Trappola in alto mare.

Come nell’omonimo film di Steven Seagal, si consuma tutto a diverse miglia dalla costa: i cattivi (quelli che si spacciano per pacifisti – ma non lo sono!) hanno un disperato bisogno di metter fuori giuoco gli unici buoni (lo stato d’Israele con la sua democrazia e le sue istituzioni) in grado di impedirgli di realizzare i loro diabolici piani e per farlo non gli resta che farli cadere nella rete della provocazione, così da isolarli e poter poi agire indisturbati.

Perdonatemi la parabola cinematografica, ma la trama è straordinariamente simile e col titolo calzava a pennello.

Di fatto, se è nel momento del bisogno che gli amici si dimostrano tali, allora Israele adesso sa di poter fare davvero poco affidamento su chi si dichiara in un modo e agisce in tutt’altro.
In poche parole: missione compiuta.
Una flottiglia di facinorosi è riuscita a mettere all’angolo della comunità internazionale l’unico Paese democratico dell’area mediorientale, reo di aver difeso con decisione e coerenza il proprio diritto all’autotutela, mentre attorno a sè si accalcano orde di popoli educati fin dalla nascita ad augurarsi e spendersi per la sua totale distruzione.

E’ successo che un gruppo di pacifinti si è immolato per la causa, rinfocolando odio e tensioni in tutta l’area islamica di quella regione, ringalluzzendo i nemici di sempre di Israele, che adesso si sentono forti dell’abiura da parte dell’Occidente dell'”amico” che si era ripromesso di proteggere con ogni mezzo.

Son tempi strani questi: l’ipocrisia e l’incoerenza regnano sovrane e il risultato è che la realtà si ribalta e la verità finisce per cadere dalla parte sbagliata.
Solo così si poteva inorridire per l’eccesso di atutodifesa da parte dell’esercito israeliano, senza preoccuparsi di condannare anche il casus belli di tutta questa vicenda.

L’esporre una bandiera della pace non può esser sufficiente come lasciapassare universale, soprattutto quando sappiamo benissimo chi si cela dietro quel vessillo arcobaleno.
Non sono affatto gli eroi di cui taluni parlano (con grande sprezzo del ridicolo, a mio modo di vedere…).

Basterebbe avere il coraggio di non dimenticare così presto la Storia recente: Gaza è praticamente una roccaforte di Hamas, che l’ha trasformata in una postazione missilistica a getto continuo contro i territori israeliani. Per questo c’è un blocco agli approvigionamenti (che comunque arrivano, ma controllati) e per questo c’è chi difende questo blocco: in particolar modo da chi altro non vorrebbe che spacciarsi per filantropo e tenere indisturbato il coltello dietro la schiena.

Stupisce, allora la reazione a senso unico dell’Occidente, tanto quanto risulta assordante il silenzio di Washington.

Eppure bastavano pochissime parole: “Israele, hai fatto bene”.

Comments
838 Responses to “Trappola in alto mare.”
  1. Mork scrive:

    CARUSO, Cortigianello in minigonna, guarda cosa scrive qualcuno che ha le palle per insegnare teoria politica a Princeton (mica uno presuntuosetto campano che studicchia legge a Firenze)

    Occhio alle differenze
    di Maurizio Viroli (*)
    No, no, non è uno scherzo! Marco Travaglio è stato associato a Maurizio Belpietro e Vittorio Feltri. Non sono uomini di idee morali e politiche opposte ma esempi di un nuovo orientamento italiano che si chiama neo-qualunquismo d’élite. Si facciano forza i lettori e sappiano che, a giudizio di autorevoli commentatori, anche ‘Il Fatto Quotidiano’, è modello di retorica qualunquista perché si scaglia con linguaggio da bar contro questa classe politica, contro la corruzione, contro il malgoverno (Panorama, 17 luglio 2010). Chi legge libri, anziché guardare la televisione e frequentare salotti buoni, sa che, da che mondo è mondo , servi e cortigiani hanno sempre usato, per screditare i loro avversari, una tecnica semplicissima che consiste nel cambiare il significato alle parole. Così, per ripetere esempi fin troppo noti, gli arroganti diventano intraprendenti; i buffoni, simpatici; i delinquenti, furbi che sanno stare al mondo; i cinici, intelligenti. Oppure gli onesti diventano fessi; i coraggiosi, visionari; gli intransigenti, noiosi moralisti (attenzione: oggi, in Italia, parlare di morale espone al disprezzo e al dileggio). Nel caso del neo-qualunquismo, la storia si ripete: i critici seri e severi del malgoverno e della dilagante corruzione diventano qualunquisti, avvicinabili ai più devoti servitori del signore.

    NON CI SAREBBE nulla da commentare se non rilevare che in Italia si è persa anche la più elementare capacità di ragionamento che consiste nel rendersi conto delle differenze. Ma, data l’autorevolezza dei sostenitori della teoria del neo-qualunquismo, esaminiamo i loro argomenti più da vicino e poniamo loro due domande: “i buoni cittadini, quelli, per capirci, che rispettano le leggi, che svolgono le loro professioni con serietà ed impegno pur fra mille ostacoli e che pagano le tasse, sono moralmente superiori a coloro che corrompono i giudici, che sono collusi con la mafia, che cercano con tutti i mezzi di rendere impotenti le leggi per fare sempre più grande un uomo ed i suoi cortigiani?” “Difendere la Costituzione repubblicana è fare opera di anti-politica o dare esempio di politica seria?”

    Anche in questo caso, ragionando con rigore intellettuale, le risposte sono fin troppo ovvie come è ovvio che è del tutto fuori luogo sostenere, come ha fatto il presidente Massimo D’Alema, che l’ “antiberlusconismo sconfina in una sorta di sentimento anti-italiano”. Denunciare la corruzione italiana non è atto né berlusconiano né antiberlusconiano, è semplicemente dire la verità. Dalla denuncia della corruzione non deriva affatto la rinuncia a lottare per trasformare l’Italia in un paese civile. Se chi ha denunciato la corruzione morale degli Italiani dovesse essere considerato un antitaliano, allora capofila di tale tradizione sarebbero, per citare solo qualche nome, Giuseppe Mazzini e Carlo Rosselli. Ammettiamolo, ci sono compagnie peggiori. È anche tempo di spiegare la differenza fra buone e cattive élites politiche e che appartenere ad un’élite può anche essere titolo di merito e non di vergogna. C’è una bella differenza fra l’élite politica attuale e quella, per esempio, del periodo costituente o, poiché ci stiamo avvicinando al 2011, quella della Destra Storica; e c’è una bella differenza fra la splendida élite del Partito d’Azione e buona parte dell’attuale leadership del Partito Democratico.

    La differenza prima che di cultura e di spessore intellettuale, qualità che non guastano, è di rigore morale. Mi pare già di sentire l’obiezione: “ma il Partito d’Azione è stato un partito di sconfitti”, o come ha dichiarato D’Alema, la “cultura azionista non ha mai fatto bene al paese”.

    ALTRI DUE ERRORI: sconfitti non furono loro, sconfitta è stata ed è l’Italia che prima non li ha ascoltati e li ha derisi, e poi li ha dimenticati. La cultura azionista ha dato all’Italia piccole cose quali un contributo essenziale all’antifascismo prima e alla Resistenza e alla Costituzione Repubblicana poi, un’interpretazione rigorosa del Risorgimento nazionale, una concezione del patriottismo che insegnava la solidarietà con gli altri popoli e l’europeismo, un rispetto religioso della legalità, ha educato il Partito Comunista ai valori liberali e democratici, e, per ultimo, ci ha dato un presidente della Repubblica come Carlo Azeglio Ciampi. Proprio poco non mi pare sia.

    Se mai ci sarà una rinascita civile, non avverrà certo grazie a coloro che confondono i critici severi con i qualunquisti, ma grazie a chi continua a dire la verità, che l’Italia è un paese profondamente malato che ha bisogno di liberarsi del potere enorme che oggi domina e della sua corte.

    (*) Docente di Teoria politica a Princeton

  2. Nick scrive:

    Forse mi sono espresso male.
    Per me un magistrato può avere idee politiche, e può anche esprimerle.
    Può anche essere iscritto a un partito, non ci vedo nulla di male.
    Come dici tu: la magistratura è fatta di uomini non vedo perché un magistrato non possa e/o non debba appassionarsi al dibattito politico.
    Quando mi riferivo alla cronaca di questi giorni, mi riferivo a certi magistrati (ad es. Marra e Martone) che invece sono usciti fuori dal loro ruolo, per favorire certi politici.
    Ma questo interessa a pochi: chi viene tacciato di difendere sempre l’Ultracasta ne parla, discutendo delle intercettazioni, che descrivono scenari gravissimi, mentre i soliti garantisti che attaccano sempre la magistratura, una volta che viene fuori questo schifo minimizzano e si occupano invece di temi più scottanti come ad esempio della “politica del cucù”.

  3. Sagra scrive:

    per Nick

    “…La cronaca di questi giorni comunque ci dice che il problema della magistratura politicizzata è un problema serio e importante, forse sottovalutato persino da cesare.”

    La magistratura politicizzata è un problema inesistente, per il semplice motivo che è fatta da uomini.
    Equivarrebbe a pretendere una Chiesa non politicizzata oppure un Confindustria non politicizzata o magari un Sindacato non politicizzato.
    Una utopia dannosa per il solo motivo di volerla pretendere.

    Molto meglio una sana contesa a viso aperto, sapendo chi hai di fronte.

    Soliti cordiali saluti da Sagra

  4. Sagra scrive:

    Per Sympatros

    “Non c’è il rischio che Enrix finisca per fregiarsi del fama di iettatore?”

    Tutti coloro che hanno creduto in lui sono finiti nell’oblio catatonico, oppure hanno passato guai:
    Guzzanti, Scaramella, Paradisi, Asdrubalino, Simona…
    Perfino Cesaronzo, mitico stronzo, è confinato in esilio volontario, ben attento a non sviolinare troppe puttanate in quel purgatorio agonizzante che è diventato il blog di Guzzanti.
    Guzzanti mi ricorda moltissimo il bibliotecario del convento di “Nel nome della Rosa” , dove ogni tanto spariva qualche frate, poco obbediente alle bizzarre mattane dell’esaltato “cercatore di Verità”.
    Rivoluzione Italiana è un Blog oscuro e medioevale nelle mani di un vecchio monaco in estasi mistica.

    Simpatico ed istruttivo da visitare periodicamente, ma pericoloso da interloquire, correndo seri rischi di ammalarsi della “Syndrome da Medioevo”, caratteristica di certe società conventuali in cui anche le menti migliori finivano per perdere il senso della realtà.

    Noi cani sciolti sinistrorsi preferiamo cazzeggiare in libertà, rompendo i coglioni dove capita.

    Cordiali saluti da Sagra

  5. Nick scrive:

    Su Mori non parlo, aspettiamo il processo.
    La condanna di Ganzer comunque mette in crisi la teoria secondo cui abbiamo un ROS buono che lotta contro una Procura cattiva per l’affermarsi di una verità oscurata dai media e che pochi eletti conoscono.
    Ma le idee di Falcone assassinato dai russi (o dai comunisti, o dal KGB, non ho capito bene) mi sembrano fantascientifiche.
    Le sentenze parlano e raccontano un’altra storia, una storia secondo la quale Falcone stava facendo venire giù tutto, indagando sui rapporti tra mafia e politica.

    Il “comunista Caselli” (secondo Patton) era invece un giudice che quando lavorava a Torino veniva accusato di essere di destra per le posizioni intransigenti nei confronti della brigate Br e di esponenti politici di sinistra che li proteggevano, e era stata più volte attentata la sua persona da parte delle Br. E oggi si accusa Caselli di avere favorito una parte politica? E di avere coperto finanziamenti occulti da Mosca?
    Kalevala chiede sul Blog di Guzzanti: chi gliel’ha fatto fare a Caselli di scendere a Palermo a indagare sui rapporti tra mafia e politica?
    Secondo Guzzanti è una domanda cretina e “falsa come una moneta da tre euro”.
    La risposta però non è: “nessuno” oppure: “mania di protagonismo”. La risposta è : “Paolo Borsellino, poco prima di morire”.
    Se si ragionasse su questo semplice fatto forse si capirebbe che il giudice in un momento in cui la Procura era avvelenata da sospetti reciproci si fidava di Caselli e che forse dicendogli che era “troppo presto per la pensione” gli aveva dato la propria investitura spirituale (Falcone era stato appena ucciso).

    Infine dico io: non era forse preoccupato Falcone per il famoso rapporto mafia-appalti?
    Questo dicono le sentenze. Non risulta da nessuna pate che Falcone fosse preoccupato per un presunto “Oro da Mosca”, nè che indagasse in tal senso.
    Dobbiamo forse dedurre che in quel rapporto il ROS indagava su appalti russi o del KGB?
    Troppe storie che si intrecciano.
    Il rapporto comunque andò a finire in mano al giudice Giammanco (non Scarpinato), giudice inviso a Falcone , come dicono Mori e Ciancimino (e se lo dice persino Mori ci dobbiamo credere), che forse lo passò a Martelli o a qualche altro politico e non se ne seppe più nulla.
    L’inchiesta fu in questo modo insabbiata.

    Poi per carità, è sempre possibile affidarsi al solito complotto della “magistratura politicizzata” e è sempre possibile dire che se dell’Oro da Mosca non si parla in nessuna sentenza è perchè i Templari o i Rosacroce o il Partito dei Giudici con a capo il “khomeinista Caselli” (come dice Patton, che originalità) hanno insabbiato tutto per proteggere i soliti politici che avrebbero dovuto governare subito dopo, (..ma poi come mai non sono arrivati i comunisti? O forse si?).
    La cronaca di questi giorni comunque ci dice che il problema della magistratura politicizzata è un problema serio e importante, forse sottovalutato persino da cesare🙂

    Un saluto a tutti

  6. Sympatros scrive:

    Sagra

    Guzzanti, difeso ad oltranza, reietto e dimenticato.
    Scaramella, 4 anni e mezzo per calunnia con rito abbreviato, altrimenti erano 6.
    Contrada, 10 anni per collusione con la Mafia.
    Ganzer e Obinnu, sodali e successori di Mori, 14 anni e 7 anni rispettivamente.

    Cosa accadrà al povero generale Mori?
    Enrix lo difende a spada tratta, e la cosa mi preoccupa non poco.

    Non c’è due senza tre……. ma il calcolo delle probabilità è qualcosa di scientifico? Qui ci vorrebbe Cesare!
    Non c’è il rischio che Enrix finisca per fregiarsi del fama di iettatore?

  7. Sympatros scrive:

    blockquote cite=”Sagra “>Guzzanti, difeso ad oltranza, reietto e dimenticato.
    Scaramella, 4 anni e mezzo per calunnia con rito abbreviato, altrimenti erano 6.
    Contrada, 10 anni per collusione con la Mafia.
    Ganzer e Obinnu, sodali e successori di Mori, 14 anni e 7 anni rispettivamente.

    Cosa accadrà al povero generale Mori?
    Enrix lo difende a spada tratta, e la cosa mi preoccupa non poco.

    Non c’è due senza tre……. ma il calcolo delle probabilità è qualcosa di scientifico? Qui ci vorrebbe Cesare!
    Non c’è il rischio che Enrix finisca per fregiarsi della fama di iettatore?

  8. Sagra scrive:

    Guzzanti mi ricorda Gloria Swanson in “Viale del Tramonto”.
    Una vecchia attrice che non accetta la fine inesorabile di un successo giornalistico e politico basato sulla drammatizzazione del banale.
    Solo lui poteva montare il caso di Prodi = Our Man.
    O di un ridicolo “paglietta” napoletano proiettato nel mondo delle spie.
    O di una spia del KGB venuta dal freddo che diventa un eroe.
    Sogna ancora ad occhi aperti che qualcuno voglia ucciderlo per le sue dichiarazioni farneticanti.

    Lo segue a ruota il povero Enrix, sempre più convinto di essere il vero, unico AntiTravaglio.
    L’unica cosa certa è che dove arriva lui, piomba la Sfiga. Quella Nera !!
    Due alti ufficiali dei Carabinieri, coinvolti come Mori in affari poco chiari con la Mafia che dovevano combattere, si sono beccati una solenne condanna, proprio come l’eroe Scaramella.

    Dove passa Enrix, non cresce più neanche un filo d’erba.

    Guzzanti, difeso ad oltranza, reietto e dimenticato.
    Scaramella, 4 anni e mezzo per calunnia con rito abbreviato, altrimenti erano 6.
    Contrada, 10 anni per collusione con la Mafia.
    Ganzer e Obinnu, sodali e successori di Mori, 14 anni e 7 anni rispettivamente.

    Cosa accadrà al povero generale Mori?
    Enrix lo difende a spada tratta, e la cosa mi preoccupa non poco.

    Cordiali saluti a tutti da Sagra

  9. Sympatros scrive:

    Come fa un vicesegretario di un partito erede del glorioso partito liberale di Benedetto Croce … come fa ad essere così poco liberale? Il colmo è che lui, che è un insultante continuo, si senta insultato……..

    Cmq se a Guzzanti non gli si affidano incarichi istituzionali o di potere, dove, secondo me, puo’ fare pasticci, come nella Mitrokhin… può essere divertente, perché è sostanzialmente un comico che si atteggia a persona importante colta e seria e ci crede pure!!

  10. Nick scrive:

    Ma è stato presidente di una commissione, e non vuole essere contraddetto.

    Bravissimo Sympatros🙂

  11. Sympatros scrive:

    Uelà, Caruso, lo vuoi resuscitare ‘sto blog o no? Io sono stato eietto da Guzzanti, che non ce la fa proprio a reggermi…. eppure mi ero complimentato per la geniale, sintetica, nonché chiara e lineare spiegazione della strage di Capaci….. ho avuto il torto , però, a completamento, di aggiungere anche quest’altro post

    Riti e ricorrenze…… una volta erano religiose e adesso sono puntualmente politiche

    L’Italia , o meglio gli italiani sono un popolo di commissari tecnici, naturalmente più bravi del commissario tecnico deputato, che non capisce un cazzo, perché è andato a mettere all’attacco quel cretino, che non sa proprio giocare.
    Gli italiani sono un popolo di inquirenti, che hanno capito bene come sono andate le cose e non come quei cretini di magistrati inquirenti, degli emeriti cretini, che non capiscono un cazzo e non hanno mai capito un cazzo non solo della strage di Bologna, ma anche sul mistero di Ustica, sul delitto Moro, sugli ucraini di Scaramella e naturalmente, dulcis in fundo, sulla strage di Capaci e l’omicidio Borsellino, i magistrati, come i commissari tecnici non capiscono un cazzo. Errori su errori, niente di più. Molto meglio Francesco Cossiga, che sa tutto e conosce tutto, che è preso da un desiderio irrefrenabile nel dare del cretino a tutti e nello stesso tempo dichiararsi sinceramente amico e affezionato delle persone a cui dà del cretino.

    Che io sappia Guzzanti non è un commissario tecnico!

  12. Mork scrive:

    Anonimo tu leggi solo quello che ti serve per perorare le tue tesi… assomigli troppo a Cesare ed il mio tempo non te lo meriti.
    Riguardo alla tua domanda, prima di sparlare conosci qualche decina di isrealiani e poi forse capira, ma prima di questo astieniti perchè semplicemente NON SAI!

  13. Anonimo scrive:

    Mork il blocco navale è perfettamente lecito e Israele aveva il diritto di perquisire la nave.
    «se ti trovi in presenza di una nave che si dirige verso un’area sottoposta a blocco navale, ti è consentito intercettarla anche prima che raggiunga l’area sottoposta a blocco navale se tu li hai avvertiti in anticipo”
    Hai fatto bene a portare entrambi punti di vista, ma la realtà è proprio questa.
    Comunque ognuno ha le sue opinioni, mi sembra solo sciocco insultare Caruso che la pensa in modo diverso da te. Mi dispiace aver detto ma sei scemo, ma uno che dice che tutti gli israeliani sono arroganti perchè li conosce mi stupisce. Mi spieghi che cosa volevi dire?

  14. Mork scrive:

    Anonimo, ti aiuto un pochetto viste le tue difficoltà:

    http://it.wikipedia.org/wiki/Incidente_della_Freedom_Flotilla#L.27abbordaggio_alle_navi

    Opinioni giuridico-legali [modifica]
    Opinioni giuridico-legali a supporto dell’azione israeliana [modifica]

    Mark Regev, portavoce del Primo Ministro israeliano, si è appellato[93] al paragrafo 67A[94] del San Remo Manual on International Law Applicable to Armed Conflicts at Sea, manuale di diritto internazionale applicabile ai conflitti armati in mare[95], dichiarando che «se ti trovi in presenza di una nave che si dirige verso un’area sottoposta a blocco navale, ti è consentito intercettarla anche prima che raggiunga l’area sottoposta a blocco navale se tu li hai avvertiti in anticipo – e questo noi lo abbiamo fatto varie volte – e se loro avevano lo scopo espressamente dichiarato di violare il blocco. Quel blocco esiste per la protezione del nostro popolo». Poiché il comandante della Mavi Marmara era stato effettivamente contattato ed avvertito in anticipo del blocco, e poiché aveva risposto dichiarando espressamente che la destinazione dell’imbarcazione era effettivamente Gaza, area sottoposta a blocco navale, l’intervento, secondo il portavoce del Primo Ministro israeliano, sarebbe avvenuto nel pieno rispetto del diritto internazionale di guerra[93][96].

    Inoltre, il memorandum di San Remo, al paragrafo 60E[97], stabilisce che rifiutare un ordine di fermarsi o resistere attivamente ad un sopralluogo, ad una perquisizione o alla cattura può rendere un’imbarcazione mercantile un obiettivo militare. Il paragrafo 47C[98] stabilisce che le imbarcazioni impegnate in missioni umanitarie che trasportino provviste indispensabili alla sopravvivenza della popolazione civile sono esenti da attacchi a condizione che operino sulla base di accordi tra le parti belligeranti, tuttavia il governo di Israele aveva negato il proprio assenso alla violazione del blocco[95].

    Il sito del Ministero degli Affari Esteri di Israele richiama le norme di diritto marittimo come applicate ad esempio dagli USA e dalla Gran Bretagna, citando il Commander’s Handbook on the Law of Naval Operations della US Navy. Secondo le leggi che regolano le operazioni navali un vascello può essere attacato in alto mare quando intenda violare un blocco[99][100]
    (EN)
    « Commander’s Handbook on the Law of Naval Operations 7.7.4 Breach and Attempted Breach of Blockade – Breach of blockade is the passage of a vessel or aircraft through a blockade without special entry or exit authorization from the blockading belligerent. Attempted breach of blockade occurs from the time a vessel or aircraft leaves a port or airfield with the intention of evading the blockade, and for vessels exiting the blockaded area, continues until the voyage is completed. Knowledge of the existence of the blockade is essential to the offenses of breach of blockade and attempted breach of blockade. Knowledge may be presumed once a blockade has been declared and appropriate notification provided to affected governments. It is immaterial that the vessel or aircraft is at the time of interception bound for neutral territory, if its ultimate destination is the blockaded area. There is a presumption of attempted breach of blockade where vessels or aircraft are bound for a neutral port or airfield serving as a point of transit to the blockaded area. (Capture of such vessels is discussed in paragraph 7.10.) »
    (IT)
    « Manuale del Comandante sul Diritto delle Operazioni Navali 7.7.4 Violazione e Tentata Violazione di un Blocco – La violazione di un blocco è il passaggio di un’imbarcazione o di un velivolo attraverso un blocco senza autorizzazione speciale per l’ingresso o per l’uscita da parte del belligerante che ha imposto il blocco. La tentata violazione del blocco inizia dal momento in cui un’imbarcazione o un velivolo lasciano un porto o un aeroporto con l’intenzione di evadere il blocco e, per le imbarcazioni che escono dall’area del blocco, continua finché il viaggio non sia concluso. La conoscenza dell’esistenza del blocco è essenziale per i reati di violazione del blocco e tentata violazione del blocco. La conoscenza può essere presunta una volta che il blocco sia stato dichiarato e appropriate notifiche siano state fornite ai governi interessati. È irrilevante che l’imbarcazione o il velivolo siano, nel momento dell’intercettazione, diretti verso un territorio neutrale, se la destinazione ultima è l’area del blocco. Vi è presunzione della tentata violazione del blocco laddove le imbarcazioni o i velivoli siano diretti verso un porto o un aeroporto neutrali che servano come punto di transito verso l’area del blocco. (La cattura di tali imbarcazioni è trattata al paragrafo 7.10.) »
    (Testo in formato PDF dello US Commander’s Handbook. Cfr. la sez. 7.7.4.)

    Allen Weiner, ex procuratore del Dipartimento di Stato degli Stati Uniti e consulente legale all’ambasciata americana all’Aia, professore alla Facoltà di Giurisprudenza della Stanford University ha dichiarato che il blocco deciso da Israele contro Gaza di per sé non è illegale, ed è legittimo che che le navi israeliane operino in acque internazionali per attuarlo[101].

    Il professore di diritto all’Università di Tel Aviv Yoram Dinstein, autore di un manuale sul diritto di guerra in mare[102], ha osservato che «vi sono diversi casi di blocchi recenti e successivi alla Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare, ad esempio in Vietnam e nella Guerra del Golfo»[103], per cui la politica di Israele sarebbe giustificata. Occorre notare che sebbene entrambi i conflitti siano precedenti all’entrata in vigore della Convenzione (16 novembre 1994), Israele non è tra i paesi firmatari della Convenzione stessa.

    Opinioni giuridico-legali contro l’azione israeliana [modifica]

    Secondo Anthony D’Amato, professore di diritto internazionale alla Northwestern University School of Law, il San Remo Manual on International Law Applicable to Armed Conflicts at Sea, si applica in una situazione in cui sono in vigore le leggi di guerra tra Stati. Le leggi di guerra non si applicano nel conflitto tra Israele e Hamas, in quanto quest’ultimo non è uno Stato. Bisogna applicare le leggi della Convenzione di Ginevra.[104]

    Richard Falk[105], professore di diritto internazionale alla Princeton University e relatore speciale dell’ONU sulla situazione dei diritti umani nei territori occupati palestinesi, ha detto che “Israele è colpevole di una condotta scioccante per aver utilizzato armi micidiali contro civili disarmati a bordo di navi che si trovavano in acque internazionali, dove esiste la libertà di navigazione, secondo il diritto del mare”[106]

    Un gruppo di avvocati israeliani, tra cui Avigdor Feldman, importante avvocato per i diritti umani israeliano, hanno presentato una petizione alla Corte Suprema israeliana accusando Israele di aver violato la Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare, catturando le barche in acque internazionali. [107]

    José María Ruiz Soroa, un esperto spagnolo di diritto marittimo e co-autore del manuale giuridico “Manual de derecho de la navegación Marítima”, [108] ha detto che Israele, in base al diritto internazionale, non ha nessun diritto per limitare la libertà di navigazione di qualsiasi nave in alto mare, tranne in una serie di situazioni che non si applicano al caso della flottiglia di Gaza. Il Blocco non è un valido motivo perché è un concetto applicabile solo a situazioni di guerra. Inoltre ha precisato che l’azione di Israele è una violazione della Convention for the Suppression of Unlawful Acts Against the Safety of Maritime Navigation (SUA), [109], che è stato firmato da Israele nel mese di aprile 2009. Inoltre secondo l’articolo 6.1 della SUA, la giurisdizione sui reati che la nave potrebbe aver commesso sono dello Stato indicato sulla bandiera della nave (in questa situazione, Turchia). [110]

    George Bisharat, professore al College of the Law di Hastings, ha scritto che il blocco imposto da Israele a Gaza è illegale e far rispettare il blocco in acque internazionali è stato allo stesso modo illegale. Bisharat ha detto che “i passeggeri della flottiglia avevano il diritto di difendersi contro l’abbordaggio di Israele sulla Mavi Marmara, anche se il commando israeliano non avesse sparato immediatamente al momento dello sbarco sul ponte della nave”.[111]

  15. Mork scrive:

    Cerca di capire cosa fa lo sciagurato PSICONANO, leggi bello, leggi:

    L’Aquila…

    Ieri mi ha telefonato l’impiegata di una società di recupero crediti, per conto di Sky.

    Mi dice che risulto morosa dal mese di settembre del 2009.

    Mi chiede come mai.

    Le dico che dal 4 aprile dello scorso anno ho lasciato la mia casa e non vi ho più fatto ritorno.

    Causa terremoto.

    Il decoder Sky giace schiacciato sotto il peso di una parete crollata.

    Ammutolisce.

    Quindi si scusa e mi dice che farà presente quanto le ho detto a chi di dovere.

    Poi, premurosa, mi chiede se ora, dopo un anno, è tutto a posto.

    Mi dice di amare la mia città, ha avuto la fortuna di visitarla un paio di

    anni fa.

    Ne è rimasta affascinata. Ricorda in particolare una scalinata in selci

    che scendeva dal Duomo verso la basilica di Collemaggio.

    E mi sale il groppo alla gola.

    Le dico che abitavo proprio lì.

    Lei ammutolisce di nuovo. Poi mi invita a raccontarle cosa è la mia città oggi.

    Ed io lo faccio.

    Le racconto del centro militarizzato.

    Le racconto che non posso andare a casa mia quando voglio. Le racconto

    che, però, i ladri ci vanno indisturbati.

    Le racconto dei palazzi lasciati lì a morire. Le racconto dei soldi che non ci sono, per ricostruire.

    E che non ci sono neanche per aiutare noi a sopravvivere.

    Le racconto che, dal primo luglio, torneremo a pagare le tasse ed i contributi, anche se non lavoriamo.

    Le racconto che pagheremo l’i.c.i. ed i mutui sulle case distrutte. E ripartiranno regolarmente i pagamenti dei prestiti.

    Anche per chi non ha più nulla. Che, a luglio, un terremotato con uno stipendio lordo di 2.000 euro

    vedrà in busta paga 734 euro di retribuzione netta.

    Che non solo torneremo a pagare le tasse, ma restituiremo subito tutte quelle non pagate dal 6 aprile.

    Che lo stato non versa ai cittadini senza casa,che si gestiscono da soli, ben ventisettemila, neanche quel piccolo

    contributo di 200 euro mensili che dovrebbe aiutarli a pagare un affitto.

    Che i prezzi degli affitti sono triplicati. Senza nessun controllo.

    Che io pago ,in un paesino di cinquecento anime, quanto Bertolaso pagava per un’appartamento in via Giulia, a Roma.

    La sento respirare pesantemente. Le parlo dei nuovi quartieri costruiti a prezzi di residenze di lusso.

    Le racconto la vita delle persone che abitano lì. Come in alveari senz’anima. Senza neanche un giornalaio. O un bar.

    Le racconto degli anziani che sono stati sradicati dalla loro terra.

    Lontani chilometri e chilometri.

    Le racconto dei professionisti che sono andati via. Delle iscrizioni alle scuole superiori in netto calo. Le racconto di una città che muore.

    E lei mi risponde, con la voce che le trema.

    “Non è possibile che non si sappia niente di tutto questo. Non potete restare così.

    Chiamate i giornalisti televisivi. Dovete dirglielo. Chiamate la stampa. Devono scriverlo.”

    Loro non scrivono voi fate girare

  16. Mork scrive:

    “l’abbordaggio per una perquisizione a bordo è perfettamente lecito”
    ??? IN ACQUE INTERNAZIONALI NON E’ ASSOLUTAMENTE LECITO SALIRE A BORDO DI UNA IMBARCAZIONE BATTENTE BANDIERA STRANIERA SENZA IL CONSENSO DEL COMANDATE, ma di cosa ti occupi vendi noccioline allo stadio?

    Vabbè, ho capito di avere a che fare con il solito berlusconiano decerebrato (non sarai mica la solita piattola sotto copertura anonima vero?! o forse si…. se fosse significherebbe che ti vergogni delle passate figuracce.

  17. Anonimo scrive:

    Mork tu dici di aver conosciuto degli israeliani e dici che sono arroganti. Questa generalizzazione mi pare un pò scema, come tua sorella.
    Poi l’abbordaggio per una perquisizione a bordo è perfettamente lecito e solo i passeggeri della nave palestinese hanno cercato di uccidere i soldati saliti a bordo: sono criminali non pacifisti!

  18. Mork scrive:

    Anonimo (5 luglio 2010), in che lingua si deve comunicare con te, sembri non capire anche le cose più semplici! Leggi bene e conosci degli israeliani, poi ne riparliamo.
    …BTW, scemo vallo a dire a tua sorella.

  19. Anonimo scrive:

    quindi Mork vuoi dire che gli israeliani sono tutti arroganti perche’ li hai conosciuti? Ma sei scemo?

  20. Mork scrive:

    Incredibile faccia tosta israeliana, abbordare una nave in acque internazionali non sarebbe un atto di violenza… .azz che facce da culo!


    Turchia, stop ai voli militari israeliani
    Ankara minaccia la rottura delle relazioni

    ANKARA – Si accentua la crisi tra Turchia e Israele. Il ministro degli Esteri di Ankara, Ahmet Davutoglu, ha annunciato la chiusura dello spazio aereo ai voli militari israeliani e ha minaccia di rompere le relazioni se il governo Netanyahu non si scuserà per l’assalto alla flottiglia di attivisi diretta a Gaza, in cui il 31 maggio scorso persero la vita nove cittadini turchi. Il premier israeliano ha replicato ripetendo quanto già detto più volte: il suo esecutivo non presenterà scuse formali ad Ankara, ha ribadito attraverso un comunicato del suo ufficio. “Naturalmente siamo dispiaciuti per la perdita di vite umane ma non siamo stati noi a cominciare a usare la violenza – ha rincarato il portavoce del ministro degli Esteri Yigal Palmor – Quando si desidera avere della scuse non si usano minacce o ultimatum”.

    “Le relazioni saranno troncate se Israele non si scuserà e se non accetterà le conclusioni di una inchiesta internazionale sull’attacco del 31 maggio”, ha avvertito Davutoglu parlando con giornalisti a bordo dell’aereo che lo ha riportato in patria dopo una visita in Kirghizistan. Il capo della diplomazia turca, che in precedenza aveva respinto l’idea di una commissione creata da israele per indagare sulla vicenda e insisteva per una commissione internazionale, si è mostrato più duttile in proposito: “Se questa commissione dovesse concludere che il raid era scorretto e loro si scuseranno, allora potrebbe essere sufficiente”, ha detto, aggiungendo che la Turchia ritiene anche necessario un risarcimento.

    Ed ora si annoda un ulteriore magagna: c’è il parere positivo della Comunità Europea all’ingresso della Turchia previsto per il 2015, c’è Israele, sempre più pressata da oriente, che comincia a dare fuori di testa con atti pirateschi, Il presidente Iraniano che non vede l’ora di tirargli una bomba atomica sulla testa, Obama che Cazzia severamente Israele per l’atto arrogante e violento contro gli attivisti…
    Capito Caruso come stanno le cose? Se tu la smettessi di fare il corista e di scrivere solo per assecondare il tuo Feltri e lo psiconano forse guadagneresti un po di rispetto, in questo modo invece ti meriti solo un sonoro: VERGOGNA DEMENTE!

  21. Mork scrive:

    Anonimo,

    1 – il blocco navale NON si fa in acque internazionali
    2 – se una nave non si fa perquisire allora NON LA SI ABBORDA COME DEI PIRATI (voglio proprio sapere con quale faccia tosta si possa pensare di giustificare un abbordaggio in acque internazionali, cosa che tui fa in scioltezza). Abbi pazienza ma non accetto discorsi su pistole e fucili e spranghe quando i primi ad essere nel torto MARCIO sono i pirati all’abbordaggio… ma CRISTO un po di buon senso!
    3- si lasciano passare le altre che sono state perquisite e quella che si è rifiutata la si scorta e le si impedisce l’ingresso in acque territoriali finché non acconsentono alla verifica.

    Anonimo, lascia perdere il sesso degli angeli che ti portano su discrosi un po sempliciotti, bisogna usare il buon senso! E’ evidente il sopruso, la prepotenza e l’arroganza di Israele, poi se tu, come viceversa ho fatto io, avessi conosciuto molti israeliani allora capiresti molto meglio.

  22. Anonimo scrive:

    esser pacifisti significa non forzare il blocco navale. Le altre navi si sono lasciate perquisire senza attaccare i soldati che a quel punto non potevano lasciarsi ammazzare e hanno reagito.
    Se un uomo con la pistola incontra un uomo col fucile, l’uomo con la pistola e’ un uomo morto.
    Stessa cosa se un uomo con una spranga di acciaio cerca di uccidere dei soldati questi per legittima difesa gli sparano. Ha ragione Nick.
    la verità è ben più complessa di come ci appare a prima vista.

  23. Mork scrive:

    @Nick

    Vedo adesso il video:
    – la gente sulla nave non ha armi da fuoco;
    – sono attaccati in acque internazionali da soldati armati di fucili, pistole e roba da guerra;
    – i pacifisti stanno subendo un abbordaggio in stile piratesco;
    – essere pacifisti non significa non difendersi, significa non attaccare e/o, come stavano facendo le navi, portare aiuti umanitari alle vittime di una guerra;
    -… io, come loro, mi sarei difeso, avrei tirato sedie, usato qualsiasi oggetto utile a fronteggiare i soldati armati che attaccano;
    – l’irragionevolezza dell’atto compiuto da Israele è testimoniato dalla possente denuncia della comunità internazionale e dal fatto che Israele HA DOVUTO, successivamente, concedere l’accesso agli aiuti umanitari nella striscia di Gaza sotto la condizione, E QUI SIAMO TUTTI D’ACCORDO, che Israele potesse verificare che non ci fossero armi tra gli aiuti.

    Serve altro? Direi di no. Bisogna stare attenti a non cadere nella trappola di chi vuole farti discutere sul sesso degli angeli.

    Saluti

  24. Nick scrive:

    Non funziona più il link: lo questo invece dovrebbe andare

  25. Nick scrive:

    Mork, scusa se rispondo io riprendendo il discorso.

    Personalmente mi ha suscitato parecchie perplessità questo video.
    Con questo non voglio certo difendere o giustificare nessuna azione: dico che forse la verità è ben più complessa di come ci appare a prima vista.

    http://www.tio.ch/aa_pagine_comuni/articolo_interna.asp?idarticolo=561187&idsezione=9&idsito=1&idtipo=2&dossier=video_new

    Un saluto.

  26. Angelo scrive:

    Non ha niente a che vedere con questo post,ma….L’ideatore di Forza Italia Marcello Dell’Utri condannato per mafia, anche in appello!!!
    Poche parole bastano, in galera!!! Berlusconi in galera!! Berlusconi in galera!!!

  27. Mork scrive:

    @sndoubleop

    metti il link al video che “dici” di avere visto, thanks! … sai com’è, c’è una comunità internazionale che non la pensa come te, un motivo ci sarà no?

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