L’informazione che non funziona.

Possibile che in Italia non solo si debba andare a caccia della notizia, ma si debba poi pure esser costretti a ricostruirla dal momento che una versione integrale e non equivoca è praticamente impossibile ottenerla?
Questa frammentarietà dell’informazione non è un problema di regime di questo o di quel colore, bensì proprio di cultura giornalistica!

Esempio: il discorso con cui oggi Berlusconi ha arringato la platea di Confindustria.
Ebbene, bisogna leggere i singoli reportage fatti dai singoli media online per avere un quadro d’insieme da cui estrapolare il succo più verosimile di quanto realmente accaduto.

Insomma: a leggere i titoli sembrerebbe di essere sull’orlo di una crisi democratica.
“Berlusconi contro i magistrati e il Parlamento”, “Fini replica a Berlusconi”, “l’ANM: democrazia a rischio”.

Perciò ti tuffi nei vari articoli e cosa scopri?
Che Berlusconi si riferiva ai magistrati politicizzati indicando in quel tipo di magistratura una patologia del sistema da sdradicare al più presto; che ha in mente una riforma della giustizia con cui separare le carriere di giudici e pm così da garantirne una maggiore imparzialità; che vorrebbe un Parlamento più efficace ed efficiente dove non si rimbalzano la palla da una Camera all’altra, perchè solo con un legislatore più snello si possono produrre riforme in tempi brevi e dare nuovo slancio al Paese.

Ora, se credete che queste siano parole sconclusionate o addirittura antidemocratiche allora vi consiglio un ottimo psicologo. O meglio ancora uno psichiatra.
Stessa cosa quando vi riempite la bocca di un presunto regime che non esiste. NON ESISTE!
Le prove sono sotto gli occhi di tutti e stanno lì da tempo ormai.

Comments
40 Responses to “L’informazione che non funziona.”
  1. claudio scrive:

    fa male a chi non puo’ permettersi un’avvocato serio, ovvero la stragrande maggioranza di persone che si trovano in giudizio.

  2. Marco Caruso scrive:

    non credo sia uno specchietto per le allodole.
    è un punto in più per garantire il massimo dell’imparzialità.

    puoi pensare che valga a poco ma certo non puoi pensare che sia prodromo di una dittatura o sia in grado di sfasciare la giustizia.

    allo stesso modo, non credo nella tua ricostruzione della trasformazione del pm nell’avvocato dell’accusa.
    al pubblico ministero oggi sono concessi poteri superiori a quelli della difesa: serve riequilibrare lo svantaggio a favore di chi si ritrova imputato davanti ad un giudice.

    parlare di avvocato dell’accusa esprime la volontà di parificarne i poteri a quello della difesa; oltre a sottolineare la necessità che come il difensore anche il pm vada dal giudice “col cappello in mano” e non come un amico cui chiedere un favore.

    allora si che il giudice sarà davvero imparziale nel valutare i fatti…
    se poi l’aula del tribunale diventa un ring…beh…chissenefrega: è così ovunque…non fa mica male a nessuno che accusa e difesa si affrontino fino all’ultima prova…

  3. claudio scrive:

    la separazione delle carriere e’ uno specchietto per le allodole.

    ammesso che i pm e i giudici siano pappa e cicca (convinzione peraltro smentita dalle percentuali, elevatissime, di rigetto da parte dei gip delle richieste dei pm), cosa risolviamo con la separazione della carriere?
    ok, il pm non e’ amico del giudice. benissimo.
    pero’ ti dimentichi che secondo lo stesso principio ci vorrebbe una carriera per i gip, una per giudici di primo grado, una per quelli del riesame, un’altra per quelli di appello, un’altra per i gup.
    altrimenti il principio che ha portato i pm a essere slegati dai giudici non varrebbe piu’, dato che il berlusconi di turno potrebbe un giorno accusare un giudice di secondo grado di aver confermato una condanna nei suoi confronti perche’ “amico del giudice di primo grado”, dato che hanno la stessa carriera. capisci anche tu che stiamo sfiorando il ridicolo.

    e comunque anche la seprazione delle carriere e’ parecchio ambigua, specie nella parte che riguarda la trasformazione del pm nell’avvocato dell’accusa: cio’ portera’ il tribunale ad essere un ring dove non ci sara’ piu’ la figura di garanzia del pm (che se si convince dell’innocenza dell’imputato spesso chiede l’archiviazione), ma un Porta a Porta trasferito in tribunale dove ognuna delle due parti in causa si sfidera’ a colpi di visioni parziali, e dove chi non potra’ permettersi un’avvocato sara’ meno tutelato.

  4. Marco Caruso scrive:

    posso chiederti com’è finita con De Magistris?
    sbaglio o alla fine altri suoi colleghi lo hanno liberato da ogni accusa?

    alla fine è un cane che si morde la cosa: i magistrati si giudicano da soli, all’interno della stessa Casta.

    qualcosa va cambiato.

    ma mi accontenterei che si cominciasse dalla separazione delle carriere.
    per te è troppo antidemocratico? lede anche questa riforma la separazione dei poteri?
    a me non sembra…

  5. claudio scrive:

    la vicenda de magistris prova invece che cio’ che dici non e’ vero.
    ora, lasciamo perdere le ingerenze del ministro della giustizia e tutto il polverone politico, ma la procura di salerno indagava per competenza su quella di catanzaro e ha ordinato perquisizioni a casa di colleghi magistrati.
    il csm ha trasferito la forleo, sospeso apicella, cazziato de magistris.

    insomma, mi pare che i contrappesi ci siano, che la politica GIA’ si sia resa praticamente immune dal rispetto della legge e dalle mani della magistratura, che vogliamo fare, dare il colpo di grazia alla separazione dei poteri? accomodiamoci.

  6. Marco Caruso scrive:

    @ Claudio: il contrappeso di cui parli esiste. Il problema è che proprio la legge (in primis la Costituzione) concede alla magistratura un potere di autogoverno e soprattutto di autocontrollo e autogiudizio palesemente sbilanciato.

  7. claudio scrive:

    Ma come non c’è un contrappeso…a parte che il primo contrappeso, anche per i giudici, è la legge, ma capisco che per un berlusconiano questa sia un orpello facilmente superabile…
    i contrappesi ci sono: punto primo, all’opinione pubblica non gliene frega niente nè di indagini nè di sentenze. il politico indagato, colluso, prescritto, non perde voti.
    punto secondo, ci fosse una volta che lo “strapotere” riesca a metterne in galera più neanche uno dai tempi di tangentopoli?

  8. Marco Caruso scrive:

    @ Pippo: ah…vedo che anche tu leggi repubblica2000…….

  9. Marco Caruso scrive:

    @ David: facciamo così…usciamo dai tecnicismi e torniamo a parlare di politica.

    dal mio punto di vista in Italia i poteri sono sbilanciati.
    nel senso che non c’è nessun contrappeso allo strapotere giudiziario.

    su questo bisogna cominciare a ragionare.

    ma sarebbe già qualcosa se ottenessimo la famigerata separazione delle carriere oltre che quella delle funzioni (che già c’è)…

  10. pippo io scrive:

    dai caruso, ti sta colando il cerone anche a te!😉
    Il babau è in difficoltà (e di riflesso anche te), repubblica non molla l’osso da due settimane e berlusconi difende se stesso attaccando abbaiando e ringhiando, sbavando e digrignando i denti. Ghedini, Capezzone, Bonaiuti e la claque anche.
    Vediamo quanto resiste/ono.
    Il gioco dell’eroe ha i suoi pro e i suoi contro, se il berlusca è credibile resisterà a questo fuoco che giustamente, in queste condizioni, dev’essere continuo e pesante.

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