Berlusconi troppo ricco per capire la crisi? Veltroni troppo scemo per capire il Paese.

Che colpo stamattina. Sfoglio il giornale che il bar sotto casa mette a disposizione dei suoi clienti (che non è quello del link) e leggo le grottesche dichiarazioni di Veltroni sulla crisi che sta investendo il Paese e quella che si sta abbattendo sul suo (?) PD.
Berlusconi è troppo ricco per capire la crisi“. Aggiungendo: “Non c’è una questione morale e comunque Berlusconi non potrebbe parlare“. E per finire: “il partito è unito“.
A questo punto uno non sa se ridere, piangere o piangere dalle risate o ridere per non piangere. Mai come stavolta però, calza a pennello il titolo del mio film preferito: Non ci resta che piangere (quello con Benigni e Troisi).
Eh già, perchè le parole di Veltroni non fanno più manco sorridere.
Se prima ci si poteva scherzar su (per pietismo), ormai la situazione è preoccupante.
Berlusconi è troppo ricco per capire la crisi? Può darsi, ma una cosa è certa: Veltroni è troppo scemo per capire il Paese e finanche la realtà di cui si circonda.
Solo così si spiegherebbe il suo sentirsi ancora invincibile ed infallibile.
Certo, scorrendo l’analisi che fa sullo stato delle cose, arrivati al commento sugli ultimi sondaggi che danno il suo (?) PD massacrato da Di Pietro e in perdita di consenso dalle mille falle che si sono aperte sin dal giorno appresso le elezioni, mi aspettavo che ribadisse quello di cui si vanagloriava giusto un mese fa, che il vento era cambiato; ma almeno su quello è riuscito a non ridicolizzarsi. Mai dire mai, però. Resto convinto che il buon Walter possa fare ancora meglio (il caso Villari insegna…)!
Detto questo, rimane l’immagine di un politico in estrema difficoltà, assediato dall’esterno e perfino dall’interno.
Forse è per questo che sulla questione morale non trova di meglio da fare che minimizzare e rilanciare sostenendo che gli altri non possono parlare.
E perchè? Perchè per loro la questione morale è aperta da più tempo?
Sicuri che sia proprio così?
A quanto pare c’è chi ha parlato fino ad oggi, quando già ieri avrebbe fatto meglio a starsene zitto, a non alzare sempre quel ditino indice per indicare le pagliuzze altrui.
Ma loro si sentono ancora “i migliori” e finiscono per fare queste figure barbine e meschine.
Chi sorride? Berlusconi, ovviamente, ma anche e più di tutti quel sornione di un Di Pietro che ha fatto della ligalità il suo cavallo di battaglia.
Anche lui ha da dire qualcosa sui terremoti che stanno scuotendo la sinistra: non è poi tanto sorpreso, dice.
Ma allora una domandina anche per Di Pietro è legittima: se sospettava qualcosa già in passato, perchè allearvisi e governarci insieme? Perchè presentarsi alle elezioni come un sol uomo e poi smarcarsi tutte le volte?
Che differenza c’è tra PD e PdL? Da una parte ci sono meno furbetti mentre dall’altra ce ne sono di più? Siamo sicuri di questo?
Eh eh…signor Di Pietro: ci spieghi perchè rifugge un partito accusandolo di ogni vergogna e poi si accompagna con l’altro che è altrettanto vergognoso?

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Comments
14 Responses to “Berlusconi troppo ricco per capire la crisi? Veltroni troppo scemo per capire il Paese.”
  1. Alex ha detto:

    Marco, Di Pietro non è un ingenuo, quindi era perfettamente a conoscenza del fatto che gli mancavano i numeri per poter diventare leader del pd, o credi di no? Sul secondo punto posso dirti che io ho postato una dichiarazione, tu mi dici che quella dichiarazione è perfettamente in linea col pensiero di Di Pietro, bene, mi fido. Però manca un passetto, riunire dichiarazioni, pensieri ed azioni. Nel momento della formazione dei gruppi parlamentari la contrapposizione Idv-Pd non era esplosa, sarebbe stato logico formare un unico gruppo e dividerlo davanti ad un successivo- profondo dissenso, non è stato fatto. Ora, lungi da me difendere Veltroni, però Di Pietro è stato sleale, ha ottenuto più di socialisti e radicali e non è stato ai patti. I motivi? possono essere vari, dalla visibilità, all’esigenza di autonomia, per arrivare ai più dietrologici quali i rimborsi per i gruppi parlamentari.
    Ps onde evitare strumentalizzazioni, l’ultima ipotesi è indicata nel novero come meramente possibile, non è la mia favorita

  2. Marco ha detto:

    Alex, Di Pietro voleva fare il leader del PD perchè voleva guidare una forza che potesse opporsi a Berlusconi. Se avesse vinto avrebbe posto regole ben precise e persone con condanne penali non sarebbero entrate nel partito. Voleva fare il grande partito e sintetizzare il progetto PD con quello IDV ma non gli è stato permesso. Nel PD lo odiano perchè con Berlusconi fanno accordi mentre lui non ne vuole sapere. A mio avviso è un comportamento coerente. La dichiarazione che hai riportato è rappresentativa della sua linea di pensiero. Non capisco come si possa criticare Di Pietro e passare sopra al lerciume dell’asse Bossi-Berlusconi.

  3. Alex ha detto:

    bah Marco, non ne sono pienamente convinto, Di Pietro voleva presentarsi alle primarie del pd per esempio, ma non solo, il 13 febbraio rilasciava anche questa dichiarazione:”Abbiamo concluso positivamente il dialogo con il Pd e raggiunto un accordo elettorale, programmatico, politico e progettuale questo percorso comune comincia oggi e ha come obiettivo di realizzare prima un unico gruppo parlamentare e poi la convergenza nello stesso partito”.

  4. Marco ha detto:

    Alex la tua è un pò una forzatura. L’alleanza di Di Pietro col Pd è stata solo programmatica. Non è certo dalla parte di D’alema, La torre e Crisafulli.

  5. pippo io ha detto:

    mah..visto che sull'”onestà” il silvio è un po’ criticabile, forse eh, magari, allora come sempre e come al solito, invece di difendere il silvio si attaccano gli altri.
    Cioè mi beccano a comprare fumo e mi denunciano e io per difendermi dico “si però quell’automobilsta è passato col rosso”.
    Per carità giuridicamente e nel merito, giurisprudentemente parlando ho ragione.
    C’è un ex premier che poco fa ha detto più o meno “s’indaghi pure su di me non c’è problema”…ecco quello sarebbe un buon punto di partenza

  6. Alex ha detto:

    Di Pietro comunque non ha mai criticato direttamente il PD, nè i suoi rappresentanti.
    Di Pietro non ha mai risparmiato critiche ai vertici Ds e Pd. Ha sempre detto quello che pensava.
    C’è qualcosa nei tuoi interventi che mi sfugge…
    Scherzi a parte, io credo cha Caruso si riferisca all’asserita integrità politica e morale di Di Pietro, quest’integrità è proclamata in ogni intervista, intervento, dichiarazione pubblica ecc… Ma il dizionario sul termine integrità recita: L’essere integro,Rettitudine, innocenza, probità, nettezza. ~ onestà. Chi è integro e si dichiara tale, non si allea per mera opportunità politica con coloro che ritiene non essere sufficientemente probi ed onesti, questo è un fatto. Poi sul resto si può discutere, ma converrai che essendo le parole autodescrittive di Di Pietro altisonanti, vanno incontro più facilmente a critiche

  7. Marco ha detto:

    Alex, la questione è aver la faccia tosta di accusare qualcuno di incoerenza da un pulpito sbagliato. Caruso vuole fare le pulci a Di Pietro dimenticando ben più gravi ‘ripensamenti’ avvenuti dalla sua parte politica. Di Pietro non ha mai risparmiato critiche ai vertici Ds e Pd. Ha sempre detto quello che pensava. La sua scelta di correre col Pd è discutibile ma anche condivisibile e inevitabile se pensiamo che oggi l’unica opposizione è proprio il suo partito.

  8. costello ha detto:

    no una storia di ricco o no ricco,le problemo e che le gentes suo mostro egoisto,no solo “Berlusconi”,mi per esempio io scrito a vostro giornale,per incontrare Angelo Provenzano,le piacere de lui parlare,perche lui a stesso ideas che mi,lui a capisco che tutto politico no “coscienza”,mai risponda,perche?semplice per lui parlare,dove e le male?ma tra ce mondo molto gentes egoisto,individualista,o forse lei giornale no a dare mio messaggio a Angelo Provenzano,io rassigurare:no sono “mafiosa”,e stessa si sono “mafiosa”io preferire la “mafia”a politica!spera che una giorno io poso incontrare Angelo Provenzano,Pauline

  9. Alex ha detto:

    Ovviamente l’avevo capito… piuttosto quando parli di assenza di critiche DIRETTE, sottointendi la presenza di critiche subdole? A parte questo devo dire che l’affermazione che tu fai è di per se opinabile con riferimento alle vicende attuali, ma è chiaramente smentita da una rilettura dei dispacci d’annata. Non fu forse Di Pietro a scagliarsi contro l’arrogante D’Alema poichè secondo lui il Baffino stava cercando d’insabbiare mani pulite? Non fu Di Pietro a scagliarsi pesantemente contro i Ds quando nel 2000 proposero presidente del consiglio Amato? A proposito, poi perchè quando le ebbe vicino di banco ai consigli dei ministri del governo Prodi si turò il naso? Forse ebbe un ripensamento stile Bossi?

  10. Marco ha detto:

    Alex, la mia era un provocazione. Credo che nè da una parte nè dall’altra si possa tacciare di incoerenza gli avversari politici. Di Pietro comunque non ha mai criticato direttamente il PD, nè i suoi rappresentanti, come fece Bossi o anche Berlusconi (“non prenderò mai più nemmeno un caffè con il signor Bossi”). Si è alleato con il PD perchè condivideva un programma di governo e perchè l’alleanza gli poteva garantire una maggiore rappresentanza in parlamento.

  11. Alex ha detto:

    interessante la perequazione Bossi-Di Pietro, ne deduco che Tonino non godrà mai del tuo voto, vero Marco?

  12. Marco Caruso ha detto:

    un errore ogni tanto posso anche concedermelo…d’altra parte faccio tutto di corsa…e qualcosa puù pure sfuggire…

    comunque grazie, correggo subito…

  13. Marco ha detto:

    Caruso, si scrive ‘scuotere’, non ‘squotere’. Si laureano proprio tutti oggi…

  14. Marco ha detto:

    Caruso, forse Di Pietro ha fatto gli stessi calcoli che fece Bossi quando passò dal Berlusconi ‘mafioso di Arcore’ al Berlusconi alleato di governo.

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