Di Pietro, la talpa e Mister 1%. Qualcosa non torna. Ancora!

Qualcosa continua a non tornare, caro Di Pietro.

Più precisamente: nel suo memoriale difensivo sulla questione Mautone, reso pubblico in stralci dal suo avvocato, Marco Travaglio, lei dice di aver appreso dell’indagine sul provveditore alle Opere Pubbliche campane (nonchè lucane, se non sbaglio, vado a memoria…non ho tempo di controllare, sono di frettissima) da un’ansa dell’agenzia di stampa Il Velino, il giorno 23 settembre 2008.
Caso chiuso. Per lei.
Non per noi.
A quanto si apprende, infatti, dal Velino fanno sapere che il lancio cui si riferisce con intelligente parsimonia di particolari, in realtà non fa alcun riferimento ad alcuna inchiesta in corso.
De Gregorio (da lei citato come fonte di quella notizia) dice tutt’altro: “Non è affatto immune – diceva De Gregorio di Di Pietro, ndr – dall’esercizio della menzogna, se è vero, come sembra, che abbia dovuto ingiungere al figlio Cristiano di stare lontano dalla politica, per avere esagerato in tema di sostegno agli amici imprenditori e tecnici del partito ed essere finito, come tutti i mortali, nel mirino della magistratura
Oltretutto, precisano dal Velino, fu La Stampa a parlare di “talpa” nel lugio del 2007, giorno 29, ovvero prima che Mautone venisse trasferito dall’allora ministro Di Pietro e ben 14 mesi prima dell’ansa citata nel memoriale e riportata da Travaglio e Gomez.
Come la mettiamo?

Appunto numero DUE.
Qualche giorno fa, lei si premurò di far sapere agli italiani da dove venissero le fortune televisive del Cavaliere. Ne fece un cavallo di battaglia o meglio, di Troia, per andar dritto al cuore dei più sfegatati fans dell’antiberlusconismo. Di più: cominciò a diffondere un bel bannerino in cui si richiamava alle sue responsabilità (di privilegiato, immagino) tale “Mister uno per cento“!
Niente di meglio per uscire dall’angolo che provare a distrarre l’avversario con qualche colpo basso.
Purtroppo per lei, qualcuno ha scoperto l’inganno.
Si, perchè mentre lei parla di Mediaset come azienda favorita da una legge dello stato che la privileggerebbe facendole trattenere il 99% dei guadagni e obbligandola a versare solo l’1% del fatturato, in realtà dovrebbe dire agli italiani che quella norma VALE PER TUTTE le televisioni e per tutti gli operatori, pubblici e privati.
Quella legge, quindi, non favorisce solo Mediaset, ma tutti coloro che trasmettono in ambito nazionale.
Lei invece ha reinterpretato la norma per rendere ancora più detestabile il personaggio Berlusconi, ma così facendo ha solo preso in giro i polli che si mangiano tutto quello che lei dà loro da mangiare.
Il che, se permette, fatto da lei è una cosa di un vergognoso incredibile, perchè non ci si dovrebbe mai aspettare una cosa del genere di chi crede di avere ed usare valori diversi da tutti gli altri.
In realtà, lei è un meschino demagogo come (e forse più) di tutti i suoi colleghi e avversari.

Ci faccia un piacere: la smetta di fomentare l’imbecillità e si dia una calmata.
Grazie.

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Comments
21 Responses to “Di Pietro, la talpa e Mister 1%. Qualcosa non torna. Ancora!”
  1. neruda ha detto:

    Senti Neruda il discorso e’ molto semplice,perche’ Di Pietro non ha detto piu’ semplicemente:e’una vergogna che tutte le emittenti televisive paghino solo l’uno per cento allo stato,e’ ora di alzare questa tassa…da uno che sventola la bandiera della chiarezza ci aspettiamo questo…

    a ok , quindi tutto sto casino per mancanza di trasparenza.
    due pesi due misure?
    evidente

  2. Nessuno ha detto:

    Senti Neruda il discorso e’ molto semplice,perche’ Di Pietro non ha detto piu’ semplicemente:e’una vergogna che tutte le emittenti televisive paghino solo l’uno per cento allo stato,e’ ora di alzare questa tassa…da uno che sventola la bandiera della chiarezza ci aspettiamo questo…

  3. neruda ha detto:

    Che Antonio Di Pietro non perda occasione per attaccare il Presidente del Consiglio è cosa oramai ai più nota. Stavolta (a dir la verità non è la prima volta che ciò accade) ha però passato il segno, almeno quello relativo alla correttezza dell’informazione.

    punto primo: lo so che fa scandalo, ma attaccare il presidente del consiglio penso sia la cosa più normale che dovrebbe far un opposizione.

    punto secondo: quando si parla di informazione, o di corretta informazione starei molto attento a difendere Mr.B

    O ancora «La ricchezza del signor Berlusconi, dell’imprenditore Berlusconi, deriva da una “graziosa” concessione ottenuta prima da Craxi con un una tantum annua ridicola e poi dal Governo D’Alema nel 1999, con la legge un per cento (pagina 32: legge 488, art.27 comma 9, del 23 dicembre 1999). Legge mai messa in discussione dagli altri Governi che lo hanno seguito, tra cui ovviamente i suoi…E’ una legge parassitaria che toglie agli italiani, a tutti gli italiani, un reddito enorme, di loro competenza, per donarlo al presidente del Consiglio».

    questa è storia politica recente, dire ovviamente anche sue è generalizzato. siamo tutti di comune accordo che la casta di tutela si difende e quando più volte l’ ue ci ha multato per l’abusivismo di rete4 nessuno dx/sx ha mosso dito o speso fiato. (ecc. di pietro). di una sentenza vinta da La7 nei confronti di mediaset neanche un riferimento.. mi sembra fazioso e di parta.

    C’è un particolare e non di poco conto: quel comma 9 citato dal Di Pietro non fa alcun tipo di riferimento diretto a Mediaset o alle sue frequenze. Il dispositivo, infatti, si rivolge a tutti i titolari di concessioni radiotelevisive, sia pubbliche che private, che “sono tenuti al pagamento di un canone annuo pari all’uno per cento del fatturato se emittente televisiva, pubblica o privata, in ambito nazionale”.
    Il termine “tutti” ha un significato che nessuno può interpretare in “Mediaset”: chi lo fa inganna i lettori. Si può discutere sul fatto o meno che quell’uno per cento costituisca un importo piuttosto basso che necessiterebbe di un ritocco (naturalmente verso l’alto); ma scrivere che lo Stato italiano fa regali alla sola Mediaset è quasi mistificante perché del “regalo”, attualmente, ne beneficiano anche Rai, La7 e le altre tv private a diffusione nazionale.
    Nessun governo ha mai messo in discussione questa legge: nemmanco quello dove Di Pietro sedeva in Consiglio dei Ministri. Forse era impegnato in altre incombenze e la modifica della legge 488 è andata a farsi benedire

    si vale per tutti, peccato che l’unico beneficiario per ragioni ovvie è lui.
    mi sembra na mezza paraculata.e cmq tutto il discorso fà molta acqua inerentemente ad il post volutamente confusionario del pensatore.

  4. Nessuno ha detto:

    Di Pietro prende lezioni (con buon profitto)dal maestro Travaglio:un’omissione qua ,un’insinuazione la’ e il gioco e’ fatto…
    Da Giustizia Giusta
    lunedì 26 gennaio 2009
    di Gianluca Perricone
    Che Antonio Di Pietro non perda occasione per attaccare il Presidente del Consiglio è cosa oramai ai più nota. Stavolta (a dir la verità non è la prima volta che ciò accade) ha però passato il segno, almeno quello relativo alla correttezza dell’informazione.
    Infatti, l’altro giorno, l’intervento dell’ex pm sul suo blog verteva sulle concessioni delle frequenze radiotelevisive. Tra l’altro si leggeva testualmente; «Lo Stato italiano regala da anni alla Mediaset, attraverso RTI, il 99% degli introiti che ne ottiene. Solo l’uno per cento rimane allo Stato».

    O ancora «La ricchezza del signor Berlusconi, dell’imprenditore Berlusconi, deriva da una “graziosa” concessione ottenuta prima da Craxi con un una tantum annua ridicola e poi dal Governo D’Alema nel 1999, con la legge un per cento (pagina 32: legge 488, art.27 comma 9, del 23 dicembre 1999). Legge mai messa in discussione dagli altri Governi che lo hanno seguito, tra cui ovviamente i suoi…E’ una legge parassitaria che toglie agli italiani, a tutti gli italiani, un reddito enorme, di loro competenza, per donarlo al presidente del Consiglio».
    C’è un particolare e non di poco conto: quel comma 9 citato dal Di Pietro non fa alcun tipo di riferimento diretto a Mediaset o alle sue frequenze. Il dispositivo, infatti, si rivolge a tutti i titolari di concessioni radiotelevisive, sia pubbliche che private, che “sono tenuti al pagamento di un canone annuo pari all’uno per cento del fatturato se emittente televisiva, pubblica o privata, in ambito nazionale”.
    Il termine “tutti” ha un significato che nessuno può interpretare in “Mediaset”: chi lo fa inganna i lettori. Si può discutere sul fatto o meno che quell’uno per cento costituisca un importo piuttosto basso che necessiterebbe di un ritocco (naturalmente verso l’alto); ma scrivere che lo Stato italiano fa regali alla sola Mediaset è quasi mistificante perché del “regalo”, attualmente, ne beneficiano anche Rai, La7 e le altre tv private a diffusione nazionale.
    Nessun governo ha mai messo in discussione questa legge: nemmanco quello dove Di Pietro sedeva in Consiglio dei Ministri. Forse era impegnato in altre incombenze e la modifica della legge 488 è andata a farsi benedire

  5. Asdrubale88 ha detto:

    Riotta non fa servizio pubblico. Penso sia ormai provato. Tace su questioni importanti, dedica serrvizi a cronaca inutile. Mazza non è da meno, basta guardare lo stato dei telegiornali.

    Quindi sono contro noi cittadini. Non mi pare molti difficile la connessione mentale.
    E mi sembra una riflessione più profonda della vostra “destra vs sinistra”, no?

  6. pippo io ha detto:

    no allo statalismo! basta con la partitocrazia! Roma Ladrona la Lega non perdona!

  7. Caposkaw ha detto:

    poli, questi da sono dei dischi rotti… anzi rotten!
    più che a ripetere slogan non son buoni!

  8. Polìscor ha detto:

    Ah OK, politici vs cittadini. Capito. Sotto col festival della demagogia, Grillo sta facendo molti più danni di quanto sperasse, vedo.

    Allora? Sto aspettando ‘sta TV di reGGime (i giornali li lasciamo fuori per amore di decenza).

  9. Asdrubale88 ha detto:

    Riotta, Mazza 2-0 (Politici vs Cittadini)…direi che la cosa va sistemata, no poliscor?

    Pensatore, non si possono fare entrare altri operatori perchè la banda di frequenza è satura!
    3 televisioni ad un soggetto privato sono troppe.
    Europa7 non riesce ad entrare nel mercato televisivo analogico? Ma stai scherzando?

  10. Polìscor ha detto:

    Rete4 e RAI TRE si annullano a vicenda, quindi sono fuori. Qualcuno mi elenca, per favore, i programmi, i conduttori, i direttori residui appecoronati davanti a Berlusconi e fare i suoi interessi?
    Avanti, sotto con l’elenco. E’ facile riempirsi la bocca con parole che non si capiscono, più difficile argomentarle.
    Avanti, comincio io: Vespa vs. Santoro 1-1 palla al centro (e non c’è bisogno di giustificarne i rispettivi posizionamenti politici, tanto sono smaccati).

    Sotto, sentiamo.

  11. Marco Caruso ha detto:

    Asdrubale, per me la soluzione non sarebbe far vendere a Berlusconi una tivù, ma agevolare l’ingresso di altri operatori.
    Il problema è che nessuno riesce a farlo…

    Sul conflitto d’interessi………….sono d’accordo con te, ma non riesco a vederlo tutte le volte che invece viene sbandierato dai suoi avversari!

  12. Asdrubale88 ha detto:

    Si ma scusa, il mercato televisino nazionale è composto da 7 reti.
    Se 3 sono statali, 3 sono Mediaset e 1 La7, vuol dire che Berlusconi occupa il 75% del mercato televisivo nazionale analogico gestito da privati.

    Il che mi pare un po’ monopolistico…ma non troppo eh…
    Non si potrebbe obbligare a vendere almeno una televisione?
    Dato che una già dovrebbe essere sul satellite, non sarebbe male per la società italiana nel suo complesso.

    Fare come in America, ovvero spezzare i monopoli per garantire a tutti.
    Lo stesso vale per la tv pubblica, io lascerei solo un canale pubblico, non governativo com’è ora.

    Diciamo che c’è molto da fare, e i dubbi sul conflitto di interessi di silvio sono molti…non sei d’accordo almeno su questo?

  13. Marco Caruso ha detto:

    @ Marco: no, aspetta…forse non mi son spiegato.

    per come l’ha messa Di Pietro, pare che in Italia ci sia Berlusconi che si magna il 99% della torta, mentre tutti gli altri, poverini, devono accontentarsi di una più misera parte e devono renderne allo Stato il resto.
    Fosse così sarei indignato pure io, ma siccome Berlusconi è UNO tra i tanti…

  14. achille42 ha detto:

    Come mai tutti questi dipietristi si scandalizzano per ogni tuo articolo che riguarda il loro idolo, appecoronandosi sul teorema dell’uomo “dei valori” ancora tutti da dimostrare ?
    Perchè non compiono neppure il più piccolo sforzo per documentarsi su di lui, come mostrano invece di saper fare su Berlusconi ?
    Garantisco che, volendo, non è affatto difficile e – cosa ancora più importante – esiste il modo di farlo tenendosi al riparo da qualsiasi eventuae inquinamento berlusconiano.
    Basta informarsi sulle vicende del partito IdV a cominciare dalle sue origini, acquisendo notizie da tale Elio Veltri, che ne fu suo fondatore assieme all’ex PM prima di esserne da lui estromesso.
    Potrebbero poi proseguire con Mario Di Domenico, ex braccio destro di Di Pietro nonché cofondatore e perfino segretario del partito, anche lui epurato dal boss.
    Continuando via via con i numerosi altri espulsi dal partito: Salvatore Procacci, già coordinatore regionale per l’Umbria, Armando Della Bella, coordinatore per la provincia di Padova, ecc. ecc.
    Tutti cacciati dal signor presidente più o meno per lo stesso motivo: avere denunciato la necessità di cambiare il modo di gestire il partito, dando spazio alle sue componenti interne per quanto attiene alla quota di spartizione dei rimborsi elettorali.

  15. Caposkaw ha detto:

    ah!
    ma credi a quello che dici? perchè hai dato una magnifica descrizione dell’idiota fanatico.

  16. pippo io ha detto:

    capò, mi dispiace non ce la facciamo proprio a digerire la verità omogeneizzata di falsità precotta da Il Giornale e riproposta in questo caso da Pensatore.
    Il problema è che il Giornale, il Velino, il Tempo, celtica&celtica potrebbero fare anche uno scoop mondiale, ma siamo troppo moralmente superiori
    per poterli prendere sul serio.

  17. pippo io ha detto:

    ah beh perchè ipocriticizzare! su alvin

  18. Caposkaw ha detto:

    che noia!
    gli ripeti le cose e non capiscono!
    non è solo essere fessi ma è l’essere dei fessi fissati che vi rovina.

  19. Marco ha detto:

    Caruso, ma che razza di difesa è ‘tanto vale per tutte le televisioni’??!!Allora puoi dire: c’erano tanti altri piduisti, tanti altri hanno giurato il falso in tribunale, chissà quanti politici hanno ospitato in casa un mafioso, tanti altri milionari hanno circuito una nobile minorenne per rubarle la proprietà, e così via…Basta seminare ignoranza! Non puoi rispondere ad un presunto antiberlusconismo con l’antidipietrismo!Segui il consiglio di Alvin: più tempo sui libri e meno sul blog. Se questo è il risultato..

  20. Alvin ha detto:

    demagogicità??? ma meno tempo sui blog e piu’ sui libri??

  21. pippo io ha detto:

    oh oh OOOOH! QUELLA NORMA VALE PER TUTTE LE TELEVISIONI!
    OH-OH-OH RIPETO! anche Tele Lecco immagino.
    Dai pensatore non ipocriticizzare e chiusa lì la questione televisiva.
    Ma a proposito di talpe come fa il presidente del consiglio a sapere che ci sarà uno scandalo della Signora Madonna legato alle intercettazioni? E’ un veggente o qualcuno lo avverte prima?

    La meschina demagogicità del Di Pietro si pasce e nutre nei pascoli dell’Eden Berlusconico, anche un Pensatore qualsiasi se ne accorgerebbe.

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