Il giudice Travaglio.

Dunque, vediamo un po’: se un PM indaga su Berlusconi o un qualsiasi personaggio di centrodestra ipotizzando reati di corruzione mentre ci sono in ballo solo innocue raccomandazioni, Travaglio è informatissimo sui fatti, tira fuori stralci infiniti di intercettazioni e sputtana senza soluzione di continuità finchè non ha fatto passare il concetto per lui fondamentale che chiunque finisce in un registro degli indagati è necessariamente un colpevole. Se questi poi è un politico e per giunta non dipietrista, allora non ci sono alternative: è un corrotto a prescindere, un furbetto, una di quelle cellule tumorali che stanno uccidendo il paese.

Se però il politico in questione è un dipietrista…..ma che dico…..se il politico in questione è il figlio di Di Pietro allora le cose cambiano.
Travaglio non è più così informato sui fatti (incredibile, visto che lo stesso Tonino ne sapeva addirittura quando nessuno poteva sapere niente!!!) e, udite udite, se Cristiano finisce nel registro degli indagati per corruzione, il Nostro si premura di scagionarlo sentenziando che in fondo si tratta solo di raccomandazioni.

E poi lo fanno tutti…ormai è costume.

Ma i travaglini o i dipietrini…non si vergognano un pochino di fronte a tanta incoerenza?

Annunci
Comments
29 Responses to “Il giudice Travaglio.”
  1. Paolo Marani ha detto:

    Io so.

    Io so che la criminalità organizzata e la massoneria comandano in Calabria e anche a Roma.
    Io so che Luigi De Magistris è stato rimosso dai suoi incarichi a Catanzaro ed espropriato delle sue inchieste per impedire che scoppiasse una nuova Tangentopoli.
    Io so che nove miliardi di euro di fondi europei, di cui i cittadini non hanno alcun controllo, finanziano ogni anni le mafie, i partiti e sono all’origine del voto di scambio nel Sud.
    Io so che i padri di questa Repubblica, la seconda Repubblica, sono i mandanti morali dell’omicidio di Paolo Borsellino.
    Io so che in Parlamento siedono mafiosi, amici di mafiosi, servitori di mafiosi, protettori di mafiosi e lo sanno molte Procure d’Italia, molti giornalisti e anche molti italiani, ma non abbastanza.
    Io so che la Procura di Salerno deve essere lasciata libera di indagare la Procura di Catanzaro.
    Io so che il tribunale per il Riesame ha dichiarato corretto il comportamento tenuto dalla procura di Salerno e dal suo Procuratore Apicella.
    Io so che non esiste alcuna guerra tra Procure, ma una Procura indagata, quella di Catanzaro, e una che ha indagato nel rispetto della legge e dei regolamenti, quella di Salerno.
    Io so tutto questo, ma non ho le prove. Solo una montagna, una colossale montagna di indizi.
    Io so che Alfano ha il compito di proteggere Berlusconi dalla Giustizia e non la Giustizia da Berlusconi.
    Io so che quattro cariche dello Stato sono al di sopra della legge, come neppure i re e i principi del Medio Evo, per non essere soggette alla legge, per non farsi processare, per non finire in galera.
    Io so che le cariche dello Stato al di sopra della legge e, quindi, fuorilegge si chiamano, in ordine alfabetico: Berlusconi, Fini, Napolitano e Schifani.
    Io so che un giornalista del Corriere della Sera, Vulpio, è stato rimosso dal suo incarico dal direttore Mieli per aver riportato nei suoi articoli i nomi eccellenti delle persone coinvolte dalle indagini in corso a Catanzaro da parte della Procura di Salerno, e tra questi Nicola Mancino, vice presidente del CSM.
    Io so che Paolo Borsellino incontrò a Roma Mancino, appena prima della sua morte, e uscì sconvolto dal colloquio.
    Io so che Apicella non deve essere rimosso da Alfano, il maggiordomo di Ghedini, l’avvocato di Berlusconi che lo difende mentre percepisce i soldi da deputato della Repubblica.
    Io so, e lo sanno in tanti, che la Seconda Repubblica è nata per salvare dalla galera, e forse dalla morte, molti politici contigui alla criminalità organizzata.
    Io so che la Seconda Repubblica è nata sulle stragi del ’93 e su accordi occulti.
    Io so che Luigi De Magistris va difeso, che Clementina Forleo va difesa, che Luigi Apicella va difeso.
    Io so che Napolitano sa, nel suo ruolo di presidente del CSM, ma preferisce voltarsi, ogni volta, dall’altra parte. Dalla parte dei partiti e della tenuta del Sistema.
    Io so che ci sono 18 condannati in via definitiva in Parlamento, e un centinaio tra inquisiti e condannati in primo o secondo grado.
    Io so che le ultime elezioni sono state illegali e che i parlamentari sono stati scelti dai capi dei partiti a tavolino e che non rispondono agli elettori, ma agli interessi di partito o delle persone che controllano il partito.
    Io so che Luigi Apicella non può essere lasciato solo, che non può essere sospeso da nessun politico.
    Io so che Luigi De Magistris deve continuare le sue inchieste “Why Not”, “Poseidone” e “Toghe Lucane”.
    Io so che Clementina Forleo deve rientrare in possesso dell’inchiesta sull’Unipol ed essere libera di poter interrogare chiunque, anche Massimo D’Alema.
    Io so che se la magistratura sarà soggetta al potere politico, se perderà la sua indipendenza, quella che le rimane, per l’Italia non ci sarà nessun futuro e, forse, non ci sarà più neppure l’Italia.
    Io so che, per queste ragioni, il 28 gennaio 2009 sarò a Roma alle ore 9, in piazza della Repubblica, insieme all’ Associazione dei familiari delle vittime di mafia.
    Io so che, per queste ragioni, ogni cittadino italiano dovrebbe testimoniare a Roma con la sua presenza.

  2. Matteo ha detto:

    enrix

    Travaglio forse mente sapendo di mentire come dici tu, ma me lo devi dimostrare.
    Quelli de il Giornale, invece, lo fanno sicuramente, perche nell’ultimo mese, ossia dall’uscita della notizia delle raccomandazioni di Di Pietro Jr, non c’è stato un giorno, uno, in cui non abbiano riversato addosso a Di Pietro (padre, però, che non c’entra nulla) tutta una serie di accuse velate riguardanti fatti e situazioni già oggetto di procedimenti giudiziari precedenti; procedimenti che in alcuni casi hanno portato alla condanna x diffamazione – con conseguente risarcimento danni – di alcuni giornalisti de il Giornale che oggi, imperterriti, le ripropongono.
    Forse si vogliono fare del male o forse vogliono rimpinguare il portafoglio dell’on. Di Pietro per permettergli di fare nuovi investimenti immobiliari, di modo che, tra 3/4 anni, gli chiederanno di nuovo da dove provengano i soldi con cui ha fatto quegli investimenti… un circolo vizioso, insomma…
    Facciano loro

    Matteo

    P.S.: Caruso, mi raccomando le risposte!

  3. Matteo ha detto:

    Faccio come quelli de “il Giornale”:

    Caruso quando rispondi alle domande?

    Matteo

  4. enrix ha detto:

    Travaglio può anche non sapere niente del procedimento in corso, comunque mente sapendo di mentire, perchè dice che l’abuso d’ufficio (cioè la raccomandazione) non è più reato, sapendo benissimo che l’iscrizione sul registro la si fa solo se si è indiziati appunto di reati.
    Quindi mentre parla di raccomandazioni, egli sa che l’ipotesi di reato in essere non può riguardare le raccomandazioni, ma altro, a prescindere dal fatto che non conosca esattamente i motivi dell’iscrizione.

  5. Matteo ha detto:

    Poiché studi Giurisprudenza, dovresti sapere che le indagini preliminari (a parte il caso del compimento di atti che impongano una “discovery”), sono coperti dal segreto istruttorio sino a che il magistrato inquirente non notifichi l’avviso di chiusura delle indagini secondo l’art. 415 bis cpp. Evidentemente, a parte quelli de “il Giornale” che sono sempre informatissimi su tutto ciò che NON riguarda il loro datore di lavoro, il Sig. Travaglio non sa niente perché non può sapere niente.
    Negli altri casi in cui Travaglio scrive sui procedimenti in corso, invece, lo scoglio del 415bis è stato già superato ed il segreto istruttorio (anche se non si chiama più così) è venuto meno: ecco perché ne parla.
    Inoltre mi sembra di ricordare che in una recente intervista, abbia detto che sarebbe stato meglio che Di Pietro Jr avesse portato a compimento il suo dovere politico, dimettendosi anche dall’incarico di consigliere. Ma tant’è.
    Cmque io sono quello che aspetta da te ancora una risposta alla domanda che ti posi attraverso il blog di mastellarini: mi fai un esempio di un altro paese (chiaramente della civiltà evoluta) in cui sia vigente una legge come il c.d. “lodo Alfano”?
    Citami anche, visto che ci sei, un esempio (uno solo, per carità) di inchiesta giudiziaria de “il Giornale” relativa a politici del (o vicini al) Pdl. Visto che sono così bravi…..
    Saluti

    Matteo

  6. Alex ha detto:

    Ma infatti Marco, non ho mica detto che Cristiano è colpevole

  7. Ale ha detto:

    Benvenuto Alex

  8. Marco ha detto:

    Alex, vedremo se Travaglio cambierà opinione sulla base della vicenda del figlio di Di Pietro. Per lui significherebbe screditarsi agli occhi di tutti i suoi lettori…Non credo sia così stupido.
    Riguardo alla stampa: sono reati ipotizzati. Dalle intercettazioni si evince che Di Pietro figlio chiede di assegnare incarichi ad alcuni suoi amici. Poichè le indagini si basano sulle intercettazioni im pm ha ritenuto opportuno inserire anche lui nel registro degli indagati. E’ prassi.

  9. Alex ha detto:

    Travaglio afferma anche altro, cioè che per lui le dimissioni dovrebbero esserci nel momento di un rinvio a giudizio…
    Questo oggi, perchè qualche tempo fa aveva idee differenti…
    Poi chissà, magari in futuro, se Di Pietrojr incorresse in un rinvio giudizio sarà pronto a rilasciare un’intervista in cui sposta l’asticella fino alla condanna di primo grado… e poi via fino alla cassazione…

    E per inciso il quotidiano La Stampa parla di qualcosa di più consistente di semplici raccomandazioni

  10. Marco ha detto:

    Travaglio ha detto che semplici raccomandazioni non sono per lui talmente gravi da dimettersi dopo l’iscrizione nel registro degli indagati. C’è nel libro un caso di onorevole indagato per aver raccomandato due amici e che rientra nei casi in cui le dimissioni sono raccomandabili, di cui all’introduzione del libro?

  11. Alex ha detto:

    Nel li bro parla anche di indagati, Marco, scommetto che lo sai bene

  12. Marco ha detto:

    Dal blog di Caposkaw:
    “Ciao capocacchio senza nome.
    Si dice in giro che hai 40 anni ma dalle puttanate che scrivi sembra che ne hai 13[…]”.

  13. Marco ha detto:

    Nel libro Travaglio parla di politici che PRIMA delle elezioni avevano già prescrizioni, condanne, processi in corso, talvolta anche molto importanti e lesivi dell’immagine istituzionale (ma figurarsi cosa interessa a Previti o Crisafulli l’immagine istituzionale..). Nell’intervista parla di un consigliere comunale indagato, DOPO LA SUA ELEZIONE, per corruzione e turbativa d’asta per avere raccomandato alcuni suoi amici al provveditore Mautone. Secondo Travaglio la gravità del reato e lo status (indagato) del figlio di Di Pietro non sono tali da comportare le sue dimissioni. E’ una sua opinione, legittima. Dove sono le minchiate?

  14. Caposkaw ha detto:

    la barzelletta è che non capiscono che parlando così si confermano nel ritratto testè descritto:
    “fessaggine di chi lo crede e incensa”

  15. Alex ha detto:

    Ti riconosco notevole intelligenza, ti sarà facile leggere l’intervista di oggi ed il passo di onorevoli Wanted, ancor più semplice ti sarà effettuare una comparazione, rilevare qualche incongruenza logica e giudicare quale delle 2 versioni contiene minchiate. Se l’intervista al Corriere o il passo citato.

  16. Marco ha detto:

    Quale sarebbe la minchiata, Alex? Sentiamo.

  17. Alex ha detto:

    il blog lo leggo da un mese e mezzo… Con Travaglio ho cominciato prima…
    Se il tutto ha una logica….

    comunque ci terrei a dire che non ho espresso alcun commento, le parole riportate sono di Travaglio.

    Già, scusa, si capiva dalle minchiate scritte…

  18. Marco ha detto:

    Si vede infatti…Ma quello l’hai imparato leggendo questo blog.

  19. pippo io ha detto:

    infatti alex, cosa ci fa tutta quella gente in parlamento?

  20. Alex ha detto:

    Ho già imparato come non essere super partes…

  21. Marco ha detto:

    Bravo Alex, leggi i libri di Travaglio. Chissà impari qualcosa.

  22. Alex ha detto:

    “Il fatto di comparire in questo libro non significa essere colpevoli. Significa semplicemente che, al momento dell¹elezione, queste persone avevano sulle spalle quantomeno un pesante sospetto di aver violato la legge. Una condizione che, in un qualunque altro paese civile, ne avrebbe impedito o sconsigliato la candidatura e l¹elezione. Nei paesi civili, infatti, chi finisce sotto inchiesta abbandona la politica, o almeno la carica che ricopre, in attesa di chiarire la sua posizione dinanzi alla legge”

    Marco Travaglio Peter Gomez—– Onorevoli Wanted

  23. Marco ha detto:

    Ho come la sensazione che il blogger più imparziale della Rete Caruso voglia equiparare la vicenda del figlio di Di Pietro a quella delle intercettazioni Berlusconi-Saccà. Spero di no.

  24. visitatore ha detto:

    A pensato’ .. molla Giurisprudenza e manda il curriculum (forse bastano i post del blog) alla “voce bianca” direttore del “Giornale”, c’hai un futuro assicurato! Il successore di Filippo Facci! Saluti e continua a farmi divertire cosi!

  25. Paolo Marani ha detto:

    Ma ti rendi conto solo vagamente delle corbellerie che dici ?
    Chi ha mai affermato che essere iscritti nel registro degli indagati è visto come indice di colpevolezza ? Te lo sei inventato tu, come ovviamente ti inventi la stragrande maggioranza delle cose che dici per asservire alle logiche delle tue cause perse. Una panzanata del genere Travaglio non l’ha mai detta, rende conto in particolare delle “motivazioni” dei provvedimenti, nei quali si può distinguere chi è iscritto solo perchè è informato su fatti utili alle inchieste e chi invece viene indagato per cercare riscontri di ipotesi di reato.
    Lascia perdere dai, che non è lavoro tuo…

  26. Caposkaw ha detto:

    che esagerazione!
    il travaglietto non è un tumore… è solo uno spacciatore di chiacchere che vive sulla fessaggine di chi lo crede e incensa…

  27. achille42 ha detto:

    E’ Travaglio che costituisce l’unica vera cellula tumorale nel panorama del giornalismo politico italiano

  28. Alex ha detto:

    Non sono solo le «raccomandazioni» a mettere in difficoltà Cristiano Di Pietro perché, secondo il rapporto degli investigatori, «vi sono suoi interessi anche in alcuni appalti e su alcune forniture».
    http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/politica/200901articoli/40087girata.asp

Trackbacks
Check out what others are saying...
  1. […] Di Pietro, figlio dell’Inquisitore di Montenero di Bisaccia, è indagato per corruzione. E il giudice Travaglio che fa? Intervistato da Corriere.it, dice di non conoscere le carte e che in fondo si tratta «solo […]



Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

  • Tieniti aggiornato: ISCRIVITI!


  • SOSTIENI IL BLOG!

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: