Hamas danneggia la “causa palestinese”. Nessuna tregua è possibile. Israele deve annientarla.

C’è ancora chi si illude che quella in corso sia l’ennesima recrudescenza della “questione palestinese“.
Si sbaglia.

Hamas non bersaglia Israele per riottenere territori che le sono stati sottratti e Israele non sta colpendo Gaza per riconquistarla.
Questa guerra è nient’altro che lo scontro definitivo (si spera, ma queste sembrano le intenzioni) tra un gruppo terroristico e uno stato democratico che vuol difendersi da chi ha in mente solo e soltanto la sua distruzione.
Se la Storia ha un qualche significato, allora non si possono trascurare i segnali che confermerebbero questa teoria: nel 2005 infatti, Ariel Sharon optò per un ritiro unilaterale dai Territori occupati di Gaza, nella speranza che quello potesse rappresentare il passo decisivo verso una pace duratura tra israeliani e palestinesi, ma soprattutto nella convinzione che quella decisione sancisse la possibilità di costruire una volta per tutto quel tanto anelato stato palestinese per cui è stato versato un fiume di sangue.
Purtroppo però, da quel momento ad oggi abbiamo assistito ad un pietoso conflitto fratricida prima (tra palestinesi di Al Fatah e palestinesi di Hamas) e ad un’excalation della violenza da parte di Hamas nei confronti di Israele, che si è vista piovere addosso migliaia di razzi in violazione di ogni accordo per mettere a tacere le armi.
Dopo che Hamas ha preso il potere del governo della Striscia, Gaza si è trasformata in una base missilistica a tempo pieno.
E sebbene il mondo si sia d’un tratto risvegliato al fragore delle esplosioni dei missili israeliani, Hamas, dopo uno stop di soli 5 mesi, aveva infranto la tregua già dal 6 novembre scorso e bombardato il Neghev con una frequenza sempre maggiore di lanci di Qassam.
La risposta di Israele era diventata quindi inevitabile. E non si capisce perchè siano ancora così in pochi a sottolineare le responsabilità di Hamas nell’aver esposto la popolazione di Gaza alla risposta di Tsahal.
Oggi è evidente quali siano le posizioni sul campo e le motivazioni che muovono gli uni contro gli altri.
E qui appare lampante come la “questione palestinese” non c’entri un bel niente.
Hamas, come sta scritto addirittura nel suo statuto costitutivo, ha come unico obiettivo la distruzione di Israele e l’uccisione di quanti più israeliani possibile.
Pur di raggiungere lo scopo, Hamas non ha guardato in faccia neppure al suo popolo, quello con cui oggi si fa scudo dei missili israeliani: nello scontro con l’altra fazione, Al Fatah, quella che fa capo al governo dell’ANP, quella che riconosce Israele come stato sovrano e con cui aveva iniziato accordi di pace, ha provocato centinaia di morti…anche bambini, anche mamme e giovani padri di famiglia.
Una volta conquistata Gaza, poi, l’hanno ridotta un deserto anche laddove i coloni israeliani erano riusciti a far germogliare serre e piantagioni.
Hanno straziato quella terra e l’hanno imbottita di strumenti di morte. Hanno provocato questa guerra con ogni provocazione possibile. E oggi non combattono per liberare territori di cui sono già tornati in possesso, bensì per procurare terrore e morte tra i civili delle cittadine al di là del confine con la Striscia.
Israele si sta difendendo. Ma per eliminare ogni sorta di minaccia deve annientare Hamas, andarla a stanare casa per casa come sta facendo da due giorni e distruggere ogni postazione missilistica.
Per questo Israele non può accettare alcuna tregua che prescinda lo scioglimento di Hamas.
Per questo Israele oggi non può fermarsi.
Deve arrivare fino in fondo.
Ed è l’augurio che sicuramente si stanno facendo anche Al Fatah, ma anche Egitto, Giordania e Arabia Saudita: se Israele annichilisce la longa manus dell’Iran in Palestina, forse allora saranno ridimensionati anche i suoi progetti di egemonizzazione di tutta l’area mediorientale.

Hamas va abbattuta una volta per tutte.
Fermarsi a metà strada, ormai è dimostrato, non ha senso. Perchè Hamas non cerca la pace, non vuole la pace. Ha in odio Israele e ne vuole la sconfitta totale.
Di fronte a questi propositi giusto i ciechi possono sprecar parole per chiedere una tregua che darebbe solo ad Hamas il tempo di recuperare energie, riforaggiare l’arsenale e ricominciare a colpire, magari più forte, il nemico di sempre.

Non fatevi ingannare.
Hamas non guerreggia per la “causa palestinese”, anzi: la danneggia.

votami-su-oknotizie2

Annunci
Comments
91 Responses to “Hamas danneggia la “causa palestinese”. Nessuna tregua è possibile. Israele deve annientarla.”
  1. Marco Caruso ha detto:

    @ Incazzato: a me niente……sforzati di augurarti che i palestinesi vengano liberati dalla morsa di Hmas…

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

  • Tieniti aggiornato: ISCRIVITI!


  • SOSTIENI IL BLOG!

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: