Matteo Renzi: se l’uomo nuovo del PD è “di destra”.

Istruttiva puntata di AnnoZero, quella di ieri sera.
Ospite attesissimo (parlo a titolo personale) il candidato a sindaco di Firenze in quota PD, Matteo Renzi, già presidente della Provincia del capoluogo toscano; personaggio balzato agli onori delle cronache per aver sbaragliato i pronostici ed aver vinto le primarie fiorentine; giovanissimo (34 anni), ma anche giovanile, nel senso che gli si attribuisce una grande capacità comunicativa soprattutto attraverso il mezzo più efficace tra i giovani: internet, a tal punto da essersi già guadagnato ben due citazioni sulla rivista “Times” (di cui l’ultima in cui veniva accostato con un pizzico di blasfemia addirittura ad Obama – ovviamente solo per certi aspetti).
Puntata istruttiva, dicevo, perchè dai discorsi di Renzi e dalle interviste fatte tra i fiorentini che venivano mandate in onda apparivano lampanti due aspetti: il primo è che Renzi non piace ai militanti piddini più rigorosi; il secondo, più paradossale, è che nonostante sia stato definito “l’uomo nuovo” del partito democratico (da alcuni financo indicato come l’ideale timoniere del PD) Renzi è da molti considerato “di destra”.
Una bestemmia per i fiorentini, che, attaccati come sono a certi valori per loro immodificabili, da cinquant’anni si recano alle urne a spuntare il simbolo prima del PCI poi del PDS poi dei DS e infine del PD che tutto hanno puntato su quel “codice ontologica della sinistra” imperniato su termini come Costituzione e Resistenza.
Toccagli tutto, ma non l’antifascismo e l’amore verso la Carta-Divinità.
Toccagli quello e finisci per essergli inviso e tacciato per giunta di collusione con le destre.

Renzi, fortunatamente (dico io), per quanto invece si ostini ad autodefinirsi di CENTRO-sinistra (dichiaratamente rutelliano) non si fa scoraggiare e parla senza troppe perifrasi e in maniera moderna di cambiamenti: alla Costituzione come pure in termini di mentalità politica su questioni come grandi opere, ambiente, economia.
Un tipo, per farla breve, che rischia di piacere più all’elettorato di centrodestra piuttosto che al suo di riferimento, ovvero il centrosinistra.

E a questo punto resta da chiedersi quanto i fiorentini saranno disposti ad intrupparsi nonostante i forti malumori e ad andare comunque a votare questo “destrorso prestato alla sinistra”.
Facciamo così: un bello scambio Fini-Renzi…giacchè al primo lo danno per buono alla guida del Pd e al secondo buono per stare dall’altra parte!

Personalmente il “ragazzo” non mi dispiace affatto: ovviamente nel merito del suo operato ci sarebbe da discutere fino a notte fonda, ma le idee son davvero quelle giuste per cogliere quel rinnovamento che troppe volte si grida ma che mai si costruisce veramente.

Di contro, mi viene da pensare che a Firenze il PdL abbia finora atteso troppo e lasciato eccessivamente il campo allo sfidante: serviranno 100 giorni di fuoco per battere un centravanti come Renzi. Fortuna che abbiamo “il portiere” (alias Giovanni Galli)!

PS: mi sembra doveroso segnalarvi (andatevelo a cercare su youTube) il divertentissimo siparietto iniziale con cui Travaglio ha aperto la puntata e, se vi riesce, per cogliere meglio la differenza sostanziale tra ciò che il PD è e ciò che invece dovrebbe essere (e per questo non piace), rivedetevela tutta la puntata tenendo a mente le figure contrapposte di Bassolino da una parte e Renzi dall’altra!

Comments
18 Responses to “Matteo Renzi: se l’uomo nuovo del PD è “di destra”.”
  1. Polìscor scrive:

    C’è un nome preciso, per le entità come quella: si chiamano troll. Ognuno di noi ne ha almeno uno azzeccato alle palle, ma sono così carini! Io non ne vorrei mai fare a meno😀

    @Marco Caruso: “destra” e “sinistra” esistono eccome, non farti incantare da chi appartenendo alla sinistra più sfigata ORA dice che non esistono più. Chi sostiene la loro scomparsa o è un non più rappresentato in parlamento in cerca di nuove identità alla Nanni Moretti / Beppe Grillo, oppure è uno sfigato frustrato quarantenne co.co.co. con un milione di rate davanti ancora da pagare per il suv preso con le vacche grasse e le mielose parole di Prodi ancora rimbombanti nel cranio. Oppure è tutti e due (leggi: sagra).

    Destra e sinistra esistono eccome! La Destra esiste eccome, valori, uomini, donne, storia e futuro compresi. La sinistra, invece, è in putrefazione: ma questo è un loro problema.
    Ma non disperino! C’è sempre la Costituzione, c’è sempre Napolitano (finché campa)!😀

  2. Ale scrive:

    Ma Sagra e’ lo stesso Sagra preso a calci nel culo dalla Guzzanti?
    Sagra:
    non ti preoccupare della mia immagine. leggi più attentamente quello che è stato scritto perché la figura dello sprovveduto la fai tu, non io.
    la buona reputazione me la sono costruita
    continuando a pensare con la mia testa e con
    azioni coraggiose, cioè senza mai preoccuparimi
    di assecondare persone come te. se ti dovessi
    perdere come fan dubito che mi rattristerei.
    Sei nuovo del blog, chi ti ha mai visto prima?
    qua parliamo di quello che ci pare che ti piaccia
    o no.
    Continui a ripetere delle cose false, completamente
    impermeabile ad ogni documento, logica e
    onestà intellettuale. l’unica vita che infetti è la
    tua. sei tu che dovrai continuare a convivere
    con te stesso. per me leggere ogni tanto qualche
    espressione di stizza sul blog è pure divertente.
    fa polemica, movimento. non te ne andare
    ti prego. sei come un funari in un talk show.
    è quel genere di trash che vivacizza il clima
    e alza gli ascolti. soprattutto mi ha molto
    colpito la tua cultura quando hai citato il
    complesso di elettra. un argomento così
    imprevedibile! così inedito! cosa fai il preside
    di liceo? il consigliere comunale? senza offesa
    per queste categorie spesso chi ne fa parte
    usa questo tipo di humor pungente soprattutto
    di persona perché accompagnato da un alito
    molto cattivo. scrivi ancora ti prego.
    se vuoi ti metto a disposizione degli editor
    perché tu abbia sempre qualche citazione a
    dispozione. qualche frase di alberoni, qualcosa
    di rutelli, anche del crepet naturalmente… perché
    i tuoi interventi siano sempre questo coctail
    frizzante di bugie, luoghi comuni e minacce
    col sapore dell’impotenza.

    un grosso grosso abbraccio

    Inserito da sabinaguzzanti il Ven, 07/03/2008 – 21:59

  3. Marco Caruso scrive:

    al contrio: secondo me Berlusconi ha segnato un solco definitivo tra destra e sinistra.
    i contorni di ogni schieramento sono abbastanza definiti.
    tolto Berlusconi rimarrebbe tutto come oggi in termini di barricate.

    era in passato che non v’erano differenze, tant’è che la DC era necessariamente orientata a sinistra, sebbene in modo moderato!

  4. sagra scrive:

    per Marco Caruso

    “ad oggi, dico, una benchè minima differenza tra destra e sinistra rimane. Minima, ma è pur sempre qualcosa.”

    Quell’unica, vera, autentica differenza fra Destra e Sinistra c’è e si chiama Silvio Berlusconi.

    Se accadesse che Silvio Berlusconi si accordasse con il PD, non avrei il minimo dubbio su dove posizionarmi.

    Non girare intorno al problema.
    Silvio Berlusconi ha semplicemente distrutto ogni differenza fra Destra e Sinistra.

    A Sinistra se ne sono accorti, a Destra ancora no!

    Basta eliminare politicamente Silvio Berlusconi, e torneranno le differenze fra Destra e Sinistra.

    Sagra

  5. Sharino scrive:

    Ok, allora ritratto la mia tesi, concordo che ci sia una minima differenza tra destra e sinistra, tuttavia la crisi economica ci travolge e al momento non starei a sottilizzare tra l’assistenzialismo e il capitalismo quando c’è qualcuno che ci sta fregando le ultime ricchezze.

    è come litigare sulla superiorità difensiva di una squadra mentre lo stadio va a fuoco.

  6. Marco Caruso scrive:

    Che Berlusconi sia un “autentico liberale” credo non lo pensi seriamente nessuno…….

    ad oggi, dico, una benchè minima differenza tra destra e sinistra rimane. Minima, ma è pur sempre qualcosa.

  7. sagra scrive:

    per Marco Caruso

    “Berlusconi potrà anche dire “lo Stato sono io”, ma in senso istituzionale perchè punta comunque ad una deregolamentazione, una sburocratizzazione (almeno…quello è l’obiettivo dichiarato, poi si sa che non tutto va come dovrebbe)…”

    Concordo pienamente con te.
    Difatti ha “istituzionalizzato” il suo conflitto d’interessi, ha Istituzionalizzato il suo conflitto con la Magistratura, ha istituzionalizzato i suoi rapporti con gli amici favorendoli nei “consigli per gli acquisti (Alitalia)”.

    Come sburocratizza le cose lui, non le sburocratizza nessuno.

    Chiunque è capace di autodefinirsi “autentico liberale”.
    Bisogna però vedere cosa ne pensano gli altri.

    Sagra

  8. sagra scrive:

    per Marco Caruso

    “Istruttiva puntata di AnnoZero, quella di ieri sera.”

    Complimenti per aver apprezzato un feroce comunista come Santoro.

    Mi piacerebbe tanto poter fare altrettanto con un berlusconiano DOC, come Emilio Fede, Liguori, Ferrara o qualche altro simpatico leccaculo.

    Sagra

  9. Marco Caruso scrive:

    @ Sagra: forse confondi lo Stato istituzione dallo Stato “sovrano” rispetto al popolo “suddito”.

    Berlusconi potrà anche dire “lo Stato sono io”, ma in senso istituzionale perchè punta comunque ad una deregolamentazione, una sburocratizzazione (almeno…quello è l’obiettivo dichiarato, poi si sa che non tutto va come dovrebbe)…

    sulla differenza tra liberalismo e capitalismo selvaggio mi pare non vi siano dubbi: le regole servono o comunque un certo controllo è necessario. Solo che per taluni può e deve essere minimo; per altri invece è un controllo esasperato che parte dalla presunzione di colpevolezza per tutti i capitalisti o coloro che muovono i soldi.

    posso assicurarti che è molto più strano che vi siano capitalisti che vanno a braccetto con gli ex comunisti che liberali che votano Berlusconi!

  10. Marco Caruso scrive:

    @ Pippo: ti senti bene? Mi sembra tu stia sproloquiando…

  11. Marco Caruso scrive:

    @ Sharino: una cosa sono le regole, altra cosa è la burocrazia.

    i “liberali”, in teoria, optano per libertà assoggettate a minore burocrazia, ma non solo: anche libertà più tutelate; più mercato e meno Stato.

    a sinistra le cose sono viste con un’ottica decisamente diversa: più Stato nel mercato e più Stato ad invadere il campo delle nostre libertà da far genuflettere al cospetto di determinati valori “collettivi”: in buona sostanza, meno individuo, più collettività.

    Oppure si potrebbe parlare di FANATICI perché pendono dalle labbra di qualcuno ANCHE quando parla CONTRO i loro interessi.

    ti riferivi ai “coglioni” che votarono Prodi nel 2006?
    eh…quanto hai ragione…

  12. sagra scrive:

    per Marco Caruso

    “il problema semmai è cosa ci facciano dei liberali assieme agli assistenzialisti e cosa gli assistenzialisti assieme ai liberali.”

    Il vero problema è cosa ci farebbero i Liberali assieme al monopolista di Stato Berlusconi. In versione moderna il suo ideale si avvicina sempre più al famoso detto di Luigi XIV “lo Stato sono Io”.

    Quello che tu chiami assistenzialismo lo praticavano pure le Dame di San Vincenzo ai tempi dei Borbone; ed allora i liberali venivano considerati pericolosi eversori, rivoluzionari, carbonari e tante altre cose.

    Il Liberalismo è una cosa seria, e non va confuso con il Capitalismo selvaggio.
    Altrimenti si finisce per fare la fine dell’America di Bush, dove Obama è stato costretto a comprarsi le Banche per non fare andare in malora l’America.
    Socialismo made in USA.

    Il Capitalismo selvaggio finisce sempre per condurre a due estreme soluzioni:
    Il Fascismo oppure il Comunismo, entrambe forme degradate del Socialismo.

    Ed il Socialismo nacque proprio in antitesi a quel Capitalismo selvaggio stupido quanto avido.

    Nessun Liberale degno di quel nome vuole avere nulla a che fare con quel campione di ClericoFascismo che rappresenta il tuo Berlusconi.

    Sagra

  13. pippo io scrive:

    L’aberrazione del berluscones porta fino a questo punto, dopo aver deciso cosa deve fare l’opposzione, quando deve cambiare il leader, cosa dev’essere giusto o sbagliato per gli “altri”; tastati gli umori in vista delle amministrative, dove le miriadi di liste civiche rendono difficilissima una mappatura del voto per poter poi urlacchiare “HO VINTO, HO VINTO” piazzando Gasparri in tv l’8 giugno, ecco, essendo difficile ciò, unitamente al fatto che la lista civica sarà molto diffusa e non facilmente catalogabile, mentre l’ex centrosinistra fa e farà alleanze locali con lega e UDC, ecco detto e considerato e valutato tutto ciò, adesso ce se ne esce fuori con il fatto che quelli che rappresenteranno il centrosinistra saranno comunque di centrodestra e berlusconi vincerà ed i comunisti perderanno.

    Chi è che non perdeva mai perchè non si metteva mai in gioco? grillo? sicuro?

  14. Sharino scrive:

    A me fa ridere il termine “liberali”.
    davvero.. è fantastico…

    In ogni società la libertà è data proprio dalle regole.

    TUTTI sono per la libertà, quindi non serve definirsi “liberali”, tutt’al più si potrebbe dire di essere EGOISTI ammettendo pubblicamente che si vogliono variare le regole per avere più spazio di azione….
    Oppure si potrebbe parlare di FANATICI perché pendono dalle labbra di qualcuno ANCHE quando parla CONTRO i loro interessi.
    Ma a me piace usare il termine “plagiati” perché spiega in maniera più estesa e meno offensiva l’entità del problema.

  15. Marco Caruso scrive:

    beh, aspetta: oggi puoi ancora distinguere gli assistenzialisti dai liberali. Politicamente non c’è più, invece, la differenza tra proletari e capitalisti, ma per il resto di discordanze ancora ce ne sono.
    il problema semmai è cosa ci facciano dei liberali assieme agli assistenzialisti e cosa gli assistenzialisti assieme ai liberali.

    ormai dobbiamo accontentarci: i socialisti più nostalgici non si aspettano più nemmeno che il 100% delle decisioni dei loro rappresentanti sia coerente coi loro valori, ma devono sperare che lo siano almeno il 50/60% delle volte.
    idem con patate per quei liberali che vedono tutt’oggi nel centrodestra l’unica “casa” possibile o ideale.

    no…io ancora ci credo e un po’ ci tengo alle distinzioni tra destra e sinistra. E credo sia così anche per tanta parte degli elettori: sono la destra e la sinistra ad esser cambiate aprendosi l’una all’altra senza dare più la facoltà di percepire la coerenza tra i valori di facciata e le azioni concrete…

  16. Sharino scrive:

    Invece non significano più nulla, non ci sono più I SOLDI per poter decidere se essere assistenzialisti o capitalisti.

    Servono a creare le divisioni interne al paese, servono a mantenere vive le definizioni “comunista, fascista”, e soprattutto servono per dare giacca e rolex a chi invece dovrebbe zappare la terra o finire in prigione.

    La divisione odierna è semplicemente tra chi si aggrappa ai guadagni facili e chi si rende conto (insieme a chi sa da tempo) che i giochi sono finiti.

    Sharino.

  17. Marco Caruso scrive:

    credo comunque che destra e sinistra abbiano ancora qualche significato, ma in questo momento si può anche fare a meno d’esser così pignoli!

  18. Sharino scrive:

    Stai “quasi” per capire che la politica è solo vecchia e nuova, non destra e sinistra.

    è pur sempre un passo importante no?

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