10 risposte per 10 domande.

Per Repubblica la questione Berlusconi – Letizia non si può certo dire chiusa. Anzi.
A poche settimane dalle elezioni il quotidiano romano rincara la dose e commissiona una super inchiesta sul caso nientepopòdimenoche ad uno dei suoi segugi più illustri: Giuseppe D’Avanzo.
Il quale  tratta l’argomento come ha sempre fatto anche in passato sebbene il metodo fosse stato rivolto a questioni un tantinello più importanti: porsi e porre domande a cui ovviamente non sa dare o trovare una risposta.
Al che sorge il dubbio che piuttosto che definirla “inchiesta” avrebbero dovuto declassarla a “gossip”.

Ma tant’è.
Eccovi quindi le 10 terribili domande che nessuno ha posto a Berlusconi e per le quali c’è ancora chi spera in una risposta.
Risposte che volendo può dare chiunque in vece del Cavaliere, tanto sono stupide.

A dimostrazione di ciò, faccio io stesso un tentativo.
Giudicate voi…

  1. Signor presidente, dove e quando ha conosciuto il padre di Noemi Letizia?
    Ho conosciuto il signor Letizia ai tempi della mia amicizia con Craxi. Il “dove” non mi sembra rilevante e comunque dopo tanti anni non ricorderei il luogo del nostro primo incontro.
  2. Nel corso di questa amicizia quante volte vi siete incontrati e dove?
    Ogni volta che ne abbiamo avuto occasione. Casa mia, casa sua, che importa?
  3. Come descriverebbe le ragioni della sua amicizia con Benedetto Letizia?
    Umanità.
  4. Perchè ha discusso con Letizia delle candidature sebbene non sia neanche iscritto al PdL?
    I consigli degli amici sono meno validi se prima non mi hanno esibito una tessera?
  5. Quando ha avuto modo di conoscere Noemi Letizia?
    18 anni fa.
  6. Quante volte ha avuto modo di incontrare Noemi Letizia e dove?
    Svariate volte. Casa mia, casa sua, che importa?
  7. Lei si occupa di Noemi e del suo futuro e sostiene economicamente la sua famiglia?
    E’ la figlia di un mio caro amico, se posso darle una mano lo faccio volentieri.
  8. E’ vero che lei ha promesso a Noemi di favorire la sua carriera nello spettacolo o nella politica?
    Se se lo meriterà un aiuto non si nega agli amici.
  9. Veronica Lario ha detto che lei “frequenta minorenni”. Ce ne sono altre che incontra o “alleva”?
    No!
  10. Sua moglie dice che “non sta bene” e che “andrebbe aiutato”. Quali sono le sue condizioni di salute?
    Ottime, grazie. Camperò fino a 120 anni.
    E’ tutto?! Sa…ho un Paese da governare, io.

E fu così che Berlusconi vinse anche le elezioni europee perchè a sinistra discutevano del sesso degli angeli…

Comments
30 Responses to “10 risposte per 10 domande.”
  1. Anonimo scrive:

    OLIVENNES: “LA LIBERTÀ DI STAMPA È SACRA”
    In Francia vige un’antica usanza repubblicana. Il governo non deve attaccare la stampa. In un certo senso, ci si aspetta che chi detiene il potere abbia un animo abbastanza nobile e generoso per dire: anche se mi criticate, vi difendo. In democrazia la libertà di stampa è sacra. Ed è altrettanto sacra la separazione dei poteri. Dunque è legittimo chiedere che chi governa sappia difendere le istituzioni e le regole democratiche. Capisco però che da voi possa essere diverso. Il vostro capo del governo è infatti anche il proprietario di un impero mediatico. E’ la particolarità dell’Italia, ed un fatto eccezionale. In Francia, il potere può intrattenere rapporti di amicizia, di affinità con grandi media, ma mai di proprietà o di controllo diretto. Non è normale che Berlusconi si sia sempre rifiutato di rispondere alle 10 domande di Repubblica. La stampa deve spingere il potere a dire la verità ai cittadini, è il suo compito primordiale. Se questo non avviene, allora significa che c’è un problema. E bisogna cominciare davvero a preoccuparsi.
    Denis Olivennes (direttore Nouvel Observateur)

    CAREY: “DENUNCIA SCANDALOSA”
    La decisione di Silvio Berlusconi di denunciare “Repubblica” semplicemente per avere posto legittime domande sulla sue scappatelle sessuali è scandalosa. Lo stesso vale per le sue minacce di denunciare giornali negli altri paesi. Berlusconi non soltanto sta usando queste minacce per distogliere l’attenzione dall’esame minuzioso e legittimo che i media stanno facendo dei suoi recenti cattivi comportamenti; lui sta sperando che le denunce intimidiscano altri dall’occuparsi delle inchieste. Negli Stati Uniti, i media sono generalmente ben protetti da questo tipo di cause intimidatorie da un’importante condizione nella nostra legge sulla diffamazione: chi viene definito come “figura pubblica” – e questo naturalmente include i politici – ha un onere della prova più alto quando cerca di fare causa di diffamazione. Questo è un bene perché incoraggia l’esame minuzioso e netto delle figure pubbliche, specialmente dei politici, da parte dei media. E l’esame minuzioso e netto dei leader politici da parte dell’informazione è uno dei fondamenti di una democrazia sana – una democrazia che ora in Italia da Berlusconi è minacciata.
    Roane Carey (managing editor di The Nation)

    JOFFRIN: “PUBBLICHIAMO LE 10 DOMANDE”
    E’ un inammissibile attacco alla libertà di espressione e di critica. Non mi stupisce che venga da un personaggio come Berlusconi, ma è un segnale inquietante per tutta l’Europa. Tra l’altro, non escludo che si possa fare ricorso alla Corte europea per contrastare questa palese minaccia al diritto dell’informazione. I metodi del primo ministro italiano mostrano un disprezzo assoluto delle regole democratiche. Rispondere alle domande dei giornalisti è infatti il minimo che gli elettori possono pretendere da ogni governante. Berlusconi invece è infastidito da ogni manifestazione di opposizione. Fa finta di dire che sono attacchi alla sua vita privata e cerca di nascondere alle troppe menzogne che ha detto in questi mesi. I suoi metodi mi ricordano quelli di Putin: manca soltanto che faccia uccidere i giornalisti più scomodi. In Francia non sarebbe pensabile una denuncia come quella che ha fatto Berlusconi a Repubblica. Sarebbe uno scandalo. Esiste una tacita regola repubblicana che impedisce al Presidente di portare in giustizia giornalisti e oppositori. Libération ha deciso che pubblicherà le 10 domande di Repubblica a Silvio Berlusconi.
    Laurent Joffrin (direttore di Liberation)

    JOSEF: “CHE DENUNCI SUA MOGLIE VERONICA”
    Berlusconi ha deciso di dichiarare la guerra. Il Cavaliere evidentemente è passato al contro-attacco e vuole avviare una campagna di intimidazione per tutta la stampa italiana. Ma allora dovrebbe denunciare per prima sua moglie Veronica, visto che è stata lei la prima a dire pubblicamente che frequentava minorenni e che aveva gravi problemi di salute.
    Eric Josef (corrispondente Liberation e le Temps)

    GREILSAMER: “SEMBRA UNA BRUTTA FAVOLA”
    Se il Presidente Berlusconi è il garante delle libertà pubbliche in Italia, come può fare causa contro Repubblica? Se il Presidente deve assicurare alla stampa le condizioni per il pluralismo, come ammettere poi che gli chieda un riscatto pari a 1 milione di euro? Se il Presidente è il padre della nazione, come comprendere che si rivolti contro uno dei suoi figli ombrosi e indipendenti? Un Presidente contro un Giornale: sembra una brutta favola. Si chiama scandalo.
    Laurent Greilsamer (vicedirettore Le Monde)

    BARBIER: “DANNEGGIA L’IMMAGINE DELL’ITALIA”
    Non mi stupisco della causa intentata da Berlusconi anche se la considero molto grave e temo che possa ispirare altri capi di governo. A giugno avevamo ricevuto una lettera di protesta dall’ambasciata italiana a proposito di una copertina dell’Express dedicata agli scandali sessuali del Cavaliere. I toni ci erano sembrati francamente eccessivi ma avevamo deciso di pubblicarla lo stesso. Berlusconi è un leader democraticamente eletto e sembra godere del consenso della maggioranza dell’opinione pubblica. Ma questo non vuole dire che possa comportarsi come più gli piace. L’immagine dell’Italia è stata gravemente danneggiata dalle sue frequentazioni private. Come dicevano gli Antichi: “La moglie di Cesare deve essere al di sopra di ogni sospetto”. Ma io aggiungo: anche Cesare dovrebbe esserlo.
    Christophe Barbier (direttore L’Express)

    THREARD: “BERLUSCONI FACCIA MARCIA INDIETRO”
    Pochi presidenti francesi hanno brandito la minaccia legale contro un giornale. Nei rari casi in cui è successo, sono stati costretti a rinunciare. Il caso di Berlusconi mi ricorda la storia di Valery Giscard d’Estaing e del Canard Enchainé. Quando il settimanale pubblicò l’inchiesta sullo scandalo dei diamanti del ditattore Bocassa, il presidente promise di denunciarli. Poi, però, fece marcia indietro. Aveva capito che sarebbe diventato ancor più impopolare e che gran parte del paese lo avrebbe accusato di voler imbavagliare la stampa. E’ auspicabile che Berlusconi faccia altrettanto. Un primo ministro deve essere al di sopra della mischia.
    Yves Threard (vicedirettore Le Figaro)

    DE GAULMYN: “BERLUSCONI DICE COSE INCOMPRENSIBILI”
    Ancora una volta, Berlusconi si comporta come un uomo d’affari che difende i suoi interessi e non come un uomo dello Stato che dovrebbe essere il garante di tutti: anche dei suoi oppositori. Gli attacchi del Cavaliere a Repubblica, tutte le cose confuse che ha detto nelle ultime settimane, sono per noi incomprensibili. In fondo, non riusciamo a capire neanche come l’opinione pubblica italiana possa tollerare tutto questo.
    Isabelle De Gaulmyn (caporedattore La Croix)

    RUSBRIDGER: “ESISTIAMO PER FARE DOMANDE”
    Gli organi di informazione indipendenti esistono per chiedere domande scomode ai politici. In Gran Bretagna, come nella maggior parte delle democrazie, sarebbe impensabile per un primo ministro fare causa a un giornale perché fa delle domande. Sarebbe anche impensabile usare le leggi sulla diffamazione per impedire ai cittadini di sapere quello che autorevoli giornali stranieri stanno dicendo sul loro paese. Le azioni contro la Repubblica somigliano molto a un tentativo di ridurre al silenzio o intimidire gli organi di informazione che rimangono direttamente o indirettamente indipendenti dal primo ministro italiano. Spero che i giornali di tutto il mondo seguano con grande attenzione questa storia.
    Alan Rusbridger (direttore del quotidiano The Guardian di Londra)

    CAMPBELL: “INIMMAGINABILE”
    Chiunque abbia esperienza del modo in cui funzionano i media in Gran Bretagna, troverà piuttosto straordinario il fatto che un primo ministro faccia causa a un giornale per una serie di domande, e per avere riportato quello che scrivono giornali stranieri.
    Il tutto è ancora più straordinario perché il primo ministro in questione è a sua volta un potentissimo editore. Un fatto, anche questo, che sarebbe inimmaginabile nella cultura politica del nostro paese.
    Alastair Campbell (ex portavoce di Tony Blair)

    DI LORENZO: “E’ IN GIOCO LA DEMOCRAZIA”
    Per il direttore di Die Zeit, “la questione non riguarda certo solo Repubblica, è in gioco il ruolo dei media in una democrazia. E non credo che Repubblica si lascerà intimidire, per cui non capisco il passo di Berlusconi nemmeno da un punto di vista tattico.
    Giovanni Di Lorenzo (direttore di Die Zeit)

    JIMENEZ: “DIFENDERE IL DIRITTO DI INFORMARE”
    La nostra opinione è che la stampa democratica ha sempre rispettato l’intimità del primo ministro Silvio Berlusconi. È stato lui il primo a metterla in discussione, lui che ha cancellato questa sfera privata che adesso dice di voler difendere. La pubblicazione di fotografie delle sue feste private o le dieci domande postegli da Repubblica non pretendono di giudicare la sua morale come cittadino, ma piuttosto dimostrare che egli cerca di trasformare la politica in un prolungamento delle sue relazioni d’amicizia e del suo modo di divertirsi. Berlusconi ha preso due decisioni politiche importanti che giustificano l’interesse della stampa sulle feste di Villa Certosa e le cene nella residenza ufficiale romana. Ha voluto leggi ad hoc affinché sui voli ufficiali potesse far viaggiare invitati particolari, ed ha promosso in ruoli di responsabilità istituzionale, o nelle sue liste elettorali, persone che – lo ha detto lui stesso – avevano come unico merito quello di essere belle. Ora annuncia azioni legali contro i giornali. E’ un suo diritto. Noi continueremo a difendere il nostro, pubblicando informazioni che interessano i cittadini di fronte a qualsiasi abuso di potere.
    Vicente Jimenez (director adjunto de El Pais)

    VIDAL: “UN AVVERTIMENTO A TUTTI I GIORNALISTI”
    Questa denuncia è un avvertimento a tutti i giornalisti italiani, un modo di zittire la stampa. Il messaggio è chiaro: vietato criticare, vietato fare domande. E’ molto preoccupante vedere che il premier italiano vuole colpire così platealmente una delle poche voci di informazione libera e indipendente. La cifra richiesta, poi, è disproporzionata. Nel merito il premier italiano sbaglia, perché il compito di un organo di stampa è anche quello di fare domande. La Repubblica ha posto domande non soltanto sono legittime ma sono anche doverose, visto che Berlusconi ha spudoratamente mentito al suo paese. Questo attacco legale dimostra che in Italia c’è un’anomalia, ovvero un premier proprietario di un impero mediatico che ha anche la tendenza a voler mettere sotto silenzio l’opposizione. Reporters Sans Frontières è pronta a denunciare in ogni sede internazionale questo grave attacco alla libertà di stampa in Italia.
    Esa Vidal (responsabile Europa Reporters sans Frontieres)

    WERGIN: “IN ITALIA POCA PLURALITÀ”
    Secondo Clemens Wergin, editorialista di politica estera ed esperto di affari italiani della Welt, a proposito della querela di Berlusconi legata alle dieci domande poste da Repubblica, “il fatto è strano, visto che la pluralità del panorama mediatico in Italia mi sembra già abbastanza ristretto. La situazione appare a tinte forti in generale, uno scandalo in cui sembra essere coinvolto il capo del governo italiano, feste forse con prostitute seminude, sembra molto strana, vista dalla Berlino protestante, dove governa una Cancelliera tutt’altro che a forti tinte. Berlusconi ha commesso un grave errore, sembra che non capisca il ruolo di una stampa libera. Il semplice fatto che Repubblica abbia posto domande è parte del giusto ruolo dei media. Uno stile inquietante.”
    Clemens Wergin (editorialista del Die Welt)

    GIESBERT: “LA DEMOCRAZIA E’ MALATA”
    Il conflitto tra il potere politico e la stampa è sempre latente ma quando esplode in questo modo significa che la democrazia è malata. Finora in Francia c’è stata una regola d’oro secondo la quale i Presidenti non si rivolgono a un giudice per difendersi dagli attacchi dei giornali. Per i francesi la funzione presidenziale è sacra. Il capo dello Stato sa che se si abbassasse a questi metodi contro la stampa perderebbe inevitabilmente prestigio. Il fatto che Berlusconi abbia attaccato legalmente Repubblica è un’ammissione di debolezza. Il vostro capo del governo si comporta come un qualsiasi cittadino, dimenticando il suo ruolo istituzionale. Ma per il vostro giornale è paradossalmente anche un attestato di libertà e di indipendenza.
    Franz-Olivier Giesbert (direttore di Le Point)

    THUREAU-DAUGIN: “UN PRECEDENTE PERICOLOSO PER L’EUROPA”
    Courrier International aveva già pubblicato le prime 10 domande a Berlusconi. Dopo questo attacco legale degli avvocati del premier, abbiamo deciso che mostreremo ai nostri lettori anche le 10 nuove domande. Ci sembra un atto doveroso nei confronti di Repubblica, che ha condotto una campagna insistente e coraggiosa. Sarebbe molto preoccupante se i magistrati italiani stabilissero il carattere diffamatorio di questi dieci, semplici interrogativi. Potrebbe essere un precedente pericoloso per tutta l’Europa.
    Philippe Thureau-Daugin (direttore di Courrier International)

  2. Anonimo scrive:

    X MARCO CARUSO

    anche Giustizia Giusta risponde alle domande di repubblica e siccome le trovo piu’ veritiere delle tue mi permetto di postarle qui:

    Dieci risposte a dieci domande
    giovedì 28 maggio 2009
    di Puntaspilli
    Ci scusino per l’iniziativa il signor presidente del Consiglio, il dottor Bonaiuti e il portavoce Capezzone; ci perdonino soprattutto perché vogliamo sostituirci a loro proponendo il testo delle dieci risposte alle altrettante domande poste da Repubblica al Capo del Governo.

    1 Signor presidente, come e quando ha conosciuto il padre di Noemi Letizia?
    «Benedetto faceva lo sguattero sulla nave ove io intrattenevo gli ospiti cantando e suonando il pianoforte. Eravamo gli unici due italiani (gli altri erano tutti cittadini tunisini) ed eravamo stati isolati dal resto dell’equipaggio: ci chiamavano sporchi bianchi! Fu così che tra me e lui nacque un’amicizia fortissima».
    2 Nel corso di questa amicizia, quante volte vi siete incontrati e dove?
    «Innumerevoli, non sono in grado di dire il numero preciso. Il più delle volte ci incontriamo a Roma, alla Garbatella: c’è una pizzeria (pizza al taglio) dove si mangia divinamente. Qualche volta vado io a Casoria e ci si incontra al bar Gennaro: un bicchiere di spuma al bitter e via».

    3 Come descriverebbe le ragioni della sua amicizia con Benedetto “Elio” Letizia?
    «L’amicizia esiste e basta. Quando è poi antica come la nostra, le “ragioni” non servono».

    4 Perché ha discusso delle candidature con Letizia che non è neanche iscritto al PdL?
    «E con chi altro le avrei dovute discutere? Con Bondi, La Russa e Gasparri?».

    5 Quando ha avuto modo di conoscere Noemi Letizia?
    «Proprio da Gennaro, mentre stavo chiacchierando con Ben. Ricordo ancora che la ragazza consumò in un sorso solo un bicchiere di vodka al limone».

    6 Quante volte ha avuto modo di incontrare Noemi Letizia e dove?
    «Altre tre/quattro volte: tutte al sexy-shop di Frosinone».

    7 Lei si occupa di Noemi e del suo futuro e sostiene economicamente la sua famiglia?
    «Non mi occupo ma mi interesso. Così come mi interesso della sua famiglia che sostengo inviando loro periodicamente una copia di MicroMega».

    8 E’ vero che lei ha promesso a Noemi di favorire la sua carriera nello spettacolo o in politica?
    «In politica no, ancora è presto. Per quello che riguarda lo spettacolo, ho avuto occasione di parlare della ragazza con Michele Santoro il quale mi ha confessato di essersi rotto un po’ le balle della Granbassi».

    9 Veronica Lario ha detto che lei “frequenta minorenni”. Ce ne sono altre che incontra o “alleva”?
    «Veronica chi? L’unica minorenne che ho frequentato in vita mia è stata Rita Levi Montalcini ma a quel tempo ero minorenne anche io».

    10 Sua moglie dice che “non sta bene” e che andrebbe aiutato. Quali sono le sue condizioni di salute?
    «Ma chi è che si spaccia per mia moglie? Io non sono sposato! E poi basta con questa storia di “Silvio che sta male”: mi sento benissimo, trombo come un riccio, mangio in maniera abbondante, riesco a sopportare Umberto Bossi, sbeffeggio Di Pietro, rido come un cavallo quando ascolto Travaglio. Insomma, chi sta meglio di me? Franceschini, per caso? Ma fatemi il piacere…».

    Con affetto
    un simpatizzante

  3. sberla54 scrive:

    Con che coraggio sfoggi in bella mostra un banner in ricordo di Giovanni Falcone e poi difendi cosi’ Berlusconi…prestandogli la voce….con tutti gli scheletri che nasconde nei suoi numerosi armadi…
    W la coerenza e W Vittorio Mangano, l’EROE -.-

  4. Neupaul Palen scrive:

    Ecco finalmente il video della bella Loglady Loon,
    la velina ventiseienne che chiama Berlusconi «papi».

    «Per me Silvio è un secondo papà: mi telefona e lo raggiungo. Poi insieme cantiamo e balliamo le canzoni di Jannacci, soprattutto “Vengo Anch’io. No, Tu No”»

    http://susyspecchi.splinder.com/post/20558948/Vengo+Anch%27io.+No%2C+Tu+No

  5. graziano scrive:

    Occorre tenere duro e non mollare.
    Tutti.
    Lui non risponderà ma qualcuno capirà.
    Graziano
    http://www.overquaranta.it

  6. snail scrive:

    Caro Marco, ci tengo a precisare che il mio commento di prima non voleva essere provocatorio, anzi totalmente sincero in quanto vorrei avere un tuo parere. Cioè, vorrei sapere qual è secondo te il motivo per cui queste persone non rispondono mai direttamente. Quindi ti prego di rispondermi (il mio commento devi averlo letto, visto che ne hai scritti altri in altri post nel frattempo) e di non prendermi per il solito simpaticone sinistrorso che vuole avere ragione a tutti i costi e prende in giro con domande sarcastiche.😉
    Grazie,
    Valentino (snail)

  7. drugo86 scrive:

    E se fosse così tanto semplice(mente) come mai non ha risposto NESSUNO a quelle domande?🙂

  8. snail scrive:

    Salve! sono nuovo qui, ma mi fa piacere l’aver finalmente trovato un blog gestito da una persona di destra con cui confrontarsi e che sappia ragionare. ok, sono uno dei seguaci di travaglio, ma sono sempre pronto a confronti senza grosse parole e insulti e sono pronto anche a cambiare punto di vista, se del caso🙂
    In questo frangente la mia domanda principale è: ma se queste 10 domande sono così banali (come infatti in un caso normale ci si può aspettare che siano) perché silvio non risponde allo stesso modo in cui hai risposto tu? questo è il principale problema! ed è la stessa cosa che mi angosciava quando ci fu il caso schifani l’anno scorso: perché anziché rispondere “ma io non lo sapevo, eccetera”, insomma giustificandosi con poche e semplici parole (cosa plausibilissima), schifani ha semplicemente querelato senza rispondere niente?
    È proprio questo che mi dà da pensare, questa ambiguità di fondo.

  9. sgrondo scrive:

    certo che per superare EmilioFede ce ne vuole di impegno. Complimenti, ci sei riuscito

  10. donfrengo scrive:

    “E’ vero che lei ha promesso a Noemi di favorire la sua carriera nello spettacolo o nella politica?
    -Se se lo meriterà un aiuto non si nega agli amici.”

    Nello spettacolo O nella politica?
    Un aiuto agli amici?
    Se se lo meriterà?

    Davvero non provi nessun imbarazzo?

  11. Anonimo scrive:

    Tacchino e’ un segaiolo!

  12. Anonimo scrive:

    Tacchino,sei invidioso perche’ stanco di farti le bazzighe?

  13. Anonimo scrive:

    Tacchino,sei invidioso?

  14. filippo tacchini scrive:

  15. filippo tacchini scrive:



  16. Marco Caruso scrive:

    ma certo Cougar, direi allo stesso modo che sarebbero inchieste pretestuose se si presentassero con le medesime basi…

    ragionandoci su, cos’hai in mano?
    le dichiarazioni di una donna sicuramente ferita, ma che non vede praticamente mai il marito e quindi ne legge solo sui giornali e di una moglie che è sull’orlo di un divorzio plurimilionario con interessi in gioco da far paura e l’addebito non è una cosa da sottovalutare in questa vicenda, secondo me.

    ma anche senza fare dietrologie strane: di cosa sarebbe accusato Berlusconi?
    di aver intrattenuto rapporti con una ragazzina?
    forse allora qualcuno dovrebbe investigare anche sull’implicito o esplicito consenso della famiglia e della ragazza…

  17. cougar84 scrive:

    Perché?

    E sarebbe lo stesso se ci fosse D’Alema, o Fini, o Bertinotti?

  18. Marco Caruso scrive:

    lo penserei anch’io, Cougar…

  19. cougar84 scrive:

    Eh già, ma se dovesse partire l’indagine già me lo immagino Mr. B.

    “Ecco, sono le solite toghe rosse che vogliono incastrarmi!”

  20. Marco Caruso scrive:

    hai centrato il problema Cougar: che cosa volete che dica l’intervistato all’intervistatore?!
    ovviamente risponderà sempre NO o comunque resterà sul vago.
    le varie inchieste dei giornalisti gossippari non stanno dando i frutti sperati: l’unica cosa che veramente interessa non può essere scoperta attraverso soffiate di magistrati o appostamenti con macchina fotografica o intercettazione.

    spiacenti, ma questo è uno spettacolo degno di novella 3000, non certo di Repubblica.
    poi hai la delusione di vedere d’avanzo fare il segugio di cronaca rosa e veramente ti cascano le braccia.

  21. cougar84 scrive:

    Caruso, spero che le risposte siano da leggere con la classica inflessione del Premier😄

    Secondo me l’unica domanda legittima che si può fare per un discorso del genere è: “Berlusconi ha avuto rapporti sessuali con una minorenne?”

    Ovviamente in qualsiasi caso il nostro Premier risponderebbe “NO!”.
    Dovremmo far partire un indagine in stile “Sexgate”?

    Insomma, c’è di mezzo una minorenne … E questo va al di là di qualsiasi ragione politica.

    Poi la sinistra perderà le Europee, perché non sta facendo una mazza per le Europee.

  22. Marco Caruso scrive:

    @ Alieno: beh, più gossip misto a vouyerismo di così si muore.

  23. Marco scrive:

    Ma perchè servono le parole di Veronica Lario per capirlo come stanno le cose? Non siete mica a posto neanche voi!!

  24. Alieno scrive:

    Non derubricherei il tutto al solo gossip.Intanto per le parole di Veronica “frequenta minorenni” e “sta male”,fosse un qualunque anziano rincoglionito non me ne fregherebbe niente ma trattandosi del nostro Primo ministro è mio diritto di cittadino sapere come stanno le cose.

  25. Anonimo scrive:

    Alieno gossiparo eh?

  26. Alieno scrive:

    Il fatto è che per continuare a non rispondere qualcosa sotto c’è.

  27. Marco Caruso scrive:

    beh, Alieno, non era compresa nelle terribili domande proposte da Repubblica…

  28. Alieno scrive:

    ahahahahahahahahahahahahahahahahahaahahahahahaahahah
    Ora gli presti pure la voce? ahahahaha
    Ecco ma come mai rispondono tutti e lui no?
    Poi qualche altra domanda:
    Perchè ha mentito sul fatto che era un improvvisata e invece si sapeva del suo arrivo alla festa dal giorno prima?
    Sei proprio un semplicemente ahahah

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  1. […] PS: ho notato che anche Ferrara si è cimentato nel gioco delle risposte alle 10 domande di Repubblica e sono sorprendetemente simili a quelle date anche da me in questo post… […]

  2. […] Per approfondire consulta articolo originale:  10 risposte per 10 domande. […]



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