Tutte le mie foto!

clikkando sulle foto si aprirà un’altra pagina con la presentazione dei miei scatti in formato più grande!

se volete…lasciate commenti, come sempre! 😉

Comments
33 Responses to “Tutte le mie foto!”
  1. ...... scrive:

    Cinque giorni al voto, il pm di Palermo chiede dieci anni per Dell’Utri “Una follia, speriamo nella sentenza”, ha detto il senatore di Forza Italia dal 1997 sotto processo per mafia
    Accadde dopodomani, lunedì-Palermo. Accadde dopodomani, lunedì sette giugno, a cinque giorni dal voto per le europee. Il pubblico ministero Antonio Ingroia, al termine della sua requisitoria, ha chiesto ai giudici del Tribunale di condannare Marcello Dell’Utri a dieci anni di carcere. Il senatore di Forza Italia, sotto processo dal 1997 per concorso esterno in associazione mafiosa, è rimasto di ghiaccio. “E’ una follia”, ha detto. “Non resta che sperare nella saggezza della Corte”. Dello stesso tono i commenti dei difensori: “L’accusa ha prodotto tante chiacchiere ma nessuna prova, ma noi siamo in grado di dimostrare l’innocenza del nostro assistito”. La sentenza è prevista per l’autunno prossimo. Ingroia si è affiancato, per tutti questi anni, Domenico Gozzo – si era capito fin dal novembre dell’anno scorso, quando, nell’aula del dibattimento, si è materializzato il fantasma di Giuseppe Ciuro, il maresciallo della Dia che, dopo avere indagato per sette anni su Dell’Utri, è finito in carcere perché sorpreso a traccheggiare con un boss della sanità. Dell’Utri, come si ricorderà, ha chiesto che i pm ammettessero quantomeno l’anomalia di avere affidato indagini per mafia a un sottufficiale accusato di complicità con la mafia (”un traditore”, lo ha definito il procuratore Pietro Grasso). Ma Ingroia e Gozzo non hanno sentito ragioni e hanno fatto chiaramente intendere che niente avrebbe mai fermato la loro corsa verso la richiesta di una condanna pesante, pesantissima. Cosa che è puntualmente avvenuta, oggi, 7 giugno. Ingroia e Gozzo hanno detto e ridetto di avere “prodotto davanti al tribunale testimonianze convergenti e prove schiaccianti”. Ma i difensori di Dell’Utri sostengono di trovarsi di fronte a un processo col doppio fondo. Anzi, triplo. Perché dietro Dell’Utri c’è un “coimputato di pietra” che risponde al nome di Silvio Berlusconi. E c’è un imputato (ora rinnegato) che risponde al nome di Pippo Ciuro, il maresciallo che vendeva l’antimafia ai sospettati di mafia. Però, afferma poi Ingroia in aula, “il coinvolgimento di Marcello Dell’Utri nell’organizzazione mafiosa prescinde dalla consapevolezza di Silvio Berlusconi. A lui erano rivolti gli avvertimenti e il senatore è sempre stato un tramite, l’uomo che si è adoperato affinché Cosa nostra ottenesse i risultati voluti”. L’imputato rinnegato. Ciuro chi?, ti chiedono straniti assistenti, cancellieri e personale di polizia distaccato in procura. Entri nella stanza del pubblico ministero Antonio Ingroia e ti accorgi che sono stati rimossi tutti i segni del suo passaggio. Ciuro fu utilizzato per oltre sei anni, e a tempo pieno, nelle indagini su Dell’Utri e Berlusconi. Ma subito dopo il suo arresto, i due pm hanno sostenuto che il maresciallo aveva svolto sì e no un ruolo marginale, forse inutile, praticamente insignificante. Ma l’ombra di Ciuro – che per sei anni ha vissuto nella stessa stanza, con Ingroia e Gozzo – è difficile da allontanare e la prova sta nel fatto che il maresciallo ha chiesto proprio l’altro ieri (anche il suo processo costa, eccome) il rimborso delle spese sostenute fra il 1996 e il 2003 per portare a termine quasi duecento missioni finalizzate alla ricostruzione delle vicende Fininvest. Dell’Utri non si è lasciato sfuggire l’occasione e dopo l’arresto del maresciallo ha scritto una lettera aperta a Ingroia per invitarlo pubblicamente ad astenersi dal processo. Consiglio che il pm non ha accolto. Perché mai avrebbe dovuto?, ha replicato in aula, durante la requisitoria, il pm Gozzo, parlando a nome di Ingroia. Ma le accuse mosse a Ciuro non sono cosette davanti alle quali si può chiudere un occhio. Le intercettazioni telefoniche starebbero lì a dimostrare che il maresciallo sfruttava la propria condizione di detective al servizio esclusivo dei “puri e ciuri” – così venivano chiamati a palazzo di giustizia i due suoi pm – per passare informazioni riservate a Michele Aiello, un imprenditore fin troppo preoccupato di finire sotto scopa per mafia. Dell’Utri chiedeva che per questi motivi – PQM, scrivono i magistrati quando tirano le conclusioni – i suoi accusatori ammettessero la strana commistione tra mafia e antimafia e facessero poco poco un passettino indietro. Gli hanno risposto che la legge è uguale per tutti ma, per i pm è poco poco più uguale. Ci voleva tanto a capirlo?

  2. ? scrive:

    ti lascio un post qui anche se non centra nulla, ma magari un po dei cerebrolesi che infestano questo blog vanno sui link che suggerisco e anche se non ci spero piu’ di tanto, gli entra un po di sale in zucca

    volevo segnalarti 2 siti, il primo e’ un blog sull’energia nucleare, te lo segnalo perche’ nel tuo post sulle centrali di 4 generazione hai scritto delle inesattezze che potrebbero portare acqua al mulino dei detrattori del nucleare

    http://www.archivionucleare.com/index.php/page/1/
    sono molto disponibili a dare spiegazioni

    mentre questo blog parla della scienza in cucina e sbugiarda molte delle balle raccontate da grillo e grillini, compreso report, sugli OGM

    http://bressanini-lescienze.blogautore.espresso.repubblica.it/2009/09/09/bollire-lacqua/

  3. Matteo Maratea scrive:

    Scusami ma lo posto qua…

    …probabilmente se qualcuno, in questi giorni, scrivesse su un giornale – cito a caso – “ ho le prove inoppugnabili che Dell’Utri per trenta anni, prima come ideatore e creatore del movimento politico di Publitalia e poi del movimento politico Forza Italia, è stato l’anello di congiunzione tra Cosa Nostra e Silvio Berlusconi.
    Abbiamo le prove della posizione assunta da Dell’Utri nei confronti di noti esponenti di Cosa Nostra, dei suoi contatti diretti e personali con alcuni di essi (Stefano Bontate, Mimmo Teresi, Vittorio Mangano, Tanino Cinà), abbiamo le prove del ruolo ricoperto da Dell’Utri nell’attività di costante mediazione tra il sodalizio criminoso, cioè la mafia, il più pericoloso e sanguinario nel panorama delle organizzazioni criminali operanti al mondo e gli ambienti imprenditoriali e finanziari milanesi, con particolare riguardo alla Fininvest.

    continua….

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