Giù la maschera: e Travaglio invocò il “diritto all’odio”…

Abbiate pietà, perdonate i miei lunghi periodi di assenza, ma il lavoro sta rapendo gran parte del mio tempo e a fine giornata, lo ammetto, non sono più tanto lucido.
Oggi però mi prendo i miei cinque minuti liberi per dedicarli al blog con la stessa passione che vi ho sempre riversato.
L’argomento, ovviamente, non poteva che essere legato alle reazioni al grottesco “attentato” subito da Silvio Berlusconi domenica scorsa in piazza Duomo, a Milano, da parte di un malato di mente.
Nel giro di 72 ore abbiamo ascoltato discorsi che andavano dal buon senso, alla demagogia spicciola, all’ipocrisia più caprina, alla violenza che avremmo preferito non constatare (almeno in un momento come questo).
Così, nel tentativo di calmare le acque, c’è chi s’è messo a fare il pompiere con la tanica di benzina in mano e c’è stato pure chi il piromane non ha rinunciato a farlo, rimanendo col cerino acceso ben saldo in pugno.
In pratica, come non fosse successo niente.
Qualcosa però è accaduto: è innegabile e sarebbe sbagliato sminuire il fatto appigliandosi capziosamente ai vizi mentali dell’esecutore del folle gesto. Anche un pazzo può esser pienamente cosciente di ciò che sta per fare, tanto quanto una persona normale può perdere il senno prima di commettere un reato.
Chiunque si renda protagonista di un gesto insensato può esser definito “scemo”, ma in ogni caso, che lo fosse da prima o lo sia diventato d’un tratto, su quella persona ha agito un movente.
Per il Tartaglia, quel movente era l’odio politico, maturato negli anni.
E non per ciò che diceva Di Pietro, ovvero per l’esasperazione cui poteva esser stato portato un cittadino a causa delle ingiustizie sociali prodotte dalle politiche del governo, bensì proprio in virtù (???) di un sentimento di astio profondo nei confronti dell’uomo Silvio Berlusconi.
Non mi sorprende, perciò, che lo stesso Tartaglia abbia ammesso di solidarizzare con le idee del leader dell’Italia dei Valori…
Idee che suppongo siano le medesime di alcuni personaggi che ruotano attorno all’ex magistrato e insieme conducono questa pseudo Resistenza contro un ipotetico novello tiranno: i vari Travaglio, Grillo, Santoro, Ricca e chi più ne conosce ne metta.
Da parte di questa cricca abbiamo assistito ad un vero e proprio killeraggio mediatico, ad una vera e propria campagna d’inquisizione, ad una messa alla gogna pubblica continua ed esasperata, non tanto contro un generico governo od una generica maggioranza od un generico potere da abbattere, ma proprio contro una persona ben identificata e qualificata, con tanto di nome e cognome, cui attribuire tutti i mali del nostro Paese e a cui addebitare ogni nefandezza si possa pensare.
Il tutto, non solo indicando il bersaglio specifico, bensì deridendolo, sputtanandolo, disprezzandolo in maniera irriguardosa.

Nano, Papi, Testa d’asfalto, Psiconano…sfogliate una pagina a caso del blog di Travaglio o di Grillo e potrete farvi una cultura sui mille modi di offendere una persona col sorriso sulle labbra.

Alla fine, è quasi scontato che sia proprio un imbecille ad armarsi di cavaletto o statuetta e a scagliarsi contro Berlusconi.
Una persona “normale” vorrebbe condurre la sua “battaglia” sul piano meramente politico o per lo meno si sente frenato dalle conseguenze penali che possono scaturire da un gesto avventato.
Ma l’idiota di turno no.
Assimila il messaggio e parte alla carica, convinto che il giorno dopo qualcuno lo tratterà da eroe per aver colpito il dittatore, il mafioso, il pedofilo, il piduista ecc…

A riprova della pericolosità di ciò che ho sottolineato, stanno le parole di Travaglio (che scimmiottano quelle di Massimo Fini):

Chi l’ha detto che non posso odiare un uomo politico? Chi l’ha detto che non posso augurarmi che se ne vada al più presto? Chi l’ha detto che non posso augurarmi che il Creatore se lo porti via al più presto?”, guardate che questa cosa qua, che sembra orrenda, dice “ oddio, c’è qualcuno che lo odia!”, è assolutamente normale: ognuno a casa sua, nel suo intimo, è libero di odiare e di amare chi gli pare e non esiste in democrazia che i cittadini siano obbligati a amare coloro che li governano, anche perché se tu ami una persona perdi lo spirito critico e il cittadino elettore deve sempre mantenere uno spirito critico. Per cui leviamoci dalla testa questo ricatto, che non bisogna odiare e che bisogna amare coloro che ci governano, o che bisogna rispettarli: ma per quale motivo dovrei rispettare uno che insulta tutti quanti, compreso me tra l’altro, in continuazione da quindici anni?

Appunto: non solo si invoca un innegabile “diritto all’odio”, ma si va anche oltre, spingendosi ad affermare un diritto al non-rispetto!
Sta tutto lì: perchè dovrei rispettare la persona che odio?
Al chè mi domando: perchè non dovrei uccidere la persona che odio?
Ma se quell’odio è incitato anche attraverso le calunnie, le menzogne, le diffamazioni, per cui un avversario politico si trasforma nel demone da cacciare a tutti i costi? Come la mettiamo?!

Lo scontro politico è una cosa. Il rancore umano è tutt’altra, come si diceva in cima…
Confondere i due piani genera mostruosità come quelle cui abbiamo assistito.
Il problema più grave è che in giro sono in tanti a fare orecchie da mercante…

Comments
170 Responses to “Giù la maschera: e Travaglio invocò il “diritto all’odio”…”
  1. Anonimo scrive:

    Chi l’ha detto che non posso odiare un uomo politico? Chi l’ha detto che non posso augurarmi che se ne vada al più presto? Chi l’ha detto che non posso augurarmi che il Creatore se lo porti via al più presto?”, guardate che questa cosa qua, che sembra orrenda, dice “ oddio, c’è qualcuno che lo odia!”, è assolutamente normale: ognuno a casa sua, nel suo intimo, è libero di odiare e di amare chi gli pare e non esiste in democrazia che i cittadini siano obbligati a amare coloro che li governano, anche perché se tu ami una persona perdi lo spirito critico e il cittadino elettore deve sempre mantenere uno spirito critico. Per cui leviamoci dalla testa questo ricatto, che non bisogna odiare e che bisogna amare coloro che ci governano, o che bisogna rispettarli: ma per quale motivo dovrei rispettare uno che insulta tutti quanti, compreso me tra l’altro, in continuazione da quindici anni?

  2. maciste scrive:

    una volta c’era un quadro come questo di cui scrivo che mi permetteva di rispondere a chicchessia del suo pensiero instantaneamente oggi non lo vedo più dove ca… stà? nessuno fino ad oggi perle o non se nè accorto ma
    comunque manca cosè il bavaglio anche su questo da parte dello s…… che la paura che si pone e tanta da usare i suoi poteri anche su internet oltre sulla RAI,sui suoi giornali,e infine sui programmi televisivi emessi dalla RAI non gli vanno a genio nel mentre le sue c….. emesse da mediaset sono tutte lecite?
    invito il presidente della repubblica che questo non è governare il paese ma abusare della maggioranza per fare i porci comodi è vergognoso quindi deve
    mettere un freno perché se cosi non fosse allora il freno lo mette con le dovute incazzature il popolo italiano e se ne frega se si chiama tizio o caio ci
    prepareremo al peggio visto che la giustizia non fà il suo corso.

  3. Adriana scrive:

    Pensatore, come ti ha già fatto notare qualcun altro, se tu avessi scritto per intero l’intervento di Travaglio il senso del suo messaggio sarebbe stato molto più chiaro e meno fraintendibile.
    Inizialmente Travaglio sottolinea che l’aver lanciato la statuetta in fronte a Berlusconi è un atto chiaramente deprecabile, censurabile e riprovevole, in seguito dice (e ti faccio notare che non scimmiotta Fini, lo cita apertamente) che privatamente è lecito odiare un personaggio pubblico, in questo caso un politico. E ci mancherebbe!
    Quando dici che in queste affermazioni c’è una contraddizione, dimostri di non aver capito (o di fingere di non aver capito) che la civiltà (cioè l’astenersi dal compiere atti violenti) e la genuinità dei sentimenti (cioè l’ammettere apertamente di odiare e disprezzare una persona) sono due atteggiamenti che possono coesistere senza alcuna contraddizione.
    Per fare un esempio, io detesto Berlusconi, e non lo rispetto nè punto nè poco, perchè un personaggio che ammette di essere entrato in politica per evitare la galera, con tutto quel che ne consegue, non merita il mio rispetto. Sono moralmente riprovevole per questo?
    Eppure quando ho sentito di quell’attentato e quando ho visto la faccia insanguinata del cavaliere mi sono cadute le braccia.
    E non perchè sono incoerente o buonista. Innanzitutto perchè ero certa che su questo accadimento un sacco di gente come te ci avrebbe marciato non poco, e che i vari Emilio Fede e Maurizio Belpietro avrebbero gridato “al terrorista mediatico”.
    Ma soprattutto, perchè sono fermamente convinta che per battere Berlusconi bisogna farlo in ambito politico (e purtroppo dubito che gli inetti esponenti del PD ci riusciranno) e in maniera civile e legale: sarebbe un doppio smacco, e intimamente mi darebbe una gran soddisfazione. Ti chiedo ancora, sono moralmente riprovevole per questo?

    Senza star qui ad annoverare le frasi offensive dell’uno o dell’altro dei due schieramenti politici, il nocciolo del discorso è questo: non ha senso parlare di amore in politica, e non ha senso, da parte di un uomo politico, pretendere di essere amato dai cittadini. Questo avveniva fra i re e i sudditi.
    Berlusconi si comporta ogni giorno come se volesse suscitare l’amore delle masse: è inevitabile che così facendo susciterà amore da una parte e odio dall’altra, ed è inevitabile che prima o poi salterà fuori il Tartaglia di turno.
    E’ ingenuo pensare che la responsabilità dell’attentato sia da attribuire a Travaglio, a Santoro o a chi come loro criticano e contestano aspramente l’agire di Berlusconi. Non sono loro che attizzano nelle masse l’odio per Berlusconi, ma Berlusconi stesso con il suo comportamento da patetica rockstar.
    Gramellini si è espresso molto bene quando ha scritto:

    I veri politici non pretendono di essere amati e infatti la gente li apprezza. Li ignora o li disprezza: sentimenti medi, razionali, gestibili. Solo un terrorista può spingersi a odiare un politico, però inteso come simbolo. Non colpisce Moro perché è Moro, ma perché rappresenta lo Stato. Invece Berlusconi viene colpito proprio in quanto Berlusconi. Non un politico, ma un’icona, una rockstar. Uno che suscita sentimenti estremi: nei fan (l’inno della Dc tedesca non si intitola «meno male che Angela c’è») come nei detrattori. Lui parla alle viscere prima che ai cervelli: e le viscere sono incontrollabili, da esse può scaturire tutto il bene e tutto il male del mondo. Questo, ovviamente, non significa giustificare il gesto di uno squilibrato e la violenza verbale di chi lo esalta sul web. È solo il tentativo di dare una risposta alla domanda drammatica che Berlusconi ha posto a don Verzé.

    Sventurato il popolo che ha bisogno di eroi, scriveva Brecht. Ma sventurati anche gli eroi che hanno bisogno del popolo.

    Per tornare al discorso di quel “terrorista mediatico” di Marco Travaglio, mi spiace, ma non si può proprio dire che gli articoli che scrive e che il suo modo pur aspro di contestare Berlusconi siano un’istigazione all’odio e alla violenza.
    L’istigazione alla violenza sono i discorsi razzisti e orripilanti di Borghezio (“voglio eliminare i bambini dei zingari!”), o i comportamenti esagitati di cui Daniela Santanchè e Alessandra Mussolini (povero Benito, chissà come si rivolta nella tomba ad assistere a cotanta deficienza) si fanno vanto nei penosi talk show in onda su mediaset.
    Tutta bella gente che ha trovato il suo refugium peccatorum in quel gran circo equestre, ultimamente noto anche come “partito dell’amore”, del PDL.

  4. cesare scrive:

    @Nick
    ti rendi conto che dici di non voler lo scontro, ma il confronto e mantieni questo atteggiamento?
    Il primo a cercare una contraddizione nei miei ragionamenti sei stato tu, poi dici che io “ti sfido” e cerco lo scontro perche’ ti dimostro che ti contraddici, ma sii coerente!
    La tua contraddizione te la ripeto ancora senza riportare le frasi senno’ continui a provare a rigirare tutto:
    tu non accetti che la democrazia sia descritta da un sistema di assiomi, proprio tu che sei un matematico!!
    Io volevo solo invitarti ad una riflessione, ma stai dimostrando che e’ difficile farti ragionare sotto altri angoli tranne che sotto il rigore matematico delle definizioni:)
    In matematica quando spieghi ad esempio una definizione ben data, dici che “ha senso” o no? Ma la smetti di attaccarti ad un significato solo matematico delle cose, sii meno rigido e cerca davvero il confronto con chi e’ alla tua altezza invece di scappare. Hai una forte contraddizione concettuale e ti farebbe bene ammetterlo invece che negarla, ma e’ solo il mio modesto parere. E se non vuoi piu’ confrontarti con me evita di commentare i post di Caruso, perche’ se io noto contraddizioni logiche le rilevo e non scappo dal confronto. E con una serenita’ che mi pare tu non possieda…del resto sei antiberlusconiano e ami il principio dell’odio legittimo🙂

  5. Nick scrive:

    cesare dice:

    “Non hai capito che ho detto che ero ironico non quando ho scritto la frase in cui intendevo colloquialmente dimensione ma quando ti dicevo di dire infinito=1”

    mentre io avevo detto:

    “Dici che eri ironico e che non parlavi seriamente? Allora non avresti scritto
    “Se tu vuoi liberarti di un infinito (divergenza) puoi rinormalizzarlo a 1″”

    cesare dice:

    “io l’ho visto fare proprio da un matematico di trattare gli infiniti analogamente ad interi”

    E chi l’ha detto che non si possa trattare gli infiniti come interi? si può fare anzi è quello che abitualmente si fa quando si assegna l’ordine di un infinito a un numero che si chiama dimensione. Non si può chiamare misura questa dimensione, in quanto la misura PER DEFINIZIONE è sigma-additiva e la dimensione non lo è .
    Voglio sapere ora il nome del matematico che ha chiamato la dimensione misura e in quale libro sta scritto.

    cesare dice:

    “non prendere quantita’ infinite come zero”

    Insisti? Quello che ho fatto io non è stato prendere quantità infinite come 0
    ma è stato dire che la retta ha area nulla. Non ti sta bene? Non so che farci

    cesare dice:

    “ma almeno temporaneamente come finite (o 1 se vuoi)”

    Che significa temporaneamente? E’ il risultato finale che conta. E tu hai provato a introdurre un errore nei calcoli. Ti è andata male.

    cesare dice:

    “Ti ripeto che in buona fede avevo allora capito che “non ha senso” nella tua frase volesse proprio dire “contano zero”

    Allora non hai capito niente. Intanto io non ho detto “non ha senso”. Non ha senso l’hai detto tu attribuendolo a me. Io ho detto “ha senso solo in R1”. E il perchè l’ho abbondantemente spiegato. Io ho detto che la retta ha area nulla e lunghezza infinita. Tu invece mi hai attribuito la frase: “l’intersezione tra due piani è una retta che non ha senso” e adesso provi a attribuirmi la frase: “la retta conta 0”. Complimenti

    cesare dice:

    “Resta il fatto che dire “non ha senso” si usa eccome in matematica e lo sai bene!”
    Fai un esempio, per favore
    In matematica si usa dire che radice quadrata di -1 non ha senso, o si dice che radice quadrata di -1 non esiste nel campo reale?
    Non ha senso lo dicono i bambini ignoranti.
    In matematica tutto ha senso se ci si mette d’accordo sui termini. Ad esempio in geometria proiettiva si dice che due rette parallele si incontrano
    in un punto.
    In matematica però caro cesare non si può chiamare la dimensione misura.

    cesare dice:

    “Quindi alla fine, se e’ vero che parlando con TE dovevo esser rigoroso e dire “dimensione” invece di “misura””
    BRAVO. Finalmente ci sei arrivato. ADESSO devi essere rigoroso. Perchè tu lo sei stato con me.

    cesare dice:

    “e’ pur vero che nella tua frase avresti dovuto dire “non ha senso ai fini del tuo modello”
    In parte concordo, sarebbe stato più chiaro.
    Girala come vuoi, il fatto è che quando tu hai detto la tua “cavolata” io non ho detto niente, ma ho semplicemente definito i termini del discorso.
    Quando io ho detto quella frase che, dico onestamente, poteva essere esplicitata meglio, tu me l’hai rinfacciata non una volta, o due volte, ma ripetutamente E PERSINO DOPO CHE HAI DETTO CHE HAI CAPITO QUELLO CHE INTENDEVO.
    Ora mi aspetto che tu nei prossimi commenti dica che ti ho dato ragione, e che mi sto contraddicendo. Contento tu🙂

    cesare dice:

    “E quindi non e’ colpa mia se l’ho interpretata come avrebbe fatto chiunque altro…”
    non è colpa tua se la interpreti così la prima o la seconda volta.
    Ma è colpa tua se scrivi:
    “Per te l’intersezione tra due piani è una retta che non ha senso” la quarta volta dopo che mi hai detto che hai capito. E perchè all’inizio mi hai detto:
    “adesso comincio a divertirmi?”

    cesare dice:

    “sottolineo ancora la tua contraddizione logica sulla democrazia che, a tuo dire, non puo’ esser descritta da un sistema assiomatico (non ti riporto le frasi senno’ dici che taglio, ma il concetto che esprimi da sempre con me e’ questo.) Ti riporto solo la tua versione che eliminerebbe in parte la contraddizione: “non esiste QUASI nessun assioma in democrazia” Lo rinneghi? (il tuo quasi lo devo prendere in senso matematico di senza assiomi “quasi ovunque” o colloquiale?) :)”

    Bravissimo cesare, invece di dimostrare all’interno di quel commento la frase ha il significato che tu le attribuisci prendi una parte di un mio commento in cui dico che presa A SE’ la frase può essere interpretata male
    (e in cui mi sono scusato completandola perchè tu avevi capito male o perchè non ero stato sufficientemente chiaro) e, forte di questo fatto ti dai ragione.
    Per te se una persona si scusa dandoti in parte ragione, tu insisti dicendo che la ragione è TUTTA dalla tua parte. Poi se quella persona dice che non è vero, tu lo stronchi dicendogli che si è contraddetto con l’arma micidiale della tua logica
    Complimenti.
    Hai dimostrato soltanto la pochezza dei tuoi argomenti, per non dire altro.
    Cesare, IO ho risposto a TUTTE le tue domande e non voglio avere più niente a che fare con te. Capito?

  6. cesare scrive:

    @donfrengo: non ho mai sostenuto che dare del piduista ad un iscritto alla P2 sia un’offesa, l’hai tirata fuori tu. Io dico solo che dar del corruttore ad uno che ha corrotto puo’ esser presa come offesa, se si riporta una sentenza che afferma che lui HA corrotto e’ diverso. Ha importanza anche la forma per me, certo la sostanza dovrebbe contar di piu’…infatti dire che una persona ha corrotto non inficia la verita’ sostanziale del fatto, mi pare.

  7. donfrengo scrive:

    e’ un offesa dare del piduista ad un iscritto alla p2?

    E colui che corrompe, deve sentirsi offeso se accusato di corruzione?
    Dai cesare.
    Anche Caruso è riuscito ad ammettere che Berlusconi è un evasore fiscale(poi è riuscito anche a dire che in quanto TALE, era il piu’ adatto a sconfiggere l’evasione).

  8. cesare scrive:

    @donfrengo io preferisco non offendere e dire le cose come stanno comunque.

  9. donfrengo scrive:

    bravo cesarino.
    Non chiamare corruttore uno che corrompe.
    Non chiamare piduista uno iscritto alla p2
    Non chiamare evasore fiscale uno condannato per evasione fiscale.
    Chiamale, se vuoi, emozioni.

  10. cesare scrive:

    @Tequilero: e invece lo stai esprimendo, secondo me. Ma e’ perfettamente lecito, in base alla definizione, io comunque cerco di evitarlo. Chiamare ladro uno che evade le tasse invece come la vedi?

  11. tequilero scrive:

    Ok Cesare, e questo tuo modo di pensare va benissimo.
    Io, però, non penso di esprimere un giudizio morale sulla persona se definisco una persona condannata per furto un ladro.
    Ciao

  12. cesare scrive:

    @Tequilero, grazie del consiglio, ma mi e’ stata sufficiente la tua spiegazione per capire dunque che la sentenza passata in giudicato non e’ legge. Quindi se io, per assurdo, credessi che Previti non e’ un corruttore, ma possa esser stato incastrato, sarei solo ridicolo e non fuorilegge. Bene a sapersi, io comunque credo che sia vero che ha corrotto, ma ti ho gia’ spiegato perche’ per me e’ molto piu’ grave che esistano giudici che si lasciano corrompere. E comunque non chiamo corruttore una persona che ha corrotto, non tanto per paura che si offenda, quanto perche’, ti ripeto, preferisco non identificare l’essenza di una persona con le sue azioni, mi par riduttivo e inoltre io non amo giudicare la morale del prossimo quanto piuttosto le sue azioni.
    Buon finesettimana a te!

  13. cesare scrive:

    @Nick: e’ inutile non ci capiamo e’ anche per questo che mi piacerebbe riuscire a comunicare con te in modo piu’ diretto, ma hai ragione a non metter la mail qua, perche’ i tuoi strumenti matematici potrebbero farmi comodo! E’ anche colpa mia, ma anche tu leggi male, forse parlando questi equivoci non ci sarebbero. Non hai capito che ho detto che ero ironico non quando ho scritto la frase in cui intendevo colloquialmente dimensione ma quando ti dicevo di dire infinito=1 per insistere che non devi esser sempre cosi’ assolutista…ma mi pare inutile, sei rigoroso QUASI ovunque! E ti ripeto, io l’ho visto fare proprio da un matematico di trattare gli infiniti analogamente ad interi, ovviamente la definizione delle operazioni era un po’ particolare, non per nulla ci ha scritto un libro:)
    Che la rinormalizzazione non c’entri con la “misura” lo so, non preoccuparti, ma era sempre per dirti ironicamente (non colloquialmente e’ per quello che usavo ANCHE temini matematicamente corretti) di non prendere quantita’ infinite come zero ma almeno temporaneamente come finite (o 1 se vuoi). Ti ripeto che in buona fede avevo allora capito che “non ha senso” nella tua frase volesse proprio dire “contano zero”. Invece a me continuava a premere che cogliessi la differenza nel mio modello tra due piani paralleli e due piani con un’intersezione di misura nulla in R2 e non che continuassi a dire “non ha senso”. Resta il fatto che dire “non ha senso” si usa eccome in matematica e lo sai bene! Quindi alla fine, se e’ vero che parlando con TE dovevo esser rigoroso e dire “dimensione” invece di “misura” e’ pur vero che nella tua frase avresti dovuto dire “non ha senso ai fini del tuo modello, secondo me” perche’ come l’hai detta e’ una cavolata e lo sai, per ogni contesto!! E quindi non e’ colpa mia se l’ho interpretata come avrebbe fatto chiunque altro dicendoti che consideri senza senso una retta come continuo all’infuori di R1, cioe’ nella fattispecie proprio in R2…quindi non sono certo io che dovrei vergognarmi.

    Finalmente hai risposto supponendo menomale la mia buonafede, quindi sono contento!
    Ovviamente non siamo d’accordo, visto che storicamente si e’ sempre visto come politica e morale fossero su due piani addirittura paralleli, tranne che nei paesi islamici e guarda che bell’esempio di democrazia! La realta’ di oggi in Italia e’ che i due piani hanno un’intersezione e la versione attuale del mio modello, ottenuta anche grazie alle tue obiezioni e l’ho ammesso perche’ eri sul “piano” del confronto e non ti eri ancora “incaxxato”, (quella su insiemi finiti su piani distinti o sullo stesso piano) mi sembra che descriva abbastanza bene la realta’. Ti ripeto, se dici che “dovrebbero” esser sullo stesso piano in un mondo perfetto posso darti ragione. Ma pretendere che un politico sia un uomo onesto (inteso come moralmente ineccepibile), continuo a dirti, che nel mondo reale e’ una caratteristica che secondo DEVE andare in secondo piano rispetto alle sue capacita’ politiche. E sottolineo ancora la tua contraddizione logica sulla democrazia che, a tuo dire, non puo’ esser descritta da un sistema assiomatico (non ti riporto le frasi senno’ dici che taglio, ma il concetto che esprimi da sempre con me e’ questo.) Ti riporto solo la tua versione che eliminerebbe in parte la contraddizione: “non esiste QUASI nessun assioma in democrazia” Lo rinneghi? (il tuo quasi lo devo prendere in senso matematico di senza assiomi “quasi ovunque” o colloquiale?)🙂

  14. tequilero scrive:

    Cesare, la sentenza non è una legge.
    Chiedi a Marco Caruso se non ti fidi di me.
    Oppure acquista una guida per principianti al diritto e leggi il capitolo relativo alle fonti del diritto.
    Se una sentenza civile condanna tizio a pagare caio, mi spieghi perchè ed in che modo sempronio, estraneo al rapporto, sarebbe obbligato a seguirla?
    Se una sentenza condanna tizio per un reato, mi spieghi perchè dovrebbe finire in galera sempronio?
    Se poi Cesare organizza una squadra per farlo evadere perchè ha scoperto che le sentenze non sono leggi, Cesare viene arrestato non perchè ha violato la sentenza – legge, ma perchè ha violato le norme del codice penale che dicono che far evadere una persona dalla galera è reato.
    Se qualcuno dice che Previti è innocente per le vicende IMI-SIR e Lodo Mondadori, non rischia la galera o di subire un processo, rischia solo di cadere nel ridicolo e di non essere ritenuto una persona credibile.
    Buon WE

  15. cesare scrive:

    @Nick: ma il dono della sintesi voi matematici no eh? dai allora ci guardo domattina se riesci a ripostarlo
    :))

  16. Nick scrive:

    Se non funziona riprovo domani

  17. Nick scrive:

    “visto che dici che allora volevo intendere la misura in senso matematico e non la dimensione e quindi mi attribuisci malafede”

    cesare SAI LEGGERE?

    Questo è quello che ho detto io proprio per evitare ogni equivoco.

    “Guarda cesare, io non credo che tu ALLORA volessi intendere null’altro che questo, e cioè che volessi appunto parlare della DIMENSIONE dello spazio vettoriale.
    Ho pensato: a un commento in cui io parlo della misura della retta in R2 lui mi risponde parlando di tutt’altro e cioè della dimensione . Forse ha capito male.
    Pertanto ho puntualizzato quello che volevo dire citando da Wikipedia una definizione della misura che intendevo io (la misura che intendi tu cioè misura come dimensione matematicamente non ha senso).”

    la dimensione chiamala misura in senso colloquiale se vuoi.
    Il fatto è che tu hai detto misura e non dimensione.
    Cioè allora hai detto assolutamente in BUONA fede una cosa matematicamente senza senso.

    ADESSO tu hai detto:

    -la retta ha misura 1 intesa come “oggetto unidimensionale continuo”
    -si può rinormalizzare l’infinito a 1
    -l’ho detto per contrastare la tua affermazione assoluta che la retta ha misura zero in assoluto

    cioè non prendendoti le responsabilità per quello che detto allora hai cercato di imputare a me la colpa del tuo errore o hai ribadito assurdità matematiche, questa volta in assoluta MALAFEDE.

    Ma tu lo sai cos’è la rinormalizzazione?
    Sai che la frase “rinormalizzare l’infinito a 1″ non ha senso?
    Sai che non ha senso nemmeno la frase “rinormalizzare a 1″?

    La rinormalizzazione è un’operazione matematica che si utilizza nel calcolo di INTEGRALI che divergono (e che vengono chiamati divergenze) e consiste nel considerare attraverso un’operazione simile (ma non equivalente) a un cambio di variabili questi integrali temporaneamente come quantità finite.
    In realtà la rinormalizzazione non si incontra nemmeno in matematica, ma si incontra in fisica, e consiste nel costruire, a partire da un modello fisico dei campi, un modello matematico “temporaneo” che fisicamente non ha senso ma che ha l’unico scopo di semplificare i calcoli e che non altera il risultato finale in nessun modo.

    http://it.wikipedia.org/wiki/Rinormalizzazione
    http://www.fisica.unige.it/ccs/index.php/Corsi_09-10:Teoria_Dei_Campi_Rinormalizzati

    Alterare il risultato finale del discorso “rinormalizzando a 1″ è invece quello che stai cercando di fare tu. Il bello è che ogni volta introduci errori nei TUOI calcoli .

    “vai a rivedere come ti avevo gia’ precisato quello che intendevo nel commento del 14 Dicembre 2009 alle 22:42 (prima che mi sollevassi questa tua obiezione FONDAMENTALE:)) cosi’ capisci che io volevo intendere l’importanza della retta come CONTINUO UNIDIMENSINALE”

    E chi l’ha detto che non è questo quello che volevi intendere? E inoltre
    cosa avrei detto io in questa mia obiezione fondamentale?
    Ho forse detto che tu avevi detto una assurdità matematica? o ho definito i termini del discorso?
    E infine: non mi hai ripetutamente rinfacciato di aver detto una assurdità matematica?
    SAI LEGGERE? leggi i commenti che hai scritto in proposito.
    Me lo hai rinfacciato persino dopo che mi hai detto che hai capito quello che intendevo

    La frase:

    “Il fatto che la retta è un un insieme non numerabile di punti poi ha senso solo in R1.”

    ANCHE PRESA DA SOLA non è una affermazione matematica.
    (A differenza della tua in quanto tu contrasti il fatto che nello spazio la misura della retta è 0 dicendo che è 1
    Dato che in matematica è DEFINITO il concetto di misura e visto che è definito il concetto di dimensione se tu chiami la dimensione misura dici una cosa matematicamente falsa).

    Visto che sei testardo te lo faccio capire in questo modo.

    Se io dico:

    Il X non ha senso dove X è un qualsiasi teorema matematico sto facendo una affermazione matematica?

    La categoria del senso o del sentire non ha nulla a che vedere con la matematica

    Potrei dire ad esempio senza per questo dire una falsità matematica

    Il fatto che 2/3 sia maggiore della metà non ha senso.

    Questa frase isolata in sè non significa niente

    Se dicessi invece: 2/3 non è maggiore della metà direi una falsità matematica.

    Se tu mi chiedessi: “è normale che i 2/3 del csm sia composto da magistrati?
    Cioè che più della metà siano giudici? Questo non prova forse lo strapotere dei giudici? e che la costituzione va rivista?”

    Io POTREI rispondere così
    (attenzione non sto dicendo che rispondo così solo che potrei rispondere così. NON VOGLIO APRIRE UN’ALTRA DISCUSSIONE CON TE)

    “Il fatto che 2/3 sia maggiore della metà non ha senso. Io penso che il numero dei componenti togati all’interno del csm debba essere maggiore proprio perchè penso che i politici non giurano quando vengono eletti di non fare anteporre gli interessi del paese ai propri. I giudici invece giurano di essere imparziali.”

    Ecco. Questa frase tu la potresti contestare tutta nel merito. Ma non puoi citarne una parte e dire che ho detto una assurdità matematica.

    Dire: il fatto X non ha senso non è dire un fatto matematico.
    Se si contesta la frase come non vera si deve anche dire PERCHE’ non ha senso all’interno del contesto.

    CHIARO?

    Vedo inoltre che non rispondi alle domande.
    E che quindi mi dai ragione: finora non mi sono contraddetto. O almeno tu non hai dimostrato niente. Nemmeno CI PROVI a dimostrarlo. Infatti non citi niente se non le frasi che ti garbano. E non dire che copi da Travaglio. Ho notato che molti di quelli che lo criticano sono ABILISSIMI nell’utilizzare un presunto metodo Travaglio o metodo taglia-e-cuci. Ma tu sei insuperabile. Quante volte lo hai applicato? Ormai non le conto più. E mi sono stancato di scrivere anche contento tu🙂

    Visto che io da tempo avrei voluto terminare questa discussione, ma che a causa tua (che non rispondi alle domande e non precisi cosa devo intendere con i termini che utilizzi) non ci riesco allora rispondo

    Dopo che ti sei contraddetto 1000 volte invece di ammettere un errore che avevi fatto in buona fede e dopo aver dimostrato che abitualmente usi metodi scorretti, sono quasi FELICE se mi fai contraddire una volta.

    Così chiudiamo una buona volta e non occupiamo abusivamente lo spazio di Marco. Che pazienza ne ha avuta fin troppa a non cancellare commenti che non c’entrano col post.

    La domanda è: la politica deve essere separata dalla morale?
    La risposta, che io do presupponendo la tua buona fede è: NO.

    Ma questa risposta io te l’avevo già data.

    Anzi avevo detto che la mia posizione al riguardo è la stessa di quella di Paolo Borsellino.

    “L’equivoco su cui spesso si gioca è questo: si dice quel politico era vicino ad un mafioso, quel politico è stato accusato di avere interessi convergenti con le organizzazioni mafiose, però la magistratura non lo ha condannato, quindi quel politico è un uomo onesto.

    E no! Questo discorso non va, perché la magistratura può fare soltanto un accertamento di carattere giudiziale, può dire: beh! Ci sono sospetti, ci sono sospetti anche gravi, ma io non ho la certezza giuridica, giudiziaria che mi consente di dire quest’uomo è mafioso. Però, siccome dalle indagini sono emersi tanti fatti del genere, altri organi, altri poteri, cioè i politici, le organizzazioni disciplinari delle varie amministrazioni, i consigli comunali o quello che sia, dovevano trarre le dovute conseguenze da certe vicinanze tra politici e mafiosi che non costituivano reato ma rendevano comunque il politico inaffidabile nella gestione della cosa pubblica.

    Questi giudizi non sono stati tratti perché ci si è nascosti dietro lo schermo della sentenza: questo tizio non è mai stato condannato, quindi è un uomo onesto. Ma dimmi un poco, ma tu non ne conosci di gente che è disonesta, che non è stata mai condannata perché non ci sono le prove per condannarla, però c’è il grosso sospetto che dovrebbe, quantomeno, indurre soprattutto i partiti politici a fare grossa pulizia, non soltanto essere onesti, ma apparire onesti, facendo pulizia al loro interno di tutti coloro che sono raggiunti comunque da episodi o da fatti inquietanti, anche se non costituenti reati.

    Quindi non capisco perchè MI RIFAI la domanda.

    Sei contento?

    Contento tu🙂

    PS

    In una sigma algebra (ma non avevi detto che parlavi in termini colloquiali perchè non conoscevi le mie capacità matematiche? E ora dici che mi parlavi di sigma algebre? -> altra contraddizione: contento tu:) ) se consideri una misura
    questa deve essere sigma-additiva. Cioè per una famiglia di insiemi mutuamente disgiunti la somma della misure dei singoli insiemi deve essere pari alla misura dell’insieme unione.

    Se quindi ARBITRARIAMENTE assegni 1 come misura di una retta, se consideri due rette disgiunte la misura dell’insieme DEVE essere due, se ne consideri 3 essa DEVE essere 3 e così via.

    E qual è la misura del piano? 2 o infinito?

    Quando leggi da Wikipedia, almeno leggi bene

    E non parlare di rinormalizzare quando si rinormalizza SOLO nel calcolo di integrali particolarmente complessi.

    Dici che eri ironico e che non parlavi seriamente? Allora non avresti scritto

    “Se tu vuoi liberarti di un infinito (divergenza) puoi rinormalizzarlo a 1″
    Il termine “divergenza” è matematicamente corretto.
    Tutto il resto no

    Contento tu

  18. cesare scrive:

    @Nick continuo a non vederlo non riesci a ripostarlo? Ma se non ce l’hai nella clipboard ti ripeto mi basta che tu mi dica si’ o no!

  19. cesare scrive:

    @Tequilero “fa stato tra le parti” significa che e’ una sorta di legge speciale da quel che ho capito, pero’ tu mi dici che io che sono esterno alle parti non sono tenuto a rispettarla, o no? O sono obbligato a seguirla come una legge dello Stato?

  20. Nick scrive:

    @cesare
    Mi spiace, cesare l’email la do solo a persone e/o siti che conosco.
    Io il commento (duplicato) adesso lo vedo. Tu no?

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