Paradossi giudiziari. Così la magistratura può arrivare dove politica e movimenti non sono riusciti.

E fu così che la magistratura potè (o potrà) dove gli altri fallirono.

Come un fulmine a ciel sereno, il tribunale civile di Milano ha presentato al gruppo Fininvest un conto salatissimo a risarcimento della vicenda del Lodo Mondadori: 750 milioni di euro che dalla cassaforte di Berlusconi dovranno passare a rimpinguare quella del suo eterno nemico De Benedetti.

In poche parole: un tracollo finanziario che intaccherebbe importanti fette del patrimonio societario e personale del Premier.
I pignoramenti, infatti, potrebbero riguardare i gruppi Mediolanum, Mediaset, Mondadori e perfino il Milan. Società, a parte quest’ultima, quotate in borsa.
Che tradotto, significherà ritrovarsi con uno dei più importanti gruppi editoriali del Paese col culo per terra assieme ai risparmiatori che negli anni vi hanno investito e dipendenti a rischio licenziamento.

Il tutto a vantaggio del diretto concorrente: il proprietario del gruppo Espresso-Repubblica.

Ebbene, pur volendo mantenere un certo distacco sulla vicenda, è impossibile non farsi cogliere dal sospetto che le coincidenze politiche e le incongruenze processuali non siano del tutto prive di malizia.
E c’è infatti chi sta già gridando al golpe, pensando addirittura di mobilitare le piazze per rispondere ad un simile attacco da parte della magistratura.

Personalmente, però, non credo sia la soluzione migliore e anzi la trovo assolutamente deprecabile. A tal punto che ad un’ipotetica manifestazione non potrebbero mai e poi mai contare sulla mia presenza: non ci tengo proprio a fare da scudo umano e politico in situazioni come questa!

Questo però non impedisce di fare alcune valutazioni oggettive sulla vicenda.
In primo luogo sulla sentenza civile di condanna al risarcimento.
Un risarcimento impressionante (il più alto nella Storia d’Italia) e fondato letteralmente su un vero e proprio paradosso giudiziario.

Senza potersi addentrare troppo nel merito basti pensare che ancora una volta la magistratura ha giudicato fondandosi su di un principio di creazione giurisprudenziale, quindi non presente nel codice.
Il tribunale di Milano, infatti, ha condannato Fininvest al risarcimento di 750 milioni di euro come ristoro per la “perdita di chance” subita dal gruppo di De Benedetti.
Perdita di chance che però non va confusa con la formula del mancato guadagno o del lucro cessante, perchè il giudice civile ha inteso condannare il Biscione per non aver concesso alla Cir un giudizio imparziale.

In pratica, per esser più chiari, non ha detto che la sentenza che aveva portato la Mondadori a Berlusconi fosse ingiusta (*), ma semplicemente che quel giudizio non era stato sereno (per intervenuta corruzione).
Paradossalmente, perciò, Fininvest si vede costretta a risarcire De Benedetti anche nell’ipotesi che i termini della contesa giudiziaria sul Lodo Mondadori diano comunque ragione al Cavaliere e al suo gruppo.

Tant’è che anche nei procedimenti penali che hanno visto soccombere l’avvocato Cesare Previti e i giudici Pacifico e Metta, fu accertato il reato di corruzione, ma non fu esaminata nel merito la sentenza che aveva dato ragione a Berlusconi per l’acquisizione delle quote di maggioranza della Mondadori.

Ed ecco che con questo incastro di fatti il quadro appare delinearsi con maggiore chiarezza: c’è la clamorosa possibilità che là dove la politica e la piazza non hanno riuscito sia arrivata la magistratura.

Fine del Cavaliere, del suo impero e di conseguenza del suo “conflitto d’interessi”?
Qualcuno si preoccuperà della posizione dominante del nuovo super gruppo editoriale (quello facente capo a De Benedetti) che si ritroverà così senza concorrenti all’altezza?

Chi vivrà vedrà…
Alle prossime puntate!

[Note (*): in realtà, come mi ha fatto notare Nick con uno dei suoi commenti, in cui ha riportato il pdf della sentenza, il tribunale di Milano ha preso in considerazione la decisione della Corte d’Appello che aveva ribaltato il lodo tra De Benedetti e i Formenton, giudicandolo parzialmente ingiusto.
Tuttavia, le tesi addotte a sostegno di questa sentenza appaiono comunque quantomeno opinabili.
Se non altro per le continue “invasioni di campo” e reinterpretazioni rispetto alle conclusioni tratte dal giudice penale.
Senza contare poi, che la sentenza della Corte d’Appello sul Lodo Mondadori non fu mai impugnata dal gruppo De Benedetti e dovrebbe quindi ritenersi tutt’ora valida perchè passata in giudicato.
Come sottolineato, le incongruenze sono molteplici.
Questo però non è un tribunale in cui si vuol mettere alla sbarra un giudice, perciò…come già detto: staremo a vedere…]

Comments
106 Responses to “Paradossi giudiziari. Così la magistratura può arrivare dove politica e movimenti non sono riusciti.”
  1. Luigi scrive:

    Non ci credo!
    JEAN LAFITTE!
    Ora si’ che si anima il dibattito!

  2. Jean Lafitte scrive:

    non c’è nessuna invenzione della Corte di Cassazione a danno del nano.

    è un principio, un criterio che esiste da almeno un decennio e in altri ordinamenti anche prima.

    d’altronde se caruso fosse stato chessò un bravo tennista a livello giovanile, facciamo il numero uno in italia e poi a seguito di un incidente perde la piena funzionalità del braccio, credo che un risarcimento per il mancato guadagno per una probabile carriera da professionista lo avrebbe voluto. o no?

  3. Nick scrive:

    Riguardo alla obiezione del dott. Forte riporto quello che dice la sentenza a questo riguardo (la collegialità della decisione):

    Pag. 82

    “Non vale a questo proposito invocare che la sentenza medesima fu frutto della decisione collegiale di 3 giudici e che, quindi, essendo gli altri due pacificamente in buona fede, non può parlarsi di sentenza ingiusta o comunque di decisione frutto della corruzione del giudice Metta.
    Appartiene infatti al notorio presso gli operatori di diritto che, nelle cause collegiali, il giudice che conosce bene gli atti e ha studiato e approfondito i problemi di fatto e giuridici inerenti la fattispecie in esame è in una posizione il resto del collegio e soprattutto da potere orientare la discussione in camera di consiglio verso le questioni e gli argomenti che egli intende focalizzare.”

    La discussione delle motivazioni continua nelle pagine successive e alla fine il giudice conclude così

    Pag 84

    “sulla base della soglia probatoria operante nel giudizio civile può dirsi che è assai probabile che Metta, il quale era magistrato assai preparato in diritto, abbia concretemante condizionato la discussione nel senso ritenuto da lui più utile. Tanto basta per ritenere provato, ai fini risarcitori che qui interessano, non solo che la sentenza n.259 / 191 è ingiusta, ma che detta ingiustizia fu frutto della corruzione del giudice Metta”

    Questo per quanto riguarda la prima parte dell’articolo di Forte: il giudizio dell’intero collegio (quindi non solo di Metta) secondo il giudice è stato viziato dall’atto corruttivo e pertanto le argomentazioni di Forte, sempre secondo il giudice, non valgono.

    Hanno valenza secondo te queste affermazioni? Se non altro esprimono un punto di vista differente e ho ritenuto opportuno evidenziarle.

    Per quanto riguarda la seconda parte dell’articolo non so pronunciarmi in quanto di economia ne capisco addirittura meno che di giurisprudenza.
    Tuttavia da ignorante faccio una domanda: perchè Mediaset non ha fatto una perizia?

    Quanto a Berlusconi, per quanto riguarda le attenuanti generiche:

    “Trattasi di pronuncia che ovviamente preclude l’assoggettamento del Berlusconi medesimo a giudizio di responsabilità penale ed a sanzione penale per il fatto, per cui è causa, ma, trattandosi di sentenza non emessa a seguito di giudizio di merito, ma solo a seguito di applicazione di causa estintiva del reato, essa non preclude in alcun modo che, nella presente sede, venga ritenuto ‘incidenter tantum’ che il Berlusconi ha commesso il fatto de qua, ai soli fini civilistici e risarcitori, di cui qui si discute”

    Inoltre scrive Marco Travaglio sul Fatto

    “Chi si meraviglia, o addirittura si indigna, per le parole del giudice civile, non conosce quelle ben più pesanti usate da quelli penali, e in una sentenza ormai irrevocabile. Se il verdetto dell’altro giorno ha come unica novità il mega-risarcimento (peraltro ampiamente prevedibile, viste le dimensioni e il valore del corpo del reato), quello della Corte d’appello di Milano nel 2006, poi confermato dalla Cassazione nel 2007, spiegava esplicitamente come Silvio Berlusconi non solo sapesse, ma fosse il mandante, il finanziatore e l’utilizzatore finale della corruzione del giudice Vittorio Metta da parte dei tre avvocati Fininvest, Cesare Previti, Giovanni Acampora e Attilio Pacifico. Lì i giudici definiscono Berlusconi “privato corruttore” e aggiungono che “la retribuzione del giudice corrotto è fatta nell’interesse e su incarico del corruttore”: cioè del nostro premier. Che rimase impunito solo per il combinato disposto di tre fatti tecnici: corruzione semplice e non giudiziaria, attenuanti generiche e prescrizione. Quest’ultima fu negata ad avvocati corruttori e giudice corrotto per vari motivi: “l’enorme gravità del reato… e del danno arrecato non solo alla giustizia, ma all’intera comunità, minando i principi posti alla base della convivenza civile secondo i quali la giurisdizione è valore a presidio e a tutela di tutti i cittadini con conseguente ulteriore profilo di gravità per l’enorme nocumento cagionato alla controparte nella causa civile e per le ricadute nel sistema editoriale italiano, trattandosi di controversia (la cosiddetta guerra di Segrate) finalizzata al controllo dei mezzi di informazione;la spiccata intensità del dolo; i motivi a delinquere determinati solo dal fine di lucro e, più esattamente, dal fine di raggiungere una ricchezza mai ritenuta sufficiente; i comportamenti processuali tenuti (con continue e spudorate “menzogne”, ndr); il precedente pena-le specifico (Imi-Sir, ndr)”.

    E’ questo il punto che mi preme evidenziare e che riguarda la presunta “invasione di campo” del giudice.

    Anche se è stato prescritto ai fini civilistici Berlusconi è colpevole?

  4. Nick scrive:

    La condanna di Previti e Metta non avrebbe prodotto nessun riflesso sul piano civile?

    Sul piano civile quella sentenza ha accertato

    -che Metta è stato corrotto materialmente da Previti
    -che Metta è stato corrotto con il concorso di Berlusconi, il quale era il “mandante” dell’intera operazione.

    Non si poteva, a mio avviso non tenere conto di entrambi questi due fatti.

    Tutto questo è vero anche se Berlusconi è stato assolto per prescrizione.
    La sentenza dice infatti che Berlusconi ha commesso il fatto, ma non è punibile penalmente. Le conseguenze sul piano civile comunque restano.

    Quanto all’entità del risarcimento su questo sono del tutto impreparato e non so dire se la percentuale dell’80% sia appropriata o no. Nè se sia appropriata la valutazione “di partenza” (quella di circa 900 milioni).
    Tuttavia ciò riguarda aspetti puramente tecnici e non la sostanza del discorso.

  5. Grigio scrive:

    Il gruppo Fininvest vale sui 6 miliardi di euro, sembra proporzionale il pagamento di 750 milioni di euro ove ci sia la prova che le l’impero Fininvest per corruzione non sarebbe mai potuto crearsi.

    Poi se Fininvest dovesse mai vendere per risarcire De Benedetti, venderebbe a altri imprenditori che farebbero affari, e lo stesso De Benedetti farebbe affari… insomma, i posti di lavoro dipendono dal mercato e basta!

    Cosa ve ne fotte per chi lavorano i dipendenti Fininvest e per quale padrone alcuni di loro andrebbero a lavorare?

    Bho!

  6. heinz scrive:

    @Giovanni

    ” …Licio Gelli hai fallito su tutte le linee. Il piano di rinascita democratica aveva l’obbiettivo di impedire che i comunisti si impossessassero della Rai, dei sindacati e della magistratura ed è stato un insuccesso su tutti i campi. Forse non aveva bene calcolato quanto il comunismo sia il peggiore e il più potente dei fascismi e non c’è massone che tenga… ”

    Comunisti dove? Tira fuori le nomine Rai e i nomi di chi (e di che partito) le ha proposte. Hai una minima idea dei governi che ci sono stati da 60 anni ad oggi? Hai una minima idea di quanto ridotto fosse il movimento comunista in Italia? Certo che no, sempre ad ascoltare le stesse stronzate su un partito che non ha mai avuto più di un terzo dei voti alle elezioni.

  7. Grigio scrive:

    “Forse non aveva bene calcolato quanto il comunismo sia il peggiore e il più potente dei fascismi e non c’è massone che tenga”

    @Giovanni

    Anche Marco Caruso ha abbandonato da tempo tali specchi stridenti!

  8. heinz scrive:

    @Giovanni

    “… Intanto il Corriere glielo hanno tolto e per 26 anni in questo modo è diventato un organo in pratica dei poteri forti legati mani e piedi alla sinistra, mentre prima un minimo di indipenza l’aveva… ”

    Stai scherzando, non puoi davvero dire sul serio. Il primo azionista di Rcs è Mediobanca, capito? Hai mai letto una pagina del Corriere? Hai mai letto un pezzo di Ostellino, Panebianco, Galli della Loggia? Dov’è la sinistra? Ma ovviamente l’avrai sentito dire da un qualche Capezzone o direttamente dal miglior Apprendista Muratore che la P2 abbia mai avuto in 150 anni e avrai subaffittato la tua dignità e il tuo cervello a loro. (infatti indipenza ma che cazzo è indipenza)

  9. Luigi scrive:

    @Nick
    il commento che tu dicevi non e’ registrato. Pare abbia bannato anche te. Il tuo amico Psilo. Quello che (dio ce ne scampi) vorresti fare arrivare qui con i suoi argomenti alati e sublimi (Luigi, sei al soldo delle mafie).
    COmunque non tirero’ in ballo TS e la M qui, tranquillo, non perche’ il pensatore non sarebbe interessato (la nostra discussione verteva su come ne aveva parlato Travaglio. Per te correttamente, per me mistificando in mmodo disgustoso, e il Caruso ha un’intera sezione chiamata l’Antitravaglio…) ma perche’ vedo che non sei piu’ interessato, e che saremmo terribilmente OT.
    E qui finisco di parlare dei fatti nostri. Scusate tutti.
    Luigi

  10. Marco Caruso scrive:

    @ nick: beh…proprio zero no. Una perdita di chance c’è stata…certo è che non può essere pari all’80%. Come spiega il professor Forte, si aggirerebbe tra il 25 e il 50%, laddove però è molto più probabile il 25 del 50%.

    dico questo perchè in sede civile, la sentenza sul lodo non è mai stata impugnata e allora per tutti vale la sentenza penale arrivata da Milano, che però non riguarda la sentenza ma la corruzione di un giudice del collegio.
    da lì, il passaggio al tribunale civile per stabilire il danno inflitto in termini di perdita di chance…

    della serie: condannando Previti e Metta si è accertata una condotta illecita che però paradossalmente non ha prodotto riflessi sul piano civile di quella sentenza.

    ecco perchè credo e dico che il giudice civile di Milano si è assunto competenze non sue…

  11. Nick scrive:

    @Luigi
    In effetti l’ho letto quel messaggio, ma visto che non sono registrato non ho potuto replicare. Non sono stato io a scriverlo ma qualcuno (non so chi perchè è anonimo) che evidentememente come ti dici ha voluto troncare la nostra discussione.
    Comunque ci risentiamo qui, OK?
    L’importante è che non si parli di Telekom Serbia, di commissione Mitrokhin
    ecc… altrimenti anche Marco ci banna prima o poi o consente l’accesso solo agli utenti registrati🙂

    Anch’io comunque non so un’acca di giurisprudenza, solo che, come ben sai, mi piace leggere le sentenze.

    @Marco
    In che senso dici che il giudice doveva attenersi al processo penale?
    Se prendiamo per buona la sentenza del processo penale il danno da “perdita di chance” dovrebbe essere pari a zero euro🙂

  12. Der Suchende scrive:

    che schifo che mi fai, maledeto omuncolo.

  13. Luigi scrive:

    Rirpondo anche sul lodo in modo da rimanere IT
    @ Nick
    io veramente mi ero basato su quello che dicevi tu, ricordi? Anch’io ho ipotizzato che potessero scrivere solo i registrati ma tu mi hai smentito dicendo “io scirvo anche se non sono registrato”. Com’e’ allora la storia? Boh, e non mi interessa saperla. Psilo ha tutto il diritto di bannarmi, ci mancherebbe, sono a casa sua. Solo che non l’ha mai dichiarato. Ha mai detto da qualche parte che potevano scrivere solo gli iscritti? Non mi risuta, anzi. Ma la cosa ha per me importanza zero. Se vuoi rimanere “amico” di un elemento del genere, fai pure.
    Ho una mia teoria sul perche’ ha voluto troncare, ma ho altro a cui pensare nella mia vita.
    E ora scendo a bomba sul lodo:
    non me ne intendo, non so un’acca di giurisprudenza, come ben sai, e quindi non sono capace di esprimermi😉
    Buona giornata!
    Luigi

  14. Giovanni scrive:

    Ha ragione, LEI è un fesso.

  15. Giovanni scrive:

    Hai ragione, LEI è un fesso.

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