Travaglio, Travaglio: perchè sei tu Travaglio? Rinnega il tuo metodo…#1

[parte prima]

Travaglio, Travaglio: perchè sei tu Travaglio?

Il novello apologeta nonchè agiografo dei pentiti che straparlano su Berlusconi e Dell’Utri è sempre molto attento a che non si dicano fandonie e con grande solerzia sta sempre all’erta per salvarci dalle pene di un’informazione deformata. Grazie!
Così, ogni lunedì, ci fa un sunto delle sue conoscenze e svela le menzogne che ci hanno accompagnato durante tutta una settimana.

E infatti, puntuale come una cazzata della Lega, eccotelo salire sul pulpito e spiegarci alcune cosette che senza di lui non avremmo mai saputo.

Partiamo da qui:

Passaparola di lunedì 30 novembre 2009.
Paragrafo intitolato: Tante balle, poche risposte.

Sentite dire tante stupidate in questi giorni: sentite dire, per esempio, che questa storia del concorso esterno in associazione mafiosa ce l’abbiamo solo noi”…

A questo punto le orecchie si drizzano: uno si aspetta che come suo solito, con dovizia di particolari e fogli alla mano, il buon Travaglio ci faccia un dettagliato elenco di norme sul concorso esterno in associazione mafiosa e i paesi in cui esse sono in vigore…
Beh, scordatevelo.
Anzi! Che ci viene a dire Travaglio?

intanto abbiamo la mafia, abbiamo Cosa Nostra e gli altri Paesi non ce l’hanno (sicuro, Travaglio? ndr), abbiamo la camorra e gli altri Paesi non ce l’hanno, abbiamo la ‘ndrangheta e gli altri Paesi non ce l’hanno, per cui è ovvio che ciascuno si occupa dei reati tipici del suo Paese. Certo in Danimarca non c’è il concorso esterno in associazione mafiosa, perché non c’è l’associazione mafiosa e conseguentemente non c’è nessuno che può concorrere”…

Come dire: in effetti, nessun’altro nel mondo ha disciplinato il “concorso esterno in associazine mafiosa”. Ma questo solo perchè dalle altre parti la mafia, la ndrangheta o la camorra non esistono.
Però io non ho capito una cosa: ma insomma…è vero o è una cazzata che il concorso esterno in associazione mafiosa lo abbiamo solo noi?
A rileggere quel che ha detto Travaglio mi pare sia vero.
Perchè allora ci viene a dire che chi lo sostiene è un cazzaro?

Misteri della fede (antiberlusconiana, probabilmente).
Certo, però, poteva impegnarsi un po’ di più e citare, per esempio, la Russia o l’Albania o la Cina o l’America. Lì la mafia c’è eccome. Eppure non c’è il concorso esterno in associazione mafiosa.
Come pure, dire che in Danimarca (o dove volete voi) non c’è la criminalità organizzata è una sana panzana.
C’è! Ma gli altri stati continuano ad usare sistemi di repressione diversi, in alcuni dei quali non è previsto manco l’associazionismo con fini illeciti.
Di sicuro l’Italia in questo è maestra. Purtroppo. E per fortuna.

Epperò, questa cosa che sol perchè all’estero non si chiama Mafia allora la criminalità organizzata non esiste proprio non mi torna.
Mi sembra in palese contraddizione con quel che Travaglio ha sempre sostenuto, ovvero che non è che se non si parla di qualcosa, quel qualcosa non esiste.
C’è, ma non si vede. Oppure si vede, ma la si definisce in altro modo.
Ma che proprio non ci sia…

Bah…saranno solo mie impressioni…

Eppure Travaglio ne è convinto: chi dice che il concorso esterno in associazione mafiosa lo abbiamo solo noi in Italia dice una fandonia…
Peccato sia la pura verità!
E peccato che la “stupidata” l’abbia detta proprio Travaglio…

[a presto per la seconda parte]

Comments
117 Responses to “Travaglio, Travaglio: perchè sei tu Travaglio? Rinnega il tuo metodo…#1”
  1. Anonimo scrive:

    Coglione, invece di pensare a stupidissime ca22ate sul “metodo Travaglio” CREDI al metodo Berlusconi:

    Non è vero che Antonio Di Pietro abbia fatto pasticci con i rimborsi elettorali dell’Italia dei Valori e con l’acquisto di case. L’ha stabilito il Tribunale civile di Monza, che in tre sentenze ravvicinate spazza via anni e anni di campagne del Giornale, condannando in primo grado il quotidiano della famiglia Berlusconi a risarcire l’ex pm per un totale di 244 mila euro, avendolo più volte diffamato con una serie di articoli. Soccombenti l’ex direttore Mario Giordano, i giornalisti Gian Mario Chiocci, Massimo Malpica e Felice Manti, oltre all’ex deputato Elio Veltri. Ma, al di là dei nomi, il punto è un altro. Le denunce penali e civili sono rischi del mestiere di giornalista e può capitare a tutti di incappare in una parola di troppo, un’inesattezza dovuta alla fretta, un eccesso di sintesi o di critica, insomma in un errore in buona fede. Qui invece i giudici hanno accertato un modus operandi di assoluta malafede: quello delle sistematiche campagne diffamatorie di chi sa di avere le spalle coperte da un editore pronto a investire milioni di euro per screditare, sui giornali e le tv che controlla in conflitto d’interessi, i propri avversari politici. Qui non si parla di cronisti che sbagliano, ma di killer che mentono sapendo di mentire.

    Nel primo articolo incriminato, pubblicato il 7 gennaio 2009, il Giornale sparava i titoloni cubitali “I trucchi di Di Pietro per sfuggire alle intercettazioni” e “Tonino eludeva le intercettazioni coi cellulari criptati dei suoi indagati. Oggi il leader Idv attacca ogni proposta di riforma del sistema, ma quando era magistrato usò schede protette intestate all’autista di Pacini Battaglia”. In pratica, Di Pietro non teme le intercettazioni perché le elude con “trucchi” fin da quando “indossava la toga e indagava su Pacini Battaglia”.

    Tutto questo, secondo il Tribunale, è “palesemente inveritiero”, una “falsa affermazione”, e chi l’ha scritta non l’ha fatto involontariamente visto che cita la sentenza del Gip di Brescia che la smentiva per tabulas: “E’ stato accertato che il presunto utilizzo della scheda svizzera (febbraio-giugno 1995)…risale a epoca in cui è pacifico che Di Pietro non esercitava più le funzioni giudiziarie (dal 7 dicembre 1994)” . I giornalisti del Giornale erano a “sicura conoscenza” della falsità di quel che scrivevano, eppure l’hanno scritto lo stesso. Perciò Chiocci, Malpica e Giordano devono risarcire Di Pietro per 240 mila euro, fra danni morali e riparazione pecuniaria.

    La seconda sentenza riguarda ancora Giordano e Chiocci per un altro titolone in prima pagina: “L’Italia dei Valori. Immobiliari. Di Pietro ha investito quattro milioni di euro in case. Ecco il suo patrimonio”, seguito da due pagine intitolate: “Di Pietro gioca a Monopoli: ha case in tutt’Italia. Ma è giallo sui suoi conti. Montenero, Bergamo, Milano, Roma e Bruxelles: l’ex pm ha speso 4 milioni di euro tra il 2002 e il 2008, ma non è chiaro con quali soldi abbia acquistato ville e appartamenti”. Il teorema è noto: Di Pietro compra case con fondi misteriosi, forse quelli del partito. “Il postulato di fondo” – riassume il giudice – è “la presunta commistione tra il patrimonio immobiliare personale di Di Pietro e quello del partito IdV…commistione che – nonostante l’archiviazione del procedimento penale che si è occupato della questione – viene comunque prospettata quale congettura sottesa agli interrogativi del giornalista, all’evidente scopo di screditare la credibilità e l’immagine del leader”.

    Anche qui non c’è ombra di buona fede: c’è la solita campagna di balle orchestrate ad arte. La sentenza parla di “volute inesattezze e reticenze, così da accreditare la tesi del giornalista che, interrogandosi sulle proprietà immobiliari di Di Pietro e dei suoi familiari (‘Ma quante case ha l’onorevole Di Pietro? E con quali soldi le ha comprate?’) in rapporto ai redditi dallo stesso dichiarati ed al patrimonio della società immobiliare di sua proprietà (l’An.to.cri, ndr)… senza affermarlo espressamente, intende chiaramente alimentare il dubbio che gli acquisti siano frutto di un illecito storno per fini privati dei fondi del partito e, quindi, anche dei finanziamenti pubblici allo stesso destinati in relazione ai rimborsi elettorali”. Anche qui il giornalista sa benissimo che quel che scrive è falso, visto che cita la denuncia di un ex dipietrista, tale Mario Di Domenico, contro Di Pietro. Denuncia archiviata dal gip di Roma perché “anche in punto di fatto, prima ancora che nella loro rilevanza giuridica, i sospetti avanzati in merito alle citate operazioni dell’avv. Di Domenico sono risultati infondati”. Ma il Giornale si guarda bene dal riportare quelle parole: “Dall’autore dell’articolo…vengono artatamente sottaciute le motivazioni poste alla base del provvedimento di archiviazione” con uno “scopo evidente”: “Ove le ragioni delle concordi determinazioni della Procura e del Gip fossero state riportate (sia pure in sintesi), i dubbi instillati dal giornalista sarebbero risultati non più che mere congetture, prive di concreti riscontri. E invece, espungendo le motivazioni del provvedimento, il lettore (non altrimenti informato) resta confuso, nell’apprendere che, a fronte delle pesanti accuse mosse a Di Pietro dall’avv. Di Domenico circa l’illecito utilizzo di fondi del partito per l’acquisto di appartamenti, ‘la procura capitolina’ avrebbe ‘stigmatizzato’ il comportamento di ‘Tonino’…In realtà la procura non ha affatto ‘stigmatizzato’ il comportamento” di Di Pietro e il gip ha ritenuto “infondati i sospetti avanzati dal querelante, non essendo in alcun modo emerso che Di Pietro ebbe a trarre personale vantaggio dalle operazioni ai danni del partito”. Insomma il Giornale ha ancora una volta, “volutamente” e “capziosamente”, “travisato i fatti a discapito del principio di verità della notizia”. E lo stesso ha fatto a proposito dell’annosa querelle fra Idv e “Il Cantiere” di Occhetto e Veltri per i rimborsi elettorali delle Europee 2004: “L’autore distorce ancora una volta le informazioni”, evita accuratamente di ricordare che il gip di Roma ha “confermato la sostanziale correttezza delle determinazioni assunte dalla Camera nell’individuazione dell’Idv quale unico soggetto legittimato alla percezione dei rimborsi…Informazioni intenzionalmente tralasciate per poter affermare che la Camera avrebbe erogato i rimborsi all’Idv ‘senza operare alcun controllo’, dando così al pubblico un’informazione palesemente falsa”.

    Anche questi articoli sono “diffamatori e lesivi della reputazione” di Di Pietro, che va risarcito con altri 60 mila euro. La terza sentenza riguarda un’intervista di Felice Manti a Veltri. Il Giornale la titolò così: “Vi racconto i maneggi del mio ex amico Di Pietro. Quando tesserò 241 criminali”. Tutto diffamatorio fin dal titolo, per giunta manipolato per forzare ulteriormente il pensiero di Veltri, a cui l’autore attribuisce una frase mai pronunciata (“Di Pietro iscrisse ai Democratici per Prodi l’intera via della malavita di Cosenza”). Ma il giudice ne ha ritenuta diffamatoria anche una effettivamente pronunciata, “laddove Veltri ha dichiarato che i soldi del finanziamento pubblico non vanno al partito, bensì personalmente a Di Pietro, a Susanna Mazzoleni (la moglie, ndr) e a Silvana Mura (la tesoriera Idv, ndr) e ha dichiarato che un’ordinanza del Tribunale di Roma avrebbe affermato che i finanziamenti non possono andare all’associazione” omonima al partito Idv. Ora, “l’ordinanza del Tribunale di Roma non reca una siffatta affermazione”, anzi dice che “il finanziamento pubblico va all’associazione IdV e il Tribunale di Roma non ha ritenuto illegittima tale condotta… circostanza di cui Veltri era a conoscenza”: l’ordinanza l’ha prodotta lui al giudice di Monza. Dunque la notizia pubblicata dal Giornale “non è oggettivamente vera” e ha “leso la reputazione e l’immagine dell’on. Di Pietro”, che va risarcito con 44 mila euro. Che, aggiunti agli altri risarcimenti, fanno 344 mila euro: quanto basta per comprare un’altra casa a spese della famiglia Berlusconi.

  2. donfrengo scrive:

    @caruso
    “Berlusconi è stato perseguitato dalla magistratura esattamente dal suo ingresso in politica. Prima era stato semplicemente perseguito.
    La differenza la potrebbe notare chiunque…ovviamente chiunque abbia un minimo di buon senso…”

    Piero, hai finito di stoccare nel piombo?

  3. Marco Caruso scrive:

    @ piero: ne sono convinto…

  4. Piero Iannelli scrive:

    Ciao Marco.. condivido la tua opinione su donfrengo, ma servono anche loro.. fanno pubblicità alla loro causa, portando acqua al nostro mulino.

    Chi legge saprà valutare.

    Va bene così.

  5. Piero Iannelli scrive:

    A Travaglio 8 mesi di carcere: lo salva l’indulto

    Le verità nascoste di Marco Travaglio

    Il Travaglio di Marco, condannato in Cassazione – Affaritaliani.it

    Basta cercare e vedere.

    ULLALLA…! Ma che bravo sto travaglio!
    Lui “ODIA”… ma augura la morte..
    Non è reato odiare, certo..

    Piero Iannelli

  6. cesare scrive:

    @Marco. Avevo avuto la stessa impressione su Orlando e Nick,ora me lo confermi. E’ bello trovare persone intelligenti con idee diverse dalle nostre con cui discutere senza offese facendo così scaturire nuovi spunti di riflessione; penso che lo spirito del tuo blog sia proprio questo.

  7. Marco Caruso scrive:

    @ cesare: come hai già detto tu, è possibile che stando dietro a tutti, qualcosa me la perda per strada e ciò potrebbe far sembrare che io “svicoli” o “fugga” dal confronto.

    in realtà, ogni volta che ho potuto ho dato una risposta a tutti quelli che hanno commentato, laddove non abbia notato che altri l’avessero già fatto per me (ovviamente a parole loro, ma se il concetto è il medesi non voglio ripeterlo)…

    comunque, confermo: Orlando, come pure Nick, è una persona con la quale è piacevole confrontarsi, nonostante talune divergenze di opinioni.
    altri commentatori, invece, tipo Lafitte o Sagra, passano spesso dalla parte del torto, un po’ per i toni, un po’ per le offese con cui condiscono alcune loro sprezzanti repliche a ciò che scrivo.
    altri ancora, purtroppo, tipo Donfrengo o Giovanni dalle bande rosse, sono totalmente insopportabili, perchè non solo non contribuiscono in alcun modo alla discussione, ma la imbastardiscono anche…

    fortuna che ora ci sei anche tu, Cesare…

    saluti!!!!

  8. cesare scrive:

    @Orlando:e’ vero, il confronto con te sembra corretto. Ma mi spieghi, per favore, in che senso Caruso avrebbe svicolato, davvero io vedo solo risposte pertinenti col post, aiutami!

  9. Orlando scrive:

    @cesare: si, lo sostengo, perché altre volte si è anche scusato dopo che gli era stato fatto notare l’errore. Quindi può essere tranquillamente entrambe le cose, soprattutto in questo articolo.
    Poi non si può bollare di faziosità TUTTO ciò che scrive.

    Caruso tenta di svicolare a volte, come fanno tanti altri su Travaglio, che pur di non confrontarsi sulle stronzate che ogni tanto (spesso?) dice … “svicolano”. Però, alla fine, il confronto (penso) è sempre corretto. Per questo mi piace venir qui ad argomentare.

  10. cesare scrive:

    @Orlando: sono d’accordo con te sulle tue conclusioni. Tuttavia non mi pare davvero che Marco cerchi di svicolare, quanto invece che cerchi di rispondere a tutti e quindi inevitabilmente che si perda il nocciolo della discussione. Questo e’ certamente anche un bene, in quanto si aprono nuovi spunti di riflessione, basta pero’ che non venga usato contro di lui, senno’ mi pare un po’ sleale. Forse non mi sono spiegato bene, io non dico che il pressapochismo sia faziosita’, io sostengo che Travaglio sia fazioso, tu sostieni che sia pressapochista, mi pare.

  11. Orlando scrive:

    @cesare: c’ha provato, c’ha provato. Ma tanto lo so che alla fine LUI sa quando non si può negare l’evidenza… eheheh. Ho sempre il massimo rispetto per Marco e ciò che scrive anche se non lo condivido. Però a volte condivido e quindi non ho alcun problema a dirlo.

    Pressapochismo = faziosità. Mah, fino ad un certo punto. Che Travaglio sia antiberlusconiano non è una novità, che a volte (non sempre) pecchi di superficialità, purtroppo è vero. Ma come tutti i giornalisti è bene leggerlo con senso critico e non bersi tutto ciò che dice.
    Alcune cose, comunque, sono fatti accertati e non opinioni di Travaglio, quindi non è onesto bollarle come cavolate perché le riporta lui. Altre invece, se ci son riscontri che le ha riportate male/distorte/falsate beh… non bisogna essere einstein per affermare che ha detto cazzate.

    La persona intelligente, a mio avviso, non solo legge e si informa ma ha anche il dovere di verificare se le informazioni sono corrette e complete. E soprattutto di ragionare su tutto… e non in base ad un’idea politica.

  12. cesare scrive:

    @Orlando. Quello che tu chiami “pressapochismo” io la chiamo faziosita’…ma sono punti di vista. Il dato oggettivo e’ l’errore di Travaglio, sul quale tutti dovrebbero convenire. Sul fatto che poi il casus belli sia diventato il possibile avviso di garanzia a Berlusconi per concorso esterno in associazione mafiosa non mi sembra proprio che Caruso stia svicolando.

  13. Orlando scrive:

    @Caruso: anche io mi auguro che vada avanti. Come mi auguro che vi sia una VERA riforma della giustizia e magari anche dell’esecutivo. Però non mi sta bene che a “normare” queste cose sia gente (anche a sinistra eh!?) che ha conflitti di interessi pesantissimi. Come a dire che metteranno una “pezza di facciata” che alla fine non normerà nulla ma parerà il culo ai soliti noti.

    Cambiar qualcosa per non cambiare nulla. Penso che questo non ce lo meritiamo. Tutti, anche chi ha votato Berlusconi.

  14. Marco Caruso scrive:

    @ orlando: …a parte il fatto che del concorso esterno in associazione mafiosa come anomalia se ne parla da quando è nato…credo che il casus belli di questa nuova riflessione sul tema non sia certo il processo contro Dell’Utri, bensì il possibile (o probabile) avviso di garanzia a Berlusconi per il medesimo capo d’imputazione.

    dirai: è la stessa identica cosa, saremmo di fronte ad una “riflessione ad personam”.

    …non ti do torto, ma questo non mi sorprende e non perchè sia ormai divenuto insensibile, quanto piuttosto perchè sono convinto che ogni discussione nasca da un fatto storico ben determinato e che ogni legge o proposta di legge sia sorretta da un contrasto tra l’interesse di una persona con una situazione o priva di regolamentazione o mal regolata.

    per cui, è vero, potremmo anche pensarla come l’ennesima boutade ad personam, ma se l’argomento in sè è condivisibile, allora non mi sottraggo e anzi, mi auguro la cosa vada avanti…Dell’Utri o Berlusconi o meno…

  15. Orlando scrive:

    @cesare: il post ha iniziato con il pressapochismo di Travaglio. Sul quale ho convenuto. Poi si è partiti con altre riflessioni (comunque attinenti) e la riflessione di Caruso ultima, che ha generato la mia risposta, per me tentava di “svicolare” dal rispondere alla mia affermazione: ora si parla di normare il concorso esterno (bollato come grave anomalia del sistema giudiziario) perché, “guarda caso”, Dell’Utri è sotto processo per questo reato.

    Bisogna vedere come intendono normarlo ma da quel che leggo non sono portato a ben pensare.

    Se invece auspicavi che in questo post ci fossero raffiche di “Travaglio ha ragione” o “Travaglio ha torto”… mi spiace per te. Io sono sempre dell’avviso che ogni riflessione sia interessante, purché attinente.

  16. cesare scrive:

    @Lafitte: mi scuso, ma non sono ancora pratico con questo blog e un paio di volte mi sono dimenticato di reinserire il nome, penso non ricapitera’, ero io l’anonimo non Caruso. Penso davvero che ci sia un problema logico, senza offesa, se non si capisce che e’ stato dimostrato in questo blog che il concorso esterno in associazione mafiosa e’ un’anomalia italiana. Ergo Travaglio ha detto una cavolata.

    @Orlando: non e’ Caruso che cerca di fuorviare. Guarda il senso iniziale del blog e dove e’ stata portata la discussione!

  17. Orlando scrive:

    @Caruso: stai tentando di fuorviare il discorso.

    “un’eventuale regolamentazione del concorso esterno in associazione mafiosa varrebbe per tutti o solo per Dell’Utri?
    per tutti, ovvio.”

    Questo non c’entra nulla: io ho semplicemente detto che “guarda caso” lo vogliono riformare ora che si va verso il giudizio di secondo grado di Dell’Utri. Nessuna delle leggi Ad Personam fatte dal Governo ha mai riguardato 1 persona in particolare con nome e cognome, altrimenti sarebbe stato un atto gravissimo e non avrebbe potuto salvare le apparenze.

    “mettiamo che l’eventuale regolamentazione sia sacrosanta e condivisibile da tutte le parti: escludiamo Dell’Utri perchè si chiama Dell’Utri?”
    Assolutamente no, però bisogna vedere come vogliono riformarla. Se la riformano in maniera tale che Dell’Utri prima risulti “dentro” e poi “magicamente” fuori diventa un salvataggio come la legge sul falso in bilancio. Questo, mi spiace per te, ma è un uso personale del potere esecutivo. Non c’è modo di salvarlo da nessun verso…

    “e se quel che ha fatto, in realtà non l’ha fatto?
    e se la Corte d’Appello o la Cassazione riformano la sentenza precedente?”
    Questo è un altro paio di maniche e sta ai giudici emettere una sentenza. Se riterranno Dell’Utri innocente (come spero) allora tutto bene. Ma non bisogna auspicare una soluzione politica antecedente a quella giudiziaria perché “tanto ce l’hanno tutti col PDL”.

    Ben venga la riforma, ma fatta da gente non coinvolta e non da chi ha interesse ben specifico nel riformarla. Si chiama Conflitto di interessi questo ed è la più grande vergogna che i governi del passato non hanno MAI (opportunamente) voluto regolamentare…

  18. Jean Lafitte scrive:

    “: la tua mancanza di argomenti lascia pensare che tu non sappia proprio che pesci prendere…”

    cabaret!

    “@Marco Caruso: ma Lafitte fa apposta o capisce davvero al contrario?”

    caruso almeno inventati un nick quando fai sti giochini.

  19. Marco Caruso scrive:

    @ lafitte: la tua mancanza di argomenti lascia pensare che tu non sappia proprio che pesci prendere…

    hai fatto davvero un figurone a questo giro…

  20. Marco Caruso scrive:

    @ anonimo: diciamo che ormai ho perso ogni speranza con Lafitte…

  21. Anonimo scrive:

    @Marco Caruso: ma Lafitte fa apposta o capisce davvero al contrario?

  22. Jean Lafitte scrive:

    “sostenere che fosse una fesseria dire che il concorso esterno in associazione mafiosa è un’anomalia tutta italiana, è palesemente falso.
    ed è stato ampiamente dimostrato…”

    è stato ampiamente dimostrato!!!

    insomma 95 commenti di anime pie che sono qui a spiegare a caruso che ha detto una minchiata non sono serviti a nulla. vabbè caruso, chiedo scusa se ho detto che avevi un neurone. neanche quello.

  23. Marco Caruso scrive:

    @ nick: pragmatico è pragmatico. Ma solo dopo aver detto che il concorso esterno si sta dimostrato un po’ troppo “generoso”…

    comunque sia, si…siamo d’accordo…

  24. Nick scrive:

    Però le obiezioni che muove Ayala, mi sembra di capire sono di pragmatica e non di principio.
    Anzi in pratica dice che per il pm è più facile provare il favoreggiamento aggravato.. per questo lo sposa.

    L’importante, e qui chiudo, è che, se per caso si decidesse di regolamentare il concorso esterno, i reati che oggi ricadono sotto questa voce ricadano o nel 378 o nel 416. Siamo d’accordo su questo?

  25. Marco Caruso scrive:

    @ orlando: un’eventuale regolamentazione del concorso esterno in associazione mafiosa varrebbe per tutti o solo per Dell’Utri?

    per tutti, ovvio.

    mettiamo che l’eventuale regolamentazione sia sacrosanta e condivisibile da tutte le parti: escludiamo Dell’Utri perchè si chiama Dell’Utri?

    e se quel che ha fatto, in realtà non l’ha fatto?
    e se la Corte d’Appello o la Cassazione riformano la sentenza precedente?

  26. Marco Caruso scrive:

    @ nick: 378 comma 2…

    “Chiunque, dopo che fu commesso un delitto per il quale la legge stabilisce l’ergastolo o la reclusione, e fuori dei casi di concorso nel medesimo [110], aiuta taluno a eludere le investigazioni dell’Autorità, o a sottrarsi alle ricerche di questa, è punito con la reclusione fino a quattro anni .

    Quando il delitto commesso è quello previsto dall’articolo 416bis, si applica, in ogni caso, la pena della reclusione non inferiore a due anni.

    ….”

  27. Nick scrive:

    è il 378?

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