Unica soluzione: tornare a lavorare!

Guardo i risultati delle elezioni americane e penso: chissà se Berlusconi saprà trarne un qualche insegnamento…
Il messaggio di un popolo alle urne nei confronti di chi lo governa è sempre inequivocabile: la fiducia che le promesse si trasformino nelle realtà sperata non è eterna e chi non lavora per il Paese viene punito.
Nel 2008, il centrosinistra, oltre al suicidio politico del Prodi bis, dovette pagare lo smacco di una schiacciante sconfitta e lo scotto del ritorno del Cavaliere come Presidente del Consiglio: un’intera classe dirigente aveva miseramente fallito la propria esperienza di governo e trasmesso al proprio elettorato un’insanabile sensazione di inerzia e incapacità politica.
Clamorosamente, invece, l’inizio scoppiettante della nuova legislatura aveva regalato a Berlusconi e al suo Popolo delle Libertà la possibilità di uscire vittorioso perfino nelle elezioni amministrative, dalle regionali alle comunali.
La soluzione della questione dei rifiuti a Napoli, la riforma della scuola e dell’università, le finanziarie anticrisi, la lotta agli sprechi del ministro Brunetta e la battaglia per la semplificazione del ministro Calderoli, il federalismo, la fermezza di Maroni e gli accordi con la Libia per arginare il fenomeno dell’immigrazione clandestina, gli accordi sindacali del governo con la Cisl e con la Uil, l’avvio della riforma della giustizia… Tra proclami e fatti concreti il governo Berlusconi aveva affrontato i primi mesi col piglio giusto ed è stato premiato dall’elettorato.
Neppure i casi D’Addario e Mills erano riusciti a frenare l’entusiasmo della gente di fronte a tanta “voglia di fare” (vera o presunta che fosse, quella era l’idea).
E’ sempre stata questa la forza di Berlusconi: ribaltare il tavolo da gioco e dimostrarsi più attivo degli altri proprio quando tutto sembra andare per il peggio.
Oggi siamo di fronte ad una situazione che non ha niente di originale: i soliti scandali, la solita stampa, i soliti moralismi, i soliti giochi di palazzo per sovvertire il voto popolare.
Una novità però c’è: non si vede all’orizzonte nessuna occasione di riscatto.
Il Paese è immobile e il Parlamento pure.
Serve una scossa, anzi…una riscossa. Parlare meno ed agire di più.
I giornali devono scrivere, sollevare questioni: in poche parole, vendere.
Le opposizioni devono riconquistare elettorato e quindi strumentalizzare qualunque situazione.
Un Presidente del Consiglio, però, se è convinto di non aver fatto niente di grave, non deve cadere nelle trappole mediatico-giudiziare che gli vengono tese giorno dopo giorno da chi lo vorrebbe far fuori: si rimbocchi le maniche e ridia slancio al suo governo.
Oppure, molli tutto e restituisca la parola agli elettori. Ai quali non interessa cosa faccia sotto le lenzuola, ma solo cosa potranno aspettarsi dal futuro!
Ognuno perciò, torni a fare il proprio mestiere: il governo governi, le opposizioni critichino, i giornali ciarlino.
Lo so, è banale da dire eppure così difficile da cogliere, ma la soluzione a questo impasse, è sempre la stessa: lavorare!

Comments
132 Responses to “Unica soluzione: tornare a lavorare!”
  1. cesare scrive:

    si’😀

  2. Anonimo scrive:

    No.

  3. cesare scrive:

    Pensa che tu sei sicuramente piu’ stupido😀

  4. Anonimo scrive:

    cazzo allora esiste una persona stupida come te?!Impossibile.

  5. cesare scrive:

    non sono santoro, sei duro eh Anonimo!!

  6. Anonimo scrive:

    cesaresantoro.

  7. cesare scrive:

    Luigi dalle bande rosse..se una volta nella vita applicassi a te stesso il tuo saggio consiglio credo che eviteresti figuracce.

  8. cesare scrive:

    Anonimo, davvero non sono Santoro, rassegnati ci sono anche altre persone oneste oltre a me e Luigi che scrivono su questo 3D. Mi spiace per te se ti sembra impossibile.

  9. Anonimo scrive:

    cesare patetico

  10. Luigi scrive:

    @ Orlando
    se ancora leggi, scusa ma ieri mi era saltata la connessione.
    Se ce la faccio ti scrivo lunedi’ perche’ il we lo dedico alla morosa…

  11. Anonimo scrive:

    L’anonimo bucaiolo è anche non udente. E’ la tecnica dei troll.

    Santoro

  12. Anonimo scrive:

    cesare eddaiiii, smettila!

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