Novità sulla riforma delle intercettazioni.

Nessuna cornetta abbassata. PM e investigatori possono tirare un sospiro di sollievo. E anche noi.
A quanto pare, il ddl sulle intercettazioni, presentato dal ministro Alfano nel giugno del 2008, dovrebbe arrivare in aula decisamente diverso da come lo aveva inizialmente pensato Berlusconi.
Fortunatamente.
Fortunatamente perchè alla fine si è deciso di puntare più al rigore che alla limitazione.
Se le informazioni che i giornali di oggi mettono a nostra disposizione dovessero concretizzarsi con l’accoglimento degli emendamenti di An e Lega, la riforma tanto invocata dal Premier non modificherebbe di molto la disciplina attuale o comunque non potrebbe più esser giudicata irricevibile da chi vi si era sempre fermamente opposto.
Nel dettaglio, sarebbero previste più liste di rati per i quali si avrebbe accesso allo strumento delle intercettazioni.

Sicuramente previste per i crimini legati a mafia e terrorismo, senza limiti di tempo.
Sicuramente previste per i delitti con pene superiori
(nel massimo) a 10 anni, ma solo per tre mesi.
Sicuramente previste, con lo stesso limite temporale, per i reati contro la PA come la corruzione, la concussione e il peculato. E ancora, sicuramente previste per i reati, già inseriti nel testo del ddl, che starebbero sotto la soglia dei 10 anni di pena nel massimo, ma che patirebbero altrimenti restrizioni nei tempi di utilizzo.
Richiedibili anche per i reati puniti con meno di 10 anni (fino a 5) di pena, per un massimo di 45 giorni (un mese e mezzo) e solo previa autorizzazione del GIP cui è delegato il compito di accertare la presenza di indizi di reato ulteriori e diversi e quando siano da considerarsi necessarie per l’individuazione di prove aggiuntive.

Esclusi, resteranno i reati minori. Praticamente come già oggi.

Altra novità importante, a mio modo di vedere, è l’eliminazione delle pene per i giornalisti.
Si punterà sugli editori.

Nuovi e più severi controlli, poi, per magistrati e soggetti cui è fatto obbligo di non rivelare o divulgare le suddette intercettazioni durante i periodi coperti dal segreto istruttorio.

Insomma: rispettate le intenzioni del governo (che voleva una disciplina più rigorosa sulle intercettazioni e una maggior tutela della segretezza dei cittadini – almeno, queste le motivazioni pubbliche del ddl) e, soprattutto, azzerate le preoccupazioni di chi vedeva in questa riforma uno strumento di autoprotezione della “casta”.

Adesso non ci resta che sperare che non ci siano colpi di scena di senso contrario.

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Comments
29 Responses to “Novità sulla riforma delle intercettazioni.”
  1. cesare ha detto:

    Ciao Luigi!
    Bentornato anche a te, e’ vero: senza Marco non ha senso che io, te o lm continuiamo a discutere qui con certe persone che negano l’evidenza 🙂 🙂 🙂
    Bello il nuovo layout

  2. Luigi ha detto:

    Che e’?
    Figata!
    Grande Marco!
    Si sente la tua assenza: la moneta cattiva scaccia quella buona!
    Buon ponte se lo fai!

  3. Marco Caruso ha detto:

    @ nick: grazie… Stamattina avevo un po’ di tempo libero e ho pensato che forse era arrivato il momento di cambiare qualcosa del blog e ho iniziato dal suo layout… Ora mancano solo i contenuti! 😉

  4. Nick ha detto:

    Scusate, ero io.

    Ha un aspetto molto più professionale. Ottima anche la scelta dei font.

  5. Anonimo ha detto:

    Complimenti per il sito!

  6. Nick ha detto:

    Leggi ad libertatem?

    La marea marron che sommerge l’Italia da 16 anni non accenna a fermarsi: falliti anche gli ultimi tentativi di bloccare la falla a Palazzo Chigi da cui fuoriesce il liquame maleodorante pompato dalla compagnia Pdl, negli ultimi giorni si sono registrate altre due puzzolentissime leggi ad personam, la trentanovesima e la quarantesima dell’Era Berlusconiana. Che però, confuse nell’immensa chiazza scura, sono passate praticamente inosservate agli occhi di tutti, eccezion fatta per alcuni specialisti che le hanno notate, peraltro inascoltati. La prima (anzi, la trentanovesima), segnalata ieri da Giovanni Valentini su Repubblica, è la mancetta di 20 milioni elargita dal governo delle tre I (Impresa, Istruzione e Internet) ai giovani internettiani per lo sviluppo (si fa per dire) della banda larga o larghissima. Il governo Prodi ne aveva stanziati 900 di milioni ed era stato irriso dal centrodestra perché erano troppo pochi: per lo sviluppo della banda larga o larghissima occorrono almeno 3 miliardi. Soldi buttati in un momento di crisi? No, un investimento strategico per uscire dalla crisi: secondo il presidente Agcom Corrado Calabrò, lo sviluppo della banda larga “può accrescere il Pil dell’1,5-2 per cento”, facendo da volàno – spiega Valentini – “alla produzione, all’occupazione, al commercio, ai consumi, a tutta l’economia e in particolare a quella meridionale”. Spendi 1 incassi 100. Perché allora il governo risparmia sulla banda larga? Lo sviluppo della tv via Internet minaccia il monopolio di quella via etere, di cui Mediaset rappresenta quasi il 50 per cento in termini di ascolti e oltre il 60 in termini di pubblicità. “Nel contempo – nota Valentini – lo Stato italiano rinuncia a incassare oltre 3 miliardi di euro, escludendo l’asta competitiva tra gli operatori di Tlc sulle nuove frequenze del digitale terrestre, come ha fatto per esempio la Germania, per regalarle alle emittenti televisive nazionali e locali, tra cui quelle del premier”, che “pagano un canone d’uso irrisorio pari all’1% del fatturato”. E meno male che B. ripete, a proposito dei sacrifici da 25 miliardi imposti dalla manovra, che “siamo tutti sulla stessa barca” (il nuovo yacht di Pier Silvio). La seconda legge ad personam dell’ultima settimana (la quarantesima in 16 anni fatta da B. per B.) è la salva-Mondadori. Ci aveva già provato a fine anno con la Finanziaria e poi col decreto Milleproroghe, ma era mancato il tempo. Ora l’ha fatta infilare nel decreto Incentivi 40/2010 (comicamente intitolato “Disposizioni urgenti tributarie e finanziarie in materia di contrasto alle frodi fiscali”), primo firmatario Alessandro Pagano del Pdl, che nel suo sito l’ha definito “mini-condono”. Mini un corno. Prevede che, in caso di due giudizi favorevoli consecutivi, “le controversie tributarie pendenti innanzi alla Cassazione possono essere estinte con il pagamento di un importo pari al 5% del valore della controversia… e contestuale alla rinuncia a ogni eventuale pretesa di equa riparazione”. Che c’è dietro? Semplice. La Mondadori, scippata nel 1990 da B. a De Benedetti grazie a una sentenza comprata, s’è vista contestare dall’Agenzia delle Entrate un’evasione Irpef e Ilor da 200 milioni di euro sul 1991. Dopo i primi due gradi di giudizio, vinti da Mondadori, la causa giace da dieci anni in Cassazione (il famoso processo breve) e a fine 2009, quando il presidente della sezione tributaria Enrico Altieri, temutissimo dagli evasori per il suo rigore, stava per decidere, se l’è vista scippare e trasferire alle sezioni unite. Così, in attesa della sentenza, è arrivata la leggina: se fosse condannata, la Mondadori pagherebbe 10 milioni anziché 200 (sempreché la Corte di Lussemburgo non accolga il ricorso per violazione della libera concorrenza annunciato in altre cause dal giudice Altieri). Il tutto per decreto firmato dal presidente della Repubblica e da quello del Consiglio, proprietario (peraltro abusivo) della Mondadori. Dal produttore al consumatore. Anzi, all’utilizzatore finale.

    Fonte: Il fatto quotidiano

  7. Nick ha detto:

    Concorsi truccati.
    Il Giornale pubblica questo interessante articolo su Miss Italia

    http://www.ilgiornale.it/interni/spunta_tresca_miss_e_lorganizzatore/22-05-2010/articolo-id=447197-page=0-comments=1

    Nulla di penalmente rilevante nelle intercettazioni pubblicate.
    Ma è una notizia o no?
    Io dico di sì

    Può sembrare una cosa banale, ma non lo è.
    E’ così che funziona in italia .

  8. Nick ha detto:

    A proposito di intercettazioni illegali (e cioè coperte da segreto) riporto una notizia detta anche a Annozero e che riguarda Berlusconi. Non come vittima però

    http://dariocampolo.blogspot.com/2010/05/caso-favata-berlusconi-ha-ricevuto-e.html.

    La promessa di Berlusconi:

    http://www.blitzquotidiano.it/politica-italiana/favata-berlusconi-fassino-consorte-361326/?utm_source=feedburner&utm_medium=feed&utm_campaign=Feed%3A+blitzquotidiano+%28Blitzquotidiano%29

  9. Anonimo ha detto:

    Anche in Moldavia ci prendono per il culo ….

  10. Nick ha detto:

    Marco

    Non lavorare troppo però. Fatti sentire ogni tanto .. 🙂

    Scherzo.
    In realtà ti volevo fare tanti auguri per i tuoi nuovi sbocchi lavorativi.
    Un saluto.

  11. cesare ha detto:

    Ciao Marco,
    fa sempre piacere vedere che sei vivo!

  12. Mork ha detto:

    Travaglio ad Anno Zero

    ha indicato una lunga serie di reati di grandissima importanza che, se passasse questa infame legge bavaglio (ma dovrei scrivere “legge lega le mani ai magistrati, in accordo con la De Gregorio), sarebbero assolutamente sconosciuti e che lascerebbero indisturbati degli autentici delinquenti.
    Mi ha fatto veramente schifo vedere un onorevole della repubblica italiana (Bocchino) che non ha provato neanche a negare la veridicità delle affermazioni di Travaglio, perché certamente NON PUÒ’ NEGARE l’evidenza, ma piuttosto si è messo a cincischiarsi nella patetica parte di quello che dice “ma non cambierà niente” …RIDICOLO!

    Berluscones ma come cavolo fate a sostenere questa gentaccia? ….e c’è da dire che Bocchino non è tra i peggiori.

  13. Marco Caruso ha detto:

    …a lavorare, caro Pippo…ecco dove siamo…

  14. pippo io ha detto:

    vorrei cortesemente sapere dal pensatore cosa ne pensa del fallimento della politica belrusconiana da lui ostentatamente ed acriticamente appoggiata sulle pagine di questo blog.
    Bravi questi berluscones, dei veri cuor di leone, fiutano che il capo è in difficoltà e si nascondono, e pretendono di fare carriera e di essere la nostra classe dirigente.
    pensatore????????
    berluscones????????
    elettori???????
    dove siete??????????????? martinaaaaaaaaaa? dove sei anima bella?????????

  15. Nick ha detto:

    Stanno cercando di “migliorare” una cosa che non è migliorabile. O meglio. fanno finta.

    Ultime concessioni: atti di inchiesta pubblicabili prima del processo, intercettazioni pubblicabili per riassunto.

    Berlusconi fa finta di essere seccato perchè così la legge è un “colabrodo”
    I finiani fanno finta di essere interessati a non imbavagliare la stampa.

    E i 75 giorni, dopo i quali si stacca tutto, qualsiasi cosa succeda?
    E il fatto che le intercettazioni non possono essere disposte se non in presenza di reato?
    Queste sono le limitazioni più importanti, ma di questo non interessa niente a nessuno.

    La sinistra fa finta di fare opposizione, e di disapprovare in toto la legge (Veltroni dimentica però che la legge Mastella ha un impianto molto simile).

    Ancora non si parla di dialogo, ma poco ci manca.
    Napolitano per fortuna è in america e ci risparmia le sue uscite su Totti e sulla necessità di approvare una legge truffa condivisa.

    Di Pietro invece giustamente dice: PIU’ SI VA AVANTI E PIU’ SI PEGGIORA.

    —-

    PS. Attenzione a non cedere

    In cambio di alcune “aperture” si introducono di soppiatto due emendamenti, per salvare i soliti noti

    -norma valida per TUTTI i processi in corso.

    -parenti e familiari dei parlamentari non intercettabili . E gli amici no ? E’ incostituzionale 🙂

    PPS:

    La Carfagna ha proposto un emendamento secondo il quale per i reati di stalking le intercettazioni possono essere sempre disposte.
    Un genio. 🙂
    Ma come mai nessuno ci ha pensato prima?

    Un saluto a tutti.
    Ma dove siete finiti?

  16. Anonimo ha detto:

    @FIORE :

    Se non sai di cosa parli che cosa scrivi a fare? Per renderti ridicolo?
    Vatti a leggere la riforma e cerca di collegarli 2 neuroni.

  17. FIORE ha detto:

    Sono pienamente daccordo alla riforma,non devono essere pubblicate le intercettazioni di persone ancora indagate,questo è un mercato per la stampa,tolto questo non hanno più che dire.Non è vero che così facendo si imbavaglia la stampa,si viola il diritto dell’indagato ad essre innocente fino a che non si provi il contrario;ma in questo paese ,ormai grazie alla stampa dei padroni e non per il popolo,siamo abbituati a fare i processi fuori dalle aule di tribunale e quindi giudichiamo le persone prima,poi caso mai la persona risulta essere estraneo alla vicenda………….ormai è rovinatodalla stampa.Quindi,pensando ai costi esagerati per le intercettazioni(debiti enormi gravano da parte delle procure con le società che noleggiano le apparecchiature,specialmente la procura di Napoli dove il caro Procuratore Capo ss la ride sotto i baffi quando dice che le intercettazioni sono la base dell’investigativa,deve ringraziare a Bassolino e la sua Lobby)invece di intercettare i ladri di galline,devono essere usati per reati grossi e non minori,così il ministero di Grazia e Giustizia reperisce i fondi per la Polizia penitenziaria.

  18. Marco Caruso ha detto:

    Ciao Claudio: onestamente spero che gli emendamenti di cui parlavano i giornali solo due giorni fa alla fine porteranno ad un miglioramento del ddl di cui si è finora parlato.
    ddl, però, che già ricomprendeva i reati di usura ed estorsione. Mancherebbe l’associazione a delinquere…ma non farti spaventare: molte intercettazioni (parola di pm – non io…ma intervistati) sono autorizzate per reati strumentali, quindi diversi da quelli realmente perseguiti ma utili per ottenere ciò che altrimenti non si potrebbe avere.
    tieni conto che fino ad oggi un limite c’era già ed era di 5 anni.
    comunque…se verranno apportate e confermate le modifiche di cui si vocifera non ci saranno più gravi limitazioni…

  19. Claudio Cordova ha detto:

    Con educazione e moderazione: truffa, estorsione, usura, associazione a delinquere. Non ti sembrano reati per scoprire i quali le intercettazioni potrebbero tornare utili?

  20. Pietro ha detto:

    ti ho detto scusa nel post di prima, te lo ripeto ma ero troppo arrabbiato. sai qual’è il problema che che non ce la faccio piu’. Voglio scappare dall’italia.

  21. Marco Caruso ha detto:

    devo dire che sei il prototipo del cittadino come dovrebbe essere: educato, moderato e disponibile al dialogo. Soprattutto, la tua miglior qualità è sicuramente la retorica, nel senso buono del termine: hai una capacità di spiegare i concetti che chiunque si confronti con te non può che dar credito alle tue tesi.

  22. Pietro ha detto:

    Adesso non ci resta che sperare che non ci siano colpi di scena di senso contrario.
    Infatti ci potrebbe essere un’altra piazzale Loreto. e magari ci troviamo a te assieme a loro, ogni lecca culo con i suoi padroni. Sei completamente fuori di testa. come il buon silvio del resto complimenti.

  23. Marco Caruso ha detto:

    si, lo è.

    prima funzionava che il gip le ammetteva di 15 giorni in 15 giorni finchè il pm non diceva che quelle bastavano.
    però così voleva dire rincorrere i fantasmi…….
    poichè in teoria dovevano (e dovranno) esser disposte solo per l’ulteriore accertamento di fatti di reato già supportati da indizi “forti” e non altrimenti verificabili, il pm non dovrebbe aver bisogno di X giorni di tempo: 3 mesi son lunghi…son 90 giorni…
    Se pensi che le intercettazioni siano necessarie perchè hai bisogno di chiudere il cerchio vuol dire che gran parte di quel cerchio l’hai già tracciata…e non dirmi che servono più di 90 giorni per incastrare uno che sai già quali crimini stia perseguendo…

    detto queso…immagino che nulla osti ad una nuova richiesta per altre ipotesi di reato o altri accertamenti nello stesso procedimento. Su questo non leggo alcun divieto…

  24. Asdrubale88 ha detto:

    Scusa, se entro 3 mesi non scopro reati in pratica non posso continuare a intercettare? Nemmeno facendo richiesta al GIP?

    Mi sembra una limitazione molto forte, non trovi?

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