Meno tasse, più lavoro. Berlusconi, dai retta a Martino!

In questo giorno, ci riuniamo perché abbiamo scelto la speranza sulla paura, l’unità degli scopi sul conflitto e la discordia. In questo giorno, veniamo per proclamare la fine delle futili lagnanze e delle false promesse, delle recriminazioni e dei dogmi logori, che per troppo a lungo hanno strangolato la nostra politica.

Barack Obama, 20 gennaio 2009, discorso di insediamento.


Mi piace cominciare così…con un bel richiamo alla speranza, unica forza in grado di sconfiggere la paura.
E di paure, oggi, ne proviamo tante.
Ma, mentre in America hanno una vera occasione per provare una nuova strada, in Italia, si sa…le cose non cambiano mai, o lo fanno difficilmente e comunque con tempi biblici.
Perciò, leggendo questo articolo di Antonio Martino su Libero era inevitabile chiedersi perchè nel nostro Paese abbiamo tanta paura di osare, di credere in una speranza?
La ricetta di Martino per sconfiggere la crisi è talmente semplice che nessuno ci crede, e infatti nessuno vuole applicarla.
Eppure, “meno tasse per tutti” doveva essere il vessillo da seguire in battaglia.
Ebbene? In battaglia ci siamo, ma di quella bandiera non è rimasto manco uno straccio.
Secondo la CGIA di Mestre, il Tax Freedom Day si sposterà anche quest’anno di qualche giorno più in là di quello precedente. Dal 20 giugno (nel 2008) al 22/23 giugno (nel 2009).
Significa che un lavoratore è costretto a lavorare per lo Stato per quasi la metà (173) dei giorni che fanno un anno (365).
Inconcepibile, se pensiamo che viviamo all’ombra di un governo che si è sempre detto liberale (se non addirittura liberista).
E’ dal ’94 che in Italia fallisce la tanto invocata rivoluzione fiscale.
Questo è sicuramente il peggior fallimento della politica berlusconiana.
Al di là dei tanti proclami e delle marce di protesta, dei “no tax day” e delle misure minime adottate, i dati parlano chiaro: il centrodestra (questo centrodestra!) non è mai riuscito ad invertire la tendenza al rialzo della pressione fiscala avviata dai governi di centrosinistra.
Per dirla chiaro e tondo, non è che si siano distinti poi tanto da quelli che hanno sempre dichiarato di vedere le tasse come “bellissime e utilissime”.
C’è di peggio: la linea adottata dalla maggioranza per i prossimi anni di legislatura, verificabile nel Dpef, non concede speranze, anzi.

Si dirà che siamo in tempi critici, che bisogna esser prudenti. Vero.
Ma è l’audacia che servirebbe in misura maggiore e che invece parrebbe mancare del tutto.
Per questo mi trovo d’accordissimo con Antonio Martino, che proprio in questo momento di crisi punterebbe tutto su una forte riduzione della pressione fiscale, che a suo dire rilancerebbe l’economia e quindi il lavoro; e al tempo stesso farebbe un po’ da deterrente alle motivazioni che spingono molti (troppi) italiani ad evadere!

E’ una questione di Libertà.
Essere al soldo dello Stato per metà della nostra vita è una privazione bella e buona dei nostri diritti fondamentali. Soprattutto perchè lo Stato non compensa con un impegno altrettanto solerte nei confronti dei suoi cittadini.
Quindi aveva ragione Regan: è lo Stato ad essere un problema, anzi IL problema.
E con un simile peso sulle spalle è molto difficile rialzarsi.

Si possono comprendere le contingenze, si possono capire le esigenze comunitarie: quello che però non si può più accettare è la continua farsa di chi ci parla in un modo e poi agisce in tutt’altro o non a sufficienza.

Ripartiamo da dove volevamo iniziare: meno tasse e più lavoro.
Meno tasse = più lavoro.

votami-su-oknotizie10



Annunci
Comments
41 Responses to “Meno tasse, più lavoro. Berlusconi, dai retta a Martino!”
  1. Marco Caruso ha detto:

    piacere anche mio…

    speriamo di poter continuare con questi toni, perchè è molto più rilassante e produttivo…

  2. Sostieni Marco Caruso ha detto:

    Voglio dire a dragoberto, alvin, caposkaw e Caruso che nonostante la diversità di opinioni è stato un piacere avere un dibattito con voi in quanto a Economia Politica, visto anche il fatto che dovrò studiarla tra non molto.. 😉
    E’ stato un vero piacere, e mi dispiacerebbe disperdere la vostra intelligenza in inutili rivoli di politica da bar sport..

  3. Sostieni Marco Caruso ha detto:

    Caposkaw: anche se tu fossi stato quello “vero”, a me ne cale ‘u cazz..
    Delle ideologie non so che farmene, appunto perchè restiamo nel campo delle opinioni personali.
    Quando invece si tratta di trovare soluzioni a problemi reali, le “ideologie”, le opinioni e le “diversità” le lascio pure a chi vuole continuare a intortarsi..
    Ascolta, bambaCaruso.. accenna il più possibile a problemi reali e a dibattiti di questo tipo, e ti sosterrò anch’io qualsiasi sia la tua opinione..
    Continua a deformare i fatti per sostenere le tue opinioni e avrai solo troll…

  4. Alvin ha detto:

    caposkaw, stai scherzando spero. aumentare la produttivita’ vuol dire che per 100 di costi non produco piu’ 100 bulloni, ma 1000. il mio costo variabile scende da 1 a 1/10, quindi se voglio avere un guadagno di 50cent. a bullone il mio prezzo di vendita scende da 1.5 a 0.6. la domanda a 1.5 non e’ la stessa che c’e’ a 0.6, se hai mai visto una curva di domanda; quindi di cosa stiamo parlando?

    sostieni marco caruso: vendo l’assistenza, vendo i pezzi di ricambio, vendo ad altre fabbriche. se avessi ragione tu tutte le imprese che producono macchinari per l’industria – cioe’ alcune tra le piu’ dinamiche e meno reclamizzate imprese italiane – sarebbero gia’ fallite, e invece e’ uno dei settori dove ancora teniamo botta. Il problema vero e’ quello che hai citato poco dopo, e cioe’ che i Cinesi investono piu’ di noi in R&S. questo nel lungo periodo è il dato piu’ preoccupante.

  5. Marco Caruso ha detto:

    @ R: noi però partiamo dal 43%!

    è vero, c’è chi evade per cultura, ma è pur vero che chi lo fa in questi termini lo fa perchè sa benissimo cosa ci guadagna rischiando. Se il gioco dovesse non valere più la candela sarebbe ben diverso.

    poi…tu parli di contrazione di mercato nel caso in cui le spese rimanessero le stesse e le entrate diminuissero, ma in realtà le entrate potrebbero aumentare (come è già successo) e comunque potrebbero esser compensate da un bel taglio nella PA.

  6. Caposkaw ha detto:

    Alvin: se non c’è richiesta, perchè il mercato è saturo, non aumento la produttività e quindi non diminuisce il costo variabile.

    Sostieni Caruso: sei incredibilmente d’accordo con me perchè io non sono il Caposkaw “vero” ma quello che ogni tanto lo clona. Ti ho dimostrato così che è possibile instaurare una discussione senza cadere nell’offesa, anche con persone di diversa ideologia.

  7. R ha detto:

    Sei troppo ingenuo.. chi non paga le tasse al 33% non le paga nemmeno al 23%.. magari in pochi casi è così, ma si tratta più che altro di un problema di cultura..
    E comunque per abbassare le aliquote, occorre che tutti paghino, dato che la spesa rimarrebbe la stessa..

    Contrazione di mercato è un termine corretto, ma forse non ti è ben chiaro e completo il significato..

  8. dragoberto ha detto:

    Io voglio solamente fare un esempio:
    in italia esiste un’industria florida che produce elettrodomestici. Qualitativamente eccellenti. Si apre un periodo di boom delle domande, anni 90, assume e raddoppia la sua produzione. Naturalmente ha avuto degli incentivi da parte dello stato. Ma poi arriva la contrazione del suo mercato dovuta alla concorrenza. E qui intervengono molti fattori che fanno pensare al trasferimento della produzione in altri lidi,

    1) Cuneo fiscale elevato
    2) Flessibilità ridotta
    3) Chiusura dei sindacati

    E infatti nel giro di quattro anni tale industria si trasferisce in repubblica ceka. Ma ha fatto male i conti perché togliendo stipendi ha chiuso il mercato italiano ai suoi prodotti, e infatti sta fallendo.
    Come converrete le cause di tale crisi, oltre alle sovrastrutture finanziarie avevano una debolezza di base: quello di ignorare i principali consumatori dei loro prodotti. Quindi da una parte la puttanata della globalizzazione, dall’altra la minchionaggine dei nostri amministratori (tra cui i sindacati9

  9. Marco Caruso ha detto:

    non fraintendermi: non ho mica detto che non si dovrebbero più pagare le tasse.

    ho solo voluto rilanciare una proposta che condivido: paradossalmente, diminuendo le tasse l’erario ci guadagna…quindi quello del mantenimento dei servizi è un falso problema.

    io però vorrei intanto che quei servizi funzionassero già adesso.
    molte volte però, il politico di turno sperpera i soldi che potrebbero venire indirizzati a certi servizi per altre beghe e questo è molto peggio che temere un abbassamento delle imposte.

    ricordando sempre che quando le aliquote sono minori è minore l’evasione e il gettito aumenta…

  10. Sostieni Marco Caruso ha detto:

    Ma infatti le tasse non si pagano per arricchire il potente di turno, ma per avere e continuare ad avere servizi migliori.. perchè questo ti sembra cosi strano?? 😉

Trackbacks
Check out what others are saying...
  1. […] Meno tasse, più lavoro. Berlusconi, dai retta a Martino! “In questo giorno, ci riuniamo perché abbiamo scelto la speranza sulla paura, l’unità degli scopi sul […] […]



Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

  • Tieniti aggiornato: ISCRIVITI!


  • SOSTIENI IL BLOG!

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: