Un inevitabile imbarazzo.

Può darsi che, come dicono i difensori dell’avvocato inglese David Mills, la sentenza della Corte di Appello che ne ha confermato la condanna di primo grado “metta a dura prova la fiducia nello stato di diritto” o, come ha detto poi Ghedini, già pensando al suo cliente, l’altro “coimputato di pietra”, Berlusconi, “a Milano non si possono celebrare processi equilibrati quando c’è di mezzo il presidente del Consiglio”; può darsi. Ma non si può negare che a questo punto l’imbarazzo per questa vicenda stia diventando insopportabile.
Accresciuto poi dalle indiscrezioni che parlano dello studio di una possibile norma che accorci ancora di più i termini di prescrizione per i reati indultabili (compreso quindi quello commesso da Berlusconi e Mills), così da far cadere ogni eventualità che il procedimento a carico del Cavaliere arrivi a un qualsiasi termine.

Onestamente, non se ne può più.
La situazione è grottesca.
Sappiamo bene come l’Italia si sia dimostrata un Paese anormale, qualunque fosse la faccia della medaglia si volesse guardare, ma a certi paradossi era meglio non arrivare.
Da una parte il tentativo di Berlusconi di difendersi ad ogni costo dalle presunte persecuzioni giudiziarie della magistratura milanese; dall’altra ogni sorta di escamotage per appendere il Cavaliere a delle responsabilità penali: il risultato è stato una sconfitta per tutti, per tutto il sistema in cui dovremmo credere e a cui dovremmo affidarci.
Giustizia politicizzata; politici irresponsabili.
Una caccia tra gatto e topo che non poteva finire peggio: l’autodistruzione!

Oggi abbiamo un personaggio, il leguleio britannico, che secondo due tribunali dovrebbe finire in ceppi per 4 anni e sei mesi.
Il reato contestatogli è quello di truffa in atti giudiziari.
Ha mentito e lo ha fatto non per salvare sè stesso, ma per mettere a riparo Berlusconi da altri guai giudiziari.
Perciò è stato corrotto.
E là dove c’è un corrotto non può che esserci anche il corruttore.
Il nostro sistema penale, però, impone che si possano condannare i responsabili di un reato dopo un regolare processo in cui siano state accertate le singole responsabilità: questo è quel che sta accadendo a Mills, ma che ancora non è stato per Berlusconi, protetto fino a pochi giorni fa dallo Scudo Alfano.

Di qui il paradosso: Mills possiamo dire sia stato corrotto (pur dovendo attendendere il verdetto di Cassazione per esserne certissimi), ma non possiamo parlare di Berlusconi come del corruttore, perchè per il Cav il processo non è ancora manco cominciato.
E dovendolo affrontare di fronte ad una Corte diversa, con un team di difensori diverso e soprattutto accusatori diversi, tutto è possibile.
Perfino, per assurdo, che Mills sia stato condannato mentre Berlusconi possa venire assolto.

A pensarci, mi viene in mente il proverbiale versetto biblico: “muoia Sansone con tutti i filistei”.
Della serie: compromessa non è solo la credibilità della Politica (già ampiamente affondata in tempi non sospetti), ma anche quella della Giustizia, troppo spesso affidata a personaggi più simili a giustizieri o moralisti o militanti di partito che magistrati alla ricerca della Verità.

Sebbene i motivi per sospettare della bontà di certe sentenze non siano pochi, non resta che assistere a questo scempio.
Anche se una soluzione ci sarebbe e sarebbe quella delle dimissioni immediate di Berlusconi.
Ma forse è chiedere troppo: l’anomalia in questo Paese non riguarda solo lui.

E allora non si può far altro che sperare che il Cavaliere abbia la dignità di difendersi davanti al Popolo tutto e non solo quello in nostra rappresentanza nei tribunali, ma senza ricorrere ad altre furberie.

L’imbarazzo, a questo giro, è troppo e non può essere messo a tacere sventolando ancora una volta una prescrizione come fosse un’assoluzione senza incertezze!

Comments
131 Responses to “Un inevitabile imbarazzo.”
  1. Nick scrive:

    Si. Ma chi ci andava a prendere i soldi?
    Greganti e Citaristi?
    O sbaglio?

  2. lm scrive:

    aaaah, Nick,

    Citaristi e Stefanini erano i due tesorieri di partito, Greganti era sostanzialmente roba da collegamento tra coop e partito.

    risulta che Stefanini partecipava personalmente al jackpot. lo hanno detto anche Soave e quell’altro.

  3. Nick scrive:

    Mi sembra sbagliato il tuo argomento:

    1) Citaristi prende il 40% per conto della DC.
    2) Greganti prende il 20% per conto del PCI

    Entrambi sono colpevoli (di finanziamento illecito al partito), sono state trovate le prove e sono stati condannati.

    Stefanini o non era colpevole o non c’erano le prove per dimostrarlo.
    Nel frattempo è morto.

  4. lm scrive:

    …ed adesso, ritorniamo a lavorare, questa è stata la pausa blog.

    sennò sembra che mi alzi tardi, ma così non è, ahha!

  5. lm scrive:

    Nick,

    non ti devi fidare di quello che dico io: studiati bene l’argomento del falso in bilancio eppoi, alla prima occasione che emerge nel blog approfondiamo.

    il mio punto si Stefanini è questo: se Citaristi prende il 40% del jackpot del finanziamento illecito e corruzione e Stefanini ne prende il 20%, come è possibile per questi cazzi del pool, passami il solito francesismo, di non usare il bilancino? evidentemente c’è un approccio diverso. Stefanini sarà stato pulito come Citaristi, non è quello che metto ora in discussione, ma la quota per il partito l’ha ritirata, non ci sono i minimi dubbi.

    la politica, come si ripete oggi, non dovrebbe permetterlo. I giudici non possono stravolgere l’ordine costituito con i loro teoremi e con la libertà insindacata di scegliere quale indagine fare.

    good, ed adesso andiamo a lavorare.

  6. Nick scrive:

    @lm

    OK su Greganti hai ragione. Questa condanna mi era sfuggita.
    Tuttavia: che c’entra Stefanini col caso Quagliotti-Greganti?
    Greganti è stato riconosciuto colpevole ed è stato condannato.
    Come Citaristi.
    Mentre su Stefanini non sono state trovate delle prove. E allora perchè dovevano arrestarlo?
    Quanto a D’Alema, mi pare sia stato prescritto e con ciò non voglio certo dire sia innocente. Intendevo dire che i magistrati non hanno potuto fare a meno di applicare la legge.
    Mi scuso se nel precedente post a proposito del falso in bilancio ho detto qualche inesattezza. Su questo devo ammettere di non essere informato e pertanto mi fido di quello che dici tu.
    Il punto che mi premeva sottolineare è che non penso che nel PCI le persone (come in altri partiti) che l’hanno fatta franca siano tutte innocenti.
    Il punto è vedere se la colpa di ciò sia da imputare ai giudici o a alla politica.
    Tutto qui.

    PS
    Su spinta della Parenti Stefanini è stato indagato fino al giorno in cui è morto di infarto.
    Poi l’inchiesta è stata archiviata non per “morte del reo” (non c’erano prove) ma per insussistenza di prove.

  7. lm scrive:

    Nick,

    per Greganti: http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1997/05/17/greganti-quagliotti-condanna-confermata.html

    per le altre cose…evvabbè

    PS. la modifica – e non la depenalizzazione – del falso in bilancio è stato un atto di civiltà giuridica: parlane con un avvocato equilibrato e comunque riguardati tutti i post del pensatore sull’argomento: ne abbiamo parlato a non finire.

  8. Nick scrive:

    “guardati l’archivio di Repubblica”

    http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2002/03/07/greganti-condanna-confermata-deve-scontare-due-anni.html

    http://archiviostorico.corriere.it/1995/gennaio/04/Archiviato_caso_Eumit_Esce_scena_co_0_9501043351.shtml

    “Ma non senti che c’è una grossa presa per i fondelli?”

    No. Riguardo a Stefanini, se non sono state trovate prove è possibile che le prove non ci siano, non credi?
    E in mancanza di altri elementi assumo una posizione garantista e accetto la sua innocenza.
    Con questo non voglio certo difendere D’Alema, Occhetto, Greganti o altri.
    D’Alema è un pessimo politico che non stimo per niente.
    Tuttavia secondo me è possibile che se si è salvato da delle accuse (quali?) è proprio grazie alle leggi sulla giustizia che la classe politica (e quindi anche Berlusconi) ha fatto per proteggere ognuno i suoi casini giudiziari.

    Chi l’ha depenalizzato il falso in bilancio?

    “evviva i giudici”

    Chi l’ha detto? Ci sono pessimi politici e pessimi giudici. Specialmente quelli che si fanno corrompere facilmente…

  9. lm scrive:

    Nick,

    non ho tempo per cercare le sentenze.

    Greganti è stato condannato anche per finanziamento illecito (guardati l’archivio di Repubblica)

    Stefanini: sarà stato scagionato perchè D’Ambrosio non ha trovato le prove che il tesoriere del PCI-PDS ricevesse finanziamenti illeciti: Ma non senti che c’è una grossa presa per i fondelli?

    Biondi ed altri: in questo paese succede di tutto. E non si capisce: nell’89 e nel ’91 passano due amnistie che ripuliscono il PCI e con Tangentopoli i giudici del pool di Milano si scaraventano addosso a DC e PSI.

    evviva i giudici…la classe eletta.

  10. Nick scrive:

    Ecco finalmente un punto su cui possiamo discutere..

    Da quello che so io Greganti è stato condannato per corruzione non per finanziamento illecito al partito.

    Attenzione: non sto dicendo la corruzione sia più grave del finanzimento illecito o viceversa.

    Il finanziamento illecito comunque va punito al pari della corruzione secondo le leggi vigenti. O no?
    Per questo Citaristi è stato condannato

    Quanto a Stefanini non mi hai risposto..
    E’ stato trovato niente su di lui?
    Ci sono state irregolarità del pool che sono provate?

    Ti invito a leggerti la relazione del ministro Biondi (di Forza Italia) dove elogia il lavoro del pool e dice che l’atteggiamento della Parenti anzi ha danneggiato le indagini.
    Anche lui faceva parte del complotto?
    Assieme a Berlusconi che elogiava Di Pietro?

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