Le ambiguità di Napolitano e il becerume di Di Pietro.

Vado subito al sodo: sono decisamente incuriosito dall’atteggiamento di Napolitano.
Oggi si dice quasi obbligato a firmare il decreto anticrisi contenente il tanto osteggiato scudo fiscale, mentre quando si trattava di mantenere in vita Eluana Englaro non ci pensò molto su e rispedì al mittente, cioè il governo, il decreto appena licenziato dall’esecutivo.

Le motivazioni di questa scelta, soprattutto, rendono le sue giustificazioni paradossali, perchè se della responsabilità politica di un atto legislativo è oggi addossata tutta al Parlamento, ieri, quando era in corso una battaglia sul caso Englaro, il ragionamento non fu altrettanto lineare.
Eppure la Costituzione dovrebbe essere la stessa di qualche mese fa.

Ma allora: che cosa è cambiato?
Ieri il Presidente Napolitano non voleva essere definito un semplice “passa-carte”, ma in queste ore e con le sue dichiarazioni ha lasciato passare esattamente questa idea, rafforzandola addirittura con espliciti riferimenti alla Carta.

Le reazioni, tra chi da sempre ha osteggiato il provvedimento, non si sono fatte attendere, ovviamente.
La più dura, come era facile immaginare, è arrivata da Di Pietro, il quale non ha girato intorno al problema e ha tirato una stoccata al Presidente della Repubblica che mi ha fatto pensare ad un’altra sua sparata contro Napolitano.

“Il presidente della repubblica ha compiuto un atto di viltà e abdicazione. Dovrà assumersi anche lui la responsabilità di questa legge”.

Stavolta il messaggio è chiaro e soprattutto inequivocabile: caro Napolitano sei tale e quale a chi ha promosso questa legge.
Legge che però è stata ripetutamente definita di stampo mafioso, fatta da mafiosi per altri mafiosi e sostenuta da conniventi e fiancheggiatori (Barbato docet).
Al che il dubbio torna attuale: la volta scorsa Tonino, dal palco (o pulpito, se preferite) di piazza Navona, si riferì a Napolitano rimproverandogli un ostentato silenzio in merito alle proposte di riforma del codice di procedura penale avanzate dal governo Berlusconi, anch’esse ritenute di stampo mafioso, fatte da mafiosi per altri mafiosi e sostenute da conniventi e fiancheggiatori…
In molti ebbero da ridire in merito a simili affermazioni.
Certo, Di Pietro corresse subito il tiro, ma il sospetto che Di Pietro volesse parificare la posizione di Napolitano a quella dei nostro governanti rimase vivo.

Fino ad oggi, giorno in cui probabilmente quelle parole tornano d’attualità, perchè ne viene fatto risaltare il significato più sincero.

D’altronde è la logica a farci completare il puzzel: se Napolitano firma leggi considerate favorevoli alla mafia, allora il presidente Napolitano è un vile, reo non solo di restare in silenzio (silenzi mafiosi, disse all’epoca), ma addirittura di appoggiare provvedimenti tacciati di essere scandalosamente mafiosi.

Della serie: per Tonino anche Napolitano è finito nel libro nero di quelli che stanno regalando il Paese alla mafia…

Decismente un atteggiamento reazionario, che non produce nulla di buono e anzi, scalda fin troppo gli animi.
E questo la dice lunga su chi sia tra i responsabili di questo schifosissimo clima da guerra civile strisciante in Italia…

POST SCRIPTUM: pare che in piazza, a manifestare contro il regime berlusconiano, siano scese centomila persone (un rapido aggiornamento ora parla di 150mila…come per magia son spuntate 50mila persone…forse erano al bar a prendere un caffè…si, insomma, erano distratte come ieri si è distratto Furio Colombo al momento del voto sullo scudo fiscale).
FLOP?
Mi sa tanto di si…se si considera che gli altri 59,9 milioni di italiani hanno fatto orecchie da mercante al richiamo della Nuova Resistenza…

Comments
52 Responses to “Le ambiguità di Napolitano e il becerume di Di Pietro.”
  1. anonimo scrive:

    @secco : fare il calderone Giuliani, magari Vallanzasca … qual’cuna altro da mischiare per fare fumo o per dimostrare tutta la tua ignoranza?

    Ma non ti vergogni?

  2. sagra scrive:

    per Marco Caruso

    “…insomma: lascia perdere, anonimo…gli eroi c’è chi li rispetta e chi li usa senza rispettarli.
    io non pretendo di usare Falcone o Borsellino come spranghe da agitare in ogni discussione, ma li ricordo col dovuto rispetto.
    e tanto basta…”

    Stai capovolgendo allegramente a parole una situazione chiara nei fatti.

    Tanto per cominciare Falcone e Borsellino non hanno mai avuto stallieri mafiosi ad Arcore. Poi non hanno avuto cofondatori, sodali ed “amiconi condannati a 9 anni per mafia”.
    Chia “attaccava” Falcone e Borsellino lo faceva per sollecitare fattivamente un loro impegno più incisivo nei confronti di una politica che ormai aveva consolidato il patto con la Mafia, e che avrebbe finito per prevalere sullo Stato.

    Non confondere la normale dialettica di chi combatte dalla stessa parte della barricata con le “melliflue attestazioni di stima” di chi è indagato.

    E chi era indagato da Falcone e Borsellino gode dei favori elettorali della TUA parte.

    A ciascuno il suo.

    Sagra

  3. secco scrive:

    chi ha ucciso falcone e borsellino? ma se loro stessi non si sono mai fidati dei loro “colleghi”……..ma si, a sinistra fanno le manifestazioni a napoli per chiudere un centro di destra perchè è giusto (solo loro devono dire ciò che è giusto) e poi i “fan cazzisti di sinistra” fanno il centro sociale pieno di droga e delinquentelli che vengono comandati dai loro padroni di sinistra sennò gli tolgono il giochino…ipocriti falsi perbenisti, iniziate a togliere le vie e le aule intestate al delinquente giuliani!!!

  4. Marco Caruso scrive:

    @ anonimo: non ho assolutamente cambiato discorso…

    piuttosto sei tu che sei letteralmente andato off topic tirando in ballo Falcone…

    evidentemente abbiamo sensibilità diverse…il che non è grave se alla fine condividiamo l’ammirazione per la stessa persona e per quel che ha fatto.

  5. Anonimo scrive:

    Ok , cambia discorso come al solito.

    Quello che hai risposto tu rimane, quello che ho scritto io (spero) anche.

    Chi legge si puo’ fare la sua opinione.

  6. Marco Caruso scrive:

    vedo che hai letteralmente glissato su ciò che ho detto assumendo che il mio fosse solo un panegirico…

    bene…

    questa è l’offesa più grave che tu potessi fare alla memoria di Falcone e Borsellino.

    io la foto la lascio…e vorrei che non mi venissero fatte richieste assurde come le tue, dal momento che io non vengo a dirti cosa pensare o cosa dire o men che mai quali poster lasciare attaccati in cameretta…

    che poi…tutte ste cose, dette da uno che manco si firma hanno un sapore ancora più vigliacco!

  7. Anonimo scrive:

    I fatti sono da accertare e a fare un panegirico per portare il discorso altrove e’ un trucco che funziona con qualche vecchietta che forse riesci ad imbonire.

    Fino a prova contraria Falcone e’ stato ammazzato dalla mafia, questo tuo blog ha solo un argomento: difendere una persona che definisce i mafiosi “eroi”, che ha ospitato a casa sua mafiosi e che ha fondato un partito insieme ad altra persona condannata per mafia.

    Per favore togli quella foto che e’ davvero un offesa.

  8. Marco Caruso scrive:

    @ anonimo: gli insulti più gravi, fidati, arrivano proprio da chi finge di volerne difendere il ricordo.

    ti faccio solo due esempi: Falcone fu bersaglio di molti che oggi lo considerano un eroe. Lo abbandonarono e anzi, lo accusarono con tesi infamanti. I primi della fila, pensa un po’, furono Leoluca Orlando Cascio e l’Unità. Il verdetto fu senza appello: Falcone si era venduto al potere politico, ai socialisti. E secondo il numero due dell’IdV, addirittura Falcone avrebbe tenuto nel cassetto nomi e inchieste che invece andavano fatti.

    più o meno la stessa accusa che subdolamente ora viene rimproverata a Borsellino: protestando agitando le famose agendine rosse, consapevolmente o inconsapevolmente, si arriva a dire che Borsellino sapeva, ma non aveva mai parlato con nessuno di ciò che aveva scoperto.
    ed essendo quell’agendina rossa considerata dai più una sorta di “scatola nera” della prima repubblica, la cosa diventa ancora più grave.

    insomma: lascia perdere, anonimo…gli eroi c’è chi li rispetta e chi li usa senza rispettarli.
    io non pretendo di usare Falcone o Borsellino come spranghe da agitare in ogni discussione, ma li ricordo col dovuto rispetto.
    e tanto basta.

    chiediti piuttosto perchè c’è tanta gente che proprio non può fare a meno di nominarli in ogni discorso che fa…come se questo avvalorasse di per sè le loro tesi….

  9. Marco Caruso scrive:

    @ Paolo: di coraggio ne ho da vendere.

    la mia vita va ben al di là del blog e fortunatamente qui a firenze ho molte occasioni di confrontarmi con chi non la pensa come me e con tua grande sorpresa ti posso assicurare che l’atteggiamento spesso lo cambiano proprio i grandi accusatori, che messi davanti ad un ragionamento pacato e chiaro sono costretti a ripiegare rispetto alle loro posizioni iniziali…

  10. Anonimo scrive:

    Caruso, togli la foto di Giovanni Falcone da questo blog.Non continuare ad insultare la memoria di quell’uomo e l’intelligenza delle persone,

  11. Paolo Marani scrive:

    Basta di tartassare Caruso.

    Lo sanno tutti che Caruso è un cretino, però è proprio quello che vuole, essere polemico e dire castronerie solo per avere visibilità sul suo blog.

    E’ un troll di se stesso.

    Se le stesse cose le dicesse davanti alle persone, anziché scriverle sul blog, lui stesso si vergognerebbe di quello che dice e non avrebbe il coraggio di guardarti negli occhi. E’ un vile, e le persone vili tendono ad essere radicali anche di fronte all’evidenza.

    Per inciso, piazza del popolo era gremita, sicuramente potevano starci oltre 200.000 persone. Molte più di quelle che servono per fare un qualsiasi sondaggio, quindi le persone che condividono questo atteggiamento sulla libertà di stampa sono milioni e milioni, me incluso, che NON sono potuto andare alla manifestazione ma mi sento assolutamente solidale con essa.

  12. Jean Lafitte scrive:

    nick. io non gioisco per la morte dei nostri militari ma per le nostre sconfitte militari. sai quanti tedeschi sono morti sotto i bombardamenti alleati? eppure mi sembra che si sia festeggiato alla fine la vittoria della guerra. o no?

  13. Nick scrive:

    @Jean Lafitte

    OFF TOPIC
    Condivido la tua battaglia per una uscita dall’Afganisthan il più presto possibile.
    Ma mi potresti spiegare perchè dovremmo GIOIRE per la morte dei nostri militari?
    La mia posizione è che ogni guerra è sempre sbagliata se non è fatta per difesa.
    E che ogni morto è uguale a un altro. I morti italiani non sono meno importanti di quelli afgani e viceversa.
    Inoltre ogni morte rappresenta comunque una tragedia. Non pensi ai familiari di quelle vittime? e ai loro progetti e sogni interrotti? O sono diventati anch’essi un numero come gli innumerevoli afgani uccisi nei bombardamenti?

  14. Nick scrive:

    @Marco
    Dimenticavo. Qua vengono analizzati vari abusi del presidente della Repubblica:

    http://www.antimafiaduemila.com/content/view/18038/78/

    Che ne pensi?

  15. Nick scrive:

    @Marco
    Non è esatto
    La volta scorsa Di Pietro non si riferiva espressamente al presidente Napolitano. E’ stato fatto credere così da un montaggio fatto ad arte del suo discorso.
    Adesso si. Ma non lo chiama mafioso.
    Dice però che la legge che lui ha deciso di firmare può avvantaggiare la mafia.
    E questo è vero in quanto non essendoci alcun tipo di controllo in Italia da parte delle banche sulla provenienza di questi capitali, non è difficile immaginare che la criminalità organizzata se ne possa avvantaggiare…

    http://www.democrazialegalita.it/elio/elio_economia_mafia_scudo=29luglio2009.htm

    Da qui a sostenere che hanno connivenze mafiose quelli che sono favorevoli però c’è un abisso. Io stesso non sono favorevole a questa legge anche per questi motivi, ma non mi sogno di chiamare mafioso, o di dire che “protegge la mafia” chi invece la appoggia.

    Se Napolitano la legge la firma pur non condividendola (per questi o per altri motivi) la sua è un’azione “vile” come dice Di Pietro.
    E inoltre è responsabile dei suoi effetti.
    La dichiarazione di Di Pietro che riporti, quindi è del tutto appropriata.

  16. Jean Lafitte scrive:

    sentiamo l’altra cazzata. che avrebbe combinato di pietro?

  17. Marco Caruso scrive:

    di pietro mafioso? nooo…figuriamoci.

    ne combina di altri colori, ma mafioso non direi…non c’ha la faccia!

  18. Jean Lafitte scrive:

    meno male, guarda.

    stavolta ho capito male.

    ma da te ormai mi aspetto di tutto…

  19. Marco Caruso scrive:

    non ho mai nemmeno inteso dire una cosa del genere Lafitte.

    smettila di inventarti le cose…

  20. Jean Lafitte scrive:

    eh certo, figuriamoci. Il mafioso è Di Pietro, mica il nano di merda!

  21. Marco Caruso scrive:

    @ nick: infatti…neanch’io vedo incoerenze nel modo di comportarsi di Di Pietro: gli dava del mafioso ieri e glielo ha ribadito oggi…

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