Mi manda rai 3 smonta Grillo e la sua pallina miracolosa. Ciarlatano. Qual è la tua percentuale?

A breve spero di potervi inserire il video della puntata di Mi Manda Rai Tre andata in onda ieri sera, in cui si parlava della “pallina miracolosa”, la “biowashball”, con cui Grillo predica si possa pulire senza usare detersivi.

Ovviamente è una stupidaggine di proporzioni inaudite.

Pensate un po’: grazie alla campagna pubblicitaria fatta dal comico genovese, che presenta l’aggeggio ad ogni spettacolo del suo tour, esaltandone le proprietà (che evidentemente non ha mai testato), le vendite della palletta hanno raggiunto cifre astronomiche. Ad un prezzo di ben 32 euro.

La cosa fantastica è che promette risparmi, ma in realtà non serve a niente! Ed è stato scientificamente provato proprio durante la trasmissione del terzo canale Rai.

A questo punto la domanda sorge spontanea: caro Grillo, dicci a quanto ammonta la tua percentuale sugli incassi della pallina miracolosa (che miracolosa non è)…o dovremo pensare (anzi, confermare) che sei solo un ciarlatano che prima se le beve tutte e poi le offre agli altri senza nemmeno sapere di cosa si tratti.

E’ così che ci fai risparmiare, caro Beppe?!

Lui è un comico, ma scrive comunicati politici e fa pubblicità per stronzate galattiche. In poche parole: è un ciarlatano.

Rinnovo il mio Vaffa!

 

Il video di Mi Manda Rai Tre sulla Biowashball di Grillo.

 

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Comments
14 Responses to “Mi manda rai 3 smonta Grillo e la sua pallina miracolosa. Ciarlatano. Qual è la tua percentuale?”
  1. GIUSEPPE TUZIO ha detto:

    I truffaldini e i loro sodali sono lestissimi a criminalizzare l’errore altrui. Questo gridare allo scandalo ci starebbe tutto se il reo o i rei appartenessero all’olimpo, non avessere in pratica la limitatezza di noi umani. Tutti i moralizzatori sono anche uomini. Questi vivono sulla loro pelle la scelta che hanno fatto di ergersi a paladini della legalità, hanno sempre i fucili puntati e la volontà di chi li imbraccia, non è semplicemente intimidatoria, ma omicida, perché la loro missione è una: eliminare chiunque osi ostacolare il loro padrone. Sulla biowashball Grillo ha sbagliato. Perché è umano sbagliare, ma questo non delegittima ogni posizione di Grillo.

  2. IO ha detto:

    Blog di merda da un uomo di merda;

    Un blog concepito contro uno che ci ha spiegato dove ha preso i soldi Berlusconi, e che egli (Berlusconi) teneva un capomafia nascosto ad Arcore;

    contro uno che ci ha avvertiti in anticipo del crack Parmalat, dell’attuali crisi finanziaria, che da anni lotta x auto elettriche e ambiente;

    contro l’unico che ha avuto il coraggio di dire a quel pazzo col trapianto “nn sono un suo dipendente”…

    E’ DA INFAMI CRIMINALI DA IMPICCARE IN PIAZZA

  3. Marco Caruso ha detto:

    Alessandro…non c’è mica solo Rai 3 a castigare la palletta!

    ma non è questo il punto: il fatto è che puoi anche ritenerti soddisfatto, ma scientificamente parlando questa roba fa lo stesso effetto dell’acqua…

    poi…uno può esser comunque contento…e allora: contento lui contenti tutti.
    ma si sappia, almeno, che quella palletta equivale a 35 euro spesi malissimo!

    PS: me la traduci la lettera? io il francese non lo conosco…

  4. alessandro ha detto:

    mannaggia la pupazza, quando uno si canalizza con sto cazzo di tv, si fa sputare merda in casa e la accetta come tale mi fa girare i co..ioni rimannaggia la pupazza

    prima di sparare sentenze e di conseguenza stronzate leggete tutto non solo una parte.

    letterea pubblica
    http://www.beppegrillo.it/immagini/immagini/2008-11%20LETTRE_PUBLIQUE_BEPPE_GRILLO.pdf

    l’avete provata voi? no? allora leggete da chi l’ha provata:
    http://robertoscano.info/random-bits/biowashball-i-test-de-il-salvagente/

    concludo…
    Visto che amate ancora cosi tanto la TIVI, e non avete mai fatto caso alla pubblicità? di cosa campa la TV? amore?

    come on guys

  5. yagmurunsesi ha detto:

    apposta per fare il bucato, basta usarli con criterio)
    Cioè la cosa bella è che lui urla per fare ridere e viene preso sul serio… I nostri politici (che andrebbero presi sul serio) invece fanno ridere (o piangere, che dir si voglia). Benvenuti nel paese del paradosso e dell’operetta, dove i buffoni fanno scuola e le persone serie sono trattate da pazzi visionarEsref Saati 39. Bölüm Dizi iZLemek icin tıkla

  6. pippo io ha detto:

    quello che dici tu non lo conosco, io uso le noci saponarie equosolidali e faccio lavatrice senza detersivo, e rendono sia come soldi che come efficienza.

  7. evil witch ha detto:

    carino questo thread, ognuno commenta quel che più gli piace… lascio il mio: ma porca paletta, possibile che ci si debba far intortare pure da beppe grillo? E’ un comico…. possiamo dire che fa satira, ma anche la satira non va presa alla lettera 8altrimenti è cronaca). Siamo schiavi della pubblicità, se uno usasse la testa quando fa la spesa si risparmierebbe un sacco di rogne.. compresa quella di questa pallina (non ho idea di cosa sia nè peraltro mi interessa, i saponi sono fatti apposta per fare il bucato, basta usarli con criterio)
    Cioè la cosa bella è che lui urla per fare ridere e viene preso sul serio… I nostri politici (che andrebbero presi sul serio) invece fanno ridere (o piangere, che dir si voglia). Benvenuti nel paese del paradosso e dell’operetta, dove i buffoni fanno scuola e le persone serie sono trattate da pazzi visionari. AIUTO!

  8. ¥¥¥ ha detto:

    per roberto guarda che silvio lo fa per noi mica per i suoi interessi

    su questo ovviamente nesun post

  9. TheB ha detto:

    Per quello che fa vedere SKy ultimamente ovvero calcio in tutte le salse, repliche, repliche, repliche, sport minori, golf, wrestling (!), e’ sparita la NFL, ma c’e’ NCAA football (forse costa meno), niente serie nuove ma proliferazioni di canali senza motivo se non quello di giustificare un aumento del canone di 1 euro al mese ogni 3-4 mesi, questa dell’IVA potrebbe essere la molla che mi fa disdire l’abbonamento che, per cio’ che offre, e’ decisamente spropositato (son 52 euro al mese senza il pacchetto calcio e col nolo del decoder, obbligatorio perche’ non puoi usare il tuo).

  10. roberto calore ha detto:

    ROMA – Nel pacchetto anticrisi varato ieri dal governo c’è anche la sorpresa pay-tv. Vale a dire il raddoppio dell’Iva sugli abbonati. Decisione che da infuriare la tv di Murdoch, leader in Italia nel settore. Con tanto di nota ufficiale dell’amministratore delegato di Sky Italia Tom Mockridge.

    I toni sono durissimi. “In una fase di crisi economica i governi lavorano per trovare una soluzione che aumenti la capacità di spesa dei cittadini e sostenga la crescita delle imprese con l’obiettivo di generare sviluppo e nuovi posti di lavoro. Ad esempio, questa settimana, il primo ministro inglese Gordon Brown ha annunciato una riduzione dell’Iva dal 17,5% al 15%. Ieri invece il governo italiano ha annunciato invece una misura che va nella direzione opposta: il raddoppio dell’Iva sugli abbonamenti alla pay-tv dal 10 al 20%”.

    Tom Mockridge dunque non usa mezzi termini nel criticare la norma approvata ieri dal Consiglio dei ministri. E ricorda che “dal 2003 Sky ha costantemente investito in Italia trainando la crescita dell’intero settore televisivo, grazie a questi investimenti e senza sussidi da parte del governo”.

    Inoltre, prosegue, “Sky oggi dà lavoro direttamente ad oltre 5000 persone e ad altre 4000 nell’indotto, più del triplo del totale dei dipendenti sommati di stream e tele+ nel 2003. Con la decisione annunciata ieri le tasse generate grazie agli abbonati di Sky cresceranno a 580 milioni di euro, una crescita evidentemente in contrasto con l’affermazione del governo che questo pacchetto ‘sostiene lo sviluppo delle imprese'”.

    Dunque, puntualizza, “deve essere chiaro che questo provvedimento è un aumento delle tasse per le oltre 4.6 Milioni di famiglie italiane che hanno liberamente scelto i programmi di Sky. Informeremo immediatamente i nostri oltre 4,6 milioni di abbonati di questa decisione del governo di aumentare le loro tasse, affinchè in questi tempi difficili abbiano chiaro che cosa sta accadendo alla loro capacità di spesa”.

    Ma il provvedimento non è piaciuto neppure al Partito democratico, che denuncia il palese conflitto d’interessi. “Il raddoppio dell’Iva per la tv a pagamento inserito a sorpresa nel decreto anti crisi del governo ha tutta l’aria di un blitz contro Sky, il principale concorrente privato di Mediaset”, denuncia Paolo Gentiloni, responsabile comunicazione del Pd.

    “L’azienda di proprietà della famiglia Berlusconi – aggiunge – non è infatti coinvolta dall’aumento visto che la norma del 1995 abrogata ieri riguarda solo la tv via satellite e via cavo. L’eventuale coinvolgimento di Mediaset, lamentato dall’azienda di Cologno ieri a tarda sera, sarebbe comunque insignificante perché relativo non alle carte prepagate del calcio ma soltanto agli abbonamenti mensili per alcuni canali digitali. In pratica, anche se fosse vero questo coinvolgimento, sarebbe infinitesimale”.

    “In ogni caso – conclude Gentiloni – sarebbe molto grave che ad essere colpiti dal blitz governativo fossero alla fine i quasi 5 milioni di abbonati a Sky. Nei prossimi giorni ci rivolgeremo alle Autorità di garanzia per verificare se la norma anti Sky non è un caso classico di quel ‘sostegno privilegiato’ all’azienda di proprietà di Berlusconi che è vietato anche dalla nostra blanda normativa sul conflitto di interessi”.

    E all’attacco va anche il ministro ombra dell’Economia Pierluigi Bersani. “L’onorevole Berlusconi – si chiede ironicamente – era presente al Consiglio dei ministri che ha approvato il decreto anti crisi? In quel decreto c’è una tassa sulla pay-tv che pagheranno milioni di famiglie e che pesa uno per le aziende del presidente del Consiglio e cento per un suo concorrente”. “Benché ci si siamo ormai abituati a tutto – aggiunge Bersani – voglio credere che una simile stortura del mercato non passi inosservata. Sarà una buona occasione per sapere quanti liberali ci sono in Parlamento”.

    Dello stesso tenore il commento dell’Italia dei Valori. “La ‘tassa Sky’ – afferma il capogruppo Idv alla Camera, Massimo Donadi – è l’ennesimo caso che dimostra ancora una volta la necessità e l’urgenza di risolvere il conflitto d’interessi nel nostro paese. Un’anomalia unica nel panorama delle democrazie occidentali”. “E’ singolare – prosegue – che tra i provvedimenti ce ne sia uno che colpisce direttamente un’azienda concorrente di Mediaset. Un caso del genere non sarebbe mai stato possibile né negli Usa né in un altro paese europeo”.

    Sulla polemica interviene pure l’Udc, chiedendo al governo di ritirare il provvedimento. “Siamo certi che si tratti di un errore, perché sarebbe quantomeno improvvido, oltre che sbagliato, da parte del presidente del consiglio colpire l’unica azienda privata in reale competizione con Mediaset”, afferma il capogruppo del partito in commissione di Vigilanza sulla Rai Roberto Rao. “Comunque – continua – c’è tutto il tempo per rimediare, visto che da parte del governo è stata annunciata la disponibilità ad accogliere le osservazioni dell’opposizione su questo decreto”.

    Ma il governo, per bocca del sottosegretario all’Economia Luigi Casero, smentisce che il provvedimento sia stato pensato come favore alle tv del presidente del Consiglio. “A nessuno sfugge – afferma – che l’incertezza del momento si porta dietro la possibilità di richiedere sacrifici anche a tutto il comparto televisivo. Non c’è dunque alcuna persecuzione o calcolo politico il governo va avanti nella consapevolezza che di fronte alla crisi globale dell’economia sia doveroso aiutare le famiglie e le imprese”.
    (29 novembre 2008)

  11. giuschet ha detto:

    Non so a voi, ma a me questa cosa ha fatto proprio ridere:

    Gli amici di Beppe Grillo di Napoli

    Napoli, NA
    5,196 Amici di Beppe Grillo

    Siamo in attività. C’è fermento. C’è vita. Che bello essere completamente fuori dalle logiche del potere e dei partiti, ci si sente più liberi. Unisciti a noi e insieme costru…

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  12. filippo tacchini ha detto:

    Questo pomeriggio il vice-presidente della commissione parlamentare di vigilanza sulla Rai, Giorgio Lainati (Pdl), e il capogruppo del partito di Berlusconi in commissione, Alessio Butti, hanno annunciato che nei prossimi giorni chiederanno «conto al direttore generale Cappon e al presidente Petruccioli del perché sia permesso all’ex parlamentare diessino Michele Santoro di fregarsene del pluralismo dell’informazione». I due si lamentano perché nella puntata di Annozero di giovedì, dedicata alla crisi economica, «Santoro ha sparato contro il Governo facendo parlare esponenti del mondo politico e imprenditoriale rappresentanti la sola opposizione» utilizzando poi, «per completare “il capolavoro”, una serie di grafici e tabelle, molte delle quali elaborate da studi della Cgil».

    Il messaggio che lanciano Lainati e Butti, con un linguaggio nemmeno troppo vagamente nostalgico, è chiaro: per Annozero è ormai iniziato il conto alla rovescia.
    A questo punto, più che ricordare che i ministri del Popolo delle Libertà nelle ultime settimane hanno sempre declinato gli inviti in trasmissione per loro libera scelta, è forse il caso di riflettere sul significato della parola pluralismo e sui limiti del giornalismo.

    Partiamo dunque dal fondo: ovviamente anche chi fa il giornalista ha dei limiti. Che possono essere riassunti così: ciascuno può dire o raccontare quello che vuole a patto che non violi il codice penale o quello deontologico. Non si possono, insomma, diffamare o calunniare le persone. E se ciò avviene chi lo ha fatto paga con sanzioni pecuniarie o, nei casi estremi, addirittura con la detenzione. In ogni caso a stabilire se ciò è avvenuto non può essere un organismo parlamentare. Devono farlo invece la magistratura e l’ordine dei giornalisti.

    Veniamo quindi al pluralismo. Dare diritto di parola ai rappresentanti di tutte le formazioni politiche in un unico programma non vuol dire essere pluralisti. Prima di tutto perché non solo i partiti rappresentano la società (cioè il pubblico): i parlamentari, che intervengono su qualsiasi argomento in tutti i tg, dal punto di vista giornalistico hanno lo stesso peso dei sindacati, delle associazioni e dei semplici cittadini. E anzi, se si vuole fotografare con chiarezza lo stato di un paese come il nostro, spesso (anzi quasi sempre), meno si fanno parlare i politici e meglio è. Ma non basta. Perché la tv non è pluralista se il giornalista o il conduttore si limita a dirigere il traffico dando la parola a questo o quello. Lo è invece se lascia spazio in programmi differenti a conduttori e giornalisti con punti di vista e opinioni diverse. Poi saranno i telespettatori a scegliere che cosa guardare.

    Insomma la tv pubblica dovrebbe essere un po’ come un’edicola: ch’è chi compra il “Corriere della Sera”, chi “la Repubblica”, chi “il Giornale”. Vince poi il migliore (chi fa più ascolti). Un’unica regola va rispettata: la verità dei fatti. Detto in altre parole: se Berlusconi afferma che il mare è giallo e D’Alema risponde che è rosso, il conduttore, comunque la pensi, deve intervenire per chiarire che il mare è blu. Se non lo fa è, nel migliore dei casi, professionalmente impreparato, e nel peggiore un maggiordomo.

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  1. […] è stata smontata dalla trasmissione anti-truffe “Mi manda Rai Tre“. Ne abbiamo parlato QUI (guardatelo il video, se siete ancora un po’ miscredenti)! A questo punto, logica avrebbe […]

  2. […] giorni scorsi, per esempio, abbiamo parlato della bufala della Biowashball. 30 euro + spese di spedizione praticamente buttate via. Una truffa galattica di cui nemmeno si […]



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