Ultime volontà.

State per morire e quindi fate testamento #1: “lascio metà del mio patrimonio a mia moglie e il resto ai miei figli equamente spartito”!
Queste sarebbero le vostre volontà e lo Stato sarebbe vincolato a rispettarle.

State per morire e quindi fate testamento #2: “lascio tutto ai miei figli”!
Queste sarebbero le vostre volontà e lo Stato sarebbe vincolato a rispettarle, MA…non lo farà perchè è stabilito per legge che metà del patrimonio spetta al coniuge sopravvissuto, quindi lo Stato non rispetterà le vostre volontà e ripartirà i beni secondo la legge.

State per morire e quindi fate testamento #3: “lascio tutto al mio cane”!
Queste sarebbero le vostre volontà e lo Stato sarebbe vincolato a rispettarle, MA…non lo farà proprio di niente, perchè è stabilito che coniuge e figli hanno diritto ad una frazione del patrimonio. Solo dopo vengono gli altri.
Lo Stato quindi non rispetterà le vostre volontà e anzi, probabilmente andrà contro quelle volontà perchè la legge vuole così.

Ebbene: siamo davvero sicuri che lo Stato assecondi sempre e con totale indifferenza le nostre ultime volontà? Siamo sicuri che lo Stato sia sempre vincolato a rispettare le nostre ultime parole?

La risposta corretta è sicuramente NO. Ci sono interessi e valori che hanno senza dubbio forza maggiore.

Ora, siccome la Vita non può esser trattata alla stessa stregua di una “cosa” qualsiasi, perchè mai dovremmo scandalizzarci se lo Stato si preoccupa di tutelarla in maniera ancora più incisiva degli oggetti del nostro patrimonio?

La medicina, poi, è una scienza in continua evoluzione: perchè mai allora lo Stato dovrebbe obbligare un medico a dar seguito alle volontà testamentarie di una persona (99 volte su 100) inconsapevole e ingnorante e solo spaventata dall’idea di vivere una vita meno dignitosa di come se l’era immaginata ma che tale potrebbe anche non essere?

Comments
45 Responses to “Ultime volontà.”
  1. tequilero scrive:

    Poliscor, ha una idea molto originale del significato della parola “tramare”.
    Un cittadino porta avanti una controversia legale utilizzando le norme e i principi che gli sono riconosciuti dallo stato, apertamente e alla luce del sole, e per lei diventa uno che “ha tramato affinchè lo stato gli facesse una legge come diceva lui”.
    Complimenti.

  2. Polìscor scrive:

    enrix, non trattar male il mio troll preferito, che poi mi si intristisce e non posta più!😀

    Marco, leggo che qualcuno qui si lamenta perché la legge sarebbe di fatto “inutile”. Beh, siamo al ridicolo: se è “utile” ci si lamenta perché mette le zampe nel sacro tabernacolo del “si fa quel che voglio io”, se è “inutile” ci si lamenta perché non mette le zampe da nessuna parte.
    Io l’ho detto più volte: nessuna legge fatta da nessun governo di nessun colore può e deve mettere becco in situazioni che sono e devono rimanere assolutamente personali e ad personam. Quindi, ottimo lavoro quello del governo che ha beffato tutti facendo una non-legge e salvando quindi il ruolo dello Stato. E soprattutto beffando Englaro, che per quindici anni ha tramato affinché lo Stato gli facesse una legge come diceva lui.

  3. enrix scrive:

    “Quando sbatti il muso sulla realtà, diventi patetico e cominci a farmi una sincera compassione.”

    Invece, quando il muso lo sbatti tu, ti sale la pressione, non capisci più un cazzo e rispondi nel 3d sbagliato.
    Ma a me non fai compassione.
    Fai ridere.

    “La frustrazione e l’impotenza per non essere riuscito a dimostrare con qualcuno la tua superiorità dialettica traspare evidentissima dall’amarezza delle tue frasi, dalle tue ripetute recriminazioni, dalla tua memoria dolente.”

    La tua frustrazione ed impotenza invece traspaiono dal fatto che rispondi alla cazzo nel 3d sbagliato.
    Per quanto riguarda la tua memoria, vedi ciò che hai scritto nel post precedente.
    Non ti ricordavi neppure perchè avevi scritto una porcheria a Sabina Guzzanti, e allora ti sei inventato di sana pianta una cazzata, tanto per lenire la figura di merda. Peccato che ti è andata male.

    “Mi ricordi il formidabile Fiorello quando faceva l’imitazione dell’eccelso Umberto Eco, sottolineando la disperazione del semiologo per eccellenza, colto in fallo su un banale congiuntivo.”

    Tu invece mi ricordi te stesso. Certe stronzate le avevo già lette solo da te.

    “Sostanzialmente a te di Scaramella non strafrega un beneamata pippa.”

    A lui invece credo che tu interessi. O meglio, interessi al suo avvocato.

    “Ma non riesci ad ammettere con te stesso che qualcuno ti abbia dato la paga, dimostrandoti che, fatti alla mano, nessuna delle tue strampalate tesi ha retto alla prova giudiziale.”

    Sagra, sveglia, non c’è stato nessun giudizio. Ripassa il sussidiario.
    Nessun processo. Solo un patteggiamento.
    Le mie tesi quindi nessuno le ha contestate, nè può farlo, perchè sono documentate.

    “Fattene una ragione, e salutaci la simpatica Sabina Guzzanti.”

    Certo, me la son già fatta da un pezzo una ragione. Quella di non trovare niente di meglio delle tue asinate con cui divertirmi.
    Per Sabina non mancherò. Vuoi che torni a darti una spazzolata?

    “Prendi un bel purgante, che ti farà passare il mal di pancia.”

    Non serve. Quando scrivi tu, “basta la parola” (cit.).

    “Sagra”

    Enrix

  4. Anonimo scrive:

    Marco, mi sono stancato, davvero, di leggere i commenti; o meglio leggere chi ti critica e tu che cerchi di difendere l’indifendibile.
    Quindi, poco sbroc sbroc:
    1) Una ereditá ha un valore sociale come possibile aiuto alla vedova o ai figli (per quello che penso io anche per il vedovo omosessuale).
    Quindi, puó essere corretto che, A RICHIESTA, un giudice decida sull’uso della stessa
    2) La vita é la mia e io voglio farne QUELLO CHE CAZZO VOGLIO
    3) Che un gruppo mi imponga PER LEGGE una certa visione filosofica…significa SHARIA

    A questo siamo arrivati in Italia, molte grazie!

    P.S. Una certa ministra, non mi ricordo come si chiama, in una intervista su “La 7” diceva che se passa il concetto sulla libera gestione della vita, allora sarebbe errato imporre l’uso di: cinture di sicurezza, casco, scarpe di sicurezza ecc.
    É verissimo É ERRATO imporre l’uso di questi mezzi.
    Peró, per esempio le societá assicurative potrebbero rifiurare qualunque pagamento quando si dimostri il NON uso dei mezzi di sicurezza.
    Semplice gestione delle libertá.
    Ma, in uno stato dove si allpica la SHARIA cattolica é troppo difficile per capirlo.

  5. Antonio scrive:

    Marco, ma se la libertà di scelta del medico già esiste, perchè inserirla nel testamento biologico? Se il testamento non è nè obbligatorio (e va bene, anzi benissimo, lo fa solo chi vuole) e nè vincolante allora si torna punto e a capo con altri casi come quelli di Eluana, dove però al posto di familiari ed amici, a testimoniare ci sarà un pezzo di carta “non vincolante”.
    Chi lo sceglie un medico diverso visto che il fiduciario praticamente è ridotto ad uno spettatore?
    Allora a che l’hanno fatta a fare questa legge? Lo stato deve tutelare i diritti dei cittadini e in questo modo non tutela un bel niente.
    Hai ragione a dire “a ognuno la sua libertà di scelta, compreso il medico, che altrimenti si troverebbe costretto ad eseguire una procedura che lui si rifiuterebbe di attuare”, solo che per il malato la scelta con questa legge non c’è, mentre per il medico già esiste. Allora non siamo ancora ad un buon compromesso, non credi?

    Sorvolando, poi, sulle enormità sui non-riferimenti all’accanimento terapeutico e sul sondino (alimentazione e idratazione artificiale) come sostegno vitale, fatti per evitare ogni possibile appiglio legale.

    Ultima cosa, vincolante per me significa che le volontà in esso contenute devono essere rispettate, che poi sia il medico a cui è capitato per caso il paziente, o il medico curante o chiunque altro poco importa (appunto la libertà del medico di rifiutarsi).
    Ciao

    Antonio

  6. Asdrubale88 scrive:

    L’alimentazione artificiale non è pane e acqua. Se tu dai pane e acqua, via flebo ad una persona in coma muore dopo poco.
    Chiedi a qualunque medico.

  7. Marco Caruso scrive:

    @ Antonio: credo si possa lasciar da parte le nostre divisioni e per lo meno provare a condividere una sintesi equilibrata: al medico viene concessa libertà di coscienza (e allora è giusto che il testamento non sia vincolante) e al paziente testatore viene data la facoltà di scegliersi il medico che lo ammazzerà.

    a me sembra un buon punto d’incontro, no?!

    su tutto il resto, purtroppo e per fortuna la pensiamo diversamente…e su altre questioni è palese il fraintendimento comune e l’esasperazione del punto debole di ogni argomentazione per affrontarci l’un contro l’altro armati…
    quindi, propongo di abbassare le armi e cercare di concordare su quello che potrebbe essere un terreno comune, altrimenti finiremo per star qui altri tre giorni a parlare sempre delle solite cose e tirando fuori i soliti numeri e i soliti articoletti di leggi e costituzioni…

    a ognuno la sua libertà di scelta, compreso il medico, che altrimenti si troverebbe costretto ad eseguire una procedura che lui si rifiuterebbe di attuare.

  8. Marco Caruso scrive:

    @ Tequilero: giusto…non giochiamo con le parole. Io non ho detto che non si può lasciare ad una fondazione, ho detto che non puoi lasciare ad un cane, sottinteso in maniera diretta…

  9. Antonio scrive:

    Ops, mi correggo:

    “Posto che per me in una struttura pubblica non dovrebbe esistere obiezione, questo “diritto” (virgolette riferite all’ambito pubblico) di cui parli tu poteva essere tutelato in altro modo e senza lasciare zone d’ombra legislative (come al solito in italia).”

    Questo “diritto” di obiezione di coscienza è già tutelato da altre leggi e nel codice deontologico medico. Quindi a maggior ragione, quale motivo spinge i “legislatori” a proteggerlo nella legge sul testamento biologico?? La legge doveva essere fatta per tutelare i diritti dei autodeterminazione del malato non come “richiamino” dell’obiezione.
    Era giusto una precisazione…
    ciao

    Antonio

  10. tequilero scrive:

    Marco non scherziamo con le parole.
    Se io faccio testamento e decido di lasciare tutti i miei averi ad una Fondazione che dovrà curarsi esclusivamente di dare alloggio e vitto al mio cane o ai miei cani, lo posso fare.
    Nessuno mi requisisce un bel nulla.
    Sarà compito dell’esecutore testamentario realizzare le mie volontà e lo Stato potrà solo rimanere a guardare.

    Sulla fede, il mio riferimento non era direttamente a te ma a coloro che decidono di prendere determinate decisioni in base a questa.
    Per il resto quoto tutto quello che ha scritto Antonio.

  11. Antonio scrive:

    Ciao cougar84,
    per quanto mi riguarda la discussione per me è partita da questa frase nel post di Marco:
    “Ora, siccome la Vita non può esser trattata alla stessa stregua di una “cosa” qualsiasi, perchè mai dovremmo scandalizzarci se lo Stato si preoccupa di tutelarla in maniera ancora più incisiva degli oggetti del nostro patrimonio?”
    Ma sta scivolando sul diritto di obiezione di coscienza dei medici.
    ciao

    Antonio

  12. Antonio scrive:

    Ciao Marco,
    lo so che la scusa dello spam era perchè ormai hai recepito le direttive d’alia e carlucci (scherzo ovviamente).
    In ogni caso, il limite all’azione dello stato lo da la costituzione che lo pone nell’ambito dell’art. 32 al rispetto della persona. Se ignori la mia volontà non mi rispetti e vai contro la costituzione.
    Visto che è sulla base costituzionale che si legifera (magari…), una legge che non tiene conto dei diritti costituzionali da allo stato un diritto che non esiste.

    Il punto non è che ti devi “stupire” se il legislatore lascia il diritto al medico, ma il piuttosto, che viene lasciato all’autodeterminazione del malato?
    Se io sono malato terminale con alta probabilità che vada in coma, finchè sono lucido chiedo la sospensione delle cure, appena a causa della sospensione vado in coma, il medico come può di sua iniziativa ricominciare a curarmi?
    Poi che senso ha una legge sul testamento biologico che dice che la tua volontà può non contare nulla? Per cosa è stata fatta? per l’aria fritta?
    Posto che per me in una struttura pubblica non dovrebbe esistere obiezione, questo “diritto” (virgolette riferite all’ambito pubblico) di cui parli tu poteva essere tutelato in altro modo e senza lasciare zone d’ombra legislative (come al solito in italia).

    @ Marco Caruso:
    l’autodeterminazione è necessariamente condizionata (per non dire proprio supportata) da una coscienza e volontà attuale e concreta, ovvero da una comprensione di tutte le circostanze che orientano le nostre scelte.
    in mancanza di quella attualità e comprensione delle circostanze le nostre scelte non potranno mai dirsi vincolanti perchè lascierebbero troppo spazio al dubbio.

    Ma quale dubbio? Se io faccio un testamento biologico, lo faccio in coscienza mia sulla base di quello che voglio io proprio in prospettiva di lasciare detto cosa fare quando non sono in grado di farlo. Se cambio idea, cambio il testamento e se è una cosa a cui tengo, lo faccio immediatamente quando ho cambiato idea. Se invece rifiuto l’idea del testamento biologio, semplkicemente non lo faccio.
    Quindi il problema dov’è?
    Se io da sano e cosciente rifiuto l’idea di stare intubato in un letto alle dipendenze di qualcuno senza speranza di miglioramento, il fatto di trovarmi proprio nella situazione che non mi “piace” come può mettere in dubbio ciò che pensavo quando stavo bene?
    Se io ho paura dei topi, stare in una stanza piena di topi come può modificare la mia paura in qualcosa di diverso?

    Io spero che magari napolitano si svegli e faccia il suo lavoro, rimandando indietro questa legge vergogna per manifesta incostituzionalità. Ora ne ha proprio il diritto (non come nel caso del decreto Eluana) ed anzi il dovere di farlo.
    ciao

    Antonio

  13. cougar84 scrive:

    Io sono poco informato sulla cosa, ma leggendo i vostri commenti mi pare di capire che si sta discutendo sulla possibilità di obiezione di coscienza del medico.
    Cioè, la protesta sta tutto in quello, oppure è più articolata.

    Perché se così fosse sono d’accordo con il Pensatore, in quanto anche un medico deve avere la possibilità di scegliere se fare una determinata cosa o meno.
    Ovviamente però non può impedire che la volontà del paziente venga disattesa.

    Ciao,
    Marco

  14. david scrive:

    Marco, scusami se mi permetto, ma sei sicuro di esserti iscritto a giurisprudenza?

  15. Marco Caruso scrive:

    ragazzi è veramente difficile ragionare con chi antepone sempre un pregiudizio.

    io non ragiono da fedele: la mia fede e le mie convinzioni religiose me le tengo per me, quindi fatemi sto grande piacere…evitate di dirmi di fare una cosa che già sto facendo.

    @ Tequilero: stessa risposta che ho dato ad Antonio e a tutti gli altri: l’esempio del testamento è necessario per far notare come non sempre una volontà risulta vincolante per chi la deve eseguire (nel caso del lascito al cane, giusto per dire, lo Stato non lo permetterebbe e requisirebbe l’intero patrimonio).

    tutto questo per dire cosa?
    che non mi stupisco se il legislatore lascia facoltà di obiezione di coscienza al medico che dovrebbe eseguire il testamento biologico.
    siccome non è fatto obbligo di stare con un medico specifico, beh…che il paziente cambi medico e si faccia ammazzare da chi gli pare!

    PS: non confondere gli atti di disposizione in vita e quelli fatti in stato di incoscienza.
    l’autodeterminazione è necessariamente condizionata (per non dire proprio supportata) da una coscienza e volontà attuale e concreta, ovvero da una comprensione di tutte le circostanze che orientano le nostre scelte.
    in mancanza di quella attualità e comprensione delle circostanze le nostre scelte non potranno mai dirsi vincolanti perchè lascierebbero troppo spazio al dubbio. E poichè lo Stato tutela la vita e non dispone alcun diritto alla morte, è ovvio (secondo me) che lo stesso Stato opponga taluni limiti.
    superabili, ma pur sempre esistenti!

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