Previsione e prevenzione.

Come al solito siamo costretti a sperare che tragedie come quella abruzzese ci siano almeno di lezione per il futuro.

Oggi infatti non è il caso di schierarsi pro o contro chi si è detto in grado di prevedere il sisma che ha distrutto 26 paesi e messo in ginocchio L’Aquila, perchè l’unica cosa da fare in questo momento è rimboccarsi le maniche e aiutare quei 50mila fratelli che dal tramonto all’alba hanno perso tutte le loro certezze.

Il passo successivo dev’essere quello di puntare tutto sulla prevenzione, decisamente prioritaria rispetto a qualunque studio di prevedibilità.
Ed è questo che il governo dovrà fare: trovare soluzioni in grado di mettere a riparo la popolazioni da futuri disastri.

Le responsabilità del passato ci interessano fino ad un certo punto, anche perchè difficili da identificare con nettezza: il dovere adesso è di guardare avanti e di farlo nella giusta direzione.

Tutto il resto, torno a ribadirlo, è sciacallaggio!

Comments
14 Responses to “Previsione e prevenzione.”
  1. Gabbiano scrive:

    mah io dico che ci sono studiosi ben preparati (vedi i giapponesi..) ma non mi pare sia saltato fuori nessuno con “trovato il modo di prevedere i terremoti”… e il radon non è una scoperta di ieri… e in pratica che succede? fai evacuare migliaia di persone per un paio di settimane? e se fai cilecca chi ti ascolta più dopo? ci vuole molta prudenza in questi casi, e mettersi la toga per interpretare la parte di “cassandra”, non mi pare la strada giusta…

    un saluto

  2. Cougar84 scrive:

    “napoletani compresi. di chi sarà la colpa se un domani succedesse?”
    Dei Napoletani, che sicuramente faranno le vittime dopo una catastrofe del genere (come hanno sempre fatto), invece che levarsi di torno da quella bomba ad orologeria …

    Comunque la previsione del tizio non era da 10 a 100 anni, ma nel giro di una o due settimane. E’ un paragone molto differente.
    Poi possiamo disquisire sulla concretezza di questa previsione, sia scientifica che non, però non confondiamo le due cose.

  3. Andrea Sferrella scrive:

    @ Poliscor
    “Basta vedere le fotografie di quei poveri paesi: non sembra neanche di essere in Italia, dal punto di vista di chi è abituato alle grandi città. Come si può pretendere che rimangano in piedi certe abitazioni di argilla e sassi, che risalgono a secoli fa?”

    Hai ragione, il problema è che sono crollati anche fabbricati nuovi o quasi nuovi (case di persone che conosco personalmente) e bisognerebbe capire come cazzo sono stati costruiti. Comunque per ricostruire tutto ci vorranno 6 o 7 anni; Marco ha ragione bisogna rimboccarsi le maniche e basta.

  4. Marco Caruso scrive:

    Napoli è uno scandalo…fosse per me farei sloggiare tutti dalle pendici del Vesuvio e non solo…

  5. Gabbiano scrive:

    faccio anche io una previsione: napoli è una città costruita sotto un vulcano. mia cugina (geofisica) mi pare abbia detto che ci sono dai 3 ai 700mila a grave rischio, in caso di grossa e IMPROVVISA esplosione. che avvenga tra 10, 100 o più anni è difficile dirlo. ma tutti lo sanno. napoletani compresi. di chi sarà la colpa se un domani succedesse?

  6. heavyhorse scrive:

    @marco: ma certo! mica oggi 6 aprile. primo: soccorsi, secondo: rifugi per gli sfollati e cure, terzo: piani realistici per una ricostruzione oculata e indagini sulle responsabilità

  7. Marco Caruso scrive:

    @ HH: ok, ma non credo sia questo il momento…in questo momento non mi sento di dover tirare in mezzo responsabilità o giustificazioni.

  8. heavyhorse scrive:

    @marco: no scusa, se tu avessi detto solo: “bisogna darsi una mossa e d’ora in poi pensare alla prevenzione” non avrei avuto niente da replicare. ma tu hai aggiunto la frase che ho citato. quindi è sì doveroso guardare al futuro (è la prima cosa da fare), ma contemporaneamente non si possono ignorare le responsabilità passate (per quanto possibile ovviamente), di chiunque siano

  9. aXx scrive:

    Purtroppo non impariamo mai niente, fra un po di tempo ci verranno a dire che costruire utilizzando norme rigide costa troppo e avanti così.

  10. Polìscor scrive:

    Bravo aXx, hai centrato perfettamente il problema. L’Italia è a rischio sismico esattamente come lo è il Giappone, eppure là un terremoto di questo tipo scrosterebbe qualche intonaco e nulla più.
    E’ una questione di cultura, in Italia c’è gente che ancora campa dentro i container dell’Irpinia perché così non paga le utenze, figuriamoci se c’è la mentalità di costruire case antisismiche. Basta vedere le fotografie di quei poveri paesi: non sembra neanche di essere in Italia, dal punto di vista di chi è abituato alle grandi città. Come si può pretendere che rimangano in piedi certe abitazioni di argilla e sassi, che risalgono a secoli fa?

    In tutto questo, le stupide polemiche sul sesso degli angeli (o sulla previsione dei terremoti, è la stessa cosa) suonano come un insulto di fronte a chi ha perso tutto: familiari, casa, futuro, sogni e speranze.

  11. aXx scrive:

    “I crolli che si sono registrati in Abruzzo hanno coinvolto case che non sono state costruite a sopportare una scossa che non è stata particolarmente violenta”. Lo ha detto il presidente dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv), Enzo Boschi. “Ci si emoziona dopo ogni terremoto – ha spiegato Boschi – ma non fa parte della nostra cultura costruire in maniera adeguata in una zona sismica, costruire cioè edifici che reggano e intervenire su quelli vecchi: questo non è mai stato fatto”. “In passato – ha ricordato il presidente dell’Ingv – abbiamo fatto una mappa dettagliata del Paese a seconda del rischio sismico, indicando anche interventi che si potrebbero attuare per mettere in sicurezza”

  12. Marco Caruso scrive:

    nell’economia di questo discorso c’entrano poco e anzi, niente…….non è questa la sede nè il momento per avviare un dibattito su questo tema.

    molto più utile è partire da qui per capire cosa fare o cosa non rifare in futuro.

    le polemiche, ad oggi, stanno a zero…tempo ce ne sarà per scatenarle, ma non credo che oggi possano tornare utili a qualcuno.

    di responsabilità comunque ne vedo molteplici e quel che è peggio incancrenite dal tempo…quindi, star qui a rimuginare su questioni del genere proprio…non ha senso…

    o almeno credo…

  13. heavyhorse scrive:

    premesso che non ho le conoscenze tecniche per dire se era una tragedia prevedibile o meno, se tu fossi un parente/amico di una sola delle vittime diresti che “Le responsabilità del passato ci interessano fino ad un certo punto…” ?

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