Travaglio ad AnnoZero ribalta la realtà pur di difendere il suo amico Di Pietro e sul Corriere perfino Dell’Utri smonta il metodo Travaglio.

Ieri sera, ad AnnoZero, il buon Travaglio è riuscito nell’impossibile. Scarrellando i fatti delle vicende calabresi che ruotano attorno a Saladino e a De Magistris, pur di difendere il suo amico Di Pietro è riuscito nell’improbabile gioco di prestigio di cui è veramente un portento: il ribaltamento della realtà.
Pochi giorni fa, dalle stesse pagine del suo blog, lo stesso Di Pietro aveva ammesso di aver avuto contatti col Saladino per questioni elettorali. L’aveva cercato lui, insomma.
In tv, però, miracolosamente, Travaglio dice (riferendosi a Saladino): “…[…]…che tentò addirittura di arrivare a coinvolgere Di Pietro…[…]…”!

vedere per credere…

scorrete al minuto 2 e 36 secondi, circa…

E’ evidente che qualcosa non torna: chi contattò chi?
Di Pietro dice d’aver incontrato Saladino in tre occasioni per parlare di questioni elettorali. Ma che comunque non se ne fece niente.

Riporto dal blog di Di Pietro: ““…Il nome di Di Pietro compare sull’agenda di Saladino, le cui copie circolano nella redazione di un grande settimanale della sinistra italiana. In esse sono annotati tre incontri: un primo avvenuto durante la prima campagna elettorale (2001) del leader del neonato partito dell’Italia dei Valori. Di Pietro e Saladino si incontrarono all’aeroporto di Lamezia Terme e viaggiarono insieme fino all’hotel Capo Suvero di Gizzeria (Catanzaro). Si discuteva di politica e Di Pietro propose a Saladino un accordo di tipo elettorale. La cosa, però, non andò a buon fine e non se ne fece nulla. Un secondo contatto avvenne invece in occasione della campagna per le politiche del 2006, e i due si ritrovarono a Roma. Era presente all’incontro anche un aspirante candidato nelle liste di Di Pietro e il leader dell’Italia dei Valori chiese di nuovo a Saladino se fosse interessato ad accordi di tipo politico. Ma, anche questa volta, la proposta non sortì effetti. Un terzo abboccamento avrebbe dovuto svolgersi invece nel marzo dell’anno scorso, quando già era scoppiato il caso Why not. Un intermediario, che lavorava nella segreteria di Nicola Mancino, si fece avanti con Saladino per chiedere un incontro. Ma fu lo stesso imprenditore a suggerire di rimandare a tempi migliori, anche per evitare imbarazzi all’onorevole Di Pietro…”

Travaglio invece dice che fu Saladino a voler parlare con Di Pietro, che si rifiutò.

Come la mettiamo?

Altra chicca.

Travaglio al Corriere della Sera (rubrica delle lettere a Sergio Romano): “……[…]…..non ha che da appellarsi ai colleghi del Pdl affinché diano l’ok a quelle tra Latorre e Consorte e a quelle tra Dell’Utri e il mafioso latitante Palazzolo. […]”.

Dell’Utri al Corriere della Sera, il giorno dopo (cioè oggi): “…[…]…come Travaglio ben sa non esiste alcuna intercettazione tra il sottoscritto e il “mafioso latitante” Palazzolo. […].”

Infatti.
L’intercettazione di cui si parla è tra Dell’Utri e la sorella del Palazzolo.
Cambierà anche poco, ma per chi si vanta di raccontare i fatti con la dovuta dovizia di particolari, questo è un errore macroscopico.
Dire che una persona ha contatti diretti con un latitante è una cosa; dire che invece è stata contattata è altra; dire, ancora, che i contatti sono con altre persone, magari vicine al latitante, ma non con quello in prima persona è tutt’altra ancora.

Ma vabbè…Travaglio ci ha abituati a questo metodo e ora ne paga le conseguenze: sputtanato anche da un certo Dell’Utri.

Questo post è stato segnalato anche sul blog di Gabriele Mastellarini!!!!

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Comments
113 Responses to “Travaglio ad AnnoZero ribalta la realtà pur di difendere il suo amico Di Pietro e sul Corriere perfino Dell’Utri smonta il metodo Travaglio.”
  1. Matteo Maratea ha detto:

    22 Dicembre 2008
    Associazione Nazionale Magistrati Strabici

    “Buongiorno a tutti.
    Oggi, in questa ultima puntata prima di Natale vorrei ancora soffermarmi sulla vicenda di Salerno e Catanzaro perché continuano ad arrivarmi, giustamente, delle richieste di chiarimento, per quanto riguarda ciò che siamo riusciti a far vedere, credo sia stato molto importante, nella puntata di giovedì sera di Annozero.
    Una puntata che sta già terremotando la magistratura fin dalle sue fondamenta.
    Chi ha notizie o conosce qualche magistrato può farsi dire che il comportamento del segretario dell’Associazione Magistrati ha lasciato interdetti molti suoi colleghi, soprattutto perché la ricostruzione di Annozero ha mostrato dove stia il marcio tra le procure di Catanzaro e di Salerno.
    Il fatto che, invece, il rappresentante ufficiale dell’associazione magistrati abbia continuato a prendersela con Salerno senza dire una parola su quello che è successo a Catanzaro ha lasciato molti interdetti, addirittura c’è chi chiede un cambio al vertice dell’ANM.
    Sarebbe opportuna un’autocritica.
    Dopo entriamo nel merito delle cose che ancora non abbiamo detto la scorsa settimana, però io penso che quello che sta succedendo, cioè il fatto che magistrati come De Magistris siano stati lasciati soli di fronte ad attacchi politici inauditi – non credo che, a parte i magistrati del pool di Milano nella metà degli anni Novanta, ci sia mai stato nessun pubblico ministero bersagliato da decine e decine di interrogazioni e interpellanze parlamentari, seguite da ispezioni, da una mole enorme di provvedimenti disciplinari, per non parlare della pratica di trasferimento – tutto ciò non sarebbe mai potuto accadere.
    Ed è potuto accadere non perché l’ANM abbia voluto prendersela con De Magistris, ma perché ha trascurato colpevolmente il caso Catanzaro per troppi anni.
    Ha voluto coprire il CSM che ha trascurato colpevolmente il caso Catanzaro, è stata poi presieduta dal giudice Luerti, il quale si è poi scoperto essere intimo amico del principale indagato di De Magistris, Antonio Saladino, il leader della Compagnia delle Opere in Calabria.
    Non solo amico ma, come abbiamo sentito nella ricostruzione sceneggiata da Annozero con attori che leggevano il testo dell’interrogatorio di Luerti davanti alla procura di Salerno, Luerti viveva addirittura in una comunità – e vive in una comunità – prima a Catanzaro e poi a Salerno dei Memores Domini, una confraternita di Comunione e Liberazione.
    Di frati di Comunione e Liberazione che fanno voto di povertà, castità e obbedienza.
    Il fatto che poi nel decreto di perquisizione scritto da Salerno per andare a Catanzaro a prendere le carte ci sia un accenno a questa parte di interrogatorio, dove si parla del voto di castità di questo magistrato, non significa affatto che i suoi colleghi abbiano voluto sindacare la sua vita privata e affettiva: vuol dire che gli hanno semplicemente posto il problema del fatto che, forse, un magistrato non dovrebbe essere nelle condizioni di imbarazzo che ora derivano a costui dall’essere parte di una confraternita della quale fanno parte anche persone che vengono coinvolte in vicende giudiziarie.
    Se fai voto di obbedienza a una confraternita, bisognerà vedere quanto sei obbediente a quella confraternita rispetto a quanto sei obbediente alla legge.
    Io penso che questo dottor Luerti sia una persona assolutamente perbene, ma certamente non basta essere persone perbene, bisogna anche sembrare imparziali quando si è magistrati.
    Pensate soltanto a quando faceva il magistrato a Catanzaro e viveva nella casa di Saladino che poi si è rivelato essere – non sappiamo se abbia commesso reati o no – una persona piuttosto disinvolta nei rapporti d’affari e politici.
    E adesso fa il magistrato a Milano, in una regione che è presieduta da un membro influentissimo di Comunione e Liberazione che per anni ha detto pubblicamente di aver fatto anche lui questo voto di castità, e di essere anche lui membro di questa comunità, di questa confraternita.
    Il fatto che questo Luerti presiedesse l’Associazione Magistrati ha sicuramente influenzato la sua posizione quando ha dovuto rilasciare delle dichiarazioni su quello che stavano facendo a De Magistris.
    De Magistris è stato esautorato delle sue indagini e l’ANM di fatto non ha preso la posizione che avrebbe dovuto prendere.
    Gli sono state avocate, probabilmente in maniera illegale o irregolare, le indagini e l’ANM ha taciuto, e alla fine è stato trascinato davanti al CSM con delle accuse risibili, come abbiamo detto, e pure trasferito in base a quelle accuse risibili che ricordano un po’ quelle in base alle quali adesso vengono crocifissi i magistrati di Salerno.
    Avere scritto troppe pagine in un decreto di perquisizione, avere fatto accenni presunti alla vita privata di questo o quel personaggio.
    Insomma, stupidaggini mentre dall’altra parte c’è un verminaio – a Catanzaro – con persone che non dovrebbero più poter fare i magistrati.
    Allora, visto che l’ANM ha cominciato con il piede sbagliato in questa vicenda, ha proseguito con il piede sbagliato, mentre oggi basterebbe dire: “siamo cambiati, il segretario Luerti non c’è più, ora c’è un nuovo vertice, c’è il dottor Cascini, il dottor Palamara.
    Chiediamo scusa per aver sottovalutato il caso. Chiediamo scusa per avere fatto i Ponzio Pilato quando avremmo dovuto schierarci dalla parte giusta.
    Adesso, però, viste le carte, alla luce di quello che ci mostra Salerno, vedremo se quelle pagine sono troppe, troppo poche, ma vogliamo far sapere che quello che è successo ai danni del dottor De Magistris lo riteniamo inaccettabile, e che nessuno provi più a fare altrettanto nei confronti di altri magistrati”.
    Naturalmente questo non significa che De Magistris abbia sempre ragione, può avere sbagliato come sbagliano tutte le persone.
    Gli errori dei magistrati, quando riguardano le loro indagini, vengono corretti da altri magistrati nei ricorsi dei vari gradi di giudizio.
    Se qualcuno voleva lamentarsi delle indagini di De Magistris aveva soltanto da rivolgersi al GIP, al Tribunale del Riesame, alla Corte d’Appello, alla Corte di Cassazione e se aveva ragione avrebbe trovato giustizia.
    Invece, c’è chi ha ritenuto che gli eventuali errori, tutti da dimostrare, di De Magistris si potessero risolvere levandogli le inchieste.
    Questa è una cosa assolutamente inaccettabile, anche perché poi si è scoperto che, secondo la procura di Salerno, le inchieste gli sono state tolte non perché erano sbagliate ma perché erano giuste e quindi bisognava impedirgli di proseguirle.
    Perché sia chiaro di cosa stiamo parlando, purtroppo ancora si fa finta di non capire, l’ipotesi accusatoria – noi non sappiamo se sia buona o non buona – è questa, da parte dei magistrati di Salerno nei confronti dei loro colleghi di Catanzaro: questi colleghi si sarebbero praticamente venduti le indagini di De Magistris ai principali imputati, cioè il senatore Pittelli di Forza Italia e il solito Saladino, in cambio di favori.
    Assunzioni di parenti, segnalazioni, finanziamenti, eccetera.
    L’accusa più grave è quella di corruzione in atti giudiziari.
    Voi ricordate che si è parlato molto di corruzione in atti giudiziari ai tempi del caso delle toghe sporche, quando nel 1996 scattarono gli arresti al Tribunale di Roma.
    Quando i magistrati di Milano andarono a Roma a prendere i giudici Squillante e Metta, quello che aveva fatto la sentenza del Lodo Mondadori.
    All’epoca i magistrati coinvolti erano tre o quattro.
    Qui sono addirittura sette, in una procura molto più piccola come quella di Catanzaro.
    Stiamo parlando di un intero ufficio giudiziario che viene coinvolto a partire da: ex capo della procura di Catanzaro, Lombardi.
    Procuratore aggiunto tutt’ora in funzione a Catanzaro, che per molti mesi ha fatto il procuratore capo facente funzioni quando Lombardi è stato trasferito, e si chiama Salvatore Murone.
    Il procuratore generale facente funzione fino a qualche mese fa, Dolcino Favi, e il nuovo procuratore generale che ha preso il posto vacante, Enzo Iannelli.
    Più tre sostituti procuratori.
    Questa è la formazione. Voi capite che la gravità dell’accusa è spaventosa, stiamo parlando dei vertici.
    Quando sono andati a prendere i giudici delle toghe sporche, i magistrati di Milano non hanno colpito così in alto: il più importante era Squillante che era il capo dei GIP di Roma, ma gli altri erano normali giudici di tribunale o Corte d’Appello, ed erano anche meno come numero.
    Tanto perché voi abbiate idea, io non sono qui a dire che l’accusa regge o no, non spetta a me: c’è un decreto di sequestro, se uno non lo ritiene fondato si rivolge al Tribunale del Riesame invece che al governo, al Capo dello Stato, al CSM o all’opinione pubblica, come ha fatto Iannelli andando a strillare che quella perquisizione e quel sequestro erano illegittimi e addirittura eversivi.
    Capo di imputazione A: corruzione giudiziaria.
    Sono accusati il procuratore capo uscente Lombardi, il suo aggiunto Murone e il senatore Pittelli.
    Scrivono i magistrati di Salerno che, quando il procuratore Lombardi e il suo aggiunto Murone, hanno revocato a De Magistris l’inchiesta Poseidone, quella sui depuratori mai costruiti perché il solito comitato d’affari si è fregato 800 milioni di euro, ciò è avvenuto dopo che era stato indagato il senatore Pittelli.
    Peccato che Pittelli abbia nel suo studio legale, a lavorare, il figlio della convivente e poi seconda moglie del Procuratore Lombardi.
    Il quale, infatti, appena è stato iscritto Pittelli si è astenuto dall’occuparsi di quell’indagine, però ha tolto anche De Magistris, con il risultato che l’indagine, scrivono i magistrati, è stagnata per molti mesi, è stata disintegrata dai magistrati che sono stati chiamati a occuparsene dopo e questo naturalmente non è un fatto casuale ma doloso.
    Lombardi voleva distruggere quell’indagine per fare un favore al suo amico Pittelli, il quale a sua volta aveva preso nello studio il figlio della seconda moglie di Lombardi.
    Il figlio della seconda moglie di Lombardi, che si chiama Pierpaolo Greco, era entrato in una società immobiliare – la Roma9 srl – insieme a Pittelli ed altri avvocati dello studio Pittelli.
    Poi Pittelli aveva addirittura difeso il procuratore Lombardi nel giudizio disciplinare alle sezioni riunite della Cassazione, che è una cosa allucinante: un procuratore che si fa difendere da un indagato del suo stesso ufficio in un procedimento davanti alle sezioni unite della Cassazione.
    E’ uno che probabilmente non dovrebbe più fare il magistrato, non è che deve essere trasferito come, invece, è accaduto.
    Capo di imputazione B: sono accusati il procuratore aggiunto Murone, il procuratore generale facente funzione Favi, l’ex procuratore Lombardi – il solito trio – più i due imputati più famosi, Saladino e Pittelli.
    L’accusa è di nuovo corruzione giudiziaria e c’è pure un falso in atto pubblico.
    Qui ci si riferisce all’altra inchiesta tolta a De Magistris: la Why Not, sui soldi stanziati dallo Stato e dall’Europa per l’informatizzazione e il lavoro interinale in Calabria che poi sono stati fregati dai comitati d’affari.
    Why Not viene tolta dal procuratore generale Dolcino Favi non appena De Magistris indaga Mastella.
    La Poseidone appena indaga Pittelli, qui appena indaga Mastella.
    Fanno notare i magistrati: De Magistris, poco prima che gli togliessero l’indagine avevano fissato la data, per pochi giorni dopo, di una perquisizione fondamentale.
    La perquisizione nel giornale del partito di Mastella, l’Udeur. Il giornale si chiama “Il Campanile”.
    Si ipotizzava, e l’abbiamo letto poi sull’Espresso, che la famiglia Mastella usasse per fini domestici parte dei fondi pubblici che andavano al Campanile, i famosi torroncini della signora Sandra, i famosi rimborsi benzina per il figlio che gira sul Porsche Cayenne, le famose polizze assicurative che sempre il figlio di Mastella garantiva al Campanile, compensi a Clemente Mastella per i suoi fondamentali editoriali che apparivano sul Campanile – che andava a ruba naturalmente quando c’erano gli editoriali di Mastella.
    Bisognava andare a perquisire la sede del Campanile per acquisire le carte che dimostrassero l’uso buono o non buono di questi fondi pubblici.
    Alla vigilia di questa perquisizione, gli levano l’indagine e naturalmente la perquisizione salta.
    Dopodiché cosa fa il procuratore Favi? Manda gli atti su Mastella al Tribunale dei Ministri dicendo: “sei un ignorante, De Magistris: i reati commessi da un ministro li giudica il Tribunale dei Ministri di Roma, e tu non sei competente”.
    Manda queste carte a Roma, così si viene a sapere che è nel mirino Il Campanile e che sta per essere perquisito.
    Immaginate quando fanno la perquisizione a babbo morto cosa possono trovare, visto che al Campanile già sanno che viene qualcuno a prendere le carte.
    Come avvertire uno dicendo “vengo a perquisirti, sistema un po’ le cose”.
    Il fascicolo viene poi dato ad altri pubblici ministeri che, secondo Salerno, spezzettano il quadro complessivo dell’accusa, lo parcellizzano e lo polverizzano.
    Dicono, i magistrati di Salerno, che anche questo atto è stato doloso: l’hanno fatto apposta a levargli l’inchiesta per rovinarla e hanno usato, ecco l’accusa di falso, una motivazione falsa per giustificare una cosa gravissima, come l’avocazione di un inchiesta.
    Cioè che, siccome Mastella aveva chiesto al CSM di trasferire De Magistris, allora lui quando l’ha iscritto nel registro degli indagati l’ha fatto per vendicarsi.
    Praticamente De Magistris era in conflitto di interessi.
    E’ una cosa che ricorda la fiaba del lupo e dell’agnello.
    Mastella da mesi sa che De Magistris sta lavorando, tant’è che persino i giornali hanno scritto che ci sono delle telefonate tra Mastella e alcuni imputati, come Saladino, il piduista Visignani, eccetera.
    Dopo aver saputo che stanno lavorando sulle sue telefonate, e che quindi è imminente la sua iscrizione nel registro degli indagati, Mastella si precipita al CSM e come ministro della Giustizia chiede di trasferire urgentemente De Magistris, che così perderebbe l’indagine.
    A questo punto, il suo procuratore gli leva l’indagine dicendo che De Magistris è in conflitto di interessi con Mastella, e non il contrario!
    Come il lupo, stando sopra, accusa l’agnello che sta sotto di intorbidargli l’acqua del ruscello.
    Ecco, la fiaba del lupo e dell’agnello entra in un provvedimento giudiziario.
    Secondo i magistrati di Salerno non è solo un provvedimento assurdo, è anche un reato perché si è commesso un falso in atto pubblico per espropriare il titolare di un indagine nel momento clou dell’indagine medesima.
    Ritardi, poi, nelle indagini fatte dai suoi successori, il blitz al Campanile ormai è un blitz annunciato e va come va.
    Mastella viene poi stralciato, come abbiamo detto, e mandato a Roma; se non che il Tribunale dei Ministri restituisce a Catanzaro le carte dicendo: “ma noi non siamo competenti! E’ vero che Mastella è ministro in questo momento, ma non vi siete accorti che negli atti di De Magistris le cose contestate a Mastella risalgono a un periodo precedente di quando è diventato Ministro”.
    Quindi è competente Catanzaro, mica il tribunale dei ministri.
    Dove sta il dolo in questa avocazione? Scrivono i magistrati di Salerno che uno dei protagonisti di questo esproprio dell’indagine, il procuratore aggiunto Murone, si è visto assumere dei parenti da Saladino, e qui si fanno i nomi di un cugino e un protetto del procuratore Murone che lavorerebbero con la Why Not di Saladino.
    Poi, i soliti favori che Pittelli, indagato anche nella Why Not oltre che nella Poseidone, ha fatto – come abbiamo visto prima – al figliastro del procuratore Lombardi.
    Terzo capo di imputazione, capo C: abuso, falso e favoreggiamento. C’è la solita triade di magistrati Favi, Murone, Lombardi.
    Praticamente, qui si parla del fatto che dopo aver tolto l’indagine a De Magistris hanno anche revocato l’incarico al suo consulente informatico-telefonico, il famoso Genchi, il mago degli incroci dei tabulati telefonici.
    Quello che ha fatto scoprire decine e decine di omicidi grazie proprio all’incrocio dei tabulati telefonici e che adotta lo stesso sistema antimafia in queste indagini di pubblica amministrazione.
    Dato che è molto bravo e ha scoperto tutti questi legami che dicevamo prima, e dato che rischia – scrivono i magistrati nell’accusa – di essere molto bravo anche se non c’è più De Magistris con i suoi successo, allora gli tolgono l’incarico per evitare che continui a lavorare.
    E gli mandano pure il Ros dei Carabinieri a portare via un pezzo del suo archivio, con risultati dannosi per l’inchiesta.
    Capo di imputazione D: qui entrano in scena i magistrati che sono subentrati a De Magistris e che sono arrivati dopo la sua revoca.
    Infatti, c’è il nuovo procuratore generale Iannelli, ci sono i due PM che si sono occupati dell’inchiesta Poseidone, Garbati e De Lorenzo, e c’è sempre Favi, il procuratore generale facente funzioni di un anno fa.
    Sono accusati di abuso, falso e favoreggiamento. Perché?
    Perché avrebbero indagato, addirittura, tramite il Ros dei Carabinieri, sul consulente Genchi.
    Per indagare su una persona questa deve essere iscritta nel registro degli indagati, perché le indagini possono durare un certo periodo e la persona deve potersi difendere.
    Invece, pare che abbiano indagato su di lui, acquisendo lavoro suo e ipotizzando che avesse abusato del suo potere insieme a De Magistris, ma senza iscriverlo nel registro degli indagati.
    Indagavano una persona non indagata formalmente per dimostrare, scrivono i magistrati di Salerno, falsamente che Genchi commettesse dei reati nelle sue indagini per conto di De Magistris.
    Alla fine, tutto questo sarebbe servito a chiedere l’archiviazione della posizione di Mastella.
    Qui stiamo parlando dell’indagine Why Not, che per Mastella viene stralciata e si chiede e ottiene l’archiviazione.
    I magistrati di Salerno scoprono che nella richiesta di archiviazione i PM che sono subentrati a De Magistris non ci mettono tutte le carte che c’erano a carico di Mastella: se ne tengono alcune e ne mandano al GIP soltanto una parte.
    Così il GIP non ha il quadro complessivo, tant’è che il GIP dice: “beh, se gli elementi erano solo questi non c’erano nemmeno motivi per iscriverlo”.
    Così tutti a dire: “ecco! Avete visto? Il GIP ha stabilito che De Magistris ha iscritto Mastella anche se non ce n’erano i presupposti”.
    Ma il GIP non aveva il quadro completo delle accuse di De Magistris a Mastella, perché i PM non gliel’hanno dato.
    E perché non gliel’hanno dato? Perché hanno stabilito che dato che Genchi, il consulente informatico, aveva raccolto certi dati – dicono loro – illegalmente, quelli non li potevano dare al GIP.
    E in realtà erano proprio i dati fondamentali che spiegano per quale motivo Mastella era finito sotto inchiesta.
    Quindi anche la richiesta di archiviazione di Mastella sarebbe un atto illegale, insabbiato da questi magistrati. Questa è l’accusa, poi vedremo se è buona o non è buona, ma la racconto perché voi vi rendiate conto di quanto è grave l’ipotesi accusatoria che ha dato origine a questo blitz di Salerno a Catanzaro.
    Vado rapidamente alla fine: capo E.
    C’è il nuovo procuratore generale Iannelli, ci sono gli stessi due PM Garbati e De Lorenzo, accusati di nuovo di abuso, falso, favoreggiamento e calunnia.
    Perché? Perché quando hanno stralciato dal fascicolo Why Not la posizione di Mastella e hanno chiesto l’archiviazione, hanno praticamente tralasciato una serie di indagini che, se approfondite, avrebbero potuto portare la posizione di Mastella in condizioni più critiche rispetto a quelle che già emergevano quando ci stava lavorando De Magistris.
    Infatti ci sono tutte le testimonianze dei consulenti: oltre a Genchi c’è anche il consulente contabile, quello che si occupa dei giri di soldi, Sagona i quali dicono: “ma noi a questi magistrati subentrati a De Magistris gli abbiamo chiesto di poter approfondire la pista dei soldi, ma loro non ce le facevano mai fare, queste indagini. Ci dicevano di non farle.
    Noi siamo stati praticamente bloccati, anche dopo la perquisizione al Campanile, e alla fine è ovvio che hanno archiviato: non ci hanno lasciato approfondire le indagini… se c’era De Magistris le approfondivamo e vedevi che magari le accuse si rivelavano più che fondate”.
    Perché c’è la calunnia, in questo caso, oltre al favoreggiamento a Mastella, il falso e l’abuso? Perché viene contestato a questi magistrati di avere salvato Mastella per l’interesse di Mastella, naturalmente, ma anche per dimostrare che De Magistris era un farabutto, che ce l’aveva con Mastella.
    Io do poche carte al GIP, il GIP fa l’archiviazione, scrive che Mastella non andava neppure indagato e così sono riuscito a sputtanare De Magistris e dimostrare che abbiamo fatto bene a buttarlo fuori come un copro estraneo.
    Capo F: il solito procuratore generale Iannelli, quello appena arrivato; i pubblici ministeri Garbato e De Lorenzo, quelli che hanno preso le indagini di De Magistris su Why Not; Curcio, quello che ha preso la Poseidone e Murone, procuratore aggiunto, che li sorveglia tutti quanti.
    Questi sono accusati di abuso, falso e favoreggiamento nei confronti di tutta una serie di politici e personaggi di livello nazionale che sono usciti da questi fascicoli e sono stati a loro volta archiviati.
    Sapete che le indagini di De Magistris sono state dimagrite dai nuovi arrivati, che hanno fatto archiviare e prosciogliere tutti i politici e i personaggi nazionali concentrandosi soltanto su alcune figure locali.
    Tutto questo a favore di Pittelli, Bonferroni, Lorenzo Cesa, il generale Cretella, Galati – che all’epoca era nell’UDC e adesso nel Popolo della Libertà – che sono stati stralciati nel procedimento Why Not.
    Ancora Cesa, Galati, Chiaravalloti – ex presidente della regione -, il generale Cretella, Papello, il senatore Pittelli e Schettini – segretario di Frattini – che erano indagati in Poseidone: anche loro stralciati verso il proscioglimento.
    Con queste richieste di archiviazione si sono separate le varie posizioni, per cui si è perso il quadro d’insieme – questo sostengono i magistrati – mentre invece c’erano elementi che era doveroso approfondire e indagare ancora.
    Si è fatto tutto molto in fretta, questa è l’accusa.
    Capo G: ci sono ancora il procuratore generale Iannelli, i due nuovi PM di Why Not Garbati e De Lorenzo, accusati di favoreggiamento e rifiuto di atti d’ufficio.
    Perché rifiuto di atti d’ufficio? Qui è il problema: quando la procura di Salerno comincia a scoprire che De Magistris ha ragione a denunciare l’insabbiamento delle indagini e la persecuzione nei suoi confronti per isolarlo e per screditarlo, onde dimostrare di aver fatto bene a togliergliele, i magistrati di Salerno cominciano a chiedere al procuratore generale di Catanzaro di esibire copie degli atti di queste indagini, per vedere se è vero che sono state insabbiate.
    Vedono che il procuratore generale Iannelli le carte non gliele vuole mandare, non gliele vuole mandare tutte, fa resistenza, manda solo dei pezzi… mentre loro hanno bisogno di vederle tutte.
    Perché l’accusa è proprio quella che ne inguantassero una parte per non mandarle magari al GIP e far archiviare qualcuno che, se si fosse visto tutto il quadro d’insieme, non sarebbe stato archiviato.
    Allora, l’accusa qui è rifiuto di atti d’ufficio e favoreggiamento nei confronti dei soliti indagati, perché i magistrati suddetti avrebbero rifiutato di trasmettere a Salerno gli atti completi della Why Not.
    Peraltro non erano atti coperti da segreto, come dice la procura di Catanzaro: dicono i magistrati di Salerno che erano atti extra investigativi.
    A loro interessava soprattutto sapere come e con quali ordini e mandati erano stati date le deleghe delle indagini ai magistrati che hanno sostituito De Magistris, come sono state tolte le consulenze ai Genchi e ai Sagona, oppure sono atti già pubblici perché già finiti davanti al Tribunale dei Riesame, come quelli del caso Mastella che è stato già archiviato.
    Quindi, quando dicono di dover proteggere il segreto investigativo o addirittura il segreto di Stato su certe carte del consulente Genchi, secondo Salerno, non è vero niente.
    Infatti, c’è scritto persino che Genchi avrebbe raccolto 578.000 richieste anagrafiche di tabulati telefonici mentre, in realtà, Genchi ha smentito e ha detto che sono 700 i telefoni che ho dovuto controllare, in queste gigantesche indagini.
    700, se contate che ciascuna persona di questo livello ha di solito una decina di telefoni, fra portatili e fissi, vi rendete conto che è un numero basso.
    Ultima accusa: abuso, falso, calunnia e diffamazione a carico di Iannelli, Murone e di un giudice che faceva parte del Consiglio giudiziario di Catanzaro, che era quello che doveva dare i pareri sulla bravura o meno dei magistrati di Catanzaro.
    Questi si sarebbero messi d’accordo, o comunque avrebbero agito separatamente, per sputtanare De Magistris, diffondendo notizie false su di lui proprio per coprire le ragioni vere che li avevano indotti a metterlo da parte e a farlo punire dal CSM.
    Qui ci sono tutta una serie di dichiarazioni che sono state fatte da questi alti magistrati di Catanzaro, che accusano addirittura De Magistris di assenteismo!
    Pensate, dopo averlo accusato di lavorare troppo e di costruire castelli accusatori di fantasia, all’improvviso lo accusano di non lavorare!
    Se non avesse lavorato, perché l’avrebbero mandato via? L’avrebbero tenuto lì come tanti altri che non lavorano e non danno fastidio a nessuno.
    Ho voluto essere molto tecnico e molto preciso, oggi, perché credo che sentiremo ancora parlare di questa inchiesta.
    Anzi, lo spero.
    Penso che l’unica speranza per la Calabria e la Basilicata di un po’ di giustizia in certi palazzi di giustizia, sia proprio legata al fatto che i magistrati di Salerno, che abbiano o no esagerato non ci interessa in questo momento, possano concludere la loro inchiesta.
    Se potranno concludere la loro inchiesta, potremo ancora dire che in Italia c’è speranza che la legge sia uguale per tutti.
    Se dopo De Magistris, saranno bloccati anche loro e se l’ANM non cambierà linea e non ammetterà di essersi sbagliata, vuol dire che l’anno che sta per iniziare inizia sotto i peggiori auspici.
    Grazie e passate parola!”

  2. Marco Caruso ha detto:

    @ Giovanni: su Travaglio.

    se aspetti che i giornalisti ribattano durante un’intervista……facciamo il secolo prossimo…….

  3. Marco Caruso ha detto:

    @ Giovanni: scusa se non ti ho risposto….mi son lasciato prendere dalle altre discussioni.

    comunque: onestamente credo che il pres del cons lo debba decidere l’elettore.
    io posso stimare Fini, come anche Berlusconi, come chiunque altro, ma al di là delle mie preferenze non posso cambiare il fatto che a sceglierlo sia sempre il popolo nel suo insieme, non io nel mio piccolo…

    però….nonostante questa premessa, ti dico che se al posto di Berlusconi ci fosse qualcun’altro sarei contento……perchè così si metterebbero a tacere le ridde di voci incessanti sui suoi trascorsi giudiziari che soffocano il dibattito sulle questioni pratiche più importanti.
    sarebbe meglio……ma è pur vero che senza il Cav il centrodestra non so che fine avrebbe fatto finora……….tra 4 anni si vedrà…..anche se è bene comincino a pensarci prima….

  4. Giovanni ha detto:

    Comunque non mi hai risposto al post di prima.

  5. Giovanni ha detto:

    C’è da dire che Travaglio quella cosa l’ha detta mentre lo intervistavano non mentre scriveva un pezzo. Non si può parlare di informazione. Mentre parli non puoi puntualizzare che intendevi dire l’intercettazione in cui Palazzolo parlava con la sorella di Dell’Utri che probabilmente poi ha riferito ecc ecc Ti esce l’intercettazione palazzolo-dell’utri per fare riferimento a quel fatto. Quello che doveva correggere Travaglio era il giornalista che lo intervistava, doveva dirgli “vedi che l’intercettazione è con la sorella” Travaglio avrebbe rettificato li sul momento e non sarebbe successo tutto il bordello. Comunque io non leggo il Corriere, però dire che è un giornale del cacchio quando è il giornale (di cronaca) più letto in Italia è un po esagerato. In ogni caso io preferisco leggere Repubblica.

  6. Marco Caruso ha detto:

    il Corriere è veramente un giornale del cacchio………

    comunque sia….al di là del mancato diritto di replica, c’è da dire che la replica (appunto) di Travaglio non cambiava di una virgola la stoccata di Dell’Utri: tecnicamente l’intercettazione non è tra di lui e il latitante Palazzolo, ma tra lui e la sorella.
    nella sostanza, hai ragione: non è che parlassero del cenone di Natale, ma ad esser precisi, l’informazione sparata da Travaglio è scorretta.
    anche perchè non si sa se poi un incontro ci sia effettivamente stato…

  7. PiccoloKin ha detto:

    Meitantei, Dell’Utri probabilmente parlava al telefono con la sorella di Palazzolo per scambiarsi le ricette della pasta con le cotiche.
    (^o^)

  8. PiccoloKin ha detto:

    Ecco cosa avrebbe risposto Travaglio a Dell’Utri se il Corriere gli avesse concesso la replica.
    http://www.difesa.it/Sala+Stampa/Rassegna+stampa+On-Line/PdfNavigator.htm?DateFrom=14-12-2008&pdfIndex=52
    (^o^)

  9. Meitantei ha detto:

    Ho come la sensazione che sto perdendo il mio tempo..
    Il ribaltamento della realtà è il tuo.. non te ne accorgi??
    Ti attacchi a dei particolari insignificanti per nascondere montagne di merda.
    Non ti rendi conto che a una persona sana di mente il tuo lavoro è palesemente stupido e inutile?
    Un supplizio di Tantalo che ti imponi e non riesco a capire nemmeno perchè..

    Fai finta di essere tonto?? Secondo te, Dell’Utri contatta la sorella di un latitante per farle la corte..??

  10. Giovanni ha detto:

    Comunque non mi hai detto se preferiresti che il Presidente del Consiglio lo fecesse, ad esempio, Fini e non uno come Berlusconi che come hai detto tu è uno da cui ti guarderesti bene.

    Su De Magistris ti dico che sono certo e stra certo che anche a sinistra e nel PD ci siano dei politici che cercano di fermare la Magistratura quando indaga sui politici e ne sono convinto. Ma sono altrettanto convinto che lo facciano anche e soprattutto a destra (in particolare Berlusconi) e ne sono dimostrazione le leggi dell’ultima legislatura. Ne è una dimostrazione il Lodo Alfano ecc. A questo punto mi vesto da Di Pietro e dico: la questione è: la magistratura deve o non deve essere libera di ingagare sui politici senza problemi e senza intralci alcuno?

    Se la tua risposta è si, domandati se è anche la stessa risposta che ti darebbe Berlusconi quando non è ripreso da telecamere e quali potrebbero essere i rimedi per impedire che i politici possano mettere i bastoni fra le ruote ai Magistrati.

  11. Marco Caruso ha detto:

    speriamo almeno la pubblichi lui la sua contro-replica…così potrò pubblicarla anch’io…

  12. elysabetta ha detto:

    Discussione interessante pare però che il corriere della sera non abbia voluto pubblicare una lettera che Travaglio aveva inviato in risposta a dell’Utri. Dunque non sapremo mai cosa Travaglio avrebbe voluto dire a sua difesa o a sua discolpa. Alla faccia del diritto di rettifica!

  13. Marco Caruso ha detto:

    no Giovanni. Nessuno sostiene niente del genere: epperò è vero che molti magistrati si accaniscono politicamente contro alcuni e nient’affatto contro altri…

    De Magistris è stato fermato dai politici? Forse, ma sappiamo anche di quale parte…nel caso…e comunque credo che il freno sia stato tirato piuttosto dagli stessi magistrati…politicizzati.
    come vedi tutto torna….e mi vengono anche i bordoni!

    sul perchè nessuno a parte DP chieda che De Magistris torni al suo posto lo ignoro…personalmente sarei d’accordo a che se ne rioccupasse lui di Why Not.

    Su Berlusconi: non credo che all’estero non votino gente come Berlusconi. Hanno votato anche di peggio…

  14. Giovanni ha detto:

    Su De Magistris: benissimo, ma la parte politica (ed anche l’idea sulla magistratura) che sostieni non è quella che dice che i Magistrati sono una specie di associazione in cui i giudici sostengono sempre le tesi dei PM per tramare contro la politica? Una sorta di associazione che trama contro i poteri della politica per deleggittimarla? Perchè quando De Magistris va a toccare proprio gli interessi politici viene fermato? Perchè quando la procura di Salerno va a prendere gli atti a Catanzaro legittimamente visto che Catanzaro si è riufitato 7 volte di inviarli il CSM decide di trasferire sia quelli di Salerno sia quelli di Catanzaro e non solo quelli di Catanzaro che sono quelli che hanno violato le regole? Ma soprattutto perchè nessun politico difende De Magistris e chiede che torni al suo posto tranne Di Pietro?

  15. Giovanni ha detto:

    Come ti avevo detto mi interessava una tua risposta semplice, tu non hai resistito ad argomentare comunque prendo per risposta il fatto che hai detto: “me ne guarderei bene da un personaggio del genere”. Benissimo, non credi che visto che in Italia siamo quasi 60 milioni che forse si può trovare qualcuno di cui fidarsi un po di più visto che gli affidiamo i nostri soldi da gestire per la comunità? Che sò a destra dopo Berlusconi l’esponente più autorevole è Fini. Non potrebbe farlo lui il Presidente visto che ha molti meno scheletri nell’armadio di Berlusconi. Ovviamente sto parlando esclusivamente dal punto di vista della fiducia alla persone senza fare un discorso ideologico.

    Perchè all’estero uno con così tanti dati che ti inficiano sfiducia non viene eletto e in Italia fa il Presidente del Consiglio? Perchè non è lo stesso Berlusconi a farsi da parte e dire, c’è gente che merita socialmente più di me di guidare gli italiani? Non sarà che la politica italiana funziona più per poteri forti, per concentramento di potere? Berlusconi è senza dubbio l’uomo più potente d’Italia, perchè ha le mani in pasta ovunque e su qualunque settore. Non sarebbe un bene che la politica si incentrasse più sulla fiducia alla persona che non al personaggio e al potere che detiene?

  16. Marco Caruso ha detto:

    si si…eheh… 🙂

  17. enrix ha detto:

    Si, ho visto chi è passato a trovarti.

    Tra l’altro mi pare si sia limitato a far capolino sull’uscio giusto solo per darti del cazzaro.

    Come quel peto che, appena sortito dalle chiappe, esclamò: mamma mia che odoraccio c’è qui fuori!

  18. Marco Caruso ha detto:

    ciao Enrix….hai visto chi è passato a trovarmi? Appena ho visto il suo nome apparire sullo schermo mi son pisciato sotto dalle risate, memore delle letture che avevo fatto dei suoi ragionamenti sul tuo blog…ahah!

    comunque…

    vedrai che prima o poi Travaglio farà la fine che si merita…una vitaccia quella del fanatico anti-chiunque…

    tra l’altro, ho notato che da quando in rete girano diversi articoli che smontano il suo metodo giornalistico, perfino i suoi più sfegatati fans cominciano a non vederlo più come una divinità, ma lo difendono come di un uomo qualunque, che quindi può sbagliare.
    ieri mi son sentito dire, addirittura, udite udite, che essendo un passionale, Travaglio scrive di getto e ovviamente con coinvolgimento…le emozioni non si possono nascondere…men che meno le simpatie…

    ecco…al che ho chiesto: e perchè non anche le antipatie?
    risposta: vuoi mettere? a quel punto conta la storia giudiziaria del personaggio…

    eh!

    ciao grandissimo….

  19. enrix ha detto:

    Preso atto che l’addebitare a Dell’Utri telefonate che non ha fatto, da parte di Travaglio, ha dei precedenti, io mi domando che cosa ci sia dietro a tale persistenza.
    Voglio dire, trattandosi di un personaggio come Dell’Utri, che bisogno c’è di inventarsi telefonate per screditarlo? Non mi pare proprio necessario.

    Forse è interessante leggere a questo proposito il seguente passaggio tratto da “Il valore positivo della bugia”, dal sito “psicoterapie.org”

    “Chiameremmo “autoinganno terapeutico” quella abilità di un soggetto a costruirsi visioni della realtà che lo conducano a cambiare le sue disposizioni e reazioni disfunzionali. Una strategia che illusoriamente crediamo ci aiuta a vivere meglio si basa sul fatto che se ad un individuo per esempio piace pensare che un evento è vero può ripeterselo nella mente, scriverlo e citarlo ripetutamente con formulazioni diverse, sino a persuadere altri di ciò di cui vuole persuadere sé stesso. Se riuscirà ad ottenere tale scopo, quello della persuasione altrui, avrà costruito una credenza stabile nella sua mente, ma dovrà poi affrontare lo sforzo continuo di tenere in piedi un castello che può crollare da un momento all’altro.”

    e ancora:

    “Mentire è un comportamento diffuso, tipicamente umano, non è tipico dell’adolescenza, né necessariamente un indice di psicopatologia; di solito viene valutato infatti da un punto di vista etico più che psicopatologico. Non appena i bambini sono in grado di utilizzare il linguaggio con sufficiente competenza sperimentano la possibilità di affermare a parole una verità del desiderio e del sentimento diversa da quella oggettiva. E’ noto che i bambini non hanno la stessa proprietà di linguaggio degli adulti, per cui spesso gli adulti chiamano bugia ciò che per il bambino è espressione di paure, di bisogno di rassicurazione o di percezione inesatta della realtà. Si può parlare di bugia quando si nota l’intenzione di “barare”, e comporta un certo livello di sviluppo.”

  20. Marco Caruso ha detto:

    PiccoloKin: mi sorprendo che tu ti sorprenda.

    e forse sarebbe anche un fatto positivo se si uscisse dalla logica che chi non condivide Travaglio al 1000 per 1000 allora è un disonesto lobotomizzato…
    non ho i paraocchi…

    sul tuo commento precedente, non riesco a trovarmi d’accordo con te: non è solo una questione di virgole, ma proprio di senso di un discorso.

    un po’ il motivo per cui è stato condannato per diffamazione per aver collocato Previti dove niente c’entrava.
    qui ha rigirato il fatto: parlando male di taluni politici che avevano avuto a che fare con Saladino, ha visto bene di ribaltare i fatti per dare al suo pubblico l’immagine incorruttibile di un Di Pietro che certa gente proprio non la considera…

    ma magari mi sbaglio…

    Su Dell’Utri-Palazzolo: ok, ma l’intercettazione riguarda lui e la sorella del boss…
    comunque grazie per la precisazione…stavolta si, si trattava solo di virgole…ma infatti non era quello il centro del mio post…

    saluti!

  21. piccolokin ha detto:

    Quanto a De Magistris, Caruso, e’ gia’ qualcosa che tu noti il marcio.
    Il problema e’ che l’unico metodo per spiegare in modo chiaro cosa tutto e’ successo negli ultimi anni da quelle parti, e spiegare anche la posizione del CSM, le azioni irregolari della procura di Catanzaro, i trasferimenti di De Magistris e della Forleo, oltre ai soldi spariti, il trasferimento del giornalista Carlo Vulpio che ne parlava per il Corriere, oltre al fatto che in venti anni una sola persona e’ stata condannata in via definitiva per corruzione in Calabria (una percentuale migliore di quella svedese) e’ applicare il punto di vista di Travaglio. Tutti questi comportamenti trovano una loro spiegazione organica ed esaustiva solo ed esclusivamente se si va a leggere cosa ne ha scritto negli ultimi anni Travaglio ( e pochi altri, Carlo Vulpio sul Corriere, e Antonio Massari sulla Stampa).
    (^o^)

  22. piccolokin ha detto:

    “tento’ addirittura di arrivare a coinvolgere Di Pietro” e’ la frase di Travaglio. Mentre dal blog di Di Pietro si evince che un paio di volte Di Pietro chiese di incontrare Saladino. Le due cose non sono in contraddizione, come si fa a non accorgervene?
    E’ solo italiano.
    Il coinvolgimento in un possibile piano criminale, e la richiesta di un incontro sono due cose diverse.
    Qui stiamo a discutere di quanti spigoli ha un cilindro…
    E per spiegare come stiamo trattando due affermazioni diverse potrei fare l’esempio di Montanelli e Gelli. Montanelli chiede un colloquio a Gelli, in buona fede, Gelli avrebbe potuto cercare di coinvolgere Montanelli in un piano criminale, e li’ Montanelli avrebbe deciso cosa fare. Poi nella realta’ le cose sono andate un po’ diversamente perche’ Montanelli ha preso Gelli praticamente per un cazzaro e Gelli se n’e’ fregato di coinvolgere Montanelli nella P2. Ma era solo per spiegare, casomai ce ne fosse la necessita’, che le due affermazioni quella di Travaglio e quella del blog di Di Pietro non entrano in contraddizione.

    Quanto a Dell’Utri… non ho la pazienza di ricercare la notizia, ma io ricordo, potrei sbagliare, che in una delle telefonate tra la sorella di Palazzolo e Dell’Utri, si fa passare al telefono proprio Palazzolo. E come dire che non esistono telefonate tra D’alema e Ricucci, solo perche’ il telefono era quello di La Torre, che poi l’ha passato a D’Alema.
    E se anche non avessero parlato direttamente, per conto di chi parlava la sorella di Palazzolo con dell’Utri? Magari era solo per un invito a cena? Dell’Utri e’ veramente indifendibile.
    (^o^)

  23. Marco Caruso ha detto:

    ah…su De Magistris.

    è una schifezza tutta la storia, ma più che altro è la misura di quanto la nostra magistratura sia allo sbando, alla frutta e la dimostrazione che non è vero che è poi così indipendente ed autonoma…soprattutto non è imparziale.
    la cosa peggiore è vedere il CSM che non fa niente se non spostare un magistrato da una città all’altra.

    poi…che vuoi che ti dica…è chiaro che l’unico commento possibile sia: forza de magistris!

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