Davvero un gran consiglio…

Nelle parole che Ciampi ha usato per rispondere all’intervista apparsa su Repubblica, qualcuno ha visto ben più di semplici riflessioni personali su eventi passati e presenti della sua carriera politica: tra le righe, infatti, si poteva leggere un messaggio ben preciso all’attuale Capo dello Stato, Giorgio Napolitano.
Su un argomento in particolare sembrava che l’ex Governatore della Banca d’Italia “parlasse a nuora perchè suocera intendesse”:

Non si deve usare come argomento che tanto, se il Parlamento riapprova la legge respinta, il Presidente è poi costretto a firmarla. Intanto non si promulghi la legge in prima lettura, per lanciare un messaggio forte a chi vuole alterare le regole, al Parlamento e all’opinione pubblica“.

Il rimprovero a Napolitano, qui, è palese.
E questo rinnovato spirito di “resistenza” da parte di Ciampi, che le leggi in seconda battuta le ha controfirmate tutte, è piaciuto così tanto a Travaglio, che si è permesso di aggiungervi del suo:

Anche perchè, se una legge resta incostituzionale anche in seconda lettura, il Presidente può comunque rifiutare di promulgarla e dimettersi. La Costituzione è un po’ più importante di una poltrona“.

Chiaro il concetto, signor Napolitano?

Fortuna che non si è tenuti a dar conto di certi consigli, altrimenti sai che figuracce?!
In realtà, infatti, Napolitano ha già dimostrato un coraggio leonino, opponendosi alla possibilità che il Governo intervenisse con decreto nella vicenda Englaro [Corriere della Sera]; si è scontrato col Governo sul ddl sicurezza e in particolare sulla legge di riforma del sistema delle intercettazioni [Repubblica]; ha preteso la cancellazione della norma “stoppa processi” [Repubblica]; e anche sul lodo Alfano ha avuto modo di guidare la stesura della norma.
Ed ogni volta ha attirato su di sè critiche e consensi trasversali.
Si potrà dire che Napolitano non ha esercitato il suo potere di respingimento delle leggi di Parlamento e Governo che altri si aspettavano, ma non si potrà certo dire che non abbia agito con fermezza.
O è diventato forse un reato (magari di collaborazionismo) far lavorare di più gli uffici diplomatici, per prevenire scontri istituzionali plateali!?
Inoltre, se una legge viene giudicata rispondente ai requisiti di costituzionalità individuati dalla Carta e non confutati dal Presidente della Repubblica, non si capisce perchè mai il Capo dello Stato debba rimandare alle Camere una legge sulla scorta dei convincimenti di una parte della stampa nazionale!!

Dunque, la risposta a Carletto Ciampi verrebbe anche facile: guarda la trave che hai nel tuo occhio, prima di giudicare le pagliuzze altrui.

A Travaglio invece, il solito invito: la Costituzione, prima di citarla, bisogna leggerla e magari anche studiarla.

Breve ripasso per tutti:

art 74 Cost: il Presidente della Repubblica, prima di promulgare la legge, può con messaggio motivato alle Camere chiedere una nuova deliberazione.
Se le Camere approvano nuovamente la legge, questa deve essere promulgata.

Il che suona un tantinello diverso da quel che dice il buon Travaglio.
C’è di più: andrebbe ricordato a Travaglio che quel dovere di promulgazione non potrebbe essere evaso semplicemente rimettendo il proprio mandato con dimissioni immediate.
Di fatto, queste dovrebbero giungere prima dell’eventuale controfirma in seconda lettura.
Ma se così fosse, le Camere avrebbero comunque tutto il tempo di eleggere (entro 15 giorni) un nuovo Capo dello Stato e fargli tranquillamente promulgare la legge in esame!
Il tutto, senza contare che in assenza del Presidente della Repubblica le sue veci le farebbe immediatamente la Seconda Carica, cioè il Presidente del Senato.
Il che significa che sarebbe del tutto inutile perdere quella poltrona per dar conto ad un’opinione pubblica sobillata dalle demagogiche chiacchiere di tipetti come Travaglio!!!

Comments
93 Responses to “Davvero un gran consiglio…”
  1. Nick scrive:

    Io penso che commette reato solo se non si dimette e continua a fare il presidente, ma si riifiuta di firmare.
    Perchè se si dice che commette reato se si dimette dopo allora implicitamente si dice che in quel momento non aveva il diritto di dimettersi e cioè che non può dimettersi quando vuole.

    Siamo sempre lì

    Comunque la chiudo qui e mi scuso per l’insistenza dei miei commenti
    🙂

  2. Marco Caruso scrive:

    @ pippo: la difficoltà, capirai, è reciproca…

    comunque sia, ovviamente entro quei 30 giorni può dimettersi tranquillamente, credo…

  3. pippo io scrive:

    no però c’è un’evoluzione.
    OT MINCHIA CARUSO, CAPISCI COM’è DIFFICILE PARLARE CON TE? A QUESTO PUNTO CI SI POTEVA ARRIVARE 3 ORE FA.🙂
    ritorno in topic.

    Ok. il pdr rimanda indietro la legge alle camere. le camere gliela ripropongono, a questo punto “la legge deve essere promulgata.”

    domanda: entro 30 giorni? e se il presidente si dimette in quei 30 giorni
    (proprio nell’eventualità di un prsidente Borrelli che voglia resistere)?
    Commetterebbe reato?

    riflessione: è possibile che i costituenti, come pensa Lafitte, abbiano scritto l’art 74 lasciando un minimo spiraglio alla coscienza del Pdr, giusta o sbagliata che sia.

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