Di Pietro in confusione su Alitalia.

Ma cosa vuole Di Pietro per Alitalia?

Tutte le volte che ne ha occasione, non se la lascia sfuggire e cannoneggia contro il governo, reo d’aver fatto scappare AirFrance ai tempi della trattativa del marzo scorso. Con buona pace del fallimento di ogni accordo possibile coi sindacati che era stato considerato il nodo imprescindibile da sciogliere prima di ogni mossa del gruppo francese.
Dice Tonino che la proposta parigina era la migliore; che aveva ragione Prodi. Al contrario, vendere a CAI è stato deleterio per tutti.

Eppure, il 17 marzo 2008 (dopo che il consiglio dei ministri del governo Prodi aveva accettato l’offerta di AirFrance), Repubblica riporta così il commento che in proposito espresse Di Pietro:

Ha espresso invece solo “disappunto” Antonio Di Pietro, che ha definito quella di Air France una proposta “finalizzata unicamente al profitto dell’offerente, un danno per la compagnia, per le maestranze e per tutto il Paese”. Soprattutto, secondo il ministro delle Infrastrutture, il piano presentato dai francesi “umilia un hub importante come Malpensa, che da solo vale dieci volte Alitalia e nei confronti del quale dovremmo tutti impegnarci per salvaguardarne le potenzialità”.

Insomma: che vuole Di Pietro per Alitalia?
Quando era al governo era in disaccordo col resto delle scelte della comitiva.
Ora che è all’opposizione fa il voltagabbana e, forse usando il senno di poi (che a poco serve), si rimangia tutto e si rimette sulle barricate.

Dura la vita del “guastafeste”…

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Comments
17 Responses to “Di Pietro in confusione su Alitalia.”
  1. Marco Caruso ha detto:

    ohohoh……..il problema di voler apparire migliore di altri è che si rischia di confermare i sospetti che tanto diversi non si è.
    per esempio: bravo Tonino che va di corsa dal notaio dopo la letterina di Feltri (e le inchieste del Giornale)…….ma allora è vero che la gestione del patrimonio del partito era quantomeno oscura e poco trasparente. Eppure di limpidità ne ha parlato prima, mica ora.
    a che titolo lo faceva prima? non ci è dato sapere……. Ce lo spieghi tu?

    altra cosa strana: invece di rispondere a chi gli muove le accuse (il Giornale), ha scelto come interlocutore Feltri.
    un po’ come se agli interrogativi di Travaglio Berlusconi rispondesse a Vespa.
    è ovvio che la controreplica può essere solo a posteriori.
    perciò, tutto il gran bel discorso che fa sulla formichina e i suoi beni immobiliari può sembrar molto bello…..ma se l’avesse proposto a quelli che hanno condotto inchieste sull’argomento, magari si sarebbe sentito dire: “non basta”.
    perchè?
    beh…se vuoi, leggitelo: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=319813

    anche se dirai: eh, ma è Facci…….è in-credibile….
    dagli comunque un’occhiata, poi ne riparliamo…

    Di Pietro ti è sembrato così trasparente?
    si, bravo: sei stato malandrino e ora, dopo esser stato beccato con le mani nella marmellata hai chiesto scusa.
    mmmmmmm…..vediamo: che dovrebbe fare Berlusconi per meritarsi gli stessi encomi?
    su di lui hanno sempre indagato i magistrati: non deve render conto a Travaglio…
    così come Di Pietro non doveva render conto a nessuno se credeva d’esser stato onesto fin da principio…

    e invece…tanto onesto evidentemente non era stato…

  2. Matteo Maratea ha detto:

    VIENI AVANTI, TONINO – DI PIETRO RISPONDE ALLA LETTERA APERTA DI “LIBERO” CHE LO INVITAVA ALLA TRASPARENZA. E L’EX PM SPIEGA TUTTO, SUI SOLDI ALL’IDV E SULLE SUE CASE, CON DOCUMENTI A SOSTEGNO – “è GIUSTO RENDERE CONTO ALL’OPINIONE PUBBLICA”…
    Lettera di Antonio Di Pietro a “Libero”

    Caro direttore, eccomi.
    Ieri Lei dalle pagine di Libero mi ha chiesto due spiegazioni e mi ha dato un consiglio. Cominciamo dal consiglio che era il seguente: «La sollecito a darci prova della sua trasparenza e affidare i milioni del finanziamento ad un collegio di ragionieri eletti nel suo partito». Mi pare proprio un buon consiglio, la ringrazio e mi attivo immediatamente.

    http://www.dagospia.com/rubrica-3/politica/articolo-2538.htm

    P.S.:Quale altro politico farebbe la stessa cosa?
    Gossipparo il tuo Berlusconi lo farebbe?

  3. Matteo Maratea ha detto:

    Minacciata l’immunità di Berlusconi
    Pubblicato Giovedì 8 Gennaio 2009 in USA

    L’opposizione vuole spogliarlo della protezione.

    Roma – Il nuovo anno di Silvio Berlusconi ha avuto un avvio piuttosto infausto. Sta ottenendo grande risalto un’iniziativa dell’opposizione di revocare l’immunità dai processi che protegge il premier – il magnate italiano dei media – dai propri problemi legali.

    Il politico dell’opposizione Antonio Di Pietro, ex magistrato e crociato anti corruzione, ha presentato in Cassazione una petizione – firmata da un milione di italiani – che chiede un referendum per abrogare la controversa legge che attualmente rende Berlusconi immune dai processi.

    http://www.italiadallestero.info/archives/2614

  4. Asdrubale88 ha detto:

    Con la differenza che guarda caso il governo prodi con Padona Schioppa, secondo me una mente brillante dell’economia, aveva finalmente trovato un modo per togliere dalla minchia degli italiani Alitalia, i suoi debiti, la sua gestione scandalosa.

    E giù tutti a daje al ciccione che svende il valore della flotta italiana ai Galli!
    E daje a sti galli!

    Alla fine sono i polli che si prendono i debiti addosso…

  5. Anonimo ha detto:

    pippo io argomento coi fatti tu con le illazioni, e quando sono finite pure quelle arrivi col post su Moggi.
    per fortuna gli italiani non sono scemi e hanno capito che Berlusconi avrebbe fatto delle cazz ma almeno avrebbe dato 5 anni di governo stabile, mentre il Pd si vede come sta andando a finire……la sinistra estrema di scissione in scissione sta scoprendo una nuova forma di energia……e l’idv, be chi se ne frega tanto Di Pietro ha sistemato famiglia e amici nel partito, ha comprato appartamenti e mercedes per tutti, quindi sono tutti felici e contenti.

  6. Marco Caruso ha detto:

    @ Asdrubale: Berlusconi ha delle responsabiltà enormi. Ma che sono pari a quelle di tutti i governi che lo hanno preceduto e succeduto…

  7. pippo io ha detto:

    anonimo fai tutto tu. dai scrivimi anche il prossimo commento, nel tuo ultimo intervento ti sei dimenticato di parlare di Moggi.

  8. Asdrubale88 ha detto:

    Io avrei preferito il fallimento sinceramente, o almeno avrei spezzato la compagnia in 2 o più società, per poter permettere una minima concorrenza sul territorio (per fortuna ci sono anche le compagnie internazionali sul territorio!).
    Il problema è che si sarebbe dovuto risolvere prima il problema, magari negli anni 2001-2005 dove qualcosa ancora ancora si sarebbe potuto fare.

    Mmmm…chissà chi c’era al governo. Ho un amnesia, me lo ricordate eheh?

  9. Anonimo ha detto:

    che AF poi si compri il resto lo dici tu, intanto se fosse andato in porto il progetto Prodi, osteggiato anche da San Di pietro, alitalia sarebbe stata REGALATA a AF e noi ci saremmo beccati molti piu’ disoccupati, e molti piu’ debiti.

    Come andranno a finire le cose non lo so io e non lo sai tu, quindi per favore discutiamo dei fatti e non delle illazioni.

    A parti invertite scommetto che sarebbe andato bene a tutti se la cordata L’avesse fatta prodi, mettendone a capo un imprenditore suo fedele (il figlio di colannino in che partito sta?)

    sicuramente avremmo anche avuto meno scioperi.

    E’ la solita storia qualunque cagata faccia la sinistra e’ sempre meglio di quello che fa la destra.

    Ma per favore e poi dite di essere voi gli informati, quelli che leggono quelli che fanno contro informazione?

    ma dai

    di pietro poi, quello che fa le interrogazioni parlamentari sulle scie chimiche, che crede al complotto dell 11 settembre….il braccio politico di grillo, quello che difende la biowashball.

    ooooo sveglia vi stanno a prendere per il c….lo

    almeno gli interessi di Berlusconi sono palesi

  10. Marco Caruso ha detto:

    @ Pippo: proprio perchè consideri Alitalia un “bene pubblico” allora converrai che anche la scelta del governo Prodi era un fallimento, nell’interesse generale del paese. Una svendita. E nemmeno di tutto il pacchetto.
    vabbè…

    anche Berlusconi ha i suoi demeriti, ma il fatto di accettare come partner AirFrance e non come unico acquirente dovrebbe farti capire che l’opposizione alla compagnia francese non era preconcetta (perchè non piacciono i francesi!), bensì strategica.

    può darsi che questa strategia sia risultata fallimentare o parzialmente sbagliata, ma dire che era meglio come voleva far Prodi è roba…

  11. Marco ha detto:

    Caposkaw, Di Pietro è l’unico che si ricorda dei processi di Berlusconi e le sue affiliazioni massoniche. Puoi attaccarlo sull’ignoranza (della grammatica, forse?) ma non sulla memoria corta.

  12. pippo io ha detto:

    secondo me è molto più in confusione la maggioranza a partire dal premier silvio berlusconi: 9 mesi fa in pieno delirio da campagna elettorale si oppose alla vendita ad air france già avviata in nome di una non meglio allora precisata italianità, ora, dopo aver lui stesso creato artificiosamente questa italianità con CAi, riperde la faccia vendendo di fatto ad Air France che, a partire dal 25%, acqusirà tutto il resto della Compagnia nel giro di 5 anni comprando le altre quote, ed i ricavi non resteranno nelle tasche italiane, come qualche gonzo qui sopra s’ostina a credere, ma andranno nelle tasche dei capitani coraggiosi e furbi ciontrabbandieri, noti soprattutto per essere acuti investitori e benefattori.
    Così, un bene pubblico come l’Alitalia, non solo viene smembrato per capriccio elettorale di un pirla, ma anche viene regalato a 4 furbotti, tutto questo senza nè rilancio dell’areoporto della Lega nè sviluppo di quello dei Teroni.

    Mi sembra un’ottima e proficua soluzione del problema. Bravo governo. La prossima volta ti voto così magari perdi.

  13. Caposkaw ha detto:

    se il trebbiatore non fosse un imbecille, qualche volta starebbe zitto.
    quando apre bocca, si capisce che è un ignorante con la memoria corta.
    e i suoi schiavi lo difendono sempre…

  14. Marco ha detto:

    Morale: quando c’è da attaccare Di Pietro meglio farlo sempre.

  15. Marco Caruso ha detto:

    si….sono due accordi molto diversi.

    personalmente non saprei dire con certezza cosa sia stato meglio per Alitalia.
    da una parte avrei preferito il fallimento, dall’altra capisco che avrebbe prodotto conseguenze forse peggiori di quelle che possiamo patire adesso con questa nuova configurazione.

    ad ogni modo…..mi sembrava giusto far notare che col senno di poi son tutti bravi a parlare. Ma si rischia anche di far brutta figura quando guardando indietro ci si accorge di aver detto tutto e il suo contrario sullo stesso argomento.

  16. Anonimo ha detto:

    L’accordo con AF di adesso è molto diverso perchè:
    L’ipotesi AF precedente
    prevedeva che AF si comprasse alcuni pezzi di Alitalia (solo l’attività
    volativa passeggeri) per un prezzo tutto da stabilire (non era stata
    fatta nessuna due diligence) ; allo Stato Italiano rimaneva la Bad
    Company contutte le rogne annesse e connesse. AF si impegnava a
    mantenere marchio, alcuni contratti di servizio ed assistenza per un
    certo numero di anni poi chi si è visto si è visto. Intanto da subito
    ogni euro incassato per un biglietto andava a Parigi.
    L’attuale accordo
    prevede che AF entri come socio di minoranza in una società posseduta
    da azionisti italiani . Ciò significa che: A) il 75% degli utili resta
    in Italia; b) Che le decisioni riguardanti la gestione sono prese in
    italia da imprenditori italiani.

    Malpensa è un aeroporto nato male e
    gestito peggio, tra l’altro tra Torino e Venezia c’è un aeroporto ogni
    70Km, il treno ci mette una vita ad arrivarci ed è arrivato con solo 3
    anni di ritardo, il raccordo autostradale l’hanno finito un mese fa.
    Per arrivare al centro di Milano nelle ore sbagliate in Taxi ci
    vogliono oltre 2 ore.
    Chi prende un volo a lungo raggio non ha
    problemi a prendere una navetta che lo porti ad un Hub, il medio raggio
    vede molti concorrenti tra cui le low cost, con queste premesse meglio
    concentrarsi su Roma (dove per altro si trova la gran parte delle
    strutture logistiche della società) e fare la navetta su Linate. Ci
    saranno anche voli a medio/lungo raggio da Malpensa ma saranno di meno
    perchè nulla è dis-economico come far volare aerei mezzi vuoti.

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