Quegli intrecci scadenti, ma sempre pericolosi tra magistratura, politica e giornalismo.

Non si può non prendere sul serio Luciano Violante quando denuncia gli “intrecci” tra Di Pietro, Beppe Grillo, Marco Travaglio e “alcuni Pm” al centro di “un sistema di relazioni che sostiene una concezione vendicativa della giustizia e inquisitoria della politica”, che è “al limite dell’eversione” e con “l’obiettivo di scatenare un populismo giustizialista”. Sarà pure vero, come dice il capogruppo dell’Italia dei valori Massimo Donadi, che Violante lo fa perché “cerca spudoratamente di accaparrarsi un posto alla Corte costituzionale”, ma non si può negare che nessuno è più competente e più esperto di Violante in materia e in fatto di intrecci con i pm e che è stato il vero inventore, da responsabile giustizia del Pci-Pds-Ds e da presidente della commissione antimafia, del sistema di relazioni e della concezione inquisitoria e vendicativa della giustizia e della politica e del populismo giustizialista, messi in pratica con grande successo nelle operazioni Mani pulite a Milano e professionisti della antimafia a Palermo, operazioni che hanno liquidato gli uomini e i partiti della Prima Repubblica, e di cui i Di Pietro, i Grillo, i Travaglio, i pm cani sciolti alla De Magistris e alla Forleo e i “consulenti” in aspettativa sindacale alla Genchi non sono che i ripetitivi e tardivi e stanchi e ridicoli e inconcludenti imitatori.

La domanda piuttosto è un’altra: come siamo potuti precipitare così in basso, da Violante a Di Pietro, da Borrelli a De Magistris, da De Gennaro a Genchi, da Scalfari a Travaglio, da De Benedetti a Romeo? Dai politici, dai poteri veramente forti, dai capi della polizia, dai grandi giornalisti che conducono le danze ai pm e ai vice questori in pensione e alle jene dattilografe sfiatate che strillano senza ritmo e senza scopo a piazza Navona? Un giornalismo al livello dell’Espresso di Scalfari (e di Jannuzzi), quello delle inchieste sul Sifar e sul Piano Solo del generale De Lorenzo, lo spiegherebbe, l’avrebbe già spiegato.

Il Velino

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Comments
4 Responses to “Quegli intrecci scadenti, ma sempre pericolosi tra magistratura, politica e giornalismo.”
  1. donfrengo ha detto:

    Grazie VIOLANTE

  2. pippo io ha detto:

    PAOLO GUZZANTI LASCIA SILVIOIL TRADITORE – PER “IL SOSTEGNO A PUTIN, LO STATO PRE-AGONICO DEL PARLAMENTO E POCA DEMOCRAZIA IN FI – “LETTERA APERTA Perche’ richieste di colloquio E MESSAGGI SCRITTI sono statI rigettatI”…

  3. boicotta il blog di caruso ha detto:

    .

  4. Asdrubale88 ha detto:

    Violante è quello che ha fatto anche il discorso alla Camera sul fatto che non sarebbero state toccate le televisioni di Berlusconi mi sembra, o sbaglio?

    Comunque non vedo ne indizi ne prove di questa tesi accusatoria…

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