Il Fatto si presenta: manette a forma di giornale.

Solo in Italia poteva succedere che in pieno regime berlusconiano, in questi tempi bui per la democrazia e la libertà d’informazione potessimo assistere alla nascita di un giornale ex novo.
Non un giornale qualunque, ma uno che definire ostile all’attuale governo e in particolare al suo capo è un eufemismo.

Ieri, infatti, ha visto la luce un nuovo quotidiano. Voluto e realizzato dal ticket Travaglio-Padellaro.
Si chiama “il Fatto” (in ricordo di Enzo Biagi e il suo programma tagliato dalla Rai del secondo governo Berlusconi) ed è già andato a ruba.

Prima di complimentarci coi due Robespierre venuti da l’Unità, però, dovremmo sorprenderci.

Capiterà addirittura di vederli in piazza il prossimo 3 ottobre a protestare contro il tiranno…

Se non è faccia tosta questa…

Premessa (doverosa) a parte, “il Fatto” si è presentato esattamente come in tanti se lo aspettavano: una specie di gazzetta delle procure, tra le cui pagine a farla da padroni dovevano essere atti giudiziari, stralci di intercettazioni, notifiche d’indagini in corso e quante più informazioni i magistrati militanti riuscivano a passare sottobanco alla redazione.
Nessuna disillusione: il primo numero ha rispettato le attese.
Appena aperto si poteva sentire il tintinnio di manette forte e chiaro!

Prima pagina col botto. E relative polemiche.
“Gianni Letta indagato da 10 mesi e nessuno ne parla”.
Porca vacca. Pronti via hanno messo nel mirino un pezzo grosso del panorama politico italiano.
Creando ancora più scalpore dal momento che il soggetto in questione, Letta, è stato sempre disegnato come persona retta e integerrima.

Le accuse? Truffa, abuso d’ufficio e turbativa.
Roba seria.
Secondo Travaglio e compagni è un ulteriore fatto gravissimo che nessuno se ne sia occupato nei 10 mesi in cui le indagini sono state portate avanti.

Ma è vero?
No.
Repubblica se ne era già occupata ad aprile.

Il primo scoop de Il Fatto, dunque, tanto originale non è.

Concentriamoci almeno sulla notizia.
Letta indagato.
E allora?
Sbaglio o nel nostro ordinamento si è innocenti fino a prova contraria?
Sbaglio o la prova contraria va accertata in dibattimento?
Sbaglio o il dibattimento si conclude con una sentenza?
Sbaglio o quella sentenza può essere appellata in due diversi ulteriori gradi di giudizio?

Ma allora: sbaglio, o qui siamo ancora al primo livello del procedimento giudiziario penale, quello delle indagini, laddove viene ipotizzato un reato e si procede alla ricerca delle prime fonti di prova?
Basta questo per sbattere una persona in prima pagina e farlo passare come un criminale?

Nel pomeriggio, comunque, arrivava la smentita da palazzo Chigi: la posizione di Letta è stata archiviata a Roma.
Sembrerebbe, perciò, essere stata smontata anche questa notiziona.
In realtà, ci dicono dal Fatto, l’indagine è tutt’ora in corso, ma a Lagonegro, dal 3 luglio scorso, perchè la Cassazione ha decretato che nè Potenza nè Roma erano competenti.

Riassumendo, i fatti sono che:
– non è vero che la notizia delle indagini su Letta nessuno l’abbia pubblicata.
– è vero che Letta è indagato.

Volendo commentarli:

siamo sempre lì: si è innocenti fino a prova contraria e questa deve essere riconosciuta tale passando per tre gradi di giudizio.
e invece, il solito meccanismo attravagliato ha gettato in pasto all’opinione pubblica una notizia che sapeva già di condanna.

Ci hanno girato attorno…sono furbi: hanno sparato a zero sugli altri quotidiani che non avevano titolato la stessa cosa da dieci mesi a questa parte, ma il risultato è il medesimo.
Travaglio e compagni godono all’idea di poter sbeffeggiare qualcuno, anche se dovrebbero trattarlo come presunto innocente…

Invece no: sei indagato? prima pagina. La gente deve sapere che sei oggetto di osservazione per i magistrati. Quello che deve pensare è che sei colpevole.
In Italia purtroppo siamo ancora molto legati al periodo di manipulite e non c’è una vera e propria cultura garantista.

Un nome messo in prima pagina con accanto scritto: “indagato”, per il 90% degli italiani ha un solo significato: quel tizio è un disonesto.

Chissà come son contenti in redazione però…

Non male, per essere sotto lo schiaffo di un bieco regime antidemocratico…

Comments
149 Responses to “Il Fatto si presenta: manette a forma di giornale.”
  1. lm scrive:

    ma con queste argomentazioni ed offese non vi sentite di fare schifo a voi stessi?????

    non vi rendete conto che il mondo va avanti anche senza di voi. pazienza.

  2. Mork scrive:

    lm,

    ma tu la coscienza civile l’hai riciclata al banco dei pegni o l’hai gettata direttamente tra i rifiuti indifferenziati?

    Sei patetico quando dai del “tu sei di sinistra” non appena qualcuno ti mette con le spalle al muro, sei un patetico cliché ben confezionato dalla propaganda del terrore “anticomunista” del povero pazzo psiconano… mi fai quasi tenerezza, ma sinceramente mi fai assai più pena e ribrezzo.

    Cerca di porre argomenti validi a sostegno dell’insostenibile condono (scudo è un eufemismo) fiscale invece dei ragionamenti che fanno di te materiale da psicoanalista.

    Auguri da uno che non è ne di sinistra ne di destra, lo so è troppo difficile da comprendere per te ma fra qualche anno ci arriverai.

  3. Grigio scrive:

    Aspetto l’indirizzo di casa tua per venirti a rubare!

  4. Grigio scrive:

    lm-becille

  5. Mork scrive:

    lm,

    leggi piccolino, leggi invece di scrivere a cervello spento.

  6. lm scrive:

    …il muso…

  7. lm scrive:

    per Mork

    “Confermo quanto penso di te e aggiungo che ritengo che tale modo di pensare sia addirittura complice (dei suddetti miliardari) se non delinquenziale puro”.

    lo sai che c’è? che tu sei un povero invasato di sinistra. come lo è Boeri, il quale mi deve ancora rispondere dova stava il “tesoretto” lasciato da Prodi, TPS e Visco.

    Io non posso toglierti dalla testa le tue convinzioni, non sono nemmeno interessato a che tu dica diversamente, ma posso dire che non fai il minimo sforzo per entrare nel merito della realtà e quindi secondo la mia teoria sei ipocrita e disonesto.

    Vai avanti così, è sperabile per la tua salute mentale che un giorno tu sbatta il mutro contro le tue ossessioni da Robespierre.

  8. Mork scrive:

    lm,

    “Ma – siccome qualcuno qui ha ritenuto di considerare la mia onestà più bassa delle rape secche – io ritengo che sia più ipocrita e disonesto pretendere di fare come in Francia, UK e USA perchè sanno che se avessimo fatto così, addio scudo”

    Bravo, continua a difendere i multimiliardari e a fregartene della povera gente salvo poi tirarla in ballo nei tuoi deliri che spacci per ragionamenti.

    Confermo quanto penso di te e aggiungo che ritengo che tale modo di pensare sia addirittura complice (dei suddetti miliardari) se non delinquenziale puro.

    Leggi che ti fa bene alla coscienza (almeno a quello che ne rimane):

    Tito Boeri, economista della Bocconi, risponde alla
    richiesta del “Fa t t o” al capo dello Stato di non firmare

    Questa è una legge incivile,
    ma credo che Napolitano
    abbia già fatto
    quello che poteva evitando
    gli venisse presentata in
    una forma anche peggiore di
    quella attuale», dice al “Fa t t o ”
    il professor Tito Boeri, economista
    della Bocconi e animatore
    del sito lavoce,info.
    C’era bisogno di fare uno
    scudo fiscale per portare in
    Italia i capitali degli evasori?
    Con lo scudo un po’ di capitali
    rientreranno ma molti ne
    usciranno. Perché chi ha portato
    i soldi fuori e non ha pagato
    le tasse viene premiato e
    quindi continuerà a farlo. Approvare
    un condono significa
    preparare il terreno per i successivi,
    perché si riducono gli
    incentivi dei contribuenti ad
    avere un corretto rapporto
    con il fisco. E questo è ancora
    più grave perché in campagna
    elettorale Tremonti aveva
    promesso in televisione, davanti
    agli italiani, che non ci
    sarebbero più stati condoni
    dopo quelli varati nei precedenti
    governi Berlusconi.
    Quindi chi ci guadagna sono
    solo gli evasori che, pagando
    il cinque per cento
    della somma da rimpatriare
    possono mettersi in regola
    con il fisco?
    Sì, è un regalo. Lo scudo, per
    come è stato strutturato, si
    configura come una vera e
    propria amnistia per molti
    reati societari. Anche in questo
    è diverso dalle misure che
    sono state adottate in altri Paesi,
    come gli Stati Uniti e Gran
    Bretagna, dove il rimpatrio
    dei capitali sottratti al fisco è
    fino a dieci volte più costoso
    che in Italia ed è accompagnato
    da operazioni di trasparenza
    che costringono gli evasori
    a rivelare la propria identità e
    come hanno nascosto i capitali.
    Una “d i s cl o s u re ” che serve
    a impedire che in futuro le
    stesse persone (e altre) commettano
    gli stessi reati. Da noi
    c’è l’amnistia, l’anonimato e
    ce la si cava pagando il 5 per
    cento. Un vero incoraggiamento
    a delinquere.
    Ammettiamo che Tremonti
    abbia ragione e che
    all’erario servano con urgenza
    soldi freschi. C’erano
    altri modi per trovarli?
    C’è sempre la possibilità di
    riallocare la spesa pubblica
    senza fare regali agli evasori.
    L’Europa in questo momento
    non ci assilla per recuperare 5
    miliardi (questo sarebbe, nella
    migliore delle ipotesi, il gettito
    dello scudo) per non sforare
    i vincoli. L’Unione e i mercati
    ci chiedono di rendere il
    nostro debito pubblico sostenibile.
    Ciò che li preoccupa
    da questo punto di vista è l’a bbassamento
    della guardia dal
    lato delle entrate compiuto da
    questo governo, con lo smantellamento
    di molti controlli.
    Gli annunci estivi della guardia
    di finanza e i procedimenti
    contro nomi noti sono stati
    mera propaganda. La verità è
    che ci sono state direttive ministeriali
    per ridurre i controlli
    fiscali e quelli sui contributi
    sociali. Non è credibile che si
    debbano aspettare le entrare
    dello scudo per ridurre le tasse
    sul lavoro. Perché non si sono
    utilizzati per questo i 12
    miliardi risparmiati con l’a bbassamento
    dei tassi di interesse
    sui titoli pubblici? Non è
    certo facendo regali agli evasori
    – e alle banche che riceveranno
    questi capitali – che si
    esce dalla recessione.
    Il Partito democratico ha
    annunciato battaglia ma, finora,
    è stato poco incisivo.
    Su cosa dovrebbe battere
    per incidere sull’opinione
    p u bbl i c a ?
    Sì, dall’opposizione si sono levate
    rare voci critiche contro
    la politica economica inesistente
    di questo governo. Dovrebbe
    invece chiedere al governo
    di fare proprio in questo
    momento le riforme di cui
    il Paese ha bisogno per uscire
    dalla crisi, a partire dagli ammortizzatori
    sociali. E di tagliare
    le rendite, cominciando
    dalle concessioni televisive
    per arrivare ai contributi ai
    giornali di partito, cui sono
    andati gran parte dei ricavi
    della Robin tax, la tassa il cui
    ricavato doveva aiutare i più
    poveri. Il governo ha poi varato
    interventi selettivi a favore
    di gruppi di pressione, come
    la Fiat, che ha ottenuto i
    suoi incentivi targati Multipla
    bipower. E ora ne chiede di
    nu ov i .
    Tremonti le risponderebbe
    che c’è la crisi e non si poteva
    fare una politica economica
    più ambiziosa senza
    causare dissesti irreparabili
    nella finanza pubblica.
    Questo non è corretto. L’Italia
    aveva la possibilità di fare manovre
    anticicliche e in disavanzo.
    Ma non le ha fatte. E il
    risultato è che il nostro paese
    sta facendo peggio degli altri
    pur non avendo vissuto crisi
    bancarie e bolle immobiliari.
    Misure come lo scudo fiscale
    peggiorano i conti pubblici
    perchè riducono in modo
    permanente la credibilità del
    fisco e della sua capacità di
    raccolta.. Come dimostrano i
    risultati di misure analoghe
    varate in passato da Berlusconi.
    I condoni rendono quindi
    il problema del debito pubblico
    strutturalmente più grave,
    perché viene percepito come
    più rischioso.
    Sul “Fa t t o ” Bruno Tinti ha
    spiegato perché il presidente
    della Repubblica non
    dovrebbe firmare lo scudo
    fiscale, perché questo spinge
    “il nostro Paese ancora
    più in fondo nel precipizio
    di immoralità che ci sta separando
    dai Paesi civili”.
    Che ne pensa?
    Non sono un giurista e quindi
    non me la sento di giudicare
    se ci siano i margini per un
    intervento di questo tipo.
    Certo lo scudo contiene
    un’amnistia e viene introdotto
    come emendamento di un
    decreto. E questi sono fatti
    gravissimi. La mia impressione
    però è che Napolitano abbia
    già fatto molto. Credo sia
    grazie al suo intervento che è
    stata evitata la possibilità di
    usare lo scudo per i procedimenti
    penali in corso, come
    prevedeva la versione originale
    dell’emendamento Fleres
    che lo ha esteso al falso in bilancio.
    Ma anche così questa
    resta una legge incivile che dimostra
    come il vero problema
    politico che emerge da questa
    situazione sia l’approccio del
    governo alla crisi.

  9. Nick scrive:

    @lm
    Lo scudo fiscale non riguarda chi la tasse non può permettersi di pagarle.
    Ma riguarda chi detiene capitali enormi, è disonesto per natura (infatti li detiene illegalmente alstero) e le tasse non le paga perchè si ritiene più furbo degli altri.
    Per questi io chiederei più rigore e maggiori sanzioni.

  10. Nick scrive:

    @Matteo Maratea
    L’ultimo commento anonimo era il mio

  11. Nick scrive:

    @lm

    D’accordissimo riguardo all’ultimo punto.
    E allora perchè il governo non attua una politica di abbassamento delle tasse per i ceti più deboli? E perchè non viene abbassata la mora (al 50% come dici) per le persone che di questi tempi non possono permettersi di pagarle? E’ il governo che lo deve fare: se non l’ha fatto la sinistra provveda.
    Invece si fa una sanatoria che consente a chi non ha pagato le tasse e detiene capitali enormi di regolarizzare la sua posizione.
    Sono introdotti maggiori controlli o maggiori sanzioni se queste persone in futuro decidono di evadere? No, mi sembra di capire.

  12. lm scrive:

    metti che io ho evaso o ho omesso il pagamento dei tributi in stato di bisogno. di casi del genere ne esistono tanti, specialmente di questi tempi.

    perchè il fisco mi chiede il 200%? la moralità in questo caso va guardata con riferimento al comportamento dello Stato e non del contribuente.

  13. Anonimo scrive:

    @Matteo Maratea

    Mi augurerei che il maggior numero di persone possibili aderiscano all’iniziativa di Libero e del Giornale. Che prevede, se non capisco male, l’oscuramento completo di TUTTI i canali RAI e Mediaset🙂
    Addio Minzolini, addio Fede, addio Matrix, addio Striscia (“Io non capisco come mai Fuksas ce l’ha tanto con Enrico Papi, ha detto ieri Iacchetti ), addio le iene (che oramai sono diventate inguardabili: non si occupano più di un servizio SERIO: (che fine ha fatto Sortino?!), ma solo di attori porno, sesso sadomaso e prostitute), addio reality vari, buone domeniche, amici e nemici, mattino 5, verissimo, gossip (quello vero), pacchi, gatte morte; in pratica addio SPAZZATURA che contribuisce all’instaurarsi di un decadimento morale dei costumi e dei comportamenti del nostro paese.
    Quasi quasi lo farei anch’io (è perfecttamente legale rinunciare a tutto questo). Se non lo faccio è perchè ci sono pochissimi programmi che si salvano in questa melma senza fondo. Tra cui Report, Exit (su la 7), Anno Zero, la rassegna stampa di rai3, la storia siamo noi, superquark, e pochissime altre.

    @Vittorio Feltri
    Non è più proficuo per VOI invitare semplicemente i vostri lettori a cambiare canale?
    Dimenticavo: Addio comizi da Vespa a Porta a Porta🙂

  14. lm scrive:

    davide, si può criticare tutto.

    Secondo il mio modesto parere, bisogna purtroppo tenere presente la situazione italiana. Dato che per noi non avrebbe senso pretendere il pagamento dell’aliquota ordinaria e sanzioni sui rimpatri, io sarei stato più contento di un’aliquota forfettaria del 10%
    e non del 5%. ma tant’é.

    Tremonti ha detto che se qualcuno ha idee migliori si può fare avanti.

    Ma – siccome qualcuno qui ha ritenuto di considerare la mia onestà più bassa delle rape secche – io ritengo che sia più ipocrita e disonesto pretendere di fare come in Francia, UK e USA perchè sanno che se avessimo fatto così, addio scudo. Ed è forse quello che vogliono.

    Non per niene avevo fatto la domanda: perchè lo stato italiano è il primo a non rispettare il principio costituzionale secondo cui si deve contribuire secondo la capacità contributiva?

    mi spiego, anche alla luce di quanto si legge per la Francia: in Italia le sanzioni ordinarie minime sono del 100% in media. In Francia sono del 50%. PERCHE?

    Se, mettiamo, ho evaso 100, perchè lo Stato pretende 200% ? non andiamo oltre la capacità contributiva? ed oltre la ragionevolezza di una sanzione?

  15. david scrive:

    lucià, lm, non fai manco un riferimento alla differenza sulla percentuale da pagare in caso di rientro dei capitali, per esempio.

    purtroppo ho letto, ho letto

  16. cittadino italiano scrive:

    @ primo capo

    Ti consiglio di studiare un po’ di storia moderna (con un occhio di riguardo i regimi militari del Cile e all’Argentina) e di fare una ripetizione accelerata di educazione civica. Tu non sai né cosa sia un golpe, né cosa sia la democrazia. Complimenti.

  17. pippo io scrive:

    Berlusconi è rimasto talmente incantato da Michelle Obama che di ritorno a Roma ha subito ordinato una troia di colore.

    Berlusconi incontra il Papa all’aereoporto di Ciampino.
    “Santità, sto andando a Villa Certosa. Che fa? Si unisce a noi?”

  18. Matteo Maratea scrive:

    Per l’attualità: solo un idiota può snobbare questo mini articolo che caga grande!

    28 Settembre 2009
    La RAI è morta, viva la Rete

    http://www.beppegrillo.it/2009/09/la_rai_e_morta_viva_la_rete.html#comments

    Libero e il Giornale vanno all’attacco del canone RAI. Hanno copiato il blog, ma come non essere d’accordo con loro? L’iniziativa del blog: “Cancelliamo il canone RAI” ha già raccolto 223.939 adesioni. Moltiplicato per 107,50 euro annui a testa fa circa 24 milioni di ero in meno. Vespa fuori dai coglioni. Fatemi sognare. Per equità, insieme alla RAI, i direttori Feltri e Belpietro dovrebbero rinunciare ai contributi e alle agevolazioni per l’editoria. Libero è una Onlus, lo sapevate? E sapevate che lo psiconano paga solo l’uno per cento dei ricavi per la concessione delle frequenze pubbliche per tre reti nazionali? Travaglio, la Gabanelli e gli altri, pochi, giornalisti lascino la RAI per la Rete. Il pubblico li seguirà insieme alla pubblicità.

  19. Matteo Maratea scrive:

    Marco, perchè dai dei nomi assurdi alle tue foto?

    http://www.flickr.com/photos/ilpensatore/

    Anche se non ho l’account su flickr ti consiglio di dare un’occhiata ed una lettura qua:

    http://www.fotografia.it/gallery_fotoecommenti.aspx

  20. sparviero scrive:

    PARDON …..SCUDO FISCALE FRANCESE
    non ho bevuto scusate

  21. sparviero scrive:

    Im&NICK
    visto la passione che avete per lo scudo fiscale (mi scuso dell’intromissione)
    provate a digitare LO SCUDO SOCIALE FRANCESE la prima é una risposta del sole 24 ore.
    credo che creperete dal ridere buona lettura

  22. Matteo Maratea scrive:

    Errore di battitura: stessi

  23. Matteo Maratea scrive:

    Valanga di firme contro il canone Rai Perché dire no alla “tassa Santoro”

    http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=386169

    Scusate ma questi non sono gli spessi che giustificavano la presenza a reti unificate del Berlusconi a Porta a Porta?
    Evidentemente si stanno cagando sotto!!!

  24. Anonimo scrive:

    e chi lo nega?

    l’ho detto e affermato nelle varie premesse. leggi, davide

  25. david scrive:

    lucià, non fare il confronto con gli altri paesi, che è meglio.
    ci sono differenze enormi nella forma e nella sostanza di quei provvedimenti.

  26. lm scrive:

    Nick,

    ancora una precisazione:

    “… O riesportando questi capitali “ripuliti” all’estero”.

    se i capitali rimpatriati rivanno all’estero, a questo punto sono “tracciabili”:
    quando rientrano devono andare in banca, e da li devono riuscire per andare all’estero.

  27. lm scrive:

    Nick,

    al punto 2 del mio commento: il reato pregresso di mafia può essere sempre …

  28. lm scrive:

    Nick

    il principio è che la dichiarazione riservata rilasciata alla banca non è di per se uno strumento per individuare il contribuente.

    l’individuazione resta quindi affidata ai normali strumenti di controllo. ricordati che il fisco può vedere se sul tuo conto corrente o sul tuo dossier affluiscono nuovi fondi. ricordati anche che ciò è anche possibile come attività di controllo della nuova task force dell’Amministrazione. Quindi l’attività accertativa non viene sospesa.

    la regola è che tu puoi far rientrare capitali senza che nessuno possa contestarti le evasioni connesse nel precedente tempo a tali capitali. ma è anche regola che una volta rimpatriati i capitali, tu devi dichiararne i redditi dal 1.1.2009.

    Che senso ha il rimpatrio se non dichiari i redditi post emersione?

    per quanto riguarda il discorso di Tinti, ti faccio tre considerazioni, partendo da un esempio ipotetico: un noto mafioso ultilizza lo scudo per far rientrare 2miliardi:

    1. in Italia e in Francia (in quest’ultimo paese è comunque in parte diverso) l’operazione è anonima, nel senso che il rimpatrio a termini di legge non costituisce motivo per indagare sulla fonte della somma rimpatriata; ihn UK ed in USA, anche se l’emersione non è anonima, i soggetti che regolarizzano non possono essere perseguiti per reati fiscali;

    2. il reato pregresso può essere sempre indagato autonomamente dal PM per altre vie. in altre parole, il rientro, almeno per il momento, non dovrebbe essere utilizzato come notitia criminis;

    3. se tu vai in una banca lussemburghese e depositi somme di un certo rilievo, la banca ti chiede informazioni sulla fonte dei soldi e ti chiede di esaminare che facevano le tue tre precedenti generazioni per capire se la somma è congrua con le tue fortune di famiglia. Se non le dai tali informazioni ti rifiuta ilo deposito. In Italia si fa lo stesso???i superpagati manager delle nostre banche fanno così???

    trai tu le conclusioni. a me sembrano ovvie.

  29. Nick scrive:

    La risposta che mi hai dato dal punto di vista strettamente pragmatico la capisco.
    Se non si fa una sanatoria i capitali non rientrano.
    Il problema è un’altro: cosa si sta facendo per fare in modo che una volta una volta rientrati questi capitali, queste persone che hanno usufruito dello scudo siano costrette a dichiarare questi capitali per gli anni successivi?
    Dopo tutto se c’è il perfetto anonimato (in Italia come in Francia) è sempre possibile (anzi direi probabile) che se non c’è alcun controllo aggiuntivo su queste persone, queste, come hanno evaso una volta evadano anche per gli anni successivi non dichiarando questi soldi. O riesportando questi capitali “ripuliti” all’estero.

    Per quanto riguarda i proventi derivanti da traffici di droga, mafia, ecc…
    Bruno Tinti su il Fatto dice questo:

    “Ma la nuova legge contiene una norma che è una calamità: essa assicura l’impunità a trafficanti di droga, di armi, di donne, sequestratori di persona e altri delinquenti di grosso livello.

    Signor Presidente, il danaro non ha colore, non odora diversamente a seconda del reato da cui deriva, non ha etichette che lo identifichino. Il provento dell’evasione fiscale e del falso in bilancio non si differenzia visivamente dal riscatto pagato dalla famiglia del sequestrato o dal ricavo del traffico di esseri umani. I trafficanti di droga colombiani portano il loro denaro a Miami e lo “ripuliscono”pagando circa il 50 per cento: questo è il prezzo del riciclaggio. Se passasse questa legge, avremmo un riciclaggio di Stato, per di più assolutamente concorrenziale con quello praticato dai professionisti del settore: lo scudo fiscale costa solo il 5 per cento.

    E’vero, la nuova legge prevede che la possibilità per banche e altri intermediari di non rispettare l’obbligo di segnalazione per l’antiriciclaggio sia limitata ai reati fiscali e al falso in bilancio. Ma, signor Presidente, chi glielo spiegherà alle banche (che certamente non hanno molto interesse a scoraggiare queste iniziative da cui ricavano dei bei soldi) che i capitali che rientrano provengono da un traffico di armi e non da evasione fiscale? Come distinguere il provento dell’evasione fiscale da quello di altri truci e violenti delitti?

    Non si può, signor Presidente: questa legge garantirà ai peggiori delinquenti una prospera e sicura verginità”

    E’ vero questo?

    Lo chiedo senza polemica.

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