale, 24 marzo 2009)”
    SEMPRE LUI:
    “Il tradimento, che certamente è sempre nel novero dei comportamenti umani poco dignitosi, alligna spesso in coloro che sono adusi all’applauso e in molti casi all’acritica approvazione, salvo poi, quando i leader girano le spalle, dire tutt’altro”

    Che faccia di tolla ci vuole per far quest’ultima affermazione da parte di uno che vive nel continuo tradimento dei propri ideali?

  2. anonimo scrive:

    Vitalizio a rischio? Forse meglio allungare lo scempio con il nano al comando?

    http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2010-12-05/vitalizio-seggio-rischio-ecco-162015.shtml?uuid=AYS3HQpC

  3. cesare scrive:

    che sta succedendo, sono d’accordo con Nick e Sympatros!
    Help

  4. anonimo scrive:

    Berlusconi , “io lascerei ai giovani , ma Piersilvio non e’ ancora pronto”

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