Fatemi morire, ma come dico io.

Eppure dovrebbe esser così semplice: se son cosciente decido io. Se sono incapace decido comunque i per mezzo di mie volontà scritte e firmate da me medesimo; se invece non sono in grado di decidere nè ho deciso, nessuno mi tocchi perchè nessuno può conoscere le mie volontà, nè può presumerle perchè spesso le certezze di cui ci facciamo forti in un momento non sono le stesse dell’attimo dopo.
E questo è uno dei punti più controversi della vicenda di Eluana: il dubbio fatto sicumera, la pietà egoismo e la compassione boia.
Ha ragione chi dice che Eluana è stata uccisa per una sentenza. E’ con quella sentenza che si è avallata l’idea che da una presunzione si potesse ottenere certezza ed è sempre a causa di quella che si è lasciato che una mano si armasse e compisse una volontà mai espressa.
Curioso, perchè un brocardo latino (ah, i latini…) recitava che “cogitationis poenam nemo patitur”, ovvero: nessuno può esser punito per un proprio pensiero.
Abbiamo imparato invece che la nostra società tanto “avanzata” è molto meno saggia di quanto credevamo…

Per questo spero che la prossima legge sul “fine vita” rispetti i paletti sopra esposti.
Così che non si debba più patire per un caso simile a quello di Eluana, ma soprattutto perchè ci si possa sentire più tranquilli chè nessun giudice potrà decidere per noi.

Comments
33 Responses to “Fatemi morire, ma come dico io.”
  1. Antonio scrive:

    Ciao a tutti,
    problema risolto…. se continua di questo passo è meglio organizzarsi per espatriare anche se uno vuole morire senza accanimenti terapeutici.

    http://www.ansa.it/opencms/export/site/visualizza_fdg.html_929500621.html

    Antonio

  2. neruda scrive:

    Attenzione alle date.

    Venerdì Berlusconi scatena un polverone sul caso Englaro ( sul quale si era espresso tempo prima, dicendo che lo stato in casi come questi deve farsi da parte).

    Molti commentatori hanno detto che Berlusconi ha strumentalizzato la drammatica vicenda per lanciare un attacco al presidente Napolitano.

    Possibile ( anche se sembrerebbe un autogol: i sondaggi dimostrano che, al di là delle appartenenze politiche, la maggior parte degli italiani sta con Napolitano e sostiene le ragioni di Beppino Englaro).

    Ma stamattina Marco Travaglio fa un’altra ipotesi, alla quale anche a me era capitato di pensare nei giorni scorsi.

    Ripeto: attenzione alle date.

    Venerdì 6 febbraio esplode lo scontro sul dramma di Eluana.

    Martedì 17 febbraio ricomincia il processo a Mills , l’avvocato imputato per corruzione in atti giudiziari, in concorso con Silvio Berlusconi.

    La posizione del premier, come si sa, è stata stralciata nei mesi scorsi in attesa che la Corte Costituzionale si pronunci sulla legittimità del lodo Alfano, che prevede l’immunità per le più alte cariche dello Stato.

    Proprio nel giorno in cui si alza il polverone su Eluana, la Corte costituzionale dichiara con una sua sentenza che le sentenze definitive valgono come prova nei processi in corso.

    Che conseguenze avrebbe questa sentenza per Berlusconi?

    Semplice: è evidente che il processo all’imputato Mills, che si concluderà la prossima settimana, andrà a sentenza definitiva molto prima di quello all’imputato Berlusconi, immune finchè resta Presidente del Consiglio oppure fino a quando la Corte Costituzionale non dovesse bocciare il Lodo Alfano.

    Ma, se e quando, il processo a Berlusconi dovesse tornare in aula, la condanna definitiva di Mills peserebbe come un macigno sulla definizione della vicenda.

    Ecco allora che il 7 febbraio, in pieno polverone Englaro, il governo riscrive l’articolo 238-bis del Codice di procedura penale: le sentenze passate in giudicato potranno essere considerate come prova solo nei processi di mafia, terrorismo o per reati gravissimi.

    Insomma, siamo alle solite.

    Cioè alle leggi ad personam.

    Altro che legge ad Eluanam ( o contra Eluanam).

    Diceva Andreotti che a pensar male si fa peccato, ma quasi sempre ci si azzecca.

    andreotti

    E se lo dice Andreotti….

    BUON RISVEGLIO

  3. Asdrubale88 scrive:

    Dragoberto, il tuo “cordialmente” non riesce a nascondere la tua fastidiosa supponenza. Ti permetti di giudicare una tragedia non tua, mentre il padre ha cercato di fare il meglio.

    Mi dispiace per questo…secondo me sei in errore…comunque tranquillo, potrei benissimo sbagliarmi io.

    Ciao ciao!

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