Giustizialisti col Cav, garantisti tra di loro. Il caso De Magistris.

In questo clima da “fine impero”, come ormai giornali e giornalisti amano definirlo, la precipitosa caduta di Berlusconi apre necessariamente una riflessione si chi possa succedergli: non solo a destra(?), ma anche tra le opposizioni di sinistra come di centro.
Si cerca l’uomo nuovo ed è abbastanza sconsolante non veder niente di buono all’orizzonte…
C’è comunque chi si dice convinto che in realtà, in questi anni di dominio del Cavaliere, la politica sia riuscita, nonostante tutto, a partorire qualche idea per il futuro: pare non sia stata un’operazione tanto difficile. Condizione sufficiente per segnare il solco era ed è, appunto, distinguersi da quelli che abbiamo appurato essere i comportamenti e la filosofia tipici del berlusconismo.
Legalità e moralità al primo posto, insomma.
Succede perciò che legalisti e moralizzatori siano innalzati a bandiere per un’Italia diversa; e molti media si sono preoccupati di sostenere questi sommovimenti civili e i loro leaders, instillando tra gli elettori e in generale nella gente comune, la convinzione di avere a che fare con personaggi infallibili e di cui potersi fidare ciecamente, capaci di far sentire i loro adepti “migliori” dei penosi servi-del-padrone-tiranno-di-Arcore.
A Berlusconi, dunque, si può (e per alcuni si deve) rimproverare un eccessivo sprezzo delle istituzioni e una decadenza dei costumi da far vergognare il più libertino dei suoi ammiratori (tranne Sgarbi, che al contrario plaude al suo slancio machista); i suoi oppositori si dicono certi di potersi accreditare come diligenti Uomini di Stato, eticamente probi ed istituzionalmente virtuosi.
Sebbene qualcuno abbia già abboccato all’esca e creda alle favole che gli sono state raccontate, la realtà ci presenta uno scenario alquanto differente.
Ipocrisia ed incoerenza sono inarrestabili e viene il sospetto che il “dopo” non possa essere poi tanto migliore del “prima” o dell’ “oggi”; viene quasi da incazzarsi con chi, magari ingenuamente, si è lasciato catturare nella rete della strumentalizzazione politica da parte di quegli “uomini nuovi” che altro scopo non avevano, fin dall’inizio, se non quello di deporre Berlusconi per sostituirvisi utilizzando più o meno palesemente i medesimi atteggiamenti.

Per capirsi, basterebbe pensare alla gestione del “caso De Magistris”: eurodeputato eletto tra le fila dell’Italia dei Valori di quel Di Pietro che contro il Cavaliere ha detto peste e corna e a cui spesso ha suggerito (è un eufemismo) le dimissioni, sostenendo fossero dovute in virtù dei procedimenti giudiziari a suo carico. Tutto il partito, comunque, sembrava impegnato in questa battaglia di legalità.
Sembrava. In realtà non lo era…

L’ex magistrato napoletano, infatti, pur essendo stato rinviato a giudizio, non vuol saperne di lasciare la sua cadrega a Strasburgo e…udite udite, Di Pietro invita addirittura a stargli affianco in questo momento di difficoltà umana e politica.
Leggere i motivi di questa scelta è quasi una lezione di vita, che vorrei dedicare ad alcuni dei commentatori di questo blog, sinceramente persuasi di potersi fidare di questa gente qua…

Di Pietro, sul suo sito, lo difende così, “senza se e senza ma”:

Lasciamo che la magistratura faccia il suo dovere.

Ricordiamoci che ci sono persone sottoposte a giudizio e condannate, mentre altre dopo il processo vengono assolte.

Io credo nell’innocenza di Luigi, credo che nei suoi confronti sia in atto una campagna denigratoria per fermare la sua attività politica.

De Magistris è addirittura costretto a difendersi da solo dagli amichevoli consigli di Travaglio, che lo invitava quantomeno ad autosospendersi.
Niente da fare: quando uno si sente innocente e avverte la pressione di un complotto di toghe e poteri forti, non si lascia eliminare come quelli vorrebbero, ma va avanti, si batte per la propria libertà “fino a prova contraria”.

Il fatto per cui sono stato rinviato a giudizio è un’assurdità.

L’assurdità di questo rinvio a giudizio rientra nelle cose impensabili che mi circondano da anni. Magistrati sereni e equilibrati non potranno che rendermi giustizia.

E’ ormai noto, quindi, che articolazioni di un sistema di potere, in gran parte illegale, sono anche all’interno dell’ordine giudiziario. Allora il rischio di procedimenti penali artatamente confezionati non è un’ipotesi, ma una certezza.

Non tutti i giudici sono di Berlino, caro Marco!

Mi devo fermare se trovo un giudice che mi dà torto? Devo arrestare la mia lotta politica se incrocio un giudice pavido o corrotto?

La mia autosospensione dal partito sarebbe un atto di cedimento nella lotta al cambiamento della stessa politica.

Ne ho parlato con Di Pietro e abbiamo convenuto che applicare in modo formalista e burocratico il codice etico che si riferisce ad altri contesti e vicende significa proprio fare da sponda a quel sistema che si vuole abbattere.

Le deviazioni non sono solo politiche, ma coinvolgono alti funzionari dello Stato, magistrati, esponenti apicali dei servizi e delle forze dell’ordine.

Dite la verità…non vi sembra di leggere le parole di Berlusconi contro giudici e poteri forti che lo vorrebbero spazzar via dalla politica, mentre lui non vuol dargliela vinta?
Chi ha un minimo di onestà risponderà di si! Gli altri, invece, avranno la faccia di tolla di negare o trovare mille giustificazioni, che però poco importano, perchè o la legge morale vale per tutti oppure non vale per nessuno.
E il fatto che i primi a sentirsi in diritto di poterla tradire siano gli stessi che l’hanno sostenuta in questi anni contro i propri avversari politici, la dice lunga sul grado di affidabilità di questa gente.

Buona domenica…

Comments
129 Responses to “Giustizialisti col Cav, garantisti tra di loro. Il caso De Magistris.”
  1. Nick scrive:

    cesare, il tuo contributo alle discussioni è come sempre illuminante sul tuo livello intellettivo.
    Che ti piaccia o no Berlusconi è stato chiamato a deporre perchè Dell’Utri lo aveva indicato come testimone della difesa e Berlusconi si è rifiutato di dargli una mano.

    Marco, non voglio aprire un altro discorso (a proposito della strage di Brescia in cui se non sbaglio Ingroia no c’entra nulla, non sono informato a sufficienza) pertanto la chiudo qui dicendo che ci potrebbe essere del vero in quello che dici per quanto riguarda questo specifico caso .

    Una battuta: se Berlusconi fa di tutto per rendersi antipatico a qualsiasi pm chi lo dovrebbe giudicare? Nessuno? Dei pm che sottostanno all’esecutivo? E se l’esecutivo cambia?

  2. Marco Caruso scrive:

    @ Nick:

    non è necessario che un imputato stia simpatico al pm o al giudice. Non deve stargli nemmeno antipatico però. Altrimenti tutto il suo lavoro apparirà sospetto.
    Ne abbiamo già discusso in passato, hai ragione, ma ci sono casi come questo che fanno tornare attuale il discorso.

    Prendi anche il caso della strage di Brescia: i pm si sono impuntati a cercare la “Verità” nell’estremismo di destra. E cosa hanno ottenuto?
    Magari, se invece di accanirsi contro una parte avessero avuto una visione d’insieme più ampia, chissà…

  3. cesare scrive:

    “…probabilmente a Ingroia non sia simpatico Berlusconi”
    ma va’ a cagare!
    ahahahahahahahhahahaha!!

  4. Nick scrive:

    Presidente, lei ha capito la situazione: che intende fare? Potrebbe tacere sulle questioni che la riguardano direttamente e risponderci a proposito di Dell’Utri, che fra l’altro l’ha indicata come testimone della difesa…

  5. Nick scrive:

    Marco quello che dici investe una cosa che abbiamo discusso tempo fa mi pare. Per te il fatto che probabilmente a Ingroia non sia simpatico Berlusconi e che ciò traspaia da quello scrive è un segno che fa concludere che non fa bene il suo lavoro. Per me no. Chi l’ha detto che l’imputato o il testimone deve essere simpatico al pm ? E come si fa a fare in modo che un giudice non abbia alcuna passione politica che lo distragga dal suo lavoro?
    Che facciamo impediamo ai pm di leggere i giornali? di scrivere libri?

    Io ritengo importante non quello che Ingroia pensa di Berlusconi (non è meno tenero con certi esponenti di sinistra, se mi capita ti linko passi di un libro dove dice sostanzialmente che certe leggi del centrosinistra hanno favorito le mafie) ma quello che fa.

    E in pratica cosa ha fatto? Ha fatto un appello a Berlusconi, appellandosi al suo senso dello stato affinchè chiarisse la sua posizione, per favorire così Marcello Dell’Utri.
    Infatti bisogna ricordare che quell’interrogatorio non è stato chiesto da Ingroia per rompere le scatole al presidente del Consiglio ma è stato chiesto da Dell’Utri che aveva chiamato Berlusconi come testimone.
    Berlusconi è un teste indicato dalla difesa.

    Berlusconi e “senso dello stato”. Anche il più sfegatato dei berlusconiani dice che queste due parole insieme sono una barzelletta. Eppure Ingroia l’antiberlusconiano di ferro, le pronuncia per convincere Berlusconi, perchè quello che Berlusconi potrà dire è un tassello in più (in un senso o nell’altro)per quanto riguarda l’accertamento della verità.

    http://www.elettroni.org/content/imputato-berlusconi-chi-le-ha-dato-quei-soldi-%E2%80%9Cmi-avvalgo-della-facolt%C3%A0-di-non-rispondere%E2%80%9D

  6. cesare scrive:

    Nick sei tu LO stronzo.
    E sei anche quello che mi ha offeso in assoluto per primo tra me e te…scommettiamo?

  7. Nick scrive:

    Ti ho chiamato stronzo?
    Vuol dire che te lo meritavi e che mi avevi offeso in precedenza
    Stronzo.

    PS

    Mr. NonOffendoMaiPerPrima stai forse dicendo che l’Anonimo ad esempio in una nuova discussione potrà apostrofarti con il grazioso appellativo di Stronzo, così, come hai fatto tu con me, senza alcune ragione, perchè tu in un’altra discussione lo hai offeso in qualche modo ? E che poi spetterà a te dimostrare che prima di quella discussione non ce n’è stata un’altra e poi un’altra ancora?
    Ma quanto sei stronzo…

  8. cesare scrive:

    “cesare, giuro che non l’ho capita”
    Pianeta rosso era una battuta relativa al “sinistresismo” che neghi di rappresentare..pianeta stronzo si riferisce al tuo pianeta natale🙂
    Uffa, e’ brutto dover spiegare una battuta😦
    Non ti posso offender per primo, perche’ mi desti dello stronzo in passato e sai che io non dimentico😀

  9. Marco Caruso scrive:

    @ Nick:

    non mi pare sia un’anomalia che il Presidente del Consiglio venga sentito “a domicilio”. Quella è una delle possibilità offerte dalla legge ad un imputato del suo rango.
    L’anomalia, semmai, è come racconta i fatti un pubblico ministero che ha ancora a che fare con l’imputato…

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