Croce e Giustizia.

Oltre a suggerire al Cavaliere o le dimissioni o la rinuncia allo “scudo” Alfano per poter dimostrare l’insensatezza di certi teoremi accusatori (di cui solo pochi fessacchiotti si beano manco la nazionale avesse vinto la prima partita del girone e l’avessero scambiata per la vittoria del mondiale), consiglierei ai suoi legali di non investire più tempo e fatica nell’approvazione di leggi ad personam come lodi di vario genere e quant’altro: molto più semplicemente, si può ottenere una prescrizione facile facile commettendo qualsivoglia sorta di reato in quel dell’Aquila e piazzando poi un bel crocifisso di soppiatto, magari di notte, nell’aula giudiziaria in cui si dovrà celebrare il processo.
Là c’è un giudice che proprio non sopporta quella Croce ed è perfino disposto a rinunciare al suo stipendio e al suo lavoro finchè non gliela tolgono da sopra la capoccia.
Perciò, niente di più efficace: lui lo toglie e voi glielo rimettete alla parete; quello non lavora e rimanda le udienze. E così fino a che non si arriva a far prescrivere il reato.
Tutti felici, tutti contenti e soprattutto…nessuna legge ad personam di cui poi vergognarsi o dover dare spiegazione.
Fatevi furbi…in nome della laicità dello Stato potete creare il Presidente del Consiglio Divino, praticamente ingiudicabile.
Basta poco, ricordate: trasferire tutte le attività illecite a l’Aquila e portarsi dietro un crocifisso.
Il resto è un gioco da ragazzi.
Altro che lodo Alfano…

Comments
3 Responses to “Croce e Giustizia.”
  1. Anonimo scrive:

    Oltre a suggerire al Cavaliere o le dimissioni o la rinuncia allo “scudo” Alfano per poter dimostrare l’insensatezza di certi teoremi accusatori (di cui solo pochi fessacchiotti si beano manco la nazionale avesse vinto la prima partita del girone e l’avessero scambiata per la vittoria del mondiale).

    E invece, quelli non fessacchiotti ma furbi, per quale ragione pensano che il lodo alfano sia stato fatto?

  2. Giuseppe M. scrive:

    Questo Alfano?

    “La presenza di Angelino Alfano al matrimonio avvenuto nel 1996 della figlia di Croce Napoli, presunto boss mafioso di Palma di Montechiaro morto nel 2001, sarebbe testimoniata da un video amatoriale della festa. Alfano, all’epoca neo-deputato all’Assemblea Regionale Siciliana, avrebbe salutato con affetto Napoli. Alfano dichiarò a Repubblica di non avere “nessuna memoria o ricordo di questo matrimonio” e che “non ho mai partecipato a matrimoni di mafiosi o dei loro figli, non conosco la sposa, Gabriella, né ho mai sentito parlare del signor Croce Napoli che lei mi dice essere stato capomafia di Palma di Montechiaro”.

  3. Sharino scrive:

    heheh l’ho letta anch’io qualche giorno fa.

    Alla fine lui (il giudice) è stato condannato perché in quanto laico non è impossibilitato dal crocifisso stesso a lavorare.

    Quindi si è dato la zappa sui piedi: avrebbe dovuto celebrare comunque la seduta e solo successivamente aprire un eventuale contenzioso, facendo giudicare la faccenda (of course) da qualcun’altro.

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