Giustizia: Salerno – Reggio Calabria, con deviazione a Catanzaro.

A leggere le cronache giudiziarie degli ultimi giorni, non sembrano azzardati certi paragoni e quello che è stato battezzato come “lo scontro tra procure” induce ad una similitudine comprensibile da tutti perchè da tutti conosciuta.
La Giustizia italiana non è poi tanto differente dall’autostrada più malconcia del Paese, la A3 Salerno – Reggio Calabria.
Un inferno: per chi la percorre sognando di raggiungere il tanto agognato luogo di vacanza; e per chi è costretto ad usarla per lavoro.
Cantieri aperti in ogni dove, rallentamenti, code, disagi; tortuosa e disconnessa come da poche altre parti richiede la massima prudenza e quindi la massima lentezza; talvolta l’idea di gettarsi tra le spire del serpentone diabolico ti induce perfino ad evitarla. Il problema è che le vie traverse sono anche peggio. Quindi sei immobile. Non sono poi rari gli incidenti. Ed è palese l’opera inquinante della politica e della malavita, che l’hanno resa ancora più impraticabile ed insicura di quanto già non fosse.
A ben vedere, anche la nostra Giustizia è così: un inferno. Per chi vi deve far ricorso, ma anche per chi ne è artefice. Cavilli, procedure arcaiche e una burocrazia bradipidica frenano le ambizioni del Paese e fregano il cittadino onesto, che pure deve subire la beffa di vedere il delinquente e il furbetto fargliela sotto al naso. Spesso addirittura si rinuncia anzitempo ad affidarsi ad un giudice, certi come siamo che le cose si tireranno troppo per le lunghe con annesse spese insostenibili. Le ingiustizie sono all’ordine del giorno. E anche lì politica e criminalità si sono insinuate e radicate e hanno fatto e disfatto sempre come gli è parso.
Oggi, per l’appunto, si parla di guerra tra bande: una starebbe a Salerno, l’altra a Catanzaro.
Per collegare queste due città (anche solo idealmente) non ci sono altre vie: bisogna infilarsi nella A3 e compiere giusto una piccola deviazione (ironia del caso…).
Sembra una metafora…ma è tutta realtà. Purtroppo.

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Comments
12 Responses to “Giustizia: Salerno – Reggio Calabria, con deviazione a Catanzaro.”
  1. Antonio ha detto:

    Ingresso di virus? Non so che dirti. Io uso eset nod 32 come antivirus e non mi da alcuna restrizione di questo tipo.

  2. gabri48 ha detto:

    Da profano ma anche da onesto cittadino che ha pure subìto ingiustizia dalla giustizia, continuo a credere che in democrazia ciascuno dovrebbe ( DEVE ) rispettare le regole, i ruoli e le competenze a qualsiasi livello. E direi di più: più alto è il livello in cui si opera più alto deve essere il rigore. Perchè se è vero che le regole, se non piacciono, si cambiano democraticamente e non con la rivoluzione armata, allora si devono osservare comunque finchè non saranno cambiate. Altrimenti servono soltanto per il fesso. Da quel che ho letto un po’ qua e un po’ la, mi sembra che sia stata la Procura di Catanzaro a violare le regole e non capisco perciò perchè il CSM punisce anche quella di Salerno ( col trasferimento di entrambi i Procuratori generali ).

  3. Marco Caruso ha detto:

    Antonio, permettimi un OT: tutte le volte che voglio venire sul tuo blog seguendo il tuo link finisce che l’antivirus mi allerta del tentativo di ingresso di un virus…

  4. Antonio ha detto:

    Ma guarda che io parlo a titolo personale. Non sono qui per difendere nessuno. Quindi la domanda che ti poni riguardo Travaglio, non mi tocca, né tanto meno è pertinente. L’informazione è pagata da noi, ovviamente ma formalmente, essendo i giornali ampiamente sovvenzionati dallo Stato, ma sostanzialmente i finanziamenti li prendono dai partiti, essendo venuto meno il meccanismo della preferenza per l’espressione del voto.

  5. Marco Caruso ha detto:

    informazione pagata dai partiti? beh…allora si capisce chi sono i partiti che controllano l’informazione… Se c’è qualcuno che vuole sia minimizzata la portata di ciò che sta succedendo è chi ha tutto l’interesse a proteggere una certa immagine di sè costruita in anni di menzogne e di scherno rivolto agli altri…

    sorge infine un dubbio: anche Travaglio è pagato dai partiti?

  6. Antonio ha detto:

    Bene, l’avevo capita la tua metafora. E ti ho risposto che è inopportuna perché per questa faccenda vi è tanta disinformazione in giro e una metafora di questo genere non fa altro che alimentarla, andando in parallelo con chi dice (destra e parte della sinistra) che questo scontro tra procure sarebbe la dimostrazione dell’inefficienza della giustizia. Questa non è la dimostrazione della inefficienza della giustizia (per dimostrarla, ti ho detto prima, ci si può rifare alla irragionevole durata del processo più volte oggetto di condanna in sede CEDU), ma è la dimostrazione di come quando la politica entra nel mondo giudiziario lo ammala. Sarebbe stata più opportuna una critica sulla struttura dell’informazione, su come un’informazione pagata dai partiti non possa che dare le informazioni che da.

  7. pippo io ha detto:

    beh molto semplicisticamente e da non addetto ai lavori, avendo avuto finora la fortuna (no il merito no la fortuna) di non avere mai avuto a che fare con la giustizia, eccezion fatta per qualche multa, mi viene da pensare quanto segue:
    “Ehhhhhh certo che ci vuole una riforma della giustizia, delegittimata com’è da 15 anni siamo arrivati al punto che l’ubriacone socialmente pericoloso con due medie in corpo ha la gogna mediatica garantitagli dallo studio aperto nazionale e dagli studiapertini locali, mentre chi sappiamo non rischia neanche quello che sappiamo neppure nella quantità minima che sappiamo.
    La giustizia necessita di uan riforma, questa giustizia distrutta da coloro che la vogliono ora riformare.
    Ma tu un edificio demolito dall’incuria di Caio lo faresti ristrutturare dall’impresa edilizia di Caio? oppure dobbiamo esaltare Caio per il suo acume imprenditoriale?”

  8. Marco Caruso ha detto:

    non ci siamo: mi sa che mi son spiegato male…per non pensare che non abbiate voluto capire.
    il senso del post è questo: il nostro sistema giudiziario è un fallimento totale per diversi motivi. Serve modificarlo, ma per ora mi limito a constatarne l’inconsistenza. E per farlo mi servo di una similitudine che la cronaca di questi tempi mi porge su un piatto d’argento…

  9. Paolo Marani ha detto:

    Antonio ha perfettamente ragione, ma quale guerra tra procure.
    La ricetta di Berlusconi ? Già provata, le leggi bloccaprocessi, c’è voluta l’immunità del lodo alfano per farlo desistere.
    Ora ci sta riprovando con la contro-riforma della giustizia, perchè tale si tratta.

    Pensatore, aiutami a fermare questi pazzi scatenati, Alfano è solo un prestanome, quà la giustizia la si sta affossando completamente.

  10. Antonio ha detto:

    Sicuro che la cura sia nelle proposte avanzate da questa classe dirigente? I problemi della giustizia derivano non strutturalmente dalla giustizia, ma da un lato dagli innumerevoli strumenti dilatori che probabilmente avrai studiato nel diritto processuale inseriti dal legislatore per favorire determinati comportamenti, e dall’altro, in innumerevoli defezioni linguistiche che comportano delle dispute interpretative su cui si giocano i processi. Senza contare l’arretratezza “informatica” delle strutture a causa degli scarsi investimenti pubblici per l’informatizzazione dell’amministrazione della giustizia. Tutto questo ha un comun denominatore: una classe dirigente che vuole questa giustizia. Una giustizia incapace di colpire i poteri forti, inefficiente agli occhi dei cittadini, e spesso autoreferenziale per natura (ma è così anche all’estero, altrimenti tutti potrebbero divenire giuristi leggendo i giornali).
    In ogni caso, è forse inopportuno parlare di giustizia inefficiente in questo caso, proprio per il tipo di informazione, già parziale, che questo caso ha ricevuto. Sarebbe più opportuno parlare di inefficienza della giustizia innanzi al resoconto delle denunce alla CEDU per l’irragionevole durata del processo, ad esempio.
    Io non ritengo che la nostra giustizia, di per sé, faccia schifo. Non sono così pessimista, tendo ad essere più moderato in questo campo, anche perché lo conosco. A Lecce, la sezione distaccata del TAR cammina spedita, ed anche altre realtà sono più efficienti. I dati sconfortanti in relazione alla situazione all’estero, lo sarebbero un pò meno se si avesse riguardo di alcuni fattori: all’estero (intendo i Paesi a cui guardiamo per migliorare, ovviamente) non vi sono le mafie, e vi è un sistema amministrativo – burocratico snello perché informatico e vi è un tessuto sociale differente. Tutto questo dovrebbe farci rendere conto che il problema non è la giustizia di per sé, o meglio, i problemi della giustizia non si risolveranno mai con una semplice riforma della giustizia, ma è necessario un ripensamento dei rapporti tra politica e giustizia da un lato, e giustizia cittadino dall’altro. E questo lo si fa con i “soldi” (le riforme da sole sono poca roba, senza una copertura finanziaria). Questa è la mia opinione. In ogni caso, resto dell’idea che trattare qui questo argomento è inopportuno e fuorviante per la comprensione di questa vicenda.

  11. Marco Caruso ha detto:

    Antonio, purtroppo hai ragione…su tutta la linea, ma per quanto si voglia cambiare l’ordine dei fattori, il risultato sarà sempre uguale: abbiamo una giustizia che fa schifo. Sotto più punti di vista. Innanzitutto strutturale, nel senso che è proprio l’ordinamento stesso ad avere falle in ogni dove; e in secondo luogo, il suo malfunzionamento è la conseguenza di una scorretta commistione tra i poteri e la volontà degli uni di prevalere sugli altri.
    La metafora della Salerno – Reggio era un modo scherzoso per dire tutto questo. In fondo, tutto quello che serve ai cittadini, che meriterebbero maggiori riguardi, è tutto una fetenzia per colpa di protagonismo, delinquenza e malcostume politico.
    Quella che oggi chiamano guerra tra bande sappiamo bene tutti cos’è: è il frutto d’un albero malato.
    Ora però che conosciamo la malattia non si può continuare a far finta di niente…bisogna sperimentare qualche cura…

  12. Antonio ha detto:

    La metafora può anche essere accattivante, ma da uno studente di giurisprudenza mi sarei aspettato un atteggiamento più critico. Alla base della presunta guerra tra procure c’è l’intervento, questo sì non autorizzato, dell’oligarchia politica. Io credo che la metafora, per essere più realistica, dovesse prevedere una svolta verso Montecitorio, o giù di lì. Qui non si tratta di una guerra tra procure, ma di una procura che svolge il suo lavoro (quello di dare seguito attraverso delle indagini a delle denunce) e di un’altra che cerca di difendere il suo status quo (per non dire altro ovviamente). Gli obiettivi di quest’ultima sono più in linea con gli interessi di Montecitorio, e a quanto pare anche del Quirinale (viste le dichiarazioni), e l’informazione si è scatenata a pubblicizzare una presunta “guerra tra procure” che mette sullo stesso piano l’operato, oggettivamente diverso, delle due sedi. Il trasferimento di entrambi i Procuratori Generali che sarà disposto dal CSM sarà l’ennesima conferma di un organismo che, finché resterà in parte soggetto alla nomina politica, non potrà essere garante di un pezzo di quel principio che Lei dovrebbe conoscere bene (intendo, la separazione dei poteri, ovviamente). Questa è la mia idea. Un’idea che mi sono fatto dopo aver letto parte del decreto di perquisizione della procura di Salerno, aver letto Repubblica, Corriere, La Stampa, il Giornale, e alcuni riferimenti in siti giuridici, aver ascoltato Travaglio e De Magistris, e un sunto delle varie “opinioni politiche”. Queste sono le mie fonti, sulle quali si basa la mia opinione. Un saluto

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