Portiamo via Eluana dall’Italia!

Portiamo via Eluana dall’Italia! E dichiariamola una rifugiata politica.
E’ una perseguitata e su di lei pesa una condanna a morte (!).
Qualunque Paese al di fuori dei nostri confini avrebbe il dovere di trattenerla e di garantirne l’incolumità.

Non è una questione di laicità o di confessionalismo, ma molto più semplicemente di rispetto della Vita umana.
Eluana Englaro non è una malata terminale. Purtroppo è prigioniera del suo corpo, ma quel corpo è ancora in grado di funzionare. Va solo aiutato ad idratarsi e ad integrarsi con la giusta dose quotidiana di acqua e cibo.
La magistratura, però ha sentenziato che sebbene non vi siano mali incurabili che ne riducano le aspettative di vita, il padre di Eluana ha il diritto di decidere delle sorti della figlia. Può insomma decidere di negarle acqua e cibo pur di saperla “libera” da una prigione di cui lei nemmeno percepisce le sbarre.

Che senso ha tutto questo?
Perchè lo Stato dovrebbe accettare come principio giuridico questo stupro della Costituzione, questa vigliaccheria dell’umanità, questa oscena e ferrea convinzione che si possa addirittura smettere di aiutare un essere umano a bere e mangiare.

Oggi si scagliano contro chi invoca il rispetto delle leggi di Dio. Dicono che non siamo in un paese di Ayatollah e che lo Stato deve comportarsi laicamente.
Certo.
Ma non è diventato anche il laicismo una religione? La religione degli atei che non credono nel Dio dei cristiani, ma che hanno elevato al di sopra delle proprie coscienze sè stessi e che parlano solo col proprio ego.

Portiamola via, Eluana.
Perchè se fosse una cittadina dei paesi degli Ayatollah (del laicismo) e questi le avessero comminato una simile condanna a morte, saremmo i primi a batterci per la sua sopravvivenza.

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Comments
38 Responses to “Portiamo via Eluana dall’Italia!”
  1. Cougar ha detto:

    “capisco che una sofferenza del genere è mal tollerabile, ma credo sia molto più detestabile tollerare la fine di una vita che non dovrebbe finire.
    non è terminale Eluana…non dimentichiamolo…”

    Più detestabile per te, non per lei.

    Ecco il problema … per TE è una scelta eticamente sbagliata, quindi lo deve essere anche per gli altri.
    Ergo vuoi imporre la tua scelta agli altri.
    Questa non è libertà …

    Ripeto, ci vuole così tanto a rispettare la scelta di un’altra persona, anche se non la condividiamo?

  2. Marco Caruso ha detto:

    @ Paolo: eh…se me la lasciassero portare a casa ne sarei felicissimo…

    comunque vedo che Polìscor ti ha messo in scacco. E ha ragione: bisogna riconoscerti l’onestà intellettuale che invece manca a tutti quelli parlano a sproposito di sofferenze, di rispetto delle volontà della ragazza, di principi di laicità…..macchè…solo una gran rottura di palle. Fai bene a confessarlo. Almeno nessuno potrà dirti che sei una persona ipocrita…

  3. Polìscor ha detto:

    Paolo Marani, con “Perché non te la porti a casa tua” hai appena dato voce a quello che nessuno ha il coraggio di dire, tra quelli che spingono per l’ammazzarla: in fondo, è solo una rottura di balle tra i piedi, una scocciatura non da poco che va avanti da troppi anni. Giusto?
    Ecco, almeno ti riconosco l’onestà intellettuale di non arrampicarti sugli specchi e dire pane al pane e vino al vino.

  4. Paolo Marani ha detto:

    Perchè non te la porti a casa tua ? Invece di fare il megafono di un ipocrita pensiero pseudo cattolico. In altri paesi civili, di fronte a una sentenza, l’eseguirebbero e punto.

  5. Antonio ha detto:

    Indisponibilità della vita? riproponiamo anche lo ius primae noctis?
    La vita è mia e ci faccio quello che voglio nel rispetto delle regole dello stato. Chi sei tu, sia come persona (esempio..), che come stato, a poter disporre di me? Come io eseguo i miei doveri, devono essere garantiti i miei diritti ed è un mio personale diritto decidere di me stesso.

    Perchè dici senza alcuna legittimazione? Avranno ascoltato e letto testimonianze della vita della ragazza, avranno sentito le ragioni della famiglia, avranno sentito il parere di periti medici di terze parti.
    Perchè non sono legittimati? perchè manca la legge? Allora se manca una legge che regola una determinata situazione, si bloccano tutti i casi che si presentano finchè qualcuno non la crea? e i diritti che spettano ad ognuno di noi dove vanno a finire? che c’entra il malato terminale poi? La corteccia cerebrale di questa ragazza è danneggiata ed atrofizzata. Tutto quello che lei era è morto con essa, è rimasto solo il contenitore con i sistemi basali.

    Non ti capisco. O meglio ti capirei se fossimo in un paese dove le cose vengono fatte quando servono. Invece, si ha il ricatto mafioso di un ministro che si oppone ad una sentenza esecutiva che permette la fine di questo strazio. Perchè non hanno fatto una proposta di legge (intelligente) immediatamente, invece?
    Sono convinto che il padre abbia scelto la strada difficile di vedersi riconosciuti i diritti della figlia, proprio per creare un precedente che regoli queste situazioni. Perchè il concetto di testamento biologico non può essere accettato ed usato? Eppure risolverebbe tutto. Chi vuole restare in (non) vita, lo decide a priori, altrimenti ognuno stabilisce cosa ritiene giusto per sè stesso.

    In ogni caso, è tardi, buona serata, io vado a dormire.
    a presto

    Antonio

  6. Marco Caruso ha detto:

    @ Antonio: condivido la tua speranza a che la situazione si risolva al più presto, ma non alla stessa maniera che immagini tu.

    vorrei cioè che, proprio in virtù del vuoto legislativo vigente, il principio dell’indisponibilità della vita umana venisse garantito e tutelato.
    vorrei che non fossero dei giudici (senza alcuna legittimazione) a decidere delle sorti di una persona nelle condizioni di Eluana: non destinata a morire, ma condannata a sopravvivere.
    dico condannata perchè l’idea mi mette i brividi, ma al tempo stesso mi rendo conto che come condanna è la meno peggio di tutte.

    capisco che una sofferenza del genere è mal tollerabile, ma credo sia molto più detestabile tollerare la fine di una vita che non dovrebbe finire.
    non è terminale Eluana…non dimentichiamolo…

  7. Antonio ha detto:

    Ciao a tutti,
    volevo dire la mia su questo argomento, vista la discussione che ne è scaturita.
    Questa ragazza/donna ha ricevuto danni alla corteccia cerebrale e diverse equipe mediche hanno valutato il caso come stato vegetativo permanente sulla base di questa diagnosi. Queste valutazioni e tutti gli esami sono state fatti ben prima del clamore suscitato dalla vicenda e quindi a mio parere sono più obiettive (le valutazioni…) e meno votate ad eventuali voglie di protagonismo.
    Il danneggiamento della corteccia cerebrale è associato con la perdita di tutte le funzioni coscienti e correlate alla volontà, la capacità di coscienza e autocoscienza, l’elaborazione razionale, la memoria e l’interazione sociale, in pratica di tutto quello che definisce una persona.
    Basandomi sulla diagnosi, Eluana come persona è morta. Respira e ha movimenti involontari? beh, Anche la Mimosa pudica respira e se la tocchi si muove, fa quello che deve fare una pianta (ovviamente se non la innaffi muore…), non un essere umano .

    Il padre sta facendo una cosa eccezionale a chiedere che vengano rispettati i diritti della figlia. Avrebbe potuto tranquillamente fare tutto per le classiche vie traverse, invece si è esposto alla gogna mediatica italiana, agli attacchi e a tutto il resto che già sappiamo. Si è esposto a tutto lo schifo che è uscito fuori nonostate tutta la sofferenza già provata, per cercare di realizzare la volontà della figlia.
    è un mio diritto decidere di me stesso, quanto e come curarmi. Eluana non può decidere? Non è colpa nè sua, nè del padre, nè dei giudici se esiste un vuoto legislativo. I giudici tanto attaccati hanno certato su richiesta del padre, che la volontà di Eluana non coincideva con lo stare 17 anni distesa in un letto “a sognare”. Non è colpa loro se hanno dovuto colmare un vuoto legislativo, nè si sono sostituiti ad una legge che non esiste.
    Se una persona non accetta la propria situazione e si vuole suicidare, lo fa, senza chiedere il permesso al papa o alla legge.
    Perchè non ha valore legale una testimonianza mia che dice che io non voglio “vivere” come un vegetale? Perchè non è un mio diritto disporre di me stesso e decidere cosa deve essere fatto quando non sono in grado di esercitarlo?

    Non citate la scienza, perchè un sondino non è scienza, nè tecnologia! La vera scienza che potrebbe aiutare gente in queste condizioni sono ricerche biologiche e mediche di alto livello, tipo le cellule staminali tanto “peccaminose”. Se il sondino è “sacro” perchè le salva la vita, allora finanziare (seriamente non da operetta come da noi) progetti biomedici dovrebbe essere una priorità, perchè oltre a salvarla, può riportarne la qualità a livelli decenti.

    Mi sono dilungato abbastanza, e non ho detto tutto quello per volevo per mancanza di tempo (e se si risvegliasse????) ma spero sia chiaro qual’è il mio punto di vista.
    Spero solo che questa situazione si risolva al più presto senza ulteriori sofferenze per lei e la sua famiglia.
    a presto

    Antonio

  8. Marco Caruso ha detto:

    ciao Polìscor: grazie….

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