Berlusconi è veramente impazzito?

Sulla gestione politica del “caso Englaro” sono sempre stato molto critico con governo e maggioranza: contro ogni istinto che premeva affinchè mi rallegrassi dei tentativi di interrompere la sentenza di morte di Eluana, ho sempre sostenuto una posizione “laica”, dicendo che se qualcosa poteva esser fatta DOVEVA esser fatta prima, per colmare quel vuoto legislativo in cui era stato permesso ai giudici di inserirsi arrivando a prender decisioni che in teoria dovrebbero spettare all’organo sovrano nel nostro Paese, ovvero il Parlamento.
E’ dal 2005, da quando con la battaglia di Piergiorgio Welby fu chiaro a tutti che una disciplina in materia di “fine vita” era necessaria, che si parla di una legge sul testamento biologico (o se volete sul DAT), ma alle parole non sono mai seguiti i fatti. Solo buone intenzioni, ma niente più.
Ricorrere a mezzucci improvvisati da parte dei nostri governanti mi sembrava una vera e propria beffa.
Così, anche quando ho saputo della volontà del governo di mettere in campo un decreto urgente ho pensato che sarebbe stato meglio, giunti a questo punto, se la politica avesse fatto un passo indietro e più che al presente si fosse dedicata a porre rimedio definitivamente in futuro con una legge da troppo tempo attesa.
Poi, lo scontro istituzionale e la conseguente ridda di voci contro l’esecutivo e contro il suo presidente.
Gli stanno dando di pazzo, di golpista, di antidemocratico, di eversivo…
Ma davvero è stato così sconsiderato il modo di agire del governo?
Senza voler discutere la bontà o meno del provvedimento in esame (verso il quale comunque mi sento ancora contrariato), teniamo in conto ciò che è successo e valutiamolo per quello che è stato!
E cominciamo da una considerazione minima e difficilmente interpretabile: la forma di governo del nostro paese è indiscutibilmente parlamentare; non presidenziale; non semi-presidenziale.
In poche parole: è il Parlamento ad essere sovrano.
Quel che è successo ieri sera, con la lettera di Napolitano ha rappresentato un fatto gravissimo, una rottura della prassi democratica per cui il governo è responsabile di fronte alle Camere e non la presidente della Repubblica.
Varando comunque il decreto, il governo ha evitato che si creasse un pericoloso precedente di cessione della sovranità verso il Colle.
L’esecutivo valuta la sussistenza dei criteri d’urgenza e necessità, vara il decreto e lo sottopone al controllo del Parlamento che può convertirlo o meno; una volta convertito in legge scattano i controlli di legittimità costituzionale da parte sia del capo dello Stato (che comunque può solo rinviarla alle camere, ma è poi costretto a promulgarla nel caso in cui gli ritorni tale e quale per la seconda volta), sia, soprattutto, della Consulta, che può invece farla decadere dichiarandola incostituzionale.
Napolitano quindi doveva firmare ed emanare il decreto presentatogli lasciando la responsabilità politica civile e penale al governo!
Così non è stato ed è stato un fatto gravissimo cui Berlusconi ha rimediato nel modo meno doloroso.
Avesse voluto, il Cavaliere avrebbe potuto ben sollevare un conflitto di attribuzione di fronte alla corte Costituzionale accusando il Presidente della Repubblica di non aver firmato un atto che aveva il dovere di firmare.
Poichè i tempi però sono stretti, ha preferito ripiegare sulla presentazione di un disegno di legge da linceziare in tempi strettissimi.
Il perchè è evidente: in materia manca una legislazione chiara.
I giudici milanesi che hanno emesso il decreto di esecuzione dell’interruzione di alimentazione e idratazione di Eluana hanno potuto agire in questa direzione proprio a causa di questo vulnus giuridico.
Una legge che disciplinasse la questione, inevitabilmente travolgerebbe quella sentenza, pur se passata in giudicato, in conformità col principio latino per cui “lex posteriori derogat lex priori”.
Così ricordando ai magistrati che essi stanno sotto la legge e non è compito loro produrre diritto.
Il governo e il parlamento hanno il potere di intervenire sulle fonti del diritto e quello di natura giurisprudenziale deve necessariamente cedere di fronte a quello di iniziativa legislativa.

Da questa analisi, imperfetta forse, ma spero sufficientemente completa per capire i limiti della vicenda, si può arrivare a capire che il comportamento del governo non solo è stato coraggioso, ma anche necessario per ripristinare i confini tra i poteri dello Stato.
Se poi la vogliamo chiamare follia…

Comments
96 Responses to “Berlusconi è veramente impazzito?”
  1. Antos scrive:

    @Marco ed a supporto di PiccoloKin

    Rodotà che spiega i principi di diritto amministrativo del primo anno credo

  2. PiccoloKin scrive:

    Lascio qui a futura memoria, un post che spiega come di diritto, riguardo a questa vicenda del decreto legge, quasi mi dispiace dirlo (soprattutto tenendo conto che studi legge), non ne capisci proprio.
    http://www.noisefromamerika.org/index.php/articles/Il_Decreto_Englaro#body
    (^o^)

    p.s.
    E c’e’ anche lui
    http://www.silenzi.com/2009/02/08/brevissima-nota/

  3. Tex scrive:

    “grandissimo Matte: fammi capire bene……i pacchetti del governo su crisi, sicurezza e giustizia sarebbero solo spot pubblicitari, ma invece di essere invasi dalle notizie riguardanti queste misure “spot” con cui il governo dovrebbe irretire le ingenue menti degli italici guardoni di grandi fratelli e fattori ics, il cavaliere cosa fa?! manda la pubbbbbblicità e si intestardisce su una questione che come minimo gli porterà via un monte di voti, che potrebbe perfino mettere a rischio la tenuta dei rapporti interni alla maggioranza e in ultimo (ma non per importanza) oscura tutto il resto!”

    Bravo!!
    Fai passi da gigante tu!!
    Veramente a me “sembra” tanto che i pacchetti del governo su sicurezza, crisi e giustizia siano solo spot pubblicitari di chi sa che tra non molto avrà l’acqua alla gola..
    Con il caso Englaro non cerca pubblicità, ma semplicemente di spaccare il Paese e di arroccarsi il SACROSANTO DIRITTO di modificare la Costituzione a suo piacere.. ma poi è ovvio che è solo la mia opinione.

  4. Antonio scrive:

    Ovvio che lo sia.
    Appena ho tempo do un’occhiata anche a questi.
    Bai

    Antonio

  5. Marco Caruso scrive:

    Antonio Baldassarre: presidente emerito della corte costituzionale.

    http://newrassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&currentArticle=KP8NK

    http://newrassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&currentArticle=KP8PI

    http://newrassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&currentArticle=KP94Y

    poi ci sarebbe il professor Onida, che mette in guardia e dice: il Colle può rimandare al governo il testo ma non rinunciare alla firma se il governo mantiene la rotta…

    e altri…vai sulla fiducia: il tema è controverso!

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  1. […] contenente il tanto osteggiato scudo fiscale, mentre quando si trattava di mantenere in vita Eluana Englaro non ci pensò molto su e rispedì al mittente, cioè il governo, il decreto appena licenziato […]



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