La ricetta di Di Pietro di non candidare indagati o condannati non può funzionare. E’ solo demagogia giustizialista.

Anche ieri sera, ad AnnoZero, Di Pietro ha recitato il copione omrai collaudato del salvatore della Patria, (ri)proponendo ai milioni di telespettatori in quel momento incollati al video la “soluzione finale”: evitare di candidare condannati o inquisiti. Fatto questo, risolto il problema.

Sicuri?
Ragionando.
Prima di tutto è difficile sapere sempre e in ogni momento quando una persona è iscritta nel registro degli indagati. Le inchieste infatti, partono segrete proprio per evitare possibili inquinamenti degli elementi probatori in via di definizione.
Come si potrebbe quindi esser certi che chi si va a candidare non è un possibile “presunto colpevole”?
O si vuol forse attribuire alla magistratura il potere di infrangere le regole basilari del procedimento penale e i suoi relativi principi fondanti?
Peggio: immaginate cosa potrebbe voler dire lasciare ai pubblici ministeri il potere di scrivere o correggere le liste dei candidati alle elezioni…
Insomma: chi garantisce che  un magistrato in cerca di notorietà o per affiliazione politica non faccia il giuoco di chi vorrebbe veder escluso il proprio avversario già ai nastri di partenza?

Questa, dunque, la prima falla del Di Pietro-pensiero.

Andiamo avanti.
Ammettiamo pure che il nostro candidato sia persona perbene, con fedina penale pulita e nessuna citazione nel casellario giudiziario di alcun pubblico ministero.
Sicuri che il Nostro ci garantisca da ogni possibilità di corruzione?
In fondo, l’indole umana tende visibilmente verso il basso. Non solo: a contatto col potere, possiamo pure dire che precipita in un baratro di cui non si conoscono le profondità.

E’ la Storia ad insegnarcelo: politici fino a ieri integerrimi (o ritenuti tali, come Bocchino e Lusetti), sono finiti oggi nel tritatutto mediatico/giudiziario.
Eppure erano “puliti” quando furono candidati. Eppure lo scandalo c’è stato lo stesso.

Dunque non è vero che sia sufficiente adottare delle accortezze che rischiano solo di incrinare in maniera eccessivamente pericolosa l’equilibrio, già oggi fragilissimo, tra magistratura e politica, per risolvere un problema come quello della commistione criminosa tra poteri pubblici e taluni soggetti privati.

Le idee di Di Pietro, al contrario, fomentano lo scontro tra i poteri e indicano addirittura una via verso un giustizialismo sfrenato che diverrebbe durissimo da vincere…

Capisco che in momenti come questi, annunci del genere possano far breccia nei cuori dei cittadini, ma quegli stessi cittadini devono pur capire che si tratta solo di demagogia, buona per raccattar voti in più, che però lascia sul campo più vittime di quante ne voglia salvare.
Realizzare una proposta come quella avanzata da Di Pietro condurrebbe solo ad una vittoria di Pirro. Che l’Italia non può permettersi…

PS: aggiungo, perchè necessario farlo.

Dimostrato come sia impossibile o deleterio creare liste elettorali che escludano persone indagate, credo sia utile estendere il discorso anche alla possibilità che ciò accada anche per i condannati in via definitiva e non.
Infatti, è impossibile stabilire con certezza che una persona condannata (ovviamente non per tutti i tipi di reati) reitererà i suoi comportamenti criminosi.
Questo ovviamente vale sia per quelle condannate in via definitiva, che, una volta scontata la loro pena devono aver la possibilità di ricostruirsi una vita e un’immagine; sia per quelli condannati solo in uno dei tre gradi di giudizio, perchè per loro dovrebbe valere la presunzione di innocenza, o almeno quella di non colpevolezza.

Anche se riconosco sarebbe una “norma di prudenza”…

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Comments
61 Responses to “La ricetta di Di Pietro di non candidare indagati o condannati non può funzionare. E’ solo demagogia giustizialista.”
  1. Marco Caruso ha detto:

    demagogia rozza e ipocrita.

    tant’è che si è portato al ministero (quasi fosse una promozione) un tale, Mautone, di cui, non si sa come, sapeva essere oggetto d’indagine………
    ha una bella faccia tosta a dire che vuole solo gente pulita attorno a sè…..

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