L’Abruzzo per Veltroni è come la Florida per McCain: la fine di ogni illusione.

Se Trento vi pare lontano rispetto all’Ohio che segnò l’inizio della scalata di Obama alla Casa Bianca, può essere che invece l’Abruzzo, sempre per rimanere alle similitudini veltroniane col voto USA, vi sembri più vicino che mai alla Florida che portò al naufragio McCain e i suoi sogni di vittoria..
Il post elezioni abruzzesi dice questo: caduto in frantumi il mito della superiorità morale della sinistra, il PD non rappresenta più alcuna alternativa al partito di Berlusconi. Peggio: appare quasi quasi meno affidabile dell’IdV dell’arruffa popolo Di Pietro.
Non si può comunque non tener conto del fatto che si trattasse di consultazioni locali, che quindi niente hanno a che fare con le questioni nazionali, però la sconfitta in Abruzzo può benissimo esser considerato l’ultimo di una serie infinita di innumerevoli campanelli d’allarme finora sottovalutati. Per Veltroni, s’intende.
Il partito non gira a dovere, è attraversato da correnti indisciplinate e l’accordo DS+DL non sembra convincere le parti (nè gli elettori) come era lecito aspettarsi da chi decide di voler convivere sotto lo stesso tetto; il suo stesso segretario vive, dal giorno dopo la sconfitta dell’aprile scorso, a cavallo tra la defenestrazione da parte dei suoi stessi alleati e la rincorsa verso una conferma della sua leadership che non fa altro che allontanarsi.
La strategia del “ma anche” ha prodotto solo danni: ha calzato addosso al PD un vestito di indecisionismo che ha lasciato il campo all’immagine di un PdL in grado di poter governare da solo, anche perchè senza alternativa.
E’ in questo clima che riesce invece ad emergere il dirimpettaio antipatico che ha finito col diventare scomodo.
Quel Tonino Di Pietro che dall’inizio di questo strambo sodalizio tra PD e IdV non ha fatto altro che dichiararsi “unica opposizione”, cominciando da subito a fare le scarpe al troppo buono Veltroni.
A cui comunque interessava tenerlo dalla sua parte. Altrimenti come avrebbe fatto a rastrellare i voti degli antiberlusconiani duri e puri dell’ala massimalista di sinistra?
Solo che a lungo andare è andato solo a rimetterci. E almeno in Abruzzo il travaso di voti è stato clamoroso, dal PD all’IdV.

Ricapitolando: vittoria PdL, disfatta PD e IdV che assorbe i voti di comunisti e piddini scontenti a cui evidentemente l’antiberlusconismo come ragione politica basta e avanza. Perchè se il PD non ha un programma, non venitemi a dire che oltre le urla di Tonino c’è qualcosa di più…

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Comments
79 Responses to “L’Abruzzo per Veltroni è come la Florida per McCain: la fine di ogni illusione.”
  1. Nessuno ha detto:

    Ho trovato quest’articolo scritto ben 5 mesi fa eppure sempre attuale .Lo dedico tutto a Madai con la preghiera di essere un po’ piu’ originale la prossima volta
    Martedì 1 luglio 2008
    Se stai col Cav. o sei matto o sei corrotto. l’Occidentale

    Ho condotto per una settimana la trasmissione “prima Pagina”, la rassegna stampa in onda su Radio3 e condotta a rotazione da giornalisti di diverse testate. Dopo la lettura dei giornali la trasmissione prevede un “filo diretto” con gli ascoltatori durante il quale il conduttore risponde alle loro domande.

    E’ stata una esperienza interessante che mi ha fatto molto riflettere sulla qualità del dibattito pubblico nel paese e sulla mia capacità di incassare insulti. I temi caldi di quella settimana appena trascorsa erano gli stessi di questa appena cominciata: la giustizia, con tutto il suo accompagnamento di provvedimenti “salva-premier” e le impronte per i bambini rom. Chi legge l’Occidentale un po’ conosce le mie opinioni in proposito, ma non è di questo che voglio parlare: mi interessa invece la meccanica del dialogo con gli ascoltatori perché essa riflette – in piccolo – la generale dinamica della discussione politica.

    La maggior parte delle telefonate che ho ricevuto erano fortemente polemiche nei miei confronti, soprattutto quando mi permettevo di argomentare in difesa delle misure del governo sulle questioni già citate. Le reazioni negative degli ascoltatori (ce n’era qualcuna anche positiva per mia fortuna) si dividevano in due grandi gruppi: i primi mi accusavano di essere incompetente, di non sapere quello che dicevo e in sostanza di essere un po’ “fuori di testa”; i secondi erano invece convinti che io fossi un venduto, un prezzolato del Caimano, uno che tradiva le sue vere idee per qualche inconfessabile motivo. A parte il fatto che non sapevo chi preferire, ne sono uscito con le ossa rotte ma ne ho anche tratto qualche lezione.

    La maggior parte di coloro che votano a sinistra, leggono Repubblica o l’Unità e si ritengono di diritto dalla parte del Bene e del Vero, ragionano allo stesso modo. E così fanno i loro rappresentati in politica o in Parlamento. Le opinioni che non si condividono sono 1) frutto di annebbiamento o di colpevole incompetenza; 2) dovute al “prolasso morale” di chi ha tradito se stesso e le sue vere idee in cambio di qualche vantaggio.

    E’ un modo molto comodo e auto-consolatorio di ragionare perché risparmia la fatica di mettere alla prova le proprie idee con quelle altrui. L’ipotesi che anche sono in parte si possa aver torto non è mai presa in considerazione. Chi non la pensa come noi, infatti, non ha opinioni: o è mezzo matto o è mezzo corrotto. O rinsavisce o va in galera, non resta che attendere.

    Quando Eugenio Scalfari, senza neppure nominarlo, accusa il direttore del Riformista, Antonio Polito, di aver mantenuto il suo talento ma perduto la sua fibra morale, corrisponde esattamente a questo schema, anzi lo alimenta e lo rafforza. Allo stesso modo i giornali che accusano Roberto Maroni di essere un epigono di Hitler per il fatto di voler prendere le impronte ai bimbi rom, dicono che il ministro dell’Interno è impazzito, ha tragicamente tralignato verso il male assoluto. Con costoro non si discute, ci si limita a metterli all’indice.

    Tutto il dibattito sulla giustizia di questi giorni è corrotto da questo modo di pensare: Berlusconi è pazzo, ossessionato dalla sindrome dell’imputato e tutti coloro che lo seguono, parlamentari, giuristi, giornalisti, e persino elettori, sono suoi manutengoli prezzolati.

    Se lo schema del centro sinistra resta questo: interdittivo, contro gli “interessi” e le “follie” della maggioranza quando è all’opposizione; e punitivo contro gli stessi “interessi” e “follie” quando è al governo, questo paese non farà mai un passo avanti. Veltroni l’ha capito e prepara le valigie.

  2. Eratostene ha detto:

    Ieri sera ho sentito DP definirsi LIBERAL-democratico……vedo che c’è anche chi gli crede……..trattengo a stento le risate………se poi,chi gli crede, è pure di sinistra….e si definisce informato….
    La fine della democrazia??’?
    Di Pietro con i numeri di Berlusconi a senato e camera….
    D’altronde dopo l’appello congiunto del liberal-cavouriano travaglio e il “luddista” moderno Massimo Fini (si sa che vanno sempre in coppia)
    non c’è più alcun limite al ridicolo…

  3. Marco Caruso ha detto:

    Rox: ti rispondo subito.

    della questione morale, beh, penso sia stata per anni un’ottima trovata demagogica che ha tenuto in piedi personaggi che altrimenti sarebbero stati spazzati via con una facilità imbarazzante (come peraltro avviene oggi…colpo dopo colpo qualcuno di loro sarà costretto a lasciare!); ma posso immaginare tu ti riferissi ad altro, perciò mi collego all’altra tua domanda, quella di non far arrivare in parlamento gente già condannata e mi trovi d’accordo.
    ma siccome non sono fesso, so che in realtà tu ti riferisci ad altro: o meglio, tu allargheresti il divieto anche a quelli che sono stati semplicemente iscritti nei registri di un’inchiesta o quelli condannati si, ma anche non in maniera definitiva. Al che ti dico: se la proposta è questa allora non sono d’accordo.
    sarà anche un eccesso di garantismo, il mio, ma se si tratta di escludere dal parlamento persone già condannate definitivamente, allora ok; altrimenti no, perchè così facendo lascieresti un potere che la magistratura fino ad ora non ha avuto, anche se ha cercato in tutti i modi di prenderselo, ovvero quello di scremare preventivamente le liste dei candidati………un rischio funesto, secondo me.

    ancora: sul Lodo Alfano sono d’accordo. Per me non è una legge vergogna. Tanto meno mi sentirei violato del mio diritto d’uguaglianza…. Chi regge uno Stato non può rischiare di ritrovarsi strumentalizzato dalla magistratura!
    (oh, ma questo diavolo di bilanciamento dei poteri, proprio vi sfugge, eh?!?!?)
    ammetto però che sarebbe stato meglio se a proporlo avessero aspettato il dopo-Berlusconi.

    vuoi infine sapere cosa ne penso di Olmert: che ognuno reagisce come può.
    probabilmente è più facile fare certi gesti quando si è tranquilli che davanti a sè si ha una magistratura davvero libera e indipendente.
    in Italia purtroppo non è così…….e non posso biasimare chi non vuol dimettersi pensando che così facendo potrebbe darla vinta a dei magistrati militanti…

    spero d’esser stato esaustivo……se avrai altre domande sparale pure…ciao…

  4. Rox ha detto:

    Caruso, risponderesti alle mie domande (magari una per una).
    Grazie

  5. Marco Caruso ha detto:

    ciao Vincenzo…..

    figuriamoci se ora mi metto a darti di comunista o rosso….

    mi basta lasciare qui in bella posta il tuo commento, a partire dalle tue osservazioni sul mio look per far capire a chi leggerà che personaggio sei: vuoto!

    torna presto, mi raccomando….

  6. vincenzo ha detto:

    Incuriosito e sulla scia di alcuni tuoi commenti sono arrivato nel tuo blog

    Blog ridicolo, fazioso. Il buon marco, dal look discutibile ed un pizzetto orribile scrive in maniera orribile e mortalmente noioso.

    A occhio e croce mi sembri il target perfetto per “meno male che silvio c’è”

    ora mi raccomando dammi del comunista o “rosso”.

    ciao

  7. Rox ha detto:

    Caruso, non parlre degli altri, parla di te e rispondimi a queste domande:
    cosa ne pensi della questione morale?
    Cosa ne pensi del Lodo Alfano?
    Cosa ne pensi della proposta di non candidare gente già condannata?
    Cosa ne pensi di Olmert che in Israele, non appena iscritto nel registro degli indagati (neanche rinviato a giudizio !!) si è dimesso ed ha affermato: sono fiero di vivere in un paese dove anche le più alte cariche dello stato possono essere indagate alla pari dei semplici cittadini?

  8. Caposkaw ha detto:

    nazista, nazista…

  9. madai ha detto:

    ancora con questa storia caruso …

    il problema non è vantare una presunta superiorità morale , il problema è condannare (eticamente, politicamente e moralmente) una volta scoperto il fatto …

  10. Marco Caruso ha detto:

    Rox: i tuoi ragionamenti son tali e quali a quelli che mi facevano tanti signorini e signorine di centrosinistra, che andavano allegramente sbandierando una questione morale che oggi dovrebbe indurli a maggior ponderazione delle parole e invece…

  11. madai ha detto:

    Rox , quelli rientrano tra i complici

  12. Marco Caruso ha detto:

    non sono per niente d’accordo.

    anche perchè, molte delle presunte leggi “vergogna” una volta spiegate appaiono molto meno pericolose di come vengono descritte per convenienza da altri.

    non è vero che gli elettori del PdL non sanno o non conoscono: semplicemente glissano, per vari motivi. Uno tra questi è che pensano che Berlusconi possa realizzare ciò che promette…nonostante tutto…
    ragionano più col portafogli che col cuore, si potrà dire, ma che siano ignoranti lo respingo al mittente…così come respingo l’idea che siano complici.

    così come non credo siano complici di alcuno quelli che fino a oggi hanno votato a sinistra…

    su Di Pietro fuori dal sistema, beh…chiedi a Veltri, ripeto….

  13. Rox ha detto:

    Per Madai: io però aggiungerei un’altra categoria di elettori di berlusca (e credo non siano pochi) quelli che sanno che è in politica per i suoi interessi ma che non gli interessa a patto che lui faccia i loro interessi (vedi gli evasori fiscali, i personaggi legati alla malavita organizzata, le “caste” di vario genere).

  14. Marco ha detto:

    Allora Caruso non leggi quello che scrivo. Non attribuisco tutti i mali alla informazione. I media sono solo parte del sistema poi c’è tutto il resto. Con tutto il rispetto, credo che tu non possa capirlo.

  15. madai ha detto:

    caruso , vai in giro e chiedi cosa vogliono fare gli altri (a parte gli slogan inutili soliti dei partiti) e vedrai che tranne rari casi ci sarà ancora il silenzio

    Dipietro è altrnativo al sistema di potere attuale e lo ha dimostrato nei fatti, votando contro le leggi vergogna (per esempio indulto) e appoggiando proposte che non piacciono a tutti gli altri (vedi la battaglia per la trasparenza)

    certo usa molto internet perchè così facendo non è sottoposto a chi controlla i media (gli altri partiti e silvietto in primis)

    io non ho detto cazzate ho detto che SECONDO ME ci sono 2 motivi per votare berlusconi senza voler pretendere di informare…

    non c’è spocchia, solo visione della realtà

    te lo ricordava marco , quanti elettori di berlusconi sanno cosa è la P2 , quanti sanno bene delle vicende giudiziarie, quanti sanno delle leggi vergogna ?

    e quanti sapendolo lo voterebbero ancora ? (pochi, quelli che io ritengo complici come te)
    gli altri non lo voterebbero più, probabilmente,… ora lo votano perchè non sanno= sono ignoranti

    essere ignornanti non è necessariamente una colpa … per esempio se parliamo di meccanica quantistica io sono assolutamente ignorante e non me ne vergogno affatto

  16. Caposkaw ha detto:

    altro nazista…

  17. Caposkaw ha detto:

    marco… dato che sei così intelligentone, prova a cercare in rete il termine “caudillo” e dimmi se non si adatta bene al tuo amato trattorista…
    di pietro è nato nel secolo e nel continente sbagliato…

  18. Rox ha detto:

    Grande Madai!! Condivido a pieno le tue idee. Hai per caso un blog tuo su cui discuterne? Verrei volentieri a leggerle.
    Aggiungo un’altra cosa: Di Pietro fa orrore a Berlusca anche perchè, essendo di estrazione di destra, non può convincere i suoi elettori del fatto che sia comunista.

  19. Marco Caruso ha detto:

    Beh, vuol dire che Di Pietro si è adattato al sistema, perchè altrimenti agirebbe di conseguenza…diversamente di come fa adesso.
    attribuire tutti i mali ai problemi dell’informazione mi pare un po’ superficiale.

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