Anno (meno) Uno.

Doveva essere l’Anno Uno per Santoro, quello successivo al suo ritorno in Rai, ma a quanto pare la redazione capitanata dall’ex europarlamentare salernitano è rimasta ferma all’Anno Zero.
Forse peggio. Perchè a ben pensarci pare sia tornata indietro. Almeno almeno di quindici anni.

A conti fatti, son passati tre lustri e li ritroviamo tutti ancora impantanati a parlar male del tiranno Berlusconi che prima o poi questo dannato regime lo imporrà.
Peccato che il tempo passi e del fantomatico regime neanche l’ombra.
Se non nei loro occhi accecati dal livore personale e sulle loro lingue biforcute.

Le ragioni di Travaglio, di Santoro e del resto dell’armata brancaleone dell’antiberlusconismo sono come il vino: col tempo invecchiano. Ma invece di migliorare e finire per esser celebrate come un’annata fantastica, stanno via via perdendo di qualità e di sapore. In pratica, sono quasi diventate aceto.

Hanno usato tantissimo del loro preziosissimo tempo per metterci in guardia da una prossima deriva autoritaria del Cavaliere. Che però non è mai arrivata! E un po’ come succede a quelli che prevedono la fine del mondo dovendola poi rimandare di anno in anno per le continue smentite storiche, anche le chiacchiere di Travaglio e dei suoi amiconi, alla luce dei fatti, sono rimaste sostanzialmente a zero. Appunto. Anno Zero.
Peccato solo che in tanti anni non siano riusciti a fare un passo in avanti.

Sono prigionieri di un regime che si sono costruiti nelle loro teste e su cui hanno fondato la loro fortuna mediatica. Il che è paradossale: che regime è quello che tutto sommato lascia che il dissenso prodotto da nani e ballerine si propaghi in tutto il paese (anche grazie alle aziende del suddetto ipotetico regime – Mondadori e Mediaset in primis) in danno del satrapo che sta al governo?

Ieri sera, poi, l’apoteosi: doveva essere una puntata in memoria di Montanelli ed è finita con l’essere l’ennesima piazzata televisiva contro Berlusconi.
Tentativo peraltro sostanzialmente fallito, con i presenti in studio che non facevano altro che riportare Santoro alla realtà: macchè regime e regime…

Sono i fatti a dirlo. Quei fatti di cui tanto si riempiono la bocca e che poi sono i primi a non voler guardare per paura di venire smentiti.

Solo una cosa: che palle!
Ancora una volta il servizio pubblico non si è dimostrato tale.
Sicuramente Santoro farà guadagnare un bel po’ di soldi alla Rai, ma la domanda è: la Rai deve comportarsi come una qualunque televisione commerciale col profitto in testa ad ogni interesse o dovrebbe comunque tener conto del suo dovere di rispetto del ruolo pubblico che ricopre?

E poi: possibile che in 27 puntato di Anno Zero non siano stati così onesti da portare in studio almeno un ragazzo che non avesse da sbraitare solo contro il governo o Berlusconi e che non desse di servi a chi rappresenta o vota il centrodestra?

Che palle!

Comments
33 Responses to “Anno (meno) Uno.”
  1. Anonimo scrive:

    “l’importante è che tu ti senta più intelligente di tutti…….proprio come credi a tutte le stronzate che ti bevi”

    “di fatto, non mi risulta che Riot sia stato chiuso per colpa di Berlusconi, bensì per l’antisemitismo della signorina Guzzanti”

    Infatti è così, bravo ci hai azzeccato. Ufficialmente è stato chiuso per l’antisemitismo della signorina Guzzanti. Peccato però che in quella trasmissione non sia stato detto niente di antisemita. Informati.

  2. carmen scrive:

    Marco, secondo me, è la tua testa ad essere decontestualizzata, ma comunque ti voglio bene come se io fossi normale. Ciao.

  3. Anonimo scrive:

    come come?
    mills e dell’utri non centrano proprio niente con mr.B!
    assolutamente niente!
    Mills si è corrotto da solo e dell’utri col berluusk non aveva alcun legame.
    comunisti del c***o sempre a prendervela col cav!

    bah siete comici.
    oggi non ci manca nulla. verissimo.
    ma domani? e ai miei figli?
    che italia sarà tra un po’ con la mafia al governo legalizzata?
    votavo anchio berlusconi. fatevi un esamino di coscenza

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