Travaglio finalmente fa il suo mestiere e fa le pulci anche a Di Pietro. Anzi no: è ancora in vacanza. Ci ha già pensato Il Giornale. Tonino al tappeto in 10 mosse.

Siccome Di Pietro è fatto di tutt’altra pasta rispetto agli altri, quando qualcuno gli getta addosso del fango lui non resta con le mani in mano, ma affronta di petto l’illazione e non le manda a dire a nessuno: si presenta davanti ai taccuini e risponde per le rime a chi ritiene abbia detto il falso.
Per questo il buon Tonino ha subito accettato di farsi intervistare dal quotidiano Libero dopo che Il Giornale aveva scribacchiato di un presunto “giallo sui rimborsi elettorali” per le europee del 2004.
L’accusa è grave: aver depredato soldi agli amici del Cantiere, un movimento politico collegato all’Italia dei Valori ai tempi in cui Di Pietro aveva come compagni di viaggio Occhetto e Giulietto Chiesa.
Promotore della denuncia presso diversi tribunali (Roma e Milano) è stato un suo ex sodale: Elio Veltri. Che già ne disse di tutti i colori sull’ex magistrato.
Il punto però è un altro.
Si diceva che Di Pietro non perde tempo e risponde colpo su colpo alle insinuazioni del Giornale della famiglia Berlusconi.
E poichè Tonino è più trasparente degli altri, pubblica il tutto sul suo blog.
Dev’essere una vera soddisfazione avere per leader un personaggio di siffatta caratura morale…
Tutto bene…non fosse che…
Non fosse che in realtà Di Pietro tutto tutto non ha detto in quell’intervista.
Fortuna nostra che in Italia abbiamo un grande giornalista che non si fa intimorire da nessuno e soprattutto a nessuno guarda in faccia, e di cui quindi possiamo fidarci e affidarci.
Succede, quindi, che nonostante la profonda amicizia e stima che lo lega al personaggio e al politico, Travaglio prende carta e penna e come solo lui sa fare fa le pulci alle dichiarazioni di Di Pietro, fino a fare impallidire prefino i suoi più indissolubili sostenitori e fans.
Quello che ne esce è un massacro fatto di controinformazione che lascia sul campo Di Pietro e le sue lacune.

Ecco come Tonino finisce al tappeto in 10 mosse.

1 Dice Tonino: «Per quanto riguarda i rimborsi da parte del Cantiere (Occhetto-Veltri) per le elezioni europee del 2004, cinque volte su cinque la Camera ci ha dato ragione respingendo le richieste del Cantiere e altrettanto ha fatto la magistratura».
Inesatto. La Camera non ha dato ragione a Di Pietro, si è sempre dichiarata incompetente dicendo «che il profilo dell’inesistenza del rendiconto di Idv e ogni altra controversia attiene all’autorità giudiziaria». Ed è ciò che sta avvenendo. A dirla tutta, una prima valutazione (sfavorevole a Di Pietro) c’è stata: il Tribunale di Milano il 19 ottobre 2007 ha dato atto della «gravità dei fatti denunciati dal Cantiere» consistenti tra l’altro nell’auto approvazione «di rendiconti preventivi e consuntivi per milioni di euro» lamentando anche i mancati controlli della Camera.

2 Dice Tonino: «Il Cantiere è nato nel 2005 e perciò non può richiedere il rimborso di un’elezione avvenuta nel 2004».
Seconda inesattezza. Il Cantiere ha già chiesto e ottenuto un decreto ingiuntivo da parte del Tribunale di Roma nei confronti della Camera, quale successore della componente politica che dette vita alla Lista Di Pietro-Occhetto. La Camera ha proposto opposizione. Il 15 luglio 2008 il Tribunale di Roma ha respinto la richiesta di provvisoria esecuzione stabilendo i termini per l’esibizione delle prove ai fini della decisione: vuole vederci più chiaro. Nel frattempo, però, ha affermato che «l’Associazione Italia dei Valori è soggetto diverso dal Movimento politico Italia dei Valori».

3 Dice Tonino: l’Associazione Idv e il Partito-Movimento Idv sono la stesso identico soggetto: «O benedetto Signore. Ma è una sola cosa. Che lo chiami movimento o associazione è la stessa cosa».
Vedi sopra, risposta numero 2.

4 Dice Tonino: essendo il Movimento e l’Associazione la stessa cosa, anche gli organi sono gli stessi.
Inesattezza numero 4. Che gli organi siano diversi lo scrive lo stesso Di Pietro nello Statuto e nella Delibera di associazione tenuta occulta fino a poco tempo fa. Leggiamo insieme: «Organi dell’Associazione Italia dei Valori sono l’Assemblea dei soci, il presidente e il tesoriere» (articolo 4 comma 3), mentre «gli organi e le strutture nazionali del Partito sono: l’Assemblea nazionale (o congresso), l’Esecutivo nazionale, il Presidente e l’Ufficio di presidenza, l’Assemblea nazionale degli eletti (articolo 7 comma 1)». Non solo: «Gli organi e le strutture del Partito – è scritto – non limitano in alcun modo i diritti dei soci dell’associazione (articolo 7 comma 4)». Tutto ciò a dimostrazione che si tratta di soggetti giuridici diversi con sfere separate.

5 Dice Tonino. C’è solo un conto corrente dove si prelevano soldi esclusivamente per le attività del Movimento.
Questa asserzione è l’ennesima riprova che il famoso conto corrente Idv, intestato all’Associazione (che è cosa diversa dal Movimento, dice il Tribunale di Roma) viene gestito esclusivamente dai tre soci dell’associazione familiare: Di Pietro, la moglie, l’onorevole Mura. Il tutto, evidentemente, avviene nel silenzio degli organi direttivi del partito.

6 Quel che non dice Tonino.
Di Pietro non dice una parola sui rendiconti e i bilanci del partito. In una memoria depositata diceva che il rendiconto dell’Idv «è stato ratificato dal mio esecutivo nazionale». In realtà s’è scoperto che ad approvare il rendiconto fu il solo Di Pietro, nemmeno quale presidente del partito, ma dell’Associazione familiare. Non esistono verbali di approvazione da parte dell’assemblea del partito, né per il 2004 né per gli altri anni. Non a caso il Tribunale di Milano ha evidenziato la gravità di tali condotte. La legge numero 2/97 considera condizione necessaria per il conseguimento dei fondi elettorali la regolare approvazione dei rendiconti, che per legge possono essere approvati esclusivamente dal Partito e non certo da un’associazione che si sostituisca ad esso.

7 Dice Tonino: «Il rimborso viene dato al partito che ne fa richiesta, non ai candidati. Non si è mai vista una divisione pro quota».
Inesatto. Tonino sa bene che il Cantiere ha già ottenuto un decreto ingiuntivo dal Tribunale civile di Roma (1 milione 800mila euro) proprio sul presupposto che laddove la Camera prosegua a pagare i rimborsi al solo soggetto che deposita il simbolo e le liste anche dopo lo scioglimento di un’alleanza politico-elettorale, ciò «determina una violazione manifesta dei diritti politici fondamentali alla cui realizzazione i rimborsi sono esclusivamente preordinati». Naturalmente è in corso il giudizio di opposizione.

8 Dice Tonino: «Ogni partito, nel suo statuto, adotta tutele di garanzia nella gestione di tesoreria. Lo statuto può non piacerti, ma io mica vado a mettere il naso nello statuto degli altri».
Strana concezione della democrazia e della trasparenza nella gestione dei fondi pubblici, quella di Di Pietro. Che di fronte all’ipotesi della «gestione solitaria» di fondi per milioni di euro, ritiene di non dover dare conto a nessuno.

9 Dice Tonino (nella memoria depositata al Tribunale di Roma) che l’Idv nel 2004 era solo agli inizi della sua attività politica, e per questo costituì la sua associazione di famiglia: «Perché io, mia moglie e la Mura eravamo i fondatori».
Strana affermazione, visto che nel 2004 l’Idv non era all’inizio dell’attività politica avendo partecipato a diverse tornate elettorali sin dal 2001. È certamente un caso che l’Associazione venga fondata il 26 luglio 2004, il giorno prima del piano di pagamento dei rimborsi elettorali europei.

10 Dice il Giornale: ci fa vedere le pezze d’appoggio?
Fino ad ora non l’ha fatto. Ma proprio per fare chiarezza sarebbe il caso che l’ex pm rendesse pubblici gli estratti del conto corrente dell’Idv su cui ha fatto affluire i soldi pubblici per dimostrarne, al centesimo, l’utilizzo. Visto che sono in tanti, a cominciare dalla presidente delle donne del suo partito, a lamentare una distrazione. Per non dire poi dei fondi erogati ad alcuni comitati regionali dal 2001 al 2006.
Dottor Di Pietro, ci fa sapere qualcosa?

Come?
Ah…non era Travaglio l’autore dell’articolo? Eppure le domande sono scomode come quelle con cui di solito solo lui mette in imbarazzo a destra e a manca.
Ah…ok.
Pare che Travaglio fosse distratto…probabilmente ancora impegnato col panettone.

Vabbè…evidentemente si può benissimo fare a meno di lui, visto che quando potrebbe fare un buon servizio all’informazione non c’è mai…

L’articolo in questione, comunque, è opera di due giornalisti de Il Giornale, a cui non sono andate troppo giù alcune risposte dell’onorevole Di Pietro.
Adesso aspettiamo che Tonino allo showdown, con la stessa prontezza con cui ha rilanciato con l’intervista a Libero.

Infine un agurio particolare: Travaglio, torna presto…qui c’è bisogno di te.
O forse no?

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Comments
17 Responses to “Travaglio finalmente fa il suo mestiere e fa le pulci anche a Di Pietro. Anzi no: è ancora in vacanza. Ci ha già pensato Il Giornale. Tonino al tappeto in 10 mosse.”
  1. Marco Caruso ha detto:

    vai pure….scoprirai che non è altrettanto dilettantesco.

    facciamo così: cambiamo i soggetti.
    se invece di Di Pietro l’avesse fatto Berlusconi un giochetto simile?
    saresti stato altrettanto comprensivo?
    dubito…ma mi rendo conto che questo è un processo alle intenzioni.

    strano comunque che un magistrato tanto bravo si riveli un dilettante nel creare un’associazione/movimento politico…

    ma al di là di questo…non ti suona strano che invece che al partito (dove di pietro potrebbe benissimo venire sfiduciato e sostituito) quei soldi finiscano per esser gestiti da un’associazione di cui lui è il presidente e i soci amministratori sono la moglie e un’altra fidata consigliera/deputata?

  2. Paolo Marani ha detto:

    Cosa c’è di strano in quanto dice DiPietro ?
    Ma tu hai mai collaborato alla creazione dello statuto di una associazione ?
    Casomai la cosa sconvolgente è che DiPietro, nel fondare IDV, movimento che sia, abbia creato uno statuto dilettantesco come qualsiasi pidocchiosa associazione no-profit, APS, di volontariato, che ce ne sono tante. Tutto è ovviamente in mano ai fondatori. Credo che neppure DiPietro si aspettasse il successo che ha avuto, sicuramente una gestione troppo “familiare” (mai come quella del cavaliere, in ogni caso) gli può essere rimproverata.

    Facciamo un giochino ? Andiamo a cercare lo statuto di FI ??

  3. Asdrubale88 ha detto:

    Oppure alle europee prenderà semplicemente quanto se non di più del PD…chissà…

  4. Nessuno ha detto:

    Noto con dispiacere che l’anno vecchio e’ andato via ,ma i coglioni sono ancora qui,e mi riferisco al “nessuno” di sopra…pazienza, ti sopportero’ ignorandoti

    Ritornando al post,non c’e’ dubbio che Di Pietro ha perso molta credibilita’,la macchina da guerra da lui ideata gli si e’ rivoltata contro schiacciandolo, molti dei suoi seguaci lo hanno duramente criticato e forse Travaglio per non fare la stessa fine ha rinunciato a difenderlo…chissa’….puo darsi pure che stia ancora cercando nel cappello magico un articolo, un comma per una bella arringa finale …aspettiamo ..!!!

  5. Asdrubale88 ha detto:

    Il Corriere direi proprio di no, dato che è di proprietà della RCS, la quale fa capo alla Mondadori.
    Torniamo alla famiglia Berlusconi, a quanto pare…

    Travaglio non parla? Perchè è un testimone? E’ un pentito?
    Se non vuole occuparsi di Di Pietro lo può fare tranquillamente chiunque, se permetti, come stanno dimostrando quelli de Il Giornale.

    Certamente potrebbe parlarne, ma da quello che mi sembra di capire i suoi comportamenti sono si oscuri, ma non sono illegali.Ovviamente potrei sbagliarmi, non dico che ne sono sicuro.

    In ogni caso, dato che di politici che fanno cazzate ce ne sono a migliaia in Italia, probabilmente lo tengono troppo impegnato chissà…
    Però non riesco a capire tutto questo sdegno per un giornalista che mi pare decisamente sopra la media, al contrario di molti altri (quando dico molti, intendo molti) che meriterebbero anche attenzioni maggiori da parte tua…davvero non so

    Mi sembra quasi che tu dici di essere imparziale non essendolo, è difficile, è più una sensazione che qualcosa di tangibile…
    Sta di fatto che sui blog dove bazzico non trovo questa faziosità o schieramento, questo essere di parte.
    Non saprei come dirti…ma si trova un’ostilità nei commenti e nei post che veramente non ha motivo di essere, ma che si sente.

  6. nessuno ha detto:

    bella provocazione! complimenti! citare chi non c’entra nulla con gli articoli citati e riportati! Pirla tu e quelli che ti ammirano con devozione!

  7. Marco Caruso ha detto:

    @ Asdrubale: vero, il Giornale si è mosso perchè colpire Di Pietro significa fare un piacere a Berlusconi; ma se è così allora anche chi non si muove ha un interesse? ovvero: Travaglio non parla per non danneggiare Di Pietro? La Repubblica idem? E l’Unità? E tutti gli altri giornali (meno, forse, in parte, il Corriere)? idem?

    allora dov’è la capacità di una libera informazione di cui alcuni si vantano?

    detto questo: secondo me, però, lo schema che sta seguendo il Giornale, oltre ad esser di favore al Cav rientra anche un po’ nei principi originari del quotidiano…da sempre anti-giustizialista!

  8. Marco Caruso ha detto:

    @ Vedo Oltre: grazie… E’ sempre un piacere ricevere complimenti…

    a presto…

  9. Vedo Oltre ha detto:

    Mitico Pensatore !!! E’ sempre un piacere leggere i tuoi post.

  10. Asdrubale88 ha detto:

    Sono d’accordo con te, è impossibile trovare un quotidiano imparziale.
    Una spiegazione però sai benissimo anche tu qual’è, cioè in Italia non è presente un tetto massimo per la pubblicità sulle televisioni, che da sole non lasciano che le briciole ai quotidiani, i quali non possono finanziarsi se non coperti da gruppi imprenditoriali o peggio, politici!

    In circolo vizioso si può rompere secondo me, anche grazie ad internet!

    Il Giornale ha avuto coscienza di muoversi perchè tutto ciò che danneggia Di Pietro fa un favore al premier e al suo partito, mi sembra ovvio, non credi? :p

  11. Marco Caruso ha detto:

    @ Asdrubale: qualcuno quelle domande o quelle osservazioni gliele doveva pur porre e fare…….interroghiamoci sul perchè solo Il Giornale ha avuto coscienza di muoversi.

    è vero che il Giornale è della famiglia del presidente del Consiglio, ma è pur vero che ormai tutta l’informazione è schierata e le notizie di cui leggiamo sono quasi tutte pro domo di qualcuno e le notizie contrarie con cui altri controbattono sono quasi tutte pro domo degli altri.

    purtroppo è un circolo vizioso.
    ma non credo sia diverso altrove.
    ognuno scopre le sue carte…

    la cosa più semplice da fare sarebbe quella di rispondersi con onestà e trasparenza………ovvero proprio ciò che manca nel rapporto tra politica e informazione!

  12. Marco Caruso ha detto:

    ciao Luca, benvenuto!

    guarda, anche a me piacerebbe si potesse chiedere più trasparenza a tutti, ma quando c’è qualcuno che vuol distinguersi per meriti che scava scava si scopre non ha, allora è giusto far notare che è necessario che TUTTI (davvero) siano trasparenti e che nessuno si possa sentire migliore di altri.

    oggi Di Pietro sta pagando in termini politici gli stessi identici errori che altri prima di lui hanno commesso e su cui fino a ieri ha marciato portandosi dietro un seguito di persone e personaggi che hanno fatto della trasparenza, della morale, dell’etica un vessillo, ma che sono stati poco attenti a chi lo teneva (non si sa se con colpa o con dolo…)!

    infine: a me farebbe piacerissimo se non si facessero discorsi del tipo “io questa notizia non la considero perchè è di parte”…perchè tutti i giornali parteggiano, perfino Travaglio.
    allora: prendiamole tutte con le molle e verifichiamole una ad una…senza star troppo a guardare il titolo o il nome del giornalista.

    il vero “peccato” originale dei travaglisti è questo: non fidarsi di nessuno meno che di UNO…solo che anche quell’UNO è fallibile!!!

  13. Asdrubale88 ha detto:

    Quello che non capisco è come ci si può fidare di un giornale che è di proprietà delle famiglia Berlusconi, ovvero guardacaso molto vicina al premier Italiano.

    Personalmente me ne guarderei bene per principio.

    Come possiamo pretendere che non ci sia conflitto di interessi nella pubblicazione di notizie?

    Intendo il conflitto tra gli interessi del paese e gli interessi della famiglia Berlusconi.

    Questo non significa che l’articolo sia falso, sono d’accordo sul fatto che Di Pietro dovrebbe essere più chiaro nella gestione del partito, è una necessità assoluta e dovrebbe rispondere alle domande al più presto!

  14. Luca Rosso ha detto:

    Veramente un bell’articolo, complimenti. L’uso di due giornalisti anziché uno aumenta il valore di Travaglio in quanto a memoria e precisione (chiaramente anche lui può sbagliare ma almeno poi si rettifica).
    Ciò che non capisco è perché non ci si possa concentrare nel chiedere a tutti più trasparenza invece di continuare a farli parlare e puntarsi a vicenda. Come mi piacerebbe che si abbassassero gli stipendi invece che come hanno fatto a novembre son cresciuti.
    Inoltre una altra cosa: non sarebbe secondo te meglio se le informazioni circolassero libere ed attendibili invece che affidarsi a fonti “di parte” come il sito di Di Pietro o il Giornale (così come tutti gli altri quotidiani bisogna andare di fiducia.
    Buon lavoro 😉 e buon anno!!

  15. Maury ha detto:

    Nessuno hai capito la provocazione,ho dobbiamo farti un disegnino?

  16. Marco Caruso ha detto:

    veramente no: il contatore sale comunque…

    citare Travaglio era evidentemente una provocazione anche perchè le cose scritte dal Giornale non sono vaniloqui.

    il problema tuo come di molti altri sta proprio nel non leggere le cose di cui si parla e che per di più si linkano…

    è veramente incredibile….

  17. nessuno ha detto:

    Ma 6 proprio un Pirla! che “c’azzecca” Travaglio con i vaniloqui del Giornale? ( e i tuoi?) Hai scoperto che basta mettere la parola “Travaglio” possibilmente con la T maiuscola e ti sale il contatore Click

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