Climate Change: una bufala globale?

Global Warming

Tra poco più di una settimana, in Danimarca, a Copenhagen, si aprirà un atteso vertice internazionale per discutere dei pericoli e delle possibili soluzioni al famigerato Global Warming, il surriscaldamento della Terra che molti scienziati imputano a cause umane.
Da più parti sono perciò giunti appelli a che questo ennesimo meeting tra i Potenti non partorisca il solito topolino, bensì preveda accordi seri ed una precisa tabella di marcia da rispettare nel tentativo di arginare i fattori antropogenici alla base dell’effetto serra che starebbe infiammando il Globo!

Cosa non si farebbe per salvare il Mondo?

Ma il Mondo ha davvero bisogno di essere salvato? O meglio: possiamo davvero far qualcosa per salvarlo? E salvarlo da cosa, esattamente?

Questi i legittimi interrogativi che da anni si pongono gli studiosi che avversano metodi e teorie del Global Warming e che spesso hanno posto invano ai loro stimati colleghi che nel giro di pochi decenni sono diventate delle star planetarie, grazie alle loro dottrine allarmistiche in tema di cambiamenti climatici.
Questi i legittimi interrogativi che da pochi giorni, dopo lo scoppio di quello cha alcuni hanno già battezzato come il “ClimateGate[fonte: NYT], hanno assunto una forma decisamente diversa, imperativa, e che richiedono, prima di ogni altro passo, risposte decisamente diverse da quelle ottenute fino ad oggi!

La settimana scorsa, infatti, un pirata informatico ha avuto accesso ad una serie di corrispondenze e dati che scienziati impegnati nella battaglia di sensibilizzazione contro il Global Warming, si sarebbero scambiati negli ultimi anni e il cui contenuto metterebbe in luce alcuni lati oscuri delle ricerche fatte a sostegno di questa Teoria [fonte: chicago-blog].
Omissione di rilevamenti, aggiustamenti di tabelle, vere e proprie sofistificazioni di calcoli ed una accorta strategia per far passare all’opinione pubblica solo alcune informazioni e massima attenzione a non prestare troppo il fianco a chi potrebbe contestare i risultati di alcune ricerche in contraddizione con la Teoria medesima.

La faccenda, insomma, è scottante…
A questo punto, sarebbe il caso di stopparsi un attimo a riflettere e, una volta abbandonata la demagogia spicciola, e individuate, se ci sono, le mele marce dell’allarmismo, mettere si dei punti fermi, ma sui criteri scientifici alla base delle importanti scelte politiche che i Governi operano per frenare un fenomeno che potrebbe essere ben diverso da quello che ci hanno finora racconato.

Il vertice di Copenhagen, appunto, potrebbe trasformarsi nell’occasione migliore per provare a sciogliere il nodo gordiano della questione: chiarezza prima di tutto. E poi le dovute soluzioni.

In caso contrario, beh…continueremo a pensare che anche questa del Global Warming sia una bufala mondiale per favorire lobbies di potere in grado di prenderci tutti per i fondelli.

Comments
87 Responses to “Climate Change: una bufala globale?”
  1. pannelli solari scrive:

    questi toni nuocciono il blog…

  2. Paolo Marani scrive:

    Se prima avevo qualche dubbio, adesso non ce l’ho più… sei proprio “leso” ;o)) Sarà stato il fulmine ?

    Buon Natale.

    Paolo

  3. Piero Iannelli scrive:

    Vedo che si finalmente giunti!

    Riconoscimento dell’obiettivo dei 2 gradi

    Nell’Accordo di Copenhagen, i Paesi esprimono la loro intenzione di limitare a un massimo di due gradi il riscaldamento del clima a livello globale. Non sono tuttavia riusciti ad accordarsi su una riduzione di almeno il 50 per cento delle emissioni di gas serra, condizione necessaria per raggiungere l’obiettivo fissato…

    Ossia limitiamo di due gradi, MA non riduciamo la co2, neanche per quello che noi crediamo possa servire..

    PERO’.. NESSUN ACCORDO GIURICAMENTE VINCOLANTE.

    Che vuol dire, dato che sono qui riuniti una masnada di psicotici ambientalisti, facciamo sta commedia, così evitiamo qualche morto in piazza, e poi ce ne torniamo zitti zitti a fare come prima.

    Nel frattempo si sono dispersi e non torneranno certo qui a spaccere le vetrine.

    Condivido pienamente, con i pazzi serve tatto e zucchero per la pillola.

  4. Piero Iannelli scrive:

    Chi non la pensa come te è leso..
    Ma le chiacchiere stanno a zero, le rinnovabili, costano troppo, e l’impatto ambientale per l’eolico non sempre è giustificabile.
    Con una torre di 100 metri.. almeno di trenta si deve scavare..

    Ma se per il solare termico, un minimo di vantaggi ci sono, in determinate condizioni.. Per i tuoi pannelli fotovoltaici, privati degli incentivi statali no.

    E questo tu lo sai bene.

    Vuoi giocare a fare l’ARCHIMEDE?
    Fallo con i soldi tuoi, non con le mie tasse..
    Perchè devo finanziare te, e pagare l’energia 4 volte tanto?
    Il nucleare a conti fatti inquina certamente meno di ettari e ettari di pannelli.. e l’energia per costruirli, per tenerli efficenti.. per smaltirli.

    E di notte? comunque andiamo a carbone?

    Offendi.. non hai altri argomenti.

    LA POTENZA esprime la quantita di energia necessaria per un determinato lavoro in un determinato tempo.

    Non mi sembra ti sia chiaro questo concetto, al di là delle maiuscole e delle minuscole.

    La potenza di picco con le nuvole .. ?
    Cara, stasera niente forno.. perchè piove..
    Ho le pile scariche..

    Ma che fico! Che bello il RISPARMIO!

    Grazie a SUPER SILVIO.. invece avremo ottime CENTRALI NUCLEARI per far fulmini e giocarci..

    Ecco.. serve lo SPARAFULMINI.. e anche il motore a gatto imburrato sul pannello solare..

    IL CLIMA STA” CAMBIANDO?
    Si per i climapatici.. E basta con sta idiozia, dai cambia gioco..

    Gioco nuovo:
    ALLARME, il clima credevamo trenta anni fà stesse raffreddandosi, poi riscaldandosi.. ma finalmnte la CATASTROFE E’ ARRIVATA!!!!

    Mettetevi in salvo.. il clima non cambia, stesse temperature medie.
    Colpa dei marziani?

    FRA 30 anni non ci sarà più acqua potabile?
    Compratevi la gazzosa!

    Sicuramente colpa di Berlusconi..

  5. Paolo Marani scrive:

    No piero, stai accumulando offese solo perchè ti arrocchi in posizioni indifendibili (e te ne compiaci pure).

    Dici “sono per questo cieco?”
    Si, un pochetto cieco lo sei, perchè sei troppo emotivo e poco razionale.

    Nessuno ha parlato ancora della fusione nucleare, non so cosa possa centrare, io aspetto come tutti il 2016 per capire se il progetto ITER andrà in porto oppure no.

    Comunque, non fare troppo il pignoletto, KWh si scrive ovviamente senza barra, ma scrivendo in frtta talvolta ce la si mette per assonanza con Km/h, è ovviamente un errore di battitura, ma non da luogo ad errate interpretazioni poichè si capisce comunque senza ambiguità che si tratta di energia e non di potenza.

    La produzione dell’eolico comunque non è “zero”, ma solamente piccola rispetto ad un fabbisogno fatto di sprechi. Mi fai venire in mente quell’altro “leso” di Umberto Veronesi, che è andat in TV a dire che dai fumi degli inceneritori esce “ZERO” ;o)))

  6. Piero Iannelli scrive:

    62 centrali nucleari a 200 km dai nostri confini, spese folli per sostenere eolico e solare..la cui produzione è 0 “ZERO”.

    Deliri sul cambiamento climatico.

    Si parla della fusione? Da autorevoli fonti non prima di 50 anni..

    Sono per questo cieco?
    Io parlo di fatti, provabili e dimostrabili.

    Per questo stò accumulando offese da un sedicente ingegnere incapace di scrivere correttamente kW/h.

    Vedi tu..

  7. Cougar84 scrive:

    Piero Iannelli: mi dispiace che tu riesca a vedere solo il problema immediato …

    Paolo Marrani: Probabilmente hai postato troppi link e il tuo post è andato nello spam. Scommetto che caruso non ci ha ancora fatto caso.

  8. Paolo Marani scrive:

    Non capisco perchè le farneticazioni del sig.Iannelli rimangono, mentre i miei post vengono censurati, boh! Comuqnue, finchè si da la zappa sui piedi da solo…

  9. Cougar84 scrive:

    Paolo Marani: Si intendevo in quel senso … solo che ho usato le parole sbagliate.

  10. Piero Iannelli scrive:

    Gent. Sig. Ing. Paolo Marani.

    Grazie per :“ ignorante nel profondo, è pure arrogante e presuntuoso..”

    Lei dice:
    “”Io ti posso dire che un mio cliente ha un impianto da 2,7 kW/h e (viste con i miei occhi) non paga nulla di elettricità da circa 1 anno .””

    Ma poi precisa:
    “”..Orlando: La potenza di un impianto non si misura in KW/ora ma in KW e basta!””

    Scusi.. riesce a far pace col cervello?

    Comunque :
    Parlare di “POTENZA” come potrà facilmente controllare, in varie discipline esprime l’”ENERGIA” necessaria per un determinato “LAVORO” in un determinato “TEMPO”…

    Se parla di “POTENZA” a questa parola và necessariamente legata la parola “TEMPO”
    .

    la potenza di una forza che compie il lavoro di un Joule in un secondo si chiama Watt(W); nel sistema di unità pratico

    Il Cavallo Vapore (C.V.) corrisponde alla potenza di una forza che compie il lavoro di 75\,kgm in un secondo. Tenuto conto che 1,kgm è pari a 9,8 J, si ha il legame fra il C.V. ed il Watt

    In breve basta guardare un semplice dizionario per scoprire:

    kWh (kilowattora)
    Unità di misura dell’energia elettrica prodotta o consumata (si legge sulla bolletta).
    E NOI DELLA “BOLLETTA” STIAMO PARLANDO.

    Il costo di costruzione di una centrale per produrre un Tera Watt con il gas, sale al doppio per una centrale a carbone, sale del triplo per una centrale nucleare.

    60 volte per il fotovoltaico.

    ING. MARANI riesce a leggere? SESSANTA!

    Parole sue:
    “Dire che qualcosa funziona o non funziona solo perchè economicamente conveniente, è ovviamente una fesseria.”

    DUNQUE ..Se l’energia prodotta dai suoi pannelli “costa” 60 volte tanto..
    la considera una “FESSERIA”..?

    Ecco questa sua “perla”, mi conforta.
    Resto ignorante nel profondo, nonché arrogante e presuntuoso.

    Mi auguro SILVIO BERLUSCONI possa a breve eliminare gli incentivi a queste forma di follia ENERGETICA, frutto di squilibrati pazzi ambientalisti, che insistono con questa TRUFFA del cambiamento climatico e dell’ aumento della CO2.

    La caratteristica saliente inoltre è che la massima parte dei costi per una centrale a petrolio, a carbone e a gas, sono dovuti al costo del combustibile, mentre per il nucleare, l’idroelettrico l’eolico e il fotovoltaico, invece lo sono per gli impianti.

    Le fonti solari permettono soltanto di risparmiare poco combustibile convenzionale o nucleare a costi altissimi e non aggiungendo di fatto potenza al sistema elettrico.

    Però oggi sono molto FELICE!
    Certamente lei meno:
    La finanziaria 2008, prevedeva dal 1° gennaio 2011 la messa al bando delle lampadine a incandescenza, contrastava con la normativa europea, che prevedeva di iniziare già dal 2009.
    Quindi il regolamento andrà modificato, ma senza fretta..

    Pertanto nell’attesa.. campa cavallo..
    BERLUSCONI GRAZIE!!!!

    Bene.

    links di alcuni articoli relativi alla natura del problema, alcuni di questi sono in inglese dal momento che c’e’ molta piu’ letteratura in lingua inglese sul tema.

    L’Illusione dell’Energia dal Sole
    http://www.ugis.it/a021007-librofochi.html
    e l’articolo
    http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=236751&START=0&2col=

    Articolo: La truffa dell’eolico. Come i soldi pubblici vengono sprecati
    http://www.legnostorto.com/index.php?option=com_content&task=view&id=26663

    “Energia Nucleare? Si per Favore…”
    http://www.21mosecolo.it/sitonew/xx21mo/xx21mopoplibri.php?D1=75.

    Perche’ immagazzinare energia e’ molto difficile…..
    The limits of energy storage technology
    http://www.thebulletin.org/web-edition/columnists/kurt-zenz-house/the-limits-of-energy-storage-technology

    E perche’ l’economia a idrogeno non e’ al momento attuabile (se mai lo sara’)……
    Hydrogen economy: energy and economic black hole
    http://www.energybulletin.net/node/4541

    Un bel video che dimostra la complessita’ nel gestire la produzione elettrica relativamente alla domanda e’ illustrato in questo video (in inglese). Si puo’ notare come sia di gran lunga piu’ facile con un sistema centralizzato e a comando.
    http://www.bbc.co.uk/britainfromabove/stories/people/teatimebritain.shtml

    Breve articolo sulla situazione nucleare nel mondo
    http://www.legnostorto.com/index.php?option=com_content&task=view&id=25568

    Ciclo del plutonio in un reattore nucleare e uso degli isotopi del plutonio nei reattori e nelle armi nucleari
    http://www.world-nuclear.org/info/inf15.html

    Articolo sulla fisica del fotovoltaico di Domenico Coiante
    http://docs.google.com/gview?a=v&q=cache:1d8-pzXVAToJ:www.aspoitalia.it/images/stories/coiante/efficienzafotovoltaicocoiante.pdf+domenico+coiante+limiti+teorici+fotovoltaico&hl=en&gl=uk

    Quanto costano i pannelli FV in termini di spesa energetica?
    Ecco qui un bell’articolo
    http://www.portalsole.it/sezione.php?d=74

    Articolo sui costi del nucleare di Domenico Coiante
    http://www.aspoitalia.it/images/stories/coiante/coiantecostonucleare.pdf

    Articolo sul termodinamico di Rubbia di Domenico Coiante
    Il progetto Archimede: grande invenzione o patacca?
    http://www.aspoitalia.it/component/content/article/140

    Confrontiamo il KWe installato nucleare con il KWe installato termodinamico cosiddetto di Rubbia
    Dai dati sui costi e rese Andasol1, Spagna abbiamo 50MW, 160 milioni di KWh/anno con costo del’impianto solare installato di 310 milioni di euro
    310mln euro/50MW=6200euroKWe

    fattore d’uso=160mlnKWh/(50Mwx24x365)= 36% (meno male genera in continuita’!)

    costo relativo al fattore d’uso= 6200/36%= 17200euro/KWe f.u.

    combustibile=zero (ignoro il gas usato per mantenere caldi i sali!)

    dai dati di Domenico Coiante relativi ad un KWe nucleare installato.

    costo KWe nucleare relativo al fattore d’uso
    2500euro/75%=3400 euro / KWe f.u.

    Costo uranio annuo = 7000KWhx0.01=70 euro

    risparmio sugli impianti= 17200-3400=13800 euro al KWe f.u. installato. Sai quanto Uranio compro e gestisco con 13800 euro rapportato ai 70 euro annui?

    Inoltre, una centrale nucleare dura 40-60 anni. Il termodinamico si stima 20-30 anni.

    Qui caro INGEGNERE troverà i motivi per cui è da idioti spendere follie per limitare di poco l’energia consumata:
    Aumentare l’efficienza significa consumare meno energia e risorse?
    Il fenomeno e’ noto da molto tempo come paradosso di Jevons
    http://oknotizie.virgilio.it/go.php?us=71941098bb608995
    http://www.energia.in/Notizie-flash/Altrimenti-smettiamola-di-respirare.php

    Le leggende su Tesla: breve articlo che spiega l’ovvio
    “…si ricorre ai metodi usati solitamente dai ciarlatani e dalle persone che soffrono di delirio mentale per imbrogliare i creduloni e indurli a credere in quello che dicono, cioè si recita la formula da imbroglioni: “quello che dico è vero ma non posso dimostrarlo perché viene tenuto segreto”, e incredibilmente c’è sempre chi abbocca…”
    http://alieniemisteri.altervista.org/tesla_inventore.htm

    Bene.. la conversazione termina qui, chi scriverà dopo di noi darà il suo giudizio.

    Lo stesso Prodi, ha varato proprio per i talebani verdognoli sinistrati, una norma simpaticissima!:
    Le centrali nucleari si considerano “SEGRETO MILITARE”, pertanto “non esistono” per il famoso “REFERENDUM”.

    E certamente la strada da perseguire.. CENTRALI NUCLEARI ORA!

    Basta che Non lo sappia Paolo Marani.. (Grazie a Prodi E’ SEGRETO!)

    Sbrigati a montare gli ultimi pannelli..agli ultimi allocchi…

    Piero Iannelli

  11. Paolo Marani scrive:

    Signor piero Iannelli, con lei non parlo perchè è solo un ignorante provocatore, che ribadisco dice cose insensate e spinte da furia emotiva. Preferisco ragionare con persone serie e rispettose, non certo scontrarmi ideologicamente come vuole fare lei.

    X Cougar: Pretendere che sia lo STATO che piloti e amministri gli investimenti mi sembra parimenti eccessivo, dovrebbe limitarsi a distribuire saggiamente le risorse e garantire la legalità. Senza una sana imprenditoria non è possibile mantenere una crescita a tre cifre percentuali, quanto sarebbe necessario per trasformare le rinnovabili in una reale soluzione al problema. Occorre gente disposta ad “investire”, al sud la si trova, ma troppo spesso è legata alla criminalità organizzata, alla ricerca di soldi facili e senza alcuna etica.

    Viviamo purtroppo in un paese che da una parte firma il trattato di kyoto, dall’altra fa di tutto per costruire inceneritori (che sono una spaventosa fonte di CO2), che regala soldi per le ricerche sul carbone pulito (che dal punto di vista ambientale è un ossimoro oltre che un insulto per le leggi della termodinamica) e dall’altra riduce gli incentivi alle rinnovabili PRIMA che abbiano potuto creare un sifficiente indotto in grado di auto-finanziare un mercato nascente, in grado di offrire tanti posti di lavoro come successo in Germania.

    Queste sono le contraddizioni che dovremmo risolvere, non certo fare le pulci sulle convenienze economiche (poco lungimiranti) del momento, destinate a cambiare in futuro.

    E visto che il sig. Iannelli non si fida di quanto dico io, si fidasse almeno di quanto dichiara sui costi l’ENEL, che tra l’altro dovrebbe favorire smaccatamente il nucleare visto che ha buone prospettive di investimento in proposito

    http://www.enel.it/attivita/ambiente/energy/politiche80_hp/politiche80/index.asp

    Ops… sorpresa… l’eolico ha un costo di investimento addirittura dimezzato rispetto all’idroelettrico. Che cosa sarebbe successo se, negli anni 50, fosse arrivato qualche pazzo dicendo “NON COSTRUITE DIGHE, COSTANO UN ESAGERAZIONE, MEGLIO BRUCIARE OLIO DI PALMA IMPORTATO DALL’INDONESIA ?”

    Qualche altro pazzo probabilmente gli avrebbe dato ascolto, e oggi non avremmo il nostro 15% fornito dall’idroelettrico, con il quale l’Italia è stata completamente autosufficiente fino alla fine degli anni 60. (quando il petrolio e il gas naturale a bassissimo prezzo ha fatto esplodere i consumi rendendo l’idroelettrico insufficiente).

    Analogamente, fra 20 anni, non voglio che arriverà qualcuno a dire… ma quanto erano coglioni i nostri padri, quando avevano le risorse sufficienti a una transizione di massa verso l’eolico e il fotovoltaico, e invece non l’hanno fatto perchè temevano che costasse troppo?

    La differenza fra essere lungimiranti e essere filo-berlusconiani sta tutta quì, la limitatezza delle visioni strategiche.

    Di queste cose scrivo anche in un blog, e sto meditando di diventare socio finanziatore del Kitegen di massimo ippolito:

    http://mizcesena.blogspot.com/2009/09/parte-il-kitegen-il-futuro-delleolico.html

    Oltre che essere socio di ASPO italia che studia le conseguenze del picco del petrolio:

    http://mizcesena.blogspot.com/2009/09/il-paradigma-della-crescita-ha-le-ore.html

    Mi raccomando, eh ?? La POTENZA va sempre espressa in KW, perchè se una turbina eolica da 100KW non viene colpita dal vento, la sua produzione è di ZERO KWh… e se dovessi comprarla in KWh potrebbero anche regalarmela gratis!

  12. Cougar84 scrive:

    “In sud italia (dove le condizioni ventose sono più favorevoli) si sprecano oramai le segnalazioni di loschi figuri che si accaparrano i finanziamenti europei e costruiscono impianti eolici in barba ad ogni logica.”

    CERTO! E’ per questo che dev’essere lo STATO che amministri questi investimenti, e per farlo devi avere una politica energetica per le rinnovabili.
    Non dare a $Pigs&Dogs i permessi di costruire a muzzo perché oltre che essere dispendiosi sono anche inutili.

  13. Paolo Marani scrive:

    Cougar: Hai perfettamente ragione, però lo stesso vale anche per le rinnovabili. In sud italia (dove le condizioni ventose sono più favorevoli) si sprecano oramai le segnalazioni di loschi figuri che si accaparrano i finanziamenti europei e costruiscono impianti eolici in barba ad ogni logica. Talvolta persino intascando i soldi e non allacciandoli alla rete, o non facendo manutenzioni, o violando le norme elementari sulla tutela del territorio.

    Sgarbi è un cialtrone patentato, ma nella denuncia di come si sta comportando la criminalità a Salemi, ad esempio (che vede nell’eolico il nuovo business) in parte c’ha pure ragione.

    Non oso nemmeno pensare se la il business fosse il nucleare anzichè l’eolico… sarebbe una TRAGEDIA!

    Premesso che la criminalità organizzata può fare danni comunque, soprattutto disastri ambientali, ritengo che il pericolo di qualche decina di pale eoliche costruite con il menga sia infinitamente inferiore di una centrale nucleare fatta a furia di appalti truccati.

    Questo fatto è indiscutibile, pertanto del nucleare NON MI FIDO, soprattutto per motivi di sicurezza ambientale e motivi economici. Anche se portassero a un “misero” risparmio di costo al KWh, forse il prezzo non vale assolutamente la candela.

  14. Cougar84 scrive:

    “L’unico problema che lei si pone, riguarda le scorie.. si legga questo interessante articolo, simpatico il fatto di San Piero radiattivo, e di naturali per quanto eccezionali “CENTRALI NUCLEARI”..”

    Forse non hai letto bene il mio commento.
    Ti suggerisco di rifarlo, perché le scorie non sono il problema …

    Il punto che voi fan del nucleare non capite è che la strada da perseguire è comunque il rinnovabile.

    Il punto è:
    iniziamo a creare mercato adesso in modo che si sviluppi e diventi veramente efficente oppure aspettiamo di trovarci in mutande quando non avremo più niente con cui far andare le macchine?

    Il problema delle scorie sarebbe risolvibile se fossimo in un paese idilliaco, ma siamo in Italia la patria della mafia.
    METTI CASO che per SFIGA alle scorie ci arrivi u’padrino. Cosa pensi che faccia? Te li butta in mare/sottoterra(vedi napoli) i tuo bel discorso sulle “scorie sicure” va a ramengo e non poco …

    Iniziamo a creare un mercato per le rinnovabili, poi vedrai che nel tempo diventeranno efficenti e sostituiranno pian piano le attuali.
    Però devi tenere conto che A) le riserve si stanno esaurento B) il prezzo progressivamente salirà.

    Ora se tieni conto che per produrre tecnologie rinnovabili DEVI COMUNQUE fare affidamento sull’energia odierna.
    Ergo, meglio iniziare ora con un costo ipotetico di 10 piuttosto che tra 20 anni con un costo di 200 …
    Capito?

    Inoltre, iniziando subito diminuisce quella che è il rincaro dovuto all’esaurimento delle scorte, perchè fai diminuire la richiesta … quindi consumi meno … quindi risparmi …

    E ovvio che se domani mettiamo giù 500 kW/p di pannelli non ci cambia la vita, però mette in moto un mercato che se prende piede come si deve è destinato ad evolversi.
    Sono leggi fondamentali dell’economia.

    Devi pensare al futuro.
    Il problema non è ora è tra x anni …
    La strada che ci scegliamo ora ci permettarà di affrontare nel modo giusto il problema che avremo tra x anni.

    Pensaci … e rileggi meglio il mio precedente commento.

    Ciao,
    Marco

  15. Piero Iannelli scrive:

    Gent. Sig. Ing. Paolo Marani.

    Grazie per :“ ignorante nel profondo, è pure arrogante e presuntuoso..”

    Lei dice:
    “”Io ti posso dire che un mio cliente ha un impianto da 2,7 kW/h e (viste con i miei occhi) non paga nulla di elettricità da circa 1 anno .””

    Ma poi precisa:
    “”..Orlando: La potenza di un impianto non si misura in KW/ora ma in KW e basta!””

    Scusi.. riesce a far pace col cervello?

    Comunque :
    Parlare di “POTENZA” come potrà facilmente controllare, in varie discipline esprime l’”ENERGIA” necessaria per un determinato “LAVORO” in un determinato “TEMPO”…

    Se parla di “POTENZA” a questa parola và necessariamente legata la parola “TEMPO”
    .

    la potenza di una forza che compie il lavoro di un Joule in un secondo si chiama Watt(W); nel sistema di unità pratico

    Il Cavallo Vapore (C.V.) corrisponde alla potenza di una forza che compie il lavoro di 75\,kgm in un secondo. Tenuto conto che 1,kgm è pari a 9,8 J, si ha il legame fra il C.V. ed il Watt

    In breve basta guardare un semplice dizionario per scoprire:

    kWh (kilowattora)
    Unità di misura dell’energia elettrica prodotta o consumata (si legge sulla bolletta).
    E NOI DELLA “BOLLETTA” STIAMO PARLANDO.

    Il costo di costruzione di una centrale per produrre un Tera Watt con il gas, sale al doppio per una centrale a carbone, sale del triplo per una centrale nucleare.

    60 volte per il fotovoltaico.

    ING. MARANI riesce a leggere? SESSANTA!

    Parole sue:
    “Dire che qualcosa funziona o non funziona solo perchè economicamente conveniente, è ovviamente una fesseria.”

    DUNQUE ..Se l’energia prodotta dai suoi pannelli “costa” 60 volte tanto..
    la considera una “FESSERIA”..?

    Ecco questa sua “perla”, mi conforta.
    Resto ignorante nel profondo, nonché arrogante e presuntuoso.

    Mi auguro SILVIO BERLUSCONI possa a breve eliminare gli incentivi a queste forma di follia ENERGETICA, frutto di squilibrati pazzi ambientalisti, che insistono con questa TRUFFA del cambiamento climatico e dell’ aumento della CO2.

    La caratteristica saliente inoltre è che la massima parte dei costi per una centrale a petrolio, a carbone e a gas, sono dovuti al costo del combustibile, mentre per il nucleare, l’idroelettrico l’eolico e il fotovoltaico, invece lo sono per gli impianti.

    Le fonti solari permettono soltanto di risparmiare poco combustibile convenzionale o nucleare a costi altissimi e non aggiungendo di fatto potenza al sistema elettrico.

    Però oggi sono molto FELICE!
    Certamente lei meno:
    La finanziaria 2008, prevedeva dal 1° gennaio 2011 la messa al bando delle lampadine a incandescenza, contrastava con la normativa europea, che prevedeva di iniziare già dal 2009.
    Quindi il regolamento andrà modificato, ma senza fretta..

    Pertanto nell’attesa.. campa cavallo..
    BERLUSCONI GRAZIE!!!!

    Bene.

    links di alcuni articoli relativi alla natura del problema, alcuni di questi sono in inglese dal momento che c’e’ molta piu’ letteratura in lingua inglese sul tema.

    L’Illusione dell’Energia dal Sole
    http://www.ugis.it/a021007-librofochi.html
    e l’articolo
    http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=236751&START=0&2col=

    Articolo: La truffa dell’eolico. Come i soldi pubblici vengono sprecati
    http://www.legnostorto.com/index.php?option=com_content&task=view&id=26663

    “Energia Nucleare? Si per Favore…”
    http://www.21mosecolo.it/sitonew/xx21mo/xx21mopoplibri.php?D1=75.

    Perche’ immagazzinare energia e’ molto difficile…..
    The limits of energy storage technology
    http://www.thebulletin.org/web-edition/columnists/kurt-zenz-house/the-limits-of-energy-storage-technology

    E perche’ l’economia a idrogeno non e’ al momento attuabile (se mai lo sara’)……
    Hydrogen economy: energy and economic black hole
    http://www.energybulletin.net/node/4541

    Un bel video che dimostra la complessita’ nel gestire la produzione elettrica relativamente alla domanda e’ illustrato in questo video (in inglese). Si puo’ notare come sia di gran lunga piu’ facile con un sistema centralizzato e a comando.
    http://www.bbc.co.uk/britainfromabove/stories/people/teatimebritain.shtml

    Breve articolo sulla situazione nucleare nel mondo
    http://www.legnostorto.com/index.php?option=com_content&task=view&id=25568

    Ciclo del plutonio in un reattore nucleare e uso degli isotopi del plutonio nei reattori e nelle armi nucleari
    http://www.world-nuclear.org/info/inf15.html

    Articolo sulla fisica del fotovoltaico di Domenico Coiante
    http://docs.google.com/gview?a=v&q=cache:1d8-pzXVAToJ:www.aspoitalia.it/images/stories/coiante/efficienzafotovoltaicocoiante.pdf+domenico+coiante+limiti+teorici+fotovoltaico&hl=en&gl=uk

    Quanto costano i pannelli FV in termini di spesa energetica?
    Ecco qui un bell’articolo
    http://www.portalsole.it/sezione.php?d=74

    Articolo sui costi del nucleare di Domenico Coiante
    http://www.aspoitalia.it/images/stories/coiante/coiantecostonucleare.pdf

    Articolo sul termodinamico di Rubbia di Domenico Coiante
    Il progetto Archimede: grande invenzione o patacca?
    http://www.aspoitalia.it/component/content/article/140

    Confrontiamo il KWe installato nucleare con il KWe installato termodinamico cosiddetto di Rubbia
    Dai dati sui costi e rese Andasol1, Spagna abbiamo 50MW, 160 milioni di KWh/anno con costo del’impianto solare installato di 310 milioni di euro
    310mln euro/50MW=6200euroKWe

    fattore d’uso=160mlnKWh/(50Mwx24x365)= 36% (meno male genera in continuita’!)

    costo relativo al fattore d’uso= 6200/36%= 17200euro/KWe f.u.

    combustibile=zero (ignoro il gas usato per mantenere caldi i sali!)

    dai dati di Domenico Coiante relativi ad un KWe nucleare installato.

    costo KWe nucleare relativo al fattore d’uso
    2500euro/75%=3400 euro / KWe f.u.

    Costo uranio annuo = 7000KWhx0.01=70 euro

    risparmio sugli impianti= 17200-3400=13800 euro al KWe f.u. installato. Sai quanto Uranio compro e gestisco con 13800 euro rapportato ai 70 euro annui?

    Inoltre, una centrale nucleare dura 40-60 anni. Il termodinamico si stima 20-30 anni.

    Qui caro INGEGNERE troverà i motivi per cui è da idioti spendere follie per limitare di poco l’energia consumata:
    Aumentare l’efficienza significa consumare meno energia e risorse?
    Il fenomeno e’ noto da molto tempo come paradosso di Jevons
    http://oknotizie.virgilio.it/go.php?us=71941098bb608995
    http://www.energia.in/Notizie-flash/Altrimenti-smettiamola-di-respirare.php

    Le leggende su Tesla: breve articlo che spiega l’ovvio
    “…si ricorre ai metodi usati solitamente dai ciarlatani e dalle persone che soffrono di delirio mentale per imbrogliare i creduloni e indurli a credere in quello che dicono, cioè si recita la formula da imbroglioni: “quello che dico è vero ma non posso dimostrarlo perché viene tenuto segreto”, e incredibilmente c’è sempre chi abbocca…”
    http://alieniemisteri.altervista.org/tesla_inventore.htm

    Bene.. la conversazione termina qui, chi scriverà dopo di noi darà il suo giudizio.

    Lo stesso Prodi, ha varato proprio per i talebani verdognoli sinistrati, una norma simpaticissima!:
    Le centrali nucleari si considerano “SEGRETO MILITARE”, pertanto “non esistono” per il famoso “REFERENDUM”.

    E certamente la strada da perseguire.. CENTRALI NUCLEARI ORA!

    Basta che Non lo sappia Paolo Marani.. (Grazie a Prodi E’ SEGRETO!)

    Sbrigati a montare gli ultimi pannelli..agli ultimi allocchi…

    Piero Iannelli

  16. Paolo Marani scrive:

    Caro sig. Iannelli.

    Impossibile leggere il suo post kilometrico, mi fermo pertanto alle prime righe, visto che il senso successivo immagino sia dello stesso tenore.

    La “potenza” si misura in WATT (o suoi multipli).
    L'”Energia” si misura in Joule, calorie, Wattora (W/h).

    Tentando di correggermi, in realtà ha sconfessato se stesso, perchè avevo perfettamente ragione.

    Dire che la potenza è di 1000 KW/h è sbagliato!

    Dato che non mi crede, prenda un ferro da stiro a caso e legga l’etichetta, la sua potenza è espressa in WATT o WATTORA ?

    Oltre che ignorante nel profondo, è pure arrogante e presuntuoso.

    Perchè quando qualcuno ha ragione, anche una persona intransigente e corretta come me loammette senza discussioni.

    Ma dato che lei ha TORTO (e se lo scrive pure da solo), non vedo perchè debba stare a parlare ancora con lei.

    Non sono un esperto di scorie nucleari, pertanto non ne parlo. Per quanto poche ne abbiamo ereditate dai pochi anni di funzionamento dei nostri impianti, so solo che la SOGIN le sta ancora pagando per centinaia di milioni di euro all’anno (e son passati, quanti, oltre 30 anni ?)
    Si immagini lei riprendendo il nucleare i costi dove arriverebbero, fra costruzione, dismissione, trattamento scorie. Senza nemmeno citare l’inquinamento, una analisi LCA fatta con l’accetta (ammesso che lei sappia cosa sia) parifica quasi il costo del nucleare con quello di una moderna turbogas. L’energia eolica è “appena” più costosa, mentre il FV è ancora circa una decina di volte più costosa, ma il trend è di ridurre i costi molto velocemente, raggiungendo il “break even” auspicabilmente entro il 2030.

    Gli inverter, come lei saprà, sono componenti elettroniche a stato solido. Il costo può essere stimato attorno ai 1000€ per ogni 10Kw/p dell’impianto, si tratta quindi di una funzione trascurabile del valore dello stesso.

    Anzi, con le nuove tecnologie a mossfet, che promettono un guadagno di efficienza di qualche %, sarà forse in futuro conveniente SOSTITUIRLI anche se funzionano. In ogni caso ci sono aziende che offrono garanzie di un decennio anche sugli inverter, che mome già riferito hanno un costo che è una frazione di quello di tutto l’impianto.

    Come mi diverto a spontarla punto per punto… P.S. il termine “fesso” non era rivolto a lei personalmente, ma solo alle persone (tra cui lei) che amano fare copia/incolla invece di scrivere di proprio pugno e ragionare con la propria testa.

    Comunque non si preoccupi, di braccia agricole ne avremo presto assai bisogno, lei ha un brillante e sicuro futuro all’orizzonte.

  17. donfrengo scrive:

    Commovente il tentativo di dirottare e insabbiare le responsabilità della gestione rifiuti (tossici e non).
    Ilaria Alpi infatti è morta per una cacata a mare di troppo.

  18. donfrengo scrive:

    Ma no quelli conservateli in un conenitore di piombo.
    Per i tuoi nipotini.
    Di piombo.

  19. Piero Iannelli scrive:

    ERESIA!!!!!

    Se ti sente un ambientalista di sinistra.. ci fà carcerare a tutti!

    A mare si buttano solo i bidoni di scorie radioattive..

  20. donfrengo scrive:

    “è invece lecito supporre che le nostre odierne preoccupazioni faranno sorridere i nostri pronipoti”

    ed è lecito anche mandarti a cagare a mare?

  21. Piero Iannelli scrive:

    A Cougar84..

    L’unico problema che lei si pone, riguarda le scorie.. si legga questo interessante articolo, simpatico il fatto di San Piero radiattivo, e di naturali per quanto eccezionali “CENTRALI NUCLEARI”..

    E non essendo nessuno di noi esperti di scorie , credo sia il caso di considerare Il Professor Marino Mazzini (Professore Ordinario del raggruppamento “Impianti Nucleari” presso l’Università di Pisa) ci ha mandato un approfondimento sul tema delle scorie radioattive.

    Si ricorda che una breve intervista proprio al Professor Mazzini è stata trasmessa da “Striscia la Notizia” di recente.

    Segue il testo inviatoci.

    Le scorie radioattive: un mito da ridimensionare – di M. Mazzini (novembre 2009)

    Credo non sia più possibile tacere di fronte alla strumentalizzazione del rischio nucleare di alcuni gruppi della nostra società. Essi, sfruttando la paura della gente, hanno fatto di tale rischio una vera e propria costruzione intellettuale per i propri scopi politici e personali (carriera), distorcendo completamente la verità.
    In realtà, anche nel caso delle scorie nucleari i tecnici del settore operano in modo da imitare la natura (o quanto fatto da Dio, per i credenti), in quella ricerca dell’eccellenza per quanto concerne sicurezza dell’uomo e tutela ambientale che caratterizza tutta l’ingegneria nucleare, e non nel modo barbaro ed irresponsabile che è implicito nella rappresentazione che di tali attività danno in generale i media.
    Le “scorie nucleari” sono rifiuti solidi contenenti sostanze radioattive, condizionati, cioè resi inerti e sicuri per poterli maneggiare senza rischi per gli addetti e per la popolazione in tutte le fasi del processo: dalla produzione, al condizionamento, al trasporto, all’immagazzinamento temporaneo, fino allo smaltimento definitivo. I contenitori in cui sono racchiusi tali rifiuti sono realizzati in modo da assolvere la loro funzione di schermatura ed isolamento del contenuto sia in condizioni normali che in caso di incidenti di una certa gravità. Ad es., essi possono resistere ad un incidente stradale che coinvolga, oltre all’automezzo che li trasporta, un autobotte che trasporta benzina o altro liquido infiammabile: non si avrebbe alcuna contaminazione radioattiva dell’ambiente né in conseguenza dell’urto, né a seguito dell’incendio che potrebbe svilupparsi subito dopo, con immersione del contenitore fra le fiamme per oltre mezz’ora. Per inciso, in tale incidente si avrebbe invece l’immissione in atmosfera di sostanze pericolose convenzionali, tossiche e cancerogene, derivanti dalla combustione della benzina e dei mezzi, quali benzene, idrocarburi policiclici aromatici, particelle fini – PM10 e PM2,5 -, metalli pesanti, ecc., con conseguenze per l’ambiente e la popolazione certamente tutt’altro che trascurabili.
    La caratteristica fondamentale dei “rifiuti radioattivi” è ovviamente il loro contenuto in termini di radioattività, cioè la presenza di isotopi che decadono con emissione di radiazioni Alfa (nuclei di elio), Beta (elettroni) o Gamma (onde elettromagnetiche), in generale trasformandosi in isotopi stabili innocui o in altri isotopi ancora radioattivi (è il caso ad es. delle catene radioattive dell’uranio, del torio e di tutti gli elementi transuranici prodotti artificialmente dall’uomo). Perché una sostanza sia considerata un rifiuto radioattivo, oltre ad essere un materiale di scarto di un processo che coinvolge o produce isotopi radioattivi, deve originare più di una disintegrazione al secondo (Bequerel, in sigla Bq) per grammo di materiale.
    In realtà tutto ciò che è presente sulla Terra (piante, animali, rocce, il nostro stesso organismo, gli oggetti che usiamo quotidianamente, l’acqua che beviamo, i cibi che mangiamo, ecc.) è radioattivo, con una radioattività media dell’ordine di 0,1-1 Bq/g. Questo ed altre sorgenti di radiazioni naturali, come i raggi cosmici, comporta per tutta l’umanità una dose naturale di radiazioni (in media 2 milliSievert all’anno), a cui l’organismo umano si è certamente adattato nelle decine di migliaia di generazioni che ci hanno preceduto su questa Terra. Ma la radioattività naturale e di conseguenza la dose naturale di radiazioni è molto variabile da punto a punto della superficie terrestre, con valori in alcune aree doppi, tripli ed in qualche caso anche 10 volte superiori ai valori medi sopraindicati, senza che questo comporti differenze nello stato di salute o nell’attesa di vita delle popolazioni che vivono in tali zone rispetto a quelle che vivono in zone vicine con simili caratteristiche per quanto riguarda clima, diete alimentari, contesti economici, sociali, ecc. Ad es. nel nostro Paese gli abitanti del Viterbese e della zona dei Campi Flegrei sono soggetti a dosi di radiazione 2-3 volte la media nazionale, ma la mortalità per cancro in tali zone non è diversa da quella degli abitanti delle altre zone del Lazio o della Campania. Per fare un altro esempio, la radioattività dei blocchetti di granito usati per pavimentare P.zza S. Pietro è così elevata da dare un’intensità di dose oltre 10 volte il fondo naturale medio in Italia, comparabile con quella della zona di 30 Km di raggio interdetta alla popolazione attorno al famoso reattore di Chernobyl (ma a nessuno è venuto in mente di interdire l’accesso a P.zza S. Pietro della gente per la pericolosità della situazione!).
    Chiariti questi concetti, ritorniamo al problema dei rifiuti radioattivi.

    La quantità delle scorie nucleari
    Oltre il 99% dei circa 26.000 m3 che sono attualmente distribuiti in depositi temporanei in varie regioni italiane sono a medio-bassa radioattività, prodotti in oltre 40 anni, in conseguenza di:
    – attività connesse con il ciclo dell’energia nucleare (fabbricazione degli elementi di combustibile nucleare, riprocessamento – a scopo sperimentale – di elementi di combustibile esauriti, produzione di energia elettrica, ecc.);
    – materiali derivanti dallo smantellamento di impianti nucleari;
    – esercizio di apparecchiature e reattori sperimentali per attività di ricerca;
    – uso di radioisotopi, acceleratori di particelle e sorgenti radioattive in medicina, nell’industria, nella ricerca scientifica e tecnologica, ecc..
    A questi rifiuti sono da aggiungere quelli che deriveranno dallo smantellamento delle centrali nucleari dimesse e ciò porterà il totale a circa 100.000 m3, per fare cifra tonda.
    Analisi recenti circa i rifiuti radioattivi dovuti alle attività umane distinguono innanzitutto tra materiali:
    • a bassa attività, che occupano il 90% del volume e contengono l’1% della radioattività,
    • ad attività intermedia, il 7% in volume ed il 4% per radioattività,
    • ad alta attività, il 3% in volume ed il 95% per radioattività.
    I rifiuti a bassa radioattività, condizionati come indicato all’inizio di questo articolo, possono essere smaltiti in tutta sicurezza in discariche superficiali o a poca profondità adeguatamente progettate e gestite, come dimostrano le esperienze spagnola, svedese, ecc. Dopo qualche secolo saranno completamente decaduti e pertanto non più “rifiuti radioattivi”.
    Solo i rifiuti ad alta attività richiedono un trattamento molto accurato, ma si tratta di quantità modeste, che per essere smaltite in sicurezza non pongono problemi insormontabili. Infatti, una centrale da 1000 MW elettrici, che produce in un anno 7-8 miliardi di kWh di energia elettrica, dà luogo ad un quantitativo di scorie ad alta attività che può essere inglobato in circa 6 tonnellate di matrice vetrosa, racchiuse in recipienti di rame o di acciaio inossidabile del volume totale di pochi metri cubi. Nel considerare queste cifre si deve tenere conto che esse possono variare in ragione dei processi e del combustibile adottati, ma il loro ordine di grandezza non cambia.

    Il trattamento e la deposizione finale delle scorie nucleari
    Anche in questo caso i tecnici del settore nucleare operano con elevati standard di sicurezza e tutela ambientale. I rifiuti, resi inerti e sicuri per essere maneggiati senza rischi eccessivi in tutte le fasi del processo, hanno ovviamente un livello di radioattività elevatissimo e restano più radioattivi dei minerali da cui si è partiti per migliaia o decine di migliaia di anni. Peraltro, le tecniche di trasmutazione degli elementi transuranici attualmente allo studio ridurranno considerevolmente i tempi di dimezzamento degli elementi a lungo periodo, semplificando il problema.
    E’ comunque possibile smaltire in sicurezza questi materiali in formazioni geologiche di sale, argilla o granito, come nel caso dei depositi che sono attualmente in fase di progettazione o realizzazione. I contenitori di rame o acciaio inossidabile, sigillati per saldatura, contenenti le scorie vengono sepolti in cunicoli scavati all’interno del deposito, ad una profondità tra 300 e 1000 m, e sigillati con bentonite in modo da ripristinare la continuità strutturale dello strato.
    Chi garantisce che tale sistemazione non darà alcuna interazione con gli ecosistemi in superficie per il lunghissimo periodo di tempo necessario al decadimento delle sostanze radioattive contenute? Le caratteristiche intrinseche dei materiali utilizzati e le analogie naturali. Infatti:
    • il vetro ed il rame, nelle condizioni chimico-fisiche in cui operano all’interno del deposito, non sono soggetti ad alcun effetto di corrosione (ad es. in condizioni simili il rame si ritrova allo stato nascente di metallo puro, dopo la sua formazione alcuni miliardi di anni fa);
    • uno spessore d’argilla di centinaia di metri isola completamente il suo contenuto dall’ecosistema, per le caratteristiche dell’argilla di impermeabilità all’acqua; inoltre la sua plasticità dà garanzie di tenuta anche in presenza di terremoti e sconvolgimenti geologici, che in nessun caso potrebbero fratturarla.
    Sulla terra esistono situazioni analoghe a quella di un deposito sotterraneo di scorie che dimostrano l’improbabilità dell’eventuale risalita verso l’ecosistema dei prodotti radioattivi, in periodi di tempo dell’ordine delle ere geologiche. In Canada, nella zona del Cigar Lake, esiste una formazione minerale con contenuto di uranio, e quindi di prodotti delle relative catene di decadimento (radio, polonio, ecc.), assolutamente eccezionale: fino al 60% in peso. Il minerale uranifero si trova in profondità, separato dal materiale sabbioso sovrastante da uno spessore di argilla. In superficie non c’è alcuna traccia anomala di radioattività o di elementi radioattivi derivanti dalle catene di decadimento dell’uranio, nonostante che uno di questi (il Radon) sia un gas nobile, completamente inerte dal punto di vista chimico, che si libera facilmente in atmosfera.
    In un altro analogo naturale, ad Oklo in Gabon, c’è una formazione minerale simile a quella di Cigar Lake per concentrazione di uranio, ma senza lo strato di protezione di argilla; l’acqua può quindi penetrare liberamente nel terreno. Due miliardi di anni fa, questo portò a condizioni tali che decine di depositi divennero critici e funzionarono naturalmente come reattori nucleari, in modo intermittente, per un milione di anni, originando tutta la gamma dei prodotti di fissione e di attivazione che si producono negli attuali reattori nucleari. Queste sostanze pericolose sono rimaste in loco, con spostamenti limitati al massimo ad alcune decine di metri, in un terreno assolutamente normale, certamente non selezionato per poterli trattenere. Come risultato, tra gli ecosistemi e le popolazioni che vivono nell’area e quelli in aree contigue, con clima, habitat e abitudini di vita simili, non è possibile evidenziare differenze apprezzabili.

    L’eredità e i posteri
    Merita un’ultima considerazione il concetto di eredità lasciata ai posteri in termini di scorie radioattive, che è in stretta relazione con quello di sostenibilità. Considerare i depositi di materiali radioattivi che ci si appresta a realizzare un fardello troppo pesante per le generazioni future implica che il progresso tecnologico debba improvvisamente fermarsi o indietreggiare e che i nostri posteri, vestiti di pelli ed armati di clave, risulteranno esposti ad un rischio per loro tremendo e incomprensibile. Al contrario, considerando i risultati ottenuti dallo sviluppo tecnologico in pochi secoli di scienza sperimentale, è invece lecito supporre che le nostre odierne preoccupazioni faranno sorridere i nostri pronipoti, che avranno a disposizione conoscenze ben più profonde ed ampie delle nostre. Talora si suggerisce che i depositi potrebbero diventare per loro miniere di materiali utili.
    Pertanto, anziché ostacolare lo sviluppo tecnologico con miti e leggende terrorizzanti, ben al di là di ovvi criteri di prudenza, sarebbe bene mettere tutto il nostro impegno nel rendere sempre più umano e solidale il contesto in cui esso avverrà, così da crescere contemporaneamente nella conoscenza e nella responsabilità.

    Ok?..

  22. Piero Iannelli scrive:

    P.s. riguardo la durata, del tuo favoloso impianto.. che stimi infinita:

    Qual’è la durata di un impianto fotovoltaico?
    Nelle analisi tecniche ed economiche si usa fare riferimento ad una vita utile complessiva di 20-25 anni. In particolare, i moduli, che rappresentano i componenti economicamente più rilevanti, hanno in generale una durata di vita garantita dai produttori oltre i 20 anni.

    Ma l’inverter.. campa 10 /12 anni.. più le varie incognite e manutenzioni straordinarie di tutto l’impianto.. più i cali di rendimento.

    Quindi hai 15 anni circa di vita media .. ok?

    ciao ingegnè!

  23. Piero Iannelli scrive:

    Inizi bene educato e mi dai del “LEI”.. poi esordisci “FESSO”

    Allora continuo con FESSO. Ti spiace?

    Scusa “fesso”:

    E’ di questi giorni la notizia di alcuni emendamenti presentati dal governo alla Finanziaria 2010 che se approvati ucciderebbero nella culla lo sviluppo delle rinnovabili italiane.

    CHIARO?

    ”riduzione drastica del valore del prezzo di riferimento del Certificato Verde che passerebbe dal prezzo medio di mercato pari a circa 85,00 €/MWh a circa 40,00 €/MWh (pari alla differenza tra 120 €/MWh e il prezzo medio dell’energia elettrica)”.

    Semplice.. le “RINNOVABILI” si tengono in piedi, spalmando sia su chi le utilizza sia su chi non ne usufruisce il costo folle.

    PERCHE’ caro “fesso” che non sei altro.. l’energia da rinnovabile costa almeno 4 volte tanto.

    Ora “SILVIO” ha detto, riesci a camminare con le tue gambe?

    NO.. Bene allora muori, o vai a zappare.

    FESSO
    IN DUE RIGHE come fai a scrivere TRE idiozie?
    Il nucleare tradizionale è una bufala frutto di tecnologia costosa e oramai obsoleta, e non serve granchè contro i cambiamenti climatici.

    1 i cambiamenti climatici si verificano forse fra i tuoi rari neuroni
    2 il nucleare attualmente è la fonte meno costosa e inquinante
    3 non è obsoleta semplicemente perchè la reazione di scissione genera CALORE, quanto di più semplice da utilizzare con una turbina..
    Vuoi un disegno?

    Dici:
    Orlando: La “potenza” di un impianto non si misura in KW/ora ma in KW e basta!

    FESSO : VAI A ZAPPARE!!!!

    FESSO: “Potenza – in fisica, concetto di lavoro applicato nel tempo”

    FESSO:In elettrotecnica la potenza è definita come il lavoro svolto da una carica elettrica in un campo elettrico nell’unità di TEMPO.

    quindi ignorante che non sei altro: si misura in kW/ora

    Ma riesci pure a scriverlo errato la k “minuscola” W “maiuscola”

    Il chilowatt o kilowatt (simbolo: kW) è un’unità della potenza del Sistema Internazionale di unità di misura, definita come uguale a mille watt. Spesso invece del simbolo standard kW viene erroneamente utilizzato KW con il prefisso moltiplicativo maiuscolo
    Lo vedi che sei FESSO?

    E sei pure INGEGNIERE ELETRRRONICO?

    Perche ti scaldi tanto con quel povero disgraziato che giustamente ti propone
    “un motore a gatto imburrato che sembra produrre energia infinita senza emissioni”..

    Tutto sommato mi sembra più serio e preparato di te..

    Oggi porti a casa 1Kw di picco con meno di 5000 euro, significa che con 10.000 euro tondi stai a posto per tutta la vita.
    Fesso gli impianti fotovoltaici durano 15 anni!.. non di più.

    E con 1 kW (non Kw arifesso ignorante) ci fai “NULLA”
    In francia l’allaccio minimo è 6 kW, e da noi MALEDETTI italiani ottusi è di 3 kW..

    Perchè grazie a persone come te fesse arroganti e impreparate siamo nella cacca!

    Peraltro parli di PICCO.. la lavastoviglie la fai andare a candele o a pedali?

    FESSO dici:
    “..certe cose dobbiamo “smettere” di farle. Perchè rendere efficiente uno spreco è comunque uno spreco, e domani non potremo più permettercelo.
    I cambiamenti climatici, e la crisi economica, sono alla fin fine cose buone”

    Meno male che i cambiamenti climatici somo nella tua testolina di “ingegnere” e ti pregherei di andare dai disoccupati a spiegare che la crisi è una cosa BUONA!

    Ma sei per caso del WWF? Un altro spostato di capoccia?
    Di quelli che non mangio per non fare cacca?
    Lo sai che uno di questi si è sparato per dar da mangiare ad un RAPACE?
    Non lo fare!.. non spararti.. Silvio vuole bene anche a te..

    Dici:
    Dalle email emerge che non c’è nessuna cospirazione, al massimo qualche tentativo di evidenziare i dati che risultano più a sostegno della gravità del problema, ma nessuno ha mai messo in dubbio che i dati non siano veri. Tra l’altro si riferivano al 1999, e da allora è passato qualche annetto, mi pare.

    Ma le leggi le notizie o le partorisci al bagno?

    Dimmi la verità.. non sei ingegnere, confessa..

    Dai scherzavo.. non sei “FESSO”.. ora leggiti la cazzata del
    ” riscaldamento globale” poi cerca di trovare un nuovo lavoro che a breve con i tuoi pannelli ci acchiappiamo le farfalle.

    Chi é che si é inventato il “global warming”?

    Trattasi di tale Michael Mann. Master (PhD) a 33 anni. Un anno dopo, Assistant Professor all’Università di Virginia. Dopo aver pubblicato nel 1999 un articolo in collaborazione con altri, che congetturava l’andamento delle temperature dell’emisfero Nord e segnatamente del continente americano (un concetto peraltro molto difficile da stabilire), articolo assolutamente privo di basi scientifiche, matematiche, e storiche, il giovanotto è diventato:

    – Scientific Advisor della Casa Bianca (ma Bush non gli dà più retta)
    – Responsabile della stesura del capitolo che riguarda il warming dell’IPCC (Intergovernmental Panel on Climate Change)
    – Membro del Board del Journal of Climate
    – “Referee” (cioè uno che può bocciare, anonimamente, un articolo scientifico per “insufficienza” di basi scientifiche) di Nature, Science, Climatic Change, Geophysical Research Letters, Journal of Climate, JGR-Oceans, JGR-Atmospheres, Paleo oceanography, International Journal of Climatology, NSF, NOAA, and DOE (Department of Energy)
    – Autore di programmi per CBS, NBC, ABC, CNN, BBC, NPR, PBS, WCBS, Life, Time, Newsweek, USN&WR, ….

    Insomma una star. Profumatamente pagata. Che importa se quello che dice è una bufala?

    La comunità scientifica (seria) lo ha sbugiardato in mille modi, ma gli eco-fondamentalisti hanno fatto del suo articolo la Genesi della loro Bibbia. Consacrata a Kyoto dal resto del modo. Possiamo sperare che
    Kyoto scacci Kyoto, cioè che rinsaviscano?

    Mai. Sono (quasi) tutti degli eco-talebani, environterrorists…

    Il riferimento a Kyoto parrebbe ambiguo. Chiarisco il concetto: dati scientifici incontrovertibili, trovati da ricercatori di Kyoto, FALSIFICANO, in senso popperiano, la sua teoria…dunque ci si dovrebbe aspettare una nuova conferenza dove si dica: ragazzi, scusateci, abbiamo toppato alla grande…

    Invece, non è successo….

    Background (antefatto)

    1990. L’IPCC (Intergovernmental Panel on Climate Change, un organismo creato dal World Meteorological Organisation e da United Nations Envinomental Program) pubblica il suo rapporto sui cambiamenti climatici. Viene pubblicato un grafico sull’andamento della temperatura media al suolo. Dal grafico si evince che in tempi recenti (700 AD – 1300 AD) c’è stato un periodo “caldo”. Mentre fra il 1300 e 1860 si alternano periodi freddi e “meno” freddi. Complessivamente l’intero periodo è noto con il nome di Little Ice Age (Piccola Glaciazione). Centinaia di studi confermano queste conclusioni. Altre centinaia di resoconti storici danno conto degli stessi fatti. Uno per tutti: a Londra, durante la Piccola Glaciazione, il Tamigi gelava al punto che vi si potevano tenere sopra delle “Frost Fairs”. Dal 1870 ciò non avviene più.

    1995. Improvvisamente, senza alcuna spiegazione di carattere scientifico, nel suo rapporto quinquennale l’IPCC scrive che, per la prima volta nella storia dell’umanità, si è in presenza di “a discernible human influence on global climate”. Studi citati? Nessuno.

    1999. Mr Michael Mann pubblica un articolo. Riguarda, si badi bene, solo l’Emisfero Nord del pianeta, e segnatamente Stati Uniti & Canada. Questo studio si basa su inferenze sulla temperatura desunte dagli “anelli” dei tronchi d’albero (tree rings) messi in (dubbia, perché imprecisa) relazione con le temperature alla superficie del suolo. Inoltre, si prendono in considerazione le registrazioni delle temperature dal 1900 in avanti (prese, per lo più, in città. Cioè in ambienti dove c’è una sorta di “inquinamento” termico, causa le innumerevoli fonti produttrici di calore). Ma il ragazzo fa di meglio: usa un programma al computer basato su un metodo matematico detto PCA, principal components analysis). Risparmio i dettagli matematici. Mette dentro i suoi dati e oplà! Viene fuori un grafico che è all’origine della bufala universale detta “global warming”.

    Perché questo programma produce un andamento delle temperature medie nell’ultimo millennio sostanzialmente stabile, anzi, leggermente decrescenti. Salvo, guarda caso, per l’ultimo secolo, dove c’è una crescita esponenziale. Dovuta, c’è bisogno di dirlo? All’uomo che produce troppa anidride carbonica.

    Miracolo!

    E’ sparito il periodo caldo “Medieval Warm Period” (è un bene: allora non c’era produzione di anidride carbonica). Ma è sparita anche la Piccola Glaciazione: è un bene anche questo, visto che oscillazioni di temperatura NATURALI inficierebbero la conclusione principale del lavoro: è l’uomo, tramite la produzione di anidride carbonica, che sta riscaldando il pianeta.

    Per pararsi il fondo schiena, Mr Mann produce, nel suo grafico, un’aggiunta ingegnosa. Fa il diagramma del possibile margine di errore (per inciso: il margine di errore è superiore alla variazione di temperatura che si pretende di misurare. Già questo squalificherebbe il soggetto, perché in altri termini suona così: il pianeta si è riscaldato negli ultimi cento anni di 0,4°C. Ma l’errore possibile sulle temperature stimate del millennio precedente è pari a 0,6°C). L’anno dopo il lavoro di Mr Mann riceve l’onore di essere incorporato nella pubblicazione americana sullo “Stato del Clima Mondiale”.

    Qui si compie la manipolazione finale. Il lavoro di Mann era intitolato “Northern Emisphere Temperatures during the Past Millenium. Inferences, uncertainties and limitations”. Il grafico viene intitolato “1000 years of GLOBAL CO2 and Temperature Change.”

    Non solo il grafico rende “globale” cioè valido per l’intero pianeta ciò che nello studio originale era asserito solo per l’Emisfero Nord. No. Dal grafico sparisce anche la indicazione sul possibile margine di errore.

    Ecco dunque come nasce il Global Warming: con una truffa matematica, ed una insolente generalizzazione di un dato locale, per giunta estremamente dubbio nella sua entità vera.

    Commenti

    Mettere nello stesso grafico dati veri (temperature misurate, ma in città) con dati STIMATI è scientificamente inaccettabile. Non solo. Ma non si tiene conto di innumerevoli riserve che rendono le deduzioni basate sugli “tree rings” piuttosto inattendibili. Gli alberi cresocono solo d’estate. Quindi non “misurano” la temperatura per tutto l’anno. Inoltre, la loro crescita è influenzata non solo dalla temperatura, ma anche dalla pioggia, dalle malattie vegetali, dalla competizione con altri alberi, dal grado di insolazione, ecc. I

    Inoltre: il 71% della superficie terrestre è costituita da mari o laghi o fiumi, che hanno una grandissima influenza sul clima. Ci sono, proprio per questo, altre decine di metodi per dedurre stime sulla temperatura (ossigeno 18, carbonio 14, analisi del ghiaccio, studio dei sedimenti nei laghi, ecc ecc ecceterissima. Nulla di tutto ciò è stato incluso nello studio di Mr Mann. Tra l’altro non si è neppure d’accordo sui dati registrati durante il secolo scorso. Perché le temperature registrate dall’uomo mostrano sì un aumento della temperatura media (0,4°C circa) negli ultimi decenni. Ma misure dallo spazio riducono tale valore a 0,2°C. E tali misure da satelliti sono confermate da quelle fatte con palloni sonda.

    Quando una nuova teoria scientifica butta all’aria quella esistente, in genere la si accoglie con un salutare scetticismo. La teoria della relatività ci ha messo decenni ad essere accettata (ad Einstein fu conferito il Nobel non per la sua teoria, ma per un lavoro – sperimentale, dunque verificabile – sull’effetto fotoelettrico). Tutti la studiano, la verificano, la confutano o, per lo meno, attendono conferme.

    Sul Global Warming, niente di tutto questo. C’è stata un’entusiastica accoglienza, su questa teoria (che fra l’altro due scienziati hanno dimostrato essere fasulla anche dal punto di vista matematico). Su questa base si è costruito l’accordo di Kyoto. Su questa base si dovrebbero spendere decine o centinaia di miliardi di euro per ridurre le emissioni di anidride carbonica.

    Perché? Ma perché questi pseudo scienziati si sono sentiti dire da Mann esattamente cioò che volevano ascoltare.

    Reduci dal clamoroso fallimento sulle previsioni di penuria di risorse naturali, disinnescata la population bomb, passato a miglior vita the nuclear winter, avevano bisogno di un nuovo Vangelo Millenaristico. L’anidride carbonica è il Nemico perfetto.

    Ho letto che si pretenderebbe, entro il 2015, ridurre le emissioni del 15%. Cioò corrisponde a separare dalle emissioni di fonti di calore SOLO SETTE MILIARDI DI TONNELLATE DI CO2. SETTE MILIARDI DI TONNELLATE. All’anno.

    A parte i costi, dove pensano di sistemarle, queste settemila milioni di tonnellate di gas? Ma questa direbbe un romanziere è un’altra storia…e ve la racconteremo la prossima volta.

    Riferimenti

    R. Muller è un fisico della Berkeley University, ed il suo articolo si trova su Technolgy Review, (che è una rivista pubblicata dal MIT), il 15.10.2004 (http://www.technologyreview.com/Energy/13830/).

    Laddove Muller parla di “hockey stick” deve intendersi il grafico pubblicato da Mann nel suo studio e che, come io ho ricordato, ha dato inizio all’isteria del global warming.

    Cristopher Monckton, Lord of Brenchley, è invece un giornalista che si occupa di scienza, e che pubblica i suoi articoli sul Sunday Telegraph.

    Insomma, uno scienziato e un divulgatore.

    Istruzioni per il prosieguo della discussione: legga, rifletta, concluda. Poi nei riparliamo. Ah: come lei può constatare le ho mandato i riferimenti dei lavori sia di chi afferma che il global warming è causato dall’uomo, sia di chi afferma e prova il contrario.

    Muller, The global warming bombshell

    “This plot purports to show that we are now experiencing the warmest climate in a millennium, and that the earth, after remaining cool for centuries during the medieval era, suddenly began to heat up about 100 years ago–just at the time that the burning of coal and oil led to an increase in atmospheric levels of carbon dioxide…..

    But now a shock: Canadian scientists Stephen McIntyre and Ross McKitrick have uncovered a fundamental mathematical flaw in the computer program that was used to produce the hockey stick. In his original publications of the stick, Mann purported to use a standard method known as principal component analysis, or PCA, to find the dominant features in a set of more than 70 different climate records.

    But it wasnt so. McIntyre and McKitrick obtained part of the program that Mann used, and they found serious problems. Not only does the program not do conventional PCA, but it handles data normalization in a way that can only be described as mistaken.

    Now comes the real shocker. This improper normalization procedure tends to emphasize any data that do have the hockey stick shape, and to suppress all data that do not. To demonstrate this effect, McIntyre and McKitrick created some meaningless test data that had, on average, no trends. This method of generating random data is called Monte Carlo analysis, after the famous casino, and it is widely used in statistical analysis to test procedures. When McIntyre and McKitrick fed these random data into the Mann procedure, out popped a hockey stick shape!

    That discovery hit me like a bombshell, and I suspect it is having the same effect on many others. Suddenly the hockey stick, the poster-child of the global warming community, turns out to be an artifact of poor mathematics…”

    Cristopher Monckton, “Apocalypse cancelled”, Sunday Telegraph, 5 nov 2006

    Lo scopo dell’articolo è quello di dimostrare che non c’è unanimità di vedute fra gli scienziati sull’argomento global warming, ma che una ben strutturata lobby di eco-ayatollah fa in modo che il dibattito si consideri concluso. Kyoto, purtroppo, ne è la conseguenza. Monckton ha passato diversi mesi a leggersi tutta la bibliografia per arrivare a queste conclusioni.

    “ALL TEN of the propositions listed below must be proven true if the climate-change “consensus” is to be proven true.”

    Proposition Conclusion

    1. That the debate is over and all credible climate scientists are agreed. False

    2. That temperature has risen above millennial variability and is exceptional. Very unlikely

    3. That changes in solar irradiance are an insignificant forcing mechanism. False

    4. That the last century’s increases in temperature are correctly measured.Unlikely

    5. That greenhouse-gas increase is the main forcing agent of temperature.Not proven

    6. That temperature will rise far enough to do more harm than good. Very unlikely

    7. That continuing greenhouse-gas emissions will be very harmful to life.Unlikely

    8. That proposed carbon-emission limits would make a definite difference. Very unlikely

    9. That the environmental benefits of remediation will be cost-effective. Very unlikely

    10. That taking precautions, just in case, would be the responsible course. False

    Conclusioni

    Mi sto dilettando, si fa per dire, della lettura di un ponderoso volume pubblicato dalla Cambridge University Press: “IPCC Special Report on Carbon Dioxide Capture and Storage”. La raccolta e l’immagazzinamento dell’anidride carbonica sono una tappa indispensabile ed irrinunciabile nel processo che vede impegnati i paesi firmatari di Kyoto se vogliono rispettare gli obbiettivi di diminuzione di CO2 nell’atmosfera. Sono 423 dense pagine che dimostrano come si possa sprecare molto tempo ed ingenti risorse dietro a non-problemi.

    Perché le conclusioni, che si trovano nel testo, sono le seguenti:

    a) oggi come oggi le tecnologie da cui derivano le emissioni di CO2 NON consentono, se non marginalmente, la riduzione di tali emissioni (con costi, peraltro, elevatissimi)

    b) le idee per immagazzinare GRANDI quantità di CO2 sono praticamente inattuabili, in quanto prevedono la dispersione in mare (col risultato di inquinarlo e comunque di rimandare, nel lungo periodo, la CO2 nell’atmosfera), o sotto terra (ma non ci sono tecnologie che garantiscano la “tenuta” di questi oceani di CO2, che fra l’altro andrebbero pompati a 3-4000 m di profondità: dunque per qualche migliaio di anni bisognerebbe sorvegliare e monitorare questi depositi, e non si sa chi e con quali mezzi potrà farlo);

    c) i mezzi per trasportare la CO2 non ci sono (ci vorranno delle pipelines, o delle navi appositamente attrezzate, e delle piattaforme capaci di pompare la CO2 dentro fondali di almeno 3000 m di mare, a profondità di almeno 500 m sotto il fondo)

    d) la spesa per mettere in piedi l’intero ambaradam è difficile da calcolare. Al momento, si viaggia verso i 700 miliardi di dollari l’anno. Ma potrebbe essere sbagliata: per difetto.

    Questo ponderoso ed inutilissimo studio chiarisce anche che, se NON si modificano le tecnologie con cui si produce energia, NON sarà quindi possibile ridurre, tramite cattura e immagazzinamento, la produzione di CO2.

    In un soprassalto di realismo (che credo sfuggito di mano agli estensori) si spinge anche a raccomandare L’ENERGIA NUCLEARE come fonte di produzione di energia pulita. Ecco il testo integrale di questo sorprendente paragrafo iniziale del “Summary for Policymakers”:

    “What is CO2 capture and storage and how could it contribute to mitigating climate change?

    1. Carbon dioxide (CO2) capture and storage (CCS) is a process consisting of the separation of CO2 from industrial and energy-related sources, transport to a storage location and long-term isolation from the atmosphere. This report considers CCS as an option in the portfolio of mitigation actions for stabilization of atmospheric greenhouse gas concentrations.

    Other mitigation options include energy efficiency improvements, the switch to less carbon-intensive fuels, nuclear power, renewable energy sources, enhancement of biological sinks, and reduction of non-CO2 greenhouse gas emissions. CCS has the potential to reduce overall mitigation costs and increase flexibility in achieving greenhouse gas emission reductions. The widespread application of CCS would depend on technical maturity, costs, overall potential, diffusion and transfer of the technology to developing countries and their capacity to apply the technology, regulatory aspects, environmental issues and public perception (Sections 1.1.1, 1.3, 1.7, 8.3.3.4).”

    L’IPCC è l’Intergovernmental Panel on Climate Change. Dunque una burocrazia che già nel nome porta scritta la sua “mission”: occuparsi di un cambiamento climatico che viene assunto come un fatto evidente, irreversibile, pericoloso, antropologico.

    Per scrivere questo rapporto si sono mobilitati 100 “lead authors” e 25 “contributing authors”. E’ stato rivisto dal oltre 200, fra “esperti” e rappresentanti di governi. Il processo di revisione fu coordinato da 19 Review Editors. Molte le sessioni plenarie di esperti tenutesi in Canada (18-22 Nov 2002); Oslo (luglio 2003); Australia (dicembre 2003), Brasile (agosto 2004), Spagna (aprile 2005). La sessione finale si è tenuta a Montreal, dal 22 al 24 settembre 2005. Inoltre: “In addition, many individual meetings, teleconferences and interactions with governments have contributed to the successful completion of this report.”

    Quindi questa eco-burocrazia trae la sua ragione d’essere proprio dal “global warming”. Da ciò discendono finanziamenti, viaggi, pubblicazioni, tavole rotonde, seminari, cattedre. Cioè soldi, status, notorietà, il giro dei salotti buoni.

    Tratto da: http://ecobufale.myblog.it

    Last Updated ( Wednesday, 04 March 2009 12:57 )

  24. Paolo Marani scrive:

    Beato lei che si bea della sua ignoranza.

    Nemmeno sa che in Spagna la rete elettrica riesce a reggere per brevi periodi fin oltre il 40% da sole fonti rinnovabili (praticamente solo eolico, perchè il numero di impianti FV è ancora troppo esiguo per essere apprezzabile).

    La favolina da piero angela dei poveri secondo cui le rinnovabili non funzionano perchè il vento e il sole sono intermittenti, meritano risposte adeguate (che sono tra l’altro ovvie). Le fonti rinnovabili se ben distribuite sul territorio (come indica il lavoro di Domenico Coiante, ricercatore serio), compensano statisticamente la loro intermittenza. Il solare insegue la traettoria dei consumi (che è più alta di giorno che di notte) mentre l’eolico distribuito minimizza l’impiego di strumenti di accumulo, purchè la finalità della rete di distribuzione sia progettata per questo scopo.

    Il GSE afferma che la rete attuale non può assorbire più del 15-20% di fonti rinnovabili intermittenti… soprattutto perchè è obsoleta, va rinnovata uscendo dalla logica dei diruttori collegati ad albero (che assecondano pochi impianti di grandi dimensioni) per passare a “isole” autosufficienti con scambio dinamico del surplus. Cosa possibile, come dimostrato in qualche impianto sperimentale in germania, anche se ovviamente molto più costoso.

    Ma fra questo e il black-out o il razionamento, io preferisco questo.

    Quanto al nucleare, anche i tonti sanno che l’energia che compriamo dalla francia (oltre il 13% del nostro fabbisogno) l’acquistiamo di notte, dove viene SVENDUTA a basso prezzo (ebbene si, gli impianti nucleari non li puoi fermare la sera e fare ripartire la mattina) e servono quasi esclusivamente per POMPAGGIO nei bacini idroelettrici, con perdita attorno al 20%, per utilizzare l’energia potenziale accumulata nelle ore diurne, quando può essere venduta a prezzi ben superiori.

    Credi davvero che i francesi ce lo lasceranno fare ? cioè essere indipendenti al punto di evitare le importazioni a loro tanto necessarie ? Ovvio che no, mica sono fessi, piuttosto ci regalano l’elettricità. I veri fessi invece sono quelli come lei, che credono a tutte le favolette lette in giro per la rete, senza interessarsi in prima persona dei dati.

    Non sono MAI stato comunista in vita mia, spero proprio che i comunisti non siano come lei, perchè in questo caso “mente annebbiata” sarebbe l’epiteto più opportuno che le calza a pennello.

    La smetta di fare compia/incolla con post chilometrici, e provi a inventarsi un contenuto un po più originale.

  25. Piero Iannelli scrive:

    Non c’è peggior sordo di chi non vuole ascoltare..

    “smetterebbe di votare per il nano con il duomo stampato in fronte.”

    Che tristezza la sua mente..l’arroganza, la descrive ampliamente.
    E da come scrive, sarà certamente un autodidatta.
    Comunque si curi, alla lunga il fegato ne risente.

    Il riscaldamento globale è una fesseria..

    E se non bastassero le recenti mail trovate, basta guardare i dati delle temperature medie per rendersene conto.

    Le rinnovabili intese come le intendete voi sono utopie irrealizzabili e con costi insostenibili su larga scala.. I numeri parlano chiaro e numerosi motivi per cui sono utopie sono ampliamente dimostrati.

    L’energia da rinnovabili, non è affidabile, perchè il solare di notte non funziona.. ( ..e già) e il vento non sempre soffia, ( e non sono io a dirlo) pertanto, comunque servirebbero impianti convenzionali.

    Almeno in questo specifico argomento posso dire che Margherita Hack dichiara le mie stesse considerazioni:”Acquistiamo energia nucleare da Francia e Slovenia e se dovesse verificarsi un incidente in una zona confinante con l’Italia saremmo i primi a subirne le conseguenze”

    A volte la soluzione di un problema è a portata di mano, nota a tutti è la polemica riguardo l’impatto ambientale delle gigantesche torri eoliche e peraltro nota è l’avversione, di molti per la scarsa ventosità, tipica della nostra penisola, che ne inficerebbe la convenienza economica.

    I costi per unità di energia prodotti sono enormemente superiori, al nucleare, e il problema delle scorie è una balla, pompata da associazioni ambientaliste per pura e mera propaganda, a scopi di lucro.

    Semplici ladronigi, nulla più.

    L’allarmismo a tutti i costi?

    LEGAMBIENTE ATTENTISSIMA!

    I motivi comprendeteli leggendo:
    Maurizio Bolognetti, segretario dei Radicali Lucani e coordinatore del Comitato Nazionale del Paesaggio in Lucania, si è preso la briga di pubblicare una lettera in cui il presidente regionale e consigliere nazionale di Legambiente, Gianfranco Di Leo, chiedeva all’amministratore delegato della Fri-el S.p.a. (industria che realizza centrali eoliche) 5 7 . 0 0 0 e u r o! (più Iva OVVIAMENTE)
    «per la promozione, gestione e realizzazione sia del Piano di comunicazione integrata che delle attività di accompagnamento e facilitazione delle iniziative imprenditoriali sul territorio».

    E CHE TUTTI SAPPIANO ALLORA IL “VOSTRO IMPEGNO” PER IL PIANO DI COMUNICAZIONE INTEGRATA! SIETE CONTENTI? Chissà quante adesioni e offerte riceverete anche per merito mio, che DIFFONDO quanto semplicemente leggo!

    Ricordo una memorabile citazione della stessa Maraini che su Paese sera, il 7 maggio 1969, scriveva: “Gli INTELLETTUALI, guarda caso sempre di SINISTRA, sono gli unici, assieme ai POLITICI guarda caso sempre di sinistra, che dicono la verità”.

    SENECA avrebbe da dire: “imago animi est sermo”
    Il parlare rispecchia l’animo di chi parla!
    Ora OVVIAMENTE la MARAINI non avrebbe detto SINISTRA!
    NO DI CERTO! ORA SAREBBE FUORI MODA?

    AVREBBE DETTO “DEMOCRATICI”, ESCLUDENDO “DI sinistra”!

    Perdonate ma immaginavo ci si potesse fare due chiacchiere, ma vedo che è impossibile.

    Il “comunismo” annebbia l’intelletto.

    La Maraini aveva ragione..

  26. Paolo Marani scrive:

    @Cougar; dici innegabili ed ovvie verità. Il signor Piero Iannelli (che da come scrive sembra un esperto di copia/incolla con la licenza media al massimo) eviterà semplicemente di leggere quanto hai scritto. Ed è giusto che sia così, potrebbe sentirsene turbato e rivedere le sue misere convinzioni. Infine smetterebbe di votare per il nano con il duomo stampato in fronte. Cosa per lui inaccettabile, poichè l’unica maniera per essere felici è sacrificare il proprio cervello in nome dell’idolo che indica la via. Peccato che sia una via sbagliata, riuscirei a smontare il signor Iannelli in 15 minuti netti, se ne avessi la possibilità.

  27. Cougar84 scrive:

    @Piero Iannelli: Per colpa del clima o no, prima o poi dovremmo sostituire queste risorse che ogni giorno usiamo per produrre energia.
    Per 2 motivi, primo perché finiranno presto, secondo perché i prezzi saliranno progressivamente fino a diventare insostenibili.
    E’ bastato vedere cos’è successo appena prima della crisi quando il prezzo della benzina è salito alle stelle. I pescatori non facevano più andare le barche, i servizi logistici rincaravano i prezzi e a catena tutti i prezzi salivano.
    Tieni conto che con il petrolio non solo ci scaldi casa o ci fai andare un auto, ma ci fai la plastica e una marea di polimeri.
    Ora guardati attorno e cerca qualcosa attorno a te che non abbia la plastica o comunque polimeri particolari … non ne troverai.
    Prova ad immaginarne le conseguenze.

    Ora … dobbiamo aspettare che ci arrivi la mazzata oppure è meglio prepararci adesso in modo da saltare l’ostacolo senza problemi?

    Non è meglio investire ORA nelle rinnovabili o comunque nella ricerca sulle rinnovabili piuttosto che procrastinare un problema che potrebbe far percepire la crisi attuale come una sciocchezuola?

    Tieni conto le possibili conseguenze di avviare un investimento sensato ( come dice Caruso ) sulle tecnologie rinnovabili fornirebbe posti di lavoro ( non ci sputeri sopra oggi come oggi ) se ci va bene anche un primato tecnologico ( così magari al posto che comprare i pannelli in cina li comprano in Italia ), riduzione dei costi di produzione. E piano piano che queste tecnologie entreranno in circolo saremo sempre meno dipendenti dal petrolio/carbone/uranio.

    E’ vero le centrali nuclerari non “inquinano” se non per l’enorme problema delle scorie, ma non risolvono comunque il problema, serve solo a rinviarlo in avanti di qualche anno.

    Questa si chiama riforma energetica …

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