Eccesso di prudenza dal Vaticano. Depenalizzare l’omosessualità non significa elevarla a valore socio-culturale.

Probabilmente c’è stato un cortocircuito intellettuale e la reazione è scaturita veloce come quando non si collegano bene le parole che si vogliono dire con le idee che si stanno elaborando col pensiero.
Un attacco di panico, forse. Un eccesso di protagonismo, perchè no.
Non mi spiego altrimenti la condanna dell’osservatore permanente della Santa Sede presso le Nazioni Unite nei confronti della richiesta di depenalizzazione dell’omosessualità che a breve verrà avanzata in seno al Consiglio Onu dalla ministra francese Rama Yade.
Insomma, temere un ribaltamento delle parti in cui il discriminatore diventi discriminato, stride fortemente col contenuto della proposta, che vorrebbe piuttosto che nelle centinaia di Paesi nel mondo in cui essere gay è reato venisse abolita questa offesa al Genere Umano.
Il che non credo comporti necessariamente nè immediatamente l’elevazione dell’omosessualità a valore/diritto da garantirsi in tutte le forme e in ogni dove.
Per intenderci: una cosa è dire che non è più accettabile che si puniscano due uomini o due donne che decidono di amarsi; altra cosa è sostenere che l’amore tra due uomini o due donne debba essere coniugato agli stessi diritti civilmente riconosciuti alla famiglia naturale.
C’è una bella differenza tra diritto civile e diritto penale.
Nel caso specifico, accogliere le istanze di difesa per coloro che a tutt’oggi si trovano prigionieri delle catene culturali di alcuni governi che abusano del loro potere per punire penalmente persone dello stesso sesso, non significherebbe accettare incondizionatamente la resa di alcuni dei valori fondanti la nostra società.
In definitiva, la portata di una proposta come quella avanzata sulla decriminalizzazione dell’omosessualità è irrinunciabile, soprattutto se ci si dice favorevoli alla lotta contro le discriminazioni.

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Comments
28 Responses to “Eccesso di prudenza dal Vaticano. Depenalizzare l’omosessualità non significa elevarla a valore socio-culturale.”
  1. Matteo Maratea ha detto:

    Vaticano amico dei boia
    Dicembre 2nd, 2008
    di Daniele Martinelli
    GIORNALISTA

    Il vaticano è contrario alla depenalizzazione universale dell’omosessualità nel mondo che la Francia si accinge a sottoporre all´Onu. Lo ha detto Celestino Migliore, il monsignore osservatore permanente del vaticano presso le Nazioni Unite, sostenuto dal prelato Federico Lombardi, che si difende dagli attacchi piovuti sul vaticano da destra e da sinistra. Tranne che dal pio Rocco Buttiglione (Udc) secondo il quale “la Chiesa si oppone a una iniziativa che intende definire per i gay uno status privilegiato“.
    Secondo il vaticano “se i gay fossero inseriti nelle nuove categorie protette dalle discriminazioni, gli Stati che non riconoscono queste unioni saranno messi alla gogna con nuove implacabili discriminazioni“.

    Con questa stronzata, in sostanza il vaticano appoggia i Paesi in cui discriminazione, torture e barbare esecuzioni sono la norma. La scusa ribaltata dello stato teocratico è che “i gay innocenti producono pressione e discriminazione per chi considera il matrimonio eterosessuale la forma fondamentale e originaria della vita sociale e come tale da privilegiare“.
    Con questa stronzata il vaticano porge la sua mano complice ai criminali poiché depenalizzare l´omosessualità significherebbe smettere di impiccare o lapidare in piazza ragazzi, spesso processati sommariamente.

    Ci sono problemi veri, lo ammetto, ma anche le dichiarazioni folli di Celestino Migliore lo sono. Per l’indotto e i nefasti riflessi che la presenza del vaticano ha nella vita sociale dell’Italia. Perché mentre l’Europa manda a fanculo ciò che dice Ratzinger, l’Italia, purtroppo, obbedisce alle “dritte“. Le ingerenze politiche del vaticano per gli italiani laici, atei e indifferenti ai dogmi religiosi come il sottoscritto, arrecano soltanto danni cronici simili a quelli di una malattia incurabile.
    Tabù, paura, rispetto e rassegnazione che compongono l’aura del vaticano ci inducono a tollerare il disturbo di certe campane e l’emorragia di ricercatori verso l’estero. Abbiamo donne che pagano 2 volte il dolore di un’esperienza come quella dell’aborto, e padri come Beppino Englaro che pagano il vuoto di una legislazione sul tema del testamento biologico.

    Il vaticano per l’Italia è come un cancro maligno alimentato da diffuse metastasi rappresentate dalla totalità della classe politica. Al punto che l’autorità morale italiana si comporta da soggetto politico senza accettare i giudizi con criteri politici. Si appella alle norme di un supposto diritto naturale senza curarsi di come la natura si comporta nella realtà. Pretende il monopolio della “giusta ragione” senza che gli argomenti medesimi vengano trattati con lucidi ragionamenti.
    Il problema italiano è davvero serio con questa gentaglia in tonaca che prende un miliardo di euro l’anno dall’otto per mille. Soprattutto perché quotidiane idiozie partorite dagli ambienti vaticani, godono di visibilità smisurata sui media generalisti di regime.

    Celestino Migliore, in un paese normale, verrebbe preso a sputi. Qui invece rimprovera la politica colpevole di smantellare la religione cattolica a scuola.
    E’ una mostruosa montatura il rispetto che stampa e televisioni di regime continuano a dare al vaticano, chiamandolo “Santa Sede” con le esse maiuscole.
    Dalla continua e forzata canonizzazione di media e leggi viene a galla tutta la barbarie arrecata al buon senso, la lapidazione della dignità di un popolo, l’impiccagione dell’indipendenza da parte di un’ideologia malata che produce deviazioni e pederastia ossessiva.

    Mentre un tribunale americano chiama alla sbarra papa Ratzinger, sulle sue responsabilità in merito al silenzio e alla sistematica copertura dei preti pederasti, l’omosessualità, per la felicità di Celestino, è barbaramente punita ancora oggi in almeno 90 nazioni.
    I gay accusati di essere tali vengono uccisi per legge in Angola, Benin, Botswana, Burundi e Iran (dove vengono puniti con 74 frustate anche eventuali minorenni che hanno subito atti sessuali). Il presidente iraniano Ahmadinejad dice che nel suo paese di boia l´omosessualità non esiste.
    In Mauritania, Sudan e Nigeria l’uccisione di presunti gay processati sommariamente avviene per lapidazione. In Camerun e Uganda la condanna di un gay è all’ergastolo. In Kenya, Lesotho, Malawi e Zimbabwe l’ergastolo è riservato soltanto ai gay maschi e solo quando è stata accertata la consumazione dell´atto.

    Noi italioti canonizzati, senza andare tanto oltre l’uscio di casa nostra, ci imbattiamo continuamente in una pletora di pittbul con la tonaca assetati di bambini e ragazzini. Con buona pace per quei preti che ho avuto la fortuna di conoscere come uomini spinti da valori umani e spirito di solidarietà, sono costretto a chiudere il post odierno con un triste (e limitato) elenco di casi fra i più recenti. Buona lettura.

    2 frati di Torino indagati per abusi su minori;
    salesiano di Udine denunciato per abusi su minore;
    3 vescovi lombardi accusati di coprire a Como sacerdote pederasta;
    Sacerdote molestatore lascia parrocchia a Firenze
    3 preti pedofili a Fiumicino;
    Firenze, Don Cantini, stupratore di minorenni “il caso non è chiuso“.
    Amen.

  2. Marco Caruso ha detto:

    ogni tanto si può… 😉

  3. PiccoloKin ha detto:

    una volta tanto commento per dire che condivido quello che hai scritto
    (^o^)

  4. Augusto ha detto:

    Marco, no nutro nessun dubbio, mi basta riferirmi ai concetti di libertá ed autodeterminazione cosí come sono intesi nella societá occidentale.
    Non posso ucciderti, perché limito la tua libertá, ovviamente.
    Puoi benissimo essere poligamo, sempre che i contraenti siano maggiorenni e consenzienti.
    Puoi benissimo accettatre l’incesto, sempre che gli incestuosi siano maggiorenni e consenzienti; e si assumano la responsabilitá di una, eventuale, procreazione incestuosa. Anche prevedendo, apriori, l’aborto.
    Meglio sarebbe una semplicissima contraccezione.
    La pedofilia non é intollerabile moralmente; a mio parere (come sempre) é intollerabile perché mina la libertá di un essere umano che non ha ancora il pieno controllo di quella stessa libertá.
    Credo che ogni rapporto interpersonale, a livello legale, debba e possa essere sempre risolto sulla base della libertá; che ovviamente finisce dove inizia a ledere quella altrui.
    Potrei divagare e prendere ad esempio tanto il “matrimonio omosessuale” come l’eutanasia, come l’inseminazione artificiale o lo studio sulle staminali o come, appunto l’incesto o la poligamia; ma puoi farlo tu stesso; e, credo proprio, che il conto tornerá sempre, anche se, a volte, sará contrario a una qualche “morale”.

  5. Marco Caruso ha detto:

    si, ma c’è sempre quel minore che non risente del calcolo statistico…
    uno stato laico, come lo intendi te, non dovrebbe negargli la possibilità di amare liberamente come vorrebbe…e invece lo fa. Perchè? Perchè ritiene che la pedofilia sia intollerabile proprio moralmente. Tanto quanto l’incesto e la poligamia.

    Augusto, secondo me la laicità è il concetto più frainteso di sempre.
    viene regolarmente confusa con la aconfessionalità, l’ateismo, la a-moralità di uno stato.

    in realtà, laicità significa divisione dei poteri, ma non esclusione della sfera spirituale nelle decisioni politiche.

    pensa al principio del “non uccidere”.
    ti sembra tanto o soltanto laico?

    una cosa, allora, è la laicità…altra è il libertarismo.
    ma uno Stato può benissimo essere liberale pur fondandosi su principi e valori che ritiene indissolubili e indiscutibili.

  6. Augusto ha detto:

    Perché un minore non é in condizione né psicologica né fisica di offrire un “consenso partecipato” e, questo, puó essere confermato (e lo é) a livello teorico, pratico e statistico da qualunque studio.

    Se accettassimo che un minore puó dare un “consenso partecipato” ci troveremmo ad accettare, in toto, la pedofilia.
    E, questo sí, mi inorridisce.
    Anche piú, molto di piú, del baratto tra gli omosessuali morti ammazzati ed il, cosí detto, matrimonio omosessuale.

  7. Marco Caruso ha detto:

    Augusto, il tuo esempio non mi sembri calzi molto.
    Perchè lo stato dovrebbe limitare l’amore tra due persone ipotizzando che quella più giovane possa soffrirne psichicamente o fisicamente, anche laddove vi sia un consenso partecipato?

  8. Augusto ha detto:

    Marco, uno stato laico dovrebbe applicare un’etica laica; fondamentalmente basata sul concetto utile/inutile piuttoso, o non solo, sul concetto giusto/ingiusto.
    Poi ogni singlolo, all’interno di dette leggi, sará libero di seguire la propria etica.
    Ed ecco, subito un bell’esempio:
    uno stato laico occidentale proibisce qualunque rapporto di tipo o di risonanza sessuale con qualunque cittadino non ancora pubere.
    Questo per motivi che sono eminentemente naturali e non etici; infatti un non pubere ha oggettive e dimostrabili difficoltá fisiche e psicologiche nel gestire adeguatamente un qualunque rapporto con risvolti sessuali.
    In uno stato Islamico é “etico” sposare una bambina non pubere. Anche il Profeta lo ha fatto.
    Sua Eminenza l’osservatore, anche perché non ha diritto di voto, avrebbe potuto evitare un “commento” che ci porta a dubitare che la Santa Sede baratti la vita degli omosessuali in vari stati Islamici, con il “rischio” del matrimonio omosessuale.
    Mi sono ripetuto, ma cosí la vedo io.

  9. Marco Caruso ha detto:

    Augusto, purtroppo molte leggi presunte laiche interpretate in modo laicista hanno completamente distrutto ogni sorta di etica.

    rimane comunque che quell’osservatore, appunto, non può far niente: non ha diritto di voto nè di veto.
    quindi, confortiamoci almeno in questo senso…

  10. Augusto ha detto:

    Marco, io invece, temo che il mettere in discussione le leggi laiche e liberali tipiche di uno stato occidentale apra uno spiraglio alla possibilitá di applicazione di leggi di origine religioso/etica.
    Il che potrebbe portarci, in estremo, alla sharia; che, ad esempio in Iran, prevede la pena di morte per gli omosessuali.
    Quindi, come il rappresentante della Santa Sede teme che la depenalizzazione mondiale della omosessualitá possa portare alla accettazione del matrimonio omosessuale; io non posso evitare di sostenere la detta depenalizzazione, sperando che questa riesca ad evitare il massacro di tanta gente colpevole (solo) di essere omosessuale.
    Continuo a sperare che questo sia stato (solo) uno scivolone dell’ eccellentissimo rappresentante; e che non si sia voluto barattare la eventualitá del matrimonio omosessuale con la vita di tanti (o pochi) innocenti.

  11. Marco Caruso ha detto:

    Augusto, voglio sperare che la Chiesa non condivida le torture e le discriminazioni praticate dai paesi islamici (e non solo) ai loro cittadini omosessuali.
    si…mi auguro anch’io si sia trattato solo di uno scivolone.
    anche perchè ci sono molti omosessuali cattolici e non può esser dato un giudizio senza tener conto di questo…

  12. Marco Caruso ha detto:

    concordo con Elysabetta…

    Anna, la mia risposta potrà sembrarti insoddisfaciente, ma non potrei dartene un’altra per i principi che governano la mia ragione.
    oltretutto, si parla di scelte personali.
    nel caso di uno stupro, volendo, la donna sarebbe ipertutelata nella sua decisione dalla 194.
    personalmente però non condivido chi accolla ad altri le conseguenze del proprio dolore.
    paradossalmente, continuando ad estremizzare, un marito che morisse per colpa di un figlio, sarebbe forse da considerarsi motivo sufficiente per uccidere quel figlio sol perchè ricorderebbe alla mamma-moglie la sofferenza patita?
    non credo…

  13. Augusto ha detto:

    Questa vostra disquisizione sull’aborto, non é completamente O.T. anzi, a mio parere, dimostra come la infiltrazione dell’ etica nelle leggi di uno stato laico generi complicazoni o anche drammi.
    Si puó essere abortista o anti-abortista, questa é una posizione personale, peró, a mio parere, si deve assicurare la possibilitá di abortire, con sicurezza, a chi lo richieda, assumendosene tutte le responsabilitá derivanti. A controprova basta guardarsi indietro; prima della attuale legge, si abortiva ugualmente; solo lo si faceva o in modo molto piú pericoloso o molto piú caro.
    Allo stesso modo si puó pensare che un’omosessuale abbia il diritto di relazionarsi con un suo simile (salve tutte le leggi per la difesa dell’infanzia e di “buon costume”); oppure si puó considerare l’omosessuale come un “deviato”. Ma uno stato non puó prevedere una punizione aprioristica per gli omosessuali. Meno, la morte, come accade oggi in vari stati Islamici.
    Ergo, credo che il rappresentante della Santa Sede all’ ONU abbia preso un gran scivolone.
    Salvo il pensare che sotto sotto, la Santa Sede concordi con gli Islamici; il che mi pare (o voglio sperare che) sia eccessivo.

  14. elysabetta ha detto:

    Esiste sempre la possibilità di lasciare il bambino in ospedale affinchè sia dato in adozione. Certo è una soluzione anche questa difficile ma è sempre preferibile (secondo me) all’aborto o peggio gettare una creatura in un cassonetto.

  15. evil witch ha detto:

    arieccomi (sry, stavo scrivendo una mail impegnativa); alla domanda che fai ti rispondo dicendo che mi risulta che in genere prevalgano le nascite sugli aborti (anche perchè altrimenti saremo estinti), che una donna non affronta una cosa simile a cuor leggero nè in modo superficiale (in media, poi i cretini ci sono sempre), e che quindi in genere dei motivi ci sono.. magari che tu non condividi, ma che io non credo siano “contrari al buon senso”.
    L’esempio che fa alessandro dello stupro è un classico, e non è granchè la tua risposta (senza offesa) dal mio punto di vista. Ovvio che il bambino non si sceglie il padre, ma mettiti nei panni della tua ragazza: è stata violata e si porterà dietro l’incubo a vita; in più deve sentirsi crescere nella pancia un qualcosa che le ricorda tutti i giorni, prepotentemente, quel che è successo; magari poi (l’istinto materno è forte) si affeziona nonostante tutto al bambino e si trova davanti il suo ragazzo che non vuole crescerlo perchè figlio di un altro… Così come non è facile abortire non è neanche facile, una volta che un bambino nasce e ti viene messo in braccio, darlo via a una coppia di sconosciuti.. Nel senso, non è una decisione facile per nessuno, soprattutto in certi casi, (oltre agli stupri ci sono i casi di gravi malformazioni, del rischio di vita della madre e via discorrendo), e secondo me l’unico titolato a farlo è il proprietario del corpo in cui sta avvenendo il tutto, perchè ha dei diritti pure quella persona lì, diritti secondo me più forti di quelli di un embrione (si, questa discussione l’abbiamo già fatta)
    leggiti i casi di cui ti ho detto 🙂

  16. Marco Caruso ha detto:

    Alessandro…rimane il fatto che non è colpa di quel bambino se il padre è uno stronzo!

    onestamente non so come mi comporterei se mi dovessi trovare a tu per tu con una situazione del genere, ma posso dirti cosa penso adesso, in teoria: vorrei che il bimbo nascesse, ma poi non vorrei crescerlo. Cercherei una famiglia cui affidarlo.

    d’altronde, quello non sarebbe il frutto del Male, ma solo di una cattiva azione…che non può essere pareggiata da una azione ancora peggiore…peggiore perchè condotta in danno di un inconsapevole innocente!

  17. alessandro ha detto:

    ops, ovulo.. non utero sorry terribile distrazione 😉

  18. alessandro ha detto:

    marco, continuo l’off topic, ma sarei curioso di sentire un tuo parere a proposito di un caso comune a molte persone.. ovviamente non se ne parla praticamente mai nel tigggi, ma non per questo non accade.
    il caso è questo:

    ipotiziamo che sei fidanzato.. anzi sposato, ipotiziamo che una bella serata si trasformi nella piu’ brutta esperienza della tua vita.. come? un gruppo tramortisce te e violenta la tua consorte e sempre per questo filone (tragico e che non ti augurerei MAI) l’utero venga fecondato..

    che fai?

    -pillola?
    -attendi e procedi successivamente con l’aborto nn potendo sopportare il peso?
    -cresci ameorevolmente il figlio del violentatore?

    sia chiaro NON LO AUGURO A NESSUNO, ma parlare di casi del genere per massimali è una cosa, ma entrando nello specifico le cose talvolta cambiano..

  19. Marco Caruso ha detto:

    non intendo provocarti nè costringerti ad una discussione che non vuoi affrontare in questo momento, ma non capisco una cosa: siccome ci sono più teorie sull’inizio della Vita, mi chiedo come mai, nel dubbio, non si faccia prevalere il buon senso, appunto, e preferire la nascita all’aborto?

  20. evil witch ha detto:

    vabbè, però potrei obiettarti (oltre che sul concetto di disponibilità della vita, perchè il principio è quello, ma su quali basi?) anche sulla definizione stessa di “vita” etc etc… solo che ora proprio non mi va 😉 *altra faccina tanto x gradire*

  21. Marco Caruso ha detto:

    eh si…infatti il tuo commento era finito in moderazione…

    si, il blog bioetiche lo frequento…diciamo da osservatore…dalla nostra discussione su Eluana. E’ molto interessante.

    a parte questo, al di là di ogni discussione giuridica, sull’aborto faccio prevalere un principio: la vita non è disponibile. E se in specifici casi si può arrivare ad accettare che da parte del “proprietario” si ponga la parola “fine”, sono in totale disaccordo che siano altri ad abolirla addirittura da principio.

  22. evil witch ha detto:

    ..mamma mia quante faccine ho messo!!!

  23. evil witch ha detto:

    guarda, caschi male perchè oggi non sono in vena 😛
    però ti consiglio un bel libro di Chiara Lalli (quella del blog bioetiche) si chiama… hmm…. “libertà procreativa”, si trova in parte anche online ma x leggerlo tutto devi comprarlo 😉
    costa poco, e spiega bene, soprattutto risponde alla tua domanda spiegando i problemi che sorgono quando accordi a due esseri che condividono un unico corpo pari diritti, nel voler poi scegliere chi è che ha diritto “più” dell’altro.
    Parallelamente, visto che sei un giurista e che lì è riportato, suggerisco il caso di Regina Mc Knight (spero si scriva così). Qualche problema lo pone. Se poi vai su “bioetiche” e cerchi al tag aborto escono fuori posizioni molto ma molto simili alle mie 😉
    Ciau

  24. Marco Caruso ha detto:

    diritto delle donne…………mmmmm………e il diritto del bimbo? Non è una sua scelta. La mamma, la donna, non può avere diritto di vita o morte sol perchè deve portarselo in grembo 9 mesi…perchè il periodo di una gravidanza è niente in confronto ad una vita altrui su cui non avrà alcun diritto di quel genere!

  25. evil witch ha detto:

    ma neanche io: ha presente “uno su mille ce la fa”? moltiplica ancora per 10^4… a questo punto qualcuno si salva. Ma è una percentuale un pò bassina se pensi che pretendono di porsi come “moralizzatori universali”…
    Dell’aborto (mi pare) abbiamo già parlato; “diritto delle donne” a me sembra un ottimo esempio di buon senso però… ma cmq è ot ;P

  26. Marco Caruso ha detto:

    non credo si tratti di paura nel vedere il buon senso prevalere: dimmi dove starebbe il buon senso nel dichiarare l’aborto un diritto universale?!
    no…
    sicuramente alcuni chierici usano la testa semplicemente per dividere le orecchie e la bocca per far prender aria al cervello, ma non credo sia davvero la regola per tutti…

  27. evil witch ha detto:

    carina la definizione di cortocircuito intellettuale 😉
    Condivido, ma non è che c’è stato, in certe menti è la regola. La chiesa e coi suoi strepiti non fa altro che dimostrare un crescente panico, si stanno (finalmente) rendendo conto che il buon senso prevale e che l’uomo non hanno bisogno di strani figuri in sottana che da luoghi bui e tetri gridino “ricordati che devi morire”. Curiosamente, giovanni paolo II tentava (con circa 10 secoli di ritardo, ma riconosciamogli il tentativo) di portare la Chiesa nel XX secolo (sono arrivati al 1600, piano piano…). Il nostro nuovo amato Benedetto XVI, con la nota lungimiranza degli eletti dal Signore, ha deciso la retromarcia a tutta birra, sperando magari che un richiamo ai sani valori medievali riportino i fedeli in chiesa… E questi sono i risultati: degli scoppiati fuori di testa che urlano il loro livore a gente che gli ride in faccia. Prossimi punti programmatici sono: ripristino delle crociate e della caccia alle streghe, la conversione forzata dei sassi di Marte (tocco di modernità), un sano smercio di indulgenze per far ripartire l’economia data la crisi e la messa in circolazione di un pò di topi untori di peste lungo il Tevere, per la magnificazione delle sofferenze e il ritorno del timor di Dio… Apocalisse avanti tutta!!!

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