Travaglio tocca il fondo.

La natura è stata più svelta del governo e ha presentato il suo piano casa. È una fortuna che gli edifici crollati non fossero stati ancora ingranditi del 20-30 per cento, secondo i dettami del Cavaliere e dei suoi corifei, altrimenti il bilancio dei morti sarebbe più cospicuo. E non osiamo immaginare il bilancio dei danni se, nel paese più sismico d’Europa, fossero già in piedi le cinque centrali nucleari e il Ponte di Messina (una delle zone più martoriate da terremoti) minacciati dal governo.

Cosa c’entri il piano-edilizia che il Governo sta progettando con questo cataclisma lo sanno solo lui e i suoi compagni del branco di sciacalli che dal giorno della tragedia si aggirano nella rete, in tv e sui giornali.

Non pago, però, ovviamente, nell’articolessa sul suo blog, il condannato in primo grado per diffamazione perchè secondo i giudici propone le notizie in modo tendezioso, Travaglio, cita anche l’ormai notissimo Giampaolo Giuliani attribuendogli capacità che nel resto del mondo (Giappone compreso) nessuno sembra avere circa la prevedibilità dei terremoti e mettendo a confronto parte delle sue dichiarazioni (il metodo travaglio non si smentisce mai!!!!!) con quelle di chi ieri non gli aveva dato credito e che oggi sta gestendo con grande responsabilità i soccorsi.

Sarebbe il caso di ricordare a Travaglio che lo stesso Giuliani aveva parlato il 25 di marzo di “rischio passato” dopo aver indicato nella zona di Sulmona quella più probabilmente soggetta a futuri sismi.
Ricordiamo anche che dar seguito agli allarmi di Giuliani avrebbe sì potuto creare molti più problemi di quanti dobbiamo gestirne già oggi.
Ricordiamo a Travaglio che stringi stringi (ascoltando le varie interviste che in questi giorni sta rilasciando senza quasi soluzione di continuità) Giuliani si è reso conto della potenziale gravità della situazione soltanto a tarda sera della Domenica che ha preceduto il terremoto che ha messo in ginocchio L’Aquila quando già in molti erano per zaino in spalla per strada diffidenti dei continui scossoni.

Perdurare in questa stupida, stupidissima polemica è vera dimostrazione di un animo da sciacallo. Ci sono centinaia di famiglia distrutte dal sisma: perchè dar loro l’illusione che tutto fosse prevedibile e addossare responsabilità inesistenti a chi si sta prodigando per garantire a tutti l’aiuto necessario!?

Citare poi il ponte sullo Stretto o i progetti sulle centrali nucleari è di una vigliaccheria vergognosa: basti pensare che le autostrade e le ferrovie, compresi ponti e viadotti, hanno tenuto senza problemi alla scossa; e comunque è sempre una questione di responsabilità: si può e si deve costruire secondo le migliori regole ingegneristiche che garantiscano la maggior sicurezza possibile anche dal punto di vista anti-sismico.

La volgare faziosità di questo pseudo giornalista ne sta finalmente mostrando il volto più veritiero: è solo un rissoso militante di partito (quello di Di Pietro) letteralmente accecato dal livore verso l’avversario politico.

Che schifo!

Comments
232 Responses to “Travaglio tocca il fondo.”
  1. Anonimo scrive:

    il pensatore dovrebbe riconoscere che marco t. è uno dei pochi che mette la faccia per combattere il sistema tarato da destra

  2. Marco scrive:

    L’argomento è complesso e ci sarebbe molto da dire su tanti punti di questo articolo…. Dal momento che sono di Messina e qualcuno chiede “cosa c’entra il ponte di Messina?” ve lo voglio spiegare cosa c’entra…. La verità è che il ponte di Messina è una truffa. Non serve, è completamente inutile: anche se dovessero fare il ponte la maggior parte della gente continuerebbe a prendere i traghetti e gli aliscafi, nonostante siano perennemente in ritardo e nonostante le navi siano le stesse di 30 anni fa. Questo perchè il giro che si dovrebbe fare per andare in calabria attraverso il ponte è tale che si perderebbe il doppio del tempo comunque.
    Le collusioni tra questo appalto e la mafia sono note, del resto tutti i grandi appalti in Sicilia hanno infiltrazioni mafiose e questo è l’appalto più grande di tutti: alcune intercettazioni hanno mostrato come i boss mafiosi avessero già deciso come dividersi i soldi di questo ponte da tempo… Del resto in questo fare e disfare del ponte tanti soldi sono già stati stanziati e poi, in gran parte, spariti senza che sia stata messa una sola pietra…. Ogni opera pubblica a Messina ci 10 volte il tempo previsto inizialmente: non è un modo di dire è la realtà… Quindi se per il ponte sono prevedibili, diciamo, 10 anni state sicuri che nessuno di noi lo vedrà vivo. Su questo non ho dubbi, quando sarete dei vecchietti magari ripenserete per un attimo alla storia del ponte e potrete ammettere a voi stessi che non vedrete mai “questa grande opera”…Meglio così, comunque, perchè se il ponte si dovesse fare non lo si farebbe certo con criteri antisismici: la scelta dell’impregilo dice tutto, sono avvezzi a mischiare sabbia e cemento nelle opere in zone sismiche… Non serve ricordare che Messina 100 anni fa è stata rasa completamente al suolo dal terremoto e che un nuovo terremoto è ampiamente prevedibile…. Non voglio parlare della problematica ambientale perchè alla maggior parte della gente dell’ambiente non frega niente, tanto quando l’uomo arriverà a distruggere il mondo con la sua azione sconsiderata noi saremo tutti morti da tempo… quindi che ci frega? ma parliamo di qualcosa di più egoistico…. gran parte della riviera distrutta e la riviera di Messina sarebbe bellissima se fosse sfruttata adeguatamente (cosa che purtroppo non avviene).
    Il rischio vero e proprio è che il progetto parta, devastino tutto e poi lascino le cose a metà, come a Messina è spesso avvenuto…

  3. Anonimo scrive:

    e viva l’ingnoranza!!!!!!!!!!!!!!!!!!!informatevi prima di parlare!

  4. Neo scrive:

    Bella Otacon, continua a crederci, questo è l’importante😉
    Inizia a cambiare idea tu così mi dimostri di non essere stolto😛

  5. Otacon scrive:

    Ve lo spiego io cosa hanno in comune il terremoto in Abruzzo e il ponte di messina.

    La Calabria è una zona altamente sismica, anche più dell’Abruzzo: avete idea di quanti soldi in più ci vogliano per rendere sicuro il ponte? E soprattutto, con la sicilia che si allontana ogni anno 3 mm dalla calabria, come pensate che verrà costruito il ponte, con la plastica allungabile?

    Tu non vedi la responsabilità del governo perchè non la vuoi vedere. Studia un pò la psicologia: la tendenza ad ideintificarsi con il partito in cui si vota porta a vedere gli errori di esso come propri, per questo non ti va di ascoltare Travaglio.

    Lui è forse il miglior giornalista che rimane in Italia: tu lo attacchi solo perchè ti apre gli occhi e ti fa rendere conto delle atrocità di cui sei complice sostenendo il PDL.

    Mi fa solo pena vedere come ti vanti della tua testardaggine ed ignoranza. Ricorda che solo gli stolti non cambiano mai idea.

  6. Mercurio scrive:

    Si certo, vanno condannati Travaglio e gli altri… Così ovvio per voi ominicchi mediocri.
    Informatevi, leggete e soprattutto studiate prima di creare blog inutili, superficiali e pieni di rabbia. Lo vedete che regionate sempre e solo con la pancia voi “di la”.
    Mi dispiace per voi, ma lo sciacallo Travaglio ha ragione e ci sono centinaia di documenti a testimoniarlo per l’appunto. basterebbe informarsi e leggere invece di avere come unica ed esclusiva lettura “Il Giornale”
    Ah beata ignoranza e ingenuità! Vi fa sembrare tutto così candido…

  7. Aldo scrive:

    Assolutamente vero quello che dice Heinrich; Non c’è e non ci sarà mai speranza per questo povero paese finchè l’indignazione per una tragedia si riduce solo nel vomitare contro quei pochi che ci vogliono vedere chiaro!!! Ma l’italiano digerisce tutto… basta dargli un po di tempo…..tempo……..ecco, prendere tempo fino ai prossimi morti… l’importante è che i morti siano gli altri.

  8. Heinrich scrive:

    Il modo migliore per onorare i defunti sta nel dare SENSO e VERITA’ alla loro fine.
    Il modo migliore per onorare la morte di chi è scomparso prima del tempo sta nel cercare e affermare il perchè e il percome sia potuto succedere.
    Sta nel dare alla loro memoria GIUSTIZIA.

    Ora, mi sembra totalmente legittimo chiedersi se e come queste morti fossero EVITABILI, e se ci siano delle responsabilità giuridiche e politiche e se sì di chi.
    Ma a qualcuno questo disturba. Forse, ci si chiede, a chi potrebbe risultare il titolare di tale responsabilità???!

    Sciacallaggio è censurare il dibattito sul perchè facendo ricorso alla pietà verso i defunti.
    Sciacallaggio è servirsi dei morti per coprire la responsabilità dei vivi.

  9. Maurizio Cataldo scrive:

    Ciao Enrico (immagino sia questo il tuo nome)

    Io mi ritengo soddisfatto con la tua frase: “Ma così non va bene.”
    Credimi, la ritengo la sintesi di quello che ho cercato di comunicare fin dall’inizio, ovvero che:
    – Non esiste in pratica l’obbligo per la regione di controllare l’effettiva implementazione delle normative antisismiche
    – non esiste in pratica un organismo che vada nei cantieri a fare le verifiche per l’effettiva corrispondenza del materiali usati rispetto a quelli dichiarati.
    – e soprattutto è sufficiente da parte del direttore dei lavori una autocertificazione depositata.

    Sono assolutamente d’accordo che sia necessario lavorare sulle coscienze, ma pure questa risulta un po in una utopia (che comunque io perseguirei), infatti per realizzare la “madre di tutte le soluzioni” sono necessari:

    – L’ESEMPIO da parte dei governi dove si mostri che non c’è spazio per le furberie (sarai d’accordo con me che questo manca, in alcuni governi più che in altri, ma in generale non viene mostrato alcun esempio da emulare, anzi alcuni governi se la prendono proprio con la magistratura!)
    – decenni di buona educazione (tecnica e civica);
    – certezza della pena;
    – severità verso tutti i reati che si possono configurare nell’articolazione ed espletamento delle pratiche edilizie, pubbliche e private, in particolar modo riguardo ospedali, scuole, centri nevralgici (prefetture, caserme, uffici, tribunali, eccetera)
    – e comunque non si prescinde dalle verifiche a campione, con campionamento tanto più numeroso quanto più il fenomeno risulta dilagante.

    Concludo con il sottolineare che i limiti di velocità hanno cominciato ad essere osservati solo dopo che sono stati introdotti autovelox e tutor, e che siamo d’accordo sulla soluzione definitiva PER TUTTI I PROBLEMI di questo genere: LE COSCIENZE!

    Pensa che questa mattina per radio ho sentito dichiarare che l’ospedale de L’Aquila NON aveva l’agibilità! Sconvolgente.

    E’ stato un piacere sviscerare l’argomento con un tecnico dell’edilizia.

    Ciao

  10. enrix scrive:

    No, la legge è adeguata. E’ che il primo modo lascia aperto il fianco in modo frequente all’errore o alla svista progettuale.

    Progettare una struttura antisismica, se questa è un’abitazione civile, è un’attività molto complessa, ed è facile commettere errori o dimenticanze.

    In Italia molti professionisti sono abituati a prendere vecchi progetti di civili abitazioni comuni, per riutilizzarli e quindi risparmiare, e renderli antisismici controllando e ritoccando di quà e di là.

    Ma così non va bene.

    Se io ti dico di andare da Milano a Brindisi sotto una nevicata di 1000 km, con un fuoristrada SUV ben gommato, tu ci vai relativamente tranquillo.

    Se ti dico di andarci con un mercedes a trazione posteriore senza circuito anti-pattinamento ma con le sole catene, non ti dico di fare una cosa illegale, ma una cosa possibile.

    Ma tu il viaggio lo fai con molta più tensione nervosa, perchè lo sai che è comunque una soluzione di fortuna, comunque meno sicura della precedente.

    E’ un po’ la stessa cosa.

    Ti ribadisco: è sulle coscienze che bisogna lavorare.

  11. Maurizio Cataldo scrive:

    @ Enrix

    Beh, se questa è la tua opinione definitiva allora siamo d’accordo, nelle zone sismiche (come l’Abruzzo) si deve costruire nel secondo modo ma la legge permette (??) di farlo nel primo.
    Quindi la legge non è adeguata alla realtà delle zone sismiche (come l’Abruzzo), ho capito male?

  12. enrix scrive:

    il precedente messaggio è mio, ma sono col palmare.

  13. Anonimo scrive:

    Io da tecnico ti dico spassionatamente la mia opinione, anche se posso accendere non poche polemiche.

    Ci sono due modi di progettare un edificio civile antisisimico, da parte di un progettista.

    1) progettare un edificio civile, e dopo averlo progettato verificarne “l’antisismicità” effettuando le correzioni laddove non risultasse adeguato.

    2) Progettare una struttura antisismica, e poi “vestirla” da edificio civile.

    In zona sismica, come l’Abruzzo, bisogna progettare nel secondo modo.

    Il primo è legale, e molti professionisti sono abituati a progettare a quel modo; ma poi parti di edificio, con un terremoto deciso, crollano.

    Evidentemente in Abruzzo si è progettato molto alla prima maniera, purtroppo.

  14. Maurizio Cataldo scrive:

    Enrix, ma tu da tecnico come te le spieghi le decine (almeno io ne ho viste decine) di case nuove e severamente lesionate, nel senso che se c’era qualcuno dentro poteva scapparci il morto?
    La disattenzione la posso capire per 1 edificio su 100, oltre queste cifre mi viene da pensare al malcostume diffuso ed al conseguente sforzo per limitarlo al massimo (come le velocità per l’autovelox), che è poi il senso ultimo della nostra conversazione.

  15. enrix scrive:

    Caro Maurizio, come vedi stiamo andando a bomba.

    Ti potrei dire, ad es., che una serie di fotografie anche ben fatte, con tanto di data sovrimpressa, non sarà mai sufficiente a certificare la perfetta e compiuta installazione di una gabbia di armatura di una soletta.
    Cioè, è probante di un lavoro esistente e probabilmente ben fatto, ma non è probante della sua perfetta corrispondenza al progetto.
    E chi si fida?

    Esiste un problema. Se per esempio, come è avvenuto la scorsa estate, il prezzo del ferro triplica improvvisamente per ragioni di mercato, l’impresario che sta realizzando l’armatura di 4 villette a schiera si trova una sopravenienza passiva, imprevista, che può ammontare anche a 30/40.000 euro per villetta. Tu capisci che a quel punto dimezzare il ferro significa porre riparo ad un danno di circa 100.000 euro, che non sono bruscolini.
    Lo diventano invece, bruscolini, col senno di poi, ora che sotto quella soletta è scappato il morto.
    Ma lo scorso mese di settembre, te lo garantisco io, senza la memoria storica e quindi la “COSCIENZA” di quanto ora invece è accaduto, un giovane costruttore avrebbe tranquillamente fatto carte false per risparmiare qualche decina di migliaia di euro.
    Ed in effetti, le ha fatte, carte false.

    Allora veniamo al nocciolo del problema: noi stiamo scervellandoci su come garantire la società di un modo di costruire conforme, con un grado di sicurezza approssimativamente vicino al 100%.

    benissimo, possiamo discutere sino a domattina proponendo anche le soluzioni più ingegnose, ma dire che il Governo ha colpa perchè non è stato fatto prima, è un’altra cosa.

    In un paese civile, Cataldo, il costruttore non mette metà del ferro nei pilastri, non falsifica gli acquisti, i certificati di collaudo.
    Se no se viene il terremoto scappa il morto, e lui va in galera.

    Questo è quanto avviene in un paese civile.

    E guarda caso, è ciò che è accaduto da noi.

    Qualcuno ha fatto il furbo, e vedrai che ne risponderà.

    Questo il primo step.

    Il secondo, è prendere atto delle eventuali falle della legge e rendere più sicuri ed oggettivi i controlli, se possibile, e questo va bene.
    Il secondo step.

    E siamo a due step, e mi fermo lì.

    L’altro anti-step, che è quello del Travaglio-Santoro televisivo che vorrebbero già sin d’ora vedere delle responsabilità del governo e dei politici; mi spiace, ma io non ce le vedo. Le leggi c’erano, e c’è tutto un dispositivo di pene che io direi adeguato, in quanto a certi livelli si rischia anche l’omicidio volontario. Quindi, chi non ha messo il ferro nei pilastri, si prnederà le sue responsabilità.

    Salvo forse qualche limitata responsabilità accessoria degli Amministratori locali (province e comuni), dove probabilmente “disattenzioni” ci sono state.

  16. Maurizio Cataldo scrive:

    Enrix

    a me risulta che il Genio civile possa fare dei controllo a campione sulla composizione dei materiali che viene dichiarata dal direttore stesso dei lavori e consegnata insieme alla documentazione del progetto.

    Inoltre, visto che sei un tecnico, potrai immaginare insieme a me che una semplice fotografia scattata nei momenti giusti dell’edificazione, assai meglio se scattata da un soggetto terzo, sia una buona prova.
    Si tratta solo di formalizzare una procedura documentativa obbligatoria usando gli strumenti a disposizione.

    Sono d’accordo che nello sforzo di verificare non si possa mettere in moto una macchina che copra il 100% dei cantieri, ma qui parliamo di anni, durante i quali sembra proprio che venga delegato troppo alla buona fede.
    Non ti dimenticare la metafore dei limiti di velocità e l’autovelox o tutor, gli incidenti sono diminuiti quando le verifiche sono diventate una certezza.

    Mentre proviamo ad immaginare un modo per documentare la correttezza dei lavori in modo difficilmente eludibile, io sto chiedendo ad amici ingegneri civili quali sono gli strumenti tecnologici di verifica, a posteriori dell’edificazione, di cui disponiamo al giorno d’oggi.

  17. pippo io scrive:

    mi permetto di concordare con enrix, in linea generale aggiungo di personale il fatto che non mi sembra una buona idea inasprire le pene riguardo ad un problema nel momento in cui il problema si palesa. E’ un palliativo che non ha effetti duraturi. La soluzione sarebbe una maggiore coscienza civile, nel caso specifico il confezionamento di cementi e calcestruzzi semplicemente secondo le normative vigenti o, più a monte, l’edificabilità in aree che rispettino ciò che sta a monte del piano regolatore, cioè le carte di sintesi della pericolosità geomorfologica per esempio.
    I mezzi e le norme esistono ampiamente già tutti secondo me, quindi o mancano i controllori o chi esegue ha troppa facilità a deviare per interessi personali dal “percorso legale”

  18. Anonimo scrive:

    A enrico quintavalla, ma perchè non vai a cagher pure tu!…compris !?

  19. Anonimo scrive:

    A enrico quintavalla,…ma perchè non vai a cagher pure tu!, compris !?

  20. enrix scrive:

    Sto preparando le risposte, mentre lavoro. Qualcosa inizio però a dirtela: i carotaggi non sarebbero serviti nel caso della casa dello studente, perchè la riduzione peregrina del ferro non la individui in quel modo. I carotaggi servono solo per verificare la qualità dell’agglomerato, a campione.

    Inoltre tu devi sapere che i laboratori abilitati all’analisi dei campioni di calcestruzzo (omologati dal ministero), non sono mai di più 3-4 per regione e, ahimè, qui lo dico e qui lo nego, è proprio lì che c’è il rischio di falso, specie con i grossi cilenti che hanno potere d’acquisto, perchè c’è conflitto d’interessi.

    per avere la matematica certezza che una campionatura ed un’analisi sia efficace, un pubblico ufficiale deve seguire il campione dal momento del prelievo sino alla compilazione del certificato. Cosa ovviamente impossibile da farsi, per la collettività, perchè ci vorrebbero migliaia di controllori. Quindi il rischio esiste sempre.

    Ti ribadisco che da che mondo e mondo anche e soprattutto nei paesi ad alto rischio sismico, vale soprattutto la coscienza civica del problema.
    Le leggi da rispettare esistono, c’è il rischio di essere condannati per omicidio colposo o volontario in caso di frode, quindi la legge va rispettata perchè i terremoti bene o male arrivano, anche se con meno frequenza che in Giappone.

    E’ un po’ come se, per evitare i furti nelle abitazioni, travaglio chiedesse di dotare ogni abitazione di una guardia giurata per legge dello stato.

    Cioè, non basta prevedere una pena per il furto, bisogna che fisicamente sia impedito altrimenti è colpa del governo.

    Questo andrebbe bene, se non fosse un’utopia.

  21. Maurizio Cataldo scrive:

    enrix,

    I miei post indirizzati a Marco Caruso sono da interpretare sul tono canzonatorio-scherzoso, escludi il tono severo anche solo per il linguaggio che uso.
    Non sarebbe male se partecipasse anche lui al chiarimento.

  22. Maurizio Cataldo scrive:

    Ok Enrix,

    lasciamo da parte le polemiche.

    Cosa mi dici delle risposte che hai avuto sui tuoi 4 punti?

    ciao

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