Le regole che non valgono per Travaglio.

Travaglio

Travaglio

Ok, il “metodo” è stato ormai abbondantemente sviscerato. Funziona così: prendi un verbale, una sentenza, un’intervista, la tagliuzzi ben bene e la reincolli per come ti fa più comodo. E buona notte alla realtà come dovrebbe apparire nella sua completezza.
Direte: conta la sostanza, non attaccarti alla forma.
Beh, a volte capita che modificando la forma si stravolga anche la sostanza.
Esemplificando: se io dico che qualcuno si trovava in uno studio legale mentre si trattano corruzioni e false testimonianze, lascio intendere che quel “qualcuno” sta partecipando alla riunione criminale; se invece dico che qualcuno si trovava in un particolare studio legale ma ben prima che si stipulasse il losco sodalizio, capirete anche voi che quel “qualcuno” lo colloco in un luogo preciso, ma lo escludo da ogni ipotesi di concorso in quale che fosse il reato perpetrato!
CVD (come volevasi dimostrare).
Bene, appurato che anche la forma ha la sua importanza quando si vuol discutere sulla sostanza, ultimamente abbiamo appreso un nuovo capitolo della guida: “le regole che valgono per me e per me soltanto” di Travaglio (che ovviamente non troverete in libreria, ma solo su queste pagine e da poche altre parti).
Ieri infatti, il Nostro megafono delle procure, è partito nuovamente lancia in resta nel tentativo di disarcionare il buon Facci dal suo destriero: Montanelli. Dimostrandoci come la regola aurea dello “scritto e non smentito uguale vero” abbia efficacia solo quando riguarda i suoi, di libri.

Parlando del giornalista di Fucecchio (FI), Facci e Travaglio si stanno rimbalzando il pallone avvelenato.
L’Imputato sostiene che Montanelli scappò via da Gelli una volta capito che razza di sudiciume si celasse dietro la sigla P2. Punto.
Facci argomenta dicendo che Montanelli scappò via da Gelli solo per puro caso: non ponendo giudizi sulla Loggia, bensì per una valutazione personale del Grande Vecchio, che quando lo incontrò gli fece un’impressione barbina.

A questo punto Travaglio sbalordisce il pubblico riportando un bel video con un’intervista in cui Montanelli racconta il suo incontro con Gelli, definendolo un magliaro.
E qui interviene La Regola (di cui sopra).
Lo racconto sempre perchè sono convinto che la forma possa benissimo modificare la sostanza. Attaccarsi alla seconda quando essa è difettosa perchè difettosa è la prima è sbagliato e anche un po’ da fessi.
Insomma: qualche giorno fa, il buon Mastellarini riportava alcuni passaggi di un libro-intervista in cui proprio Montanelli dichiarava alla scrittrice i motivi dell’incontro tra lui e il Venerabile Maestro nonchè i motivi di quella fuga di cui ormai sappiamo tutti.
Perchè Montanelli andò da Gelli? Perchè il suo Giornale non se la passava tanto bene e questo Gelli poteva rappresentare la soluzione (a detta di un suo collaboratore, tale Trionfera). Arrivati all’albergo in cui avrebbero dovuto incontrarsi, Gelli trattò Montanelli come uno sprovveduto, apparendo come un “fregnacciaro” viste le premesse e le promesse della sua “azione politica” in divenire.
Scappò via.
Alla scrittrice però non si limitò a riportare questo. Le disse anche che se, contrariamente a quanto successo, Gelli si fosse dimostrato più affabile e avesse davvero rappresentato una soluzione ai problemi del Giornale, Montanelli, dice, “si sarebbe ritrovato iscritto alla P2 senza nemmeno sapere di cosa si trattasse, come succedeva a tanta gente”.

Questi, i fatti citati in un libro del 2002: Indro Montanelli. Soltanto un giornalista. Testimonianza resa a Tiziana Abate”, Bur Saggi

Ieri però, Travaglio insisteva col video di cui si è detto poco sopra, trascurando la possibile veridicità di un’altra intervista, quella resa, appunto, nel libro della Abate. Libro di cui Facci parla e che sarebbe facilmente consultabile, volendolo fare.
Solo che per Travaglio evidentemente non è stato opportuno, visto che glissa completamente sul fatto!

A questo punto la domanda: Travaglio spesso si difende dalle critiche dicendo che le cose di cui parla sono già state citate da altri in altri libri mai smentiti, quindi, veritieri (un po’ il giochetto che fece ai tempi della querelle con Schifani nomando Lirio Abbate). Perchè allora non considerare veritiere le cose scritte da una collega in un libro del 2002 e da sei anni mai smentito?

CVD: Travaglio è un “magliaro”.

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Comments
35 Responses to “Le regole che non valgono per Travaglio.”
  1. Vito Poma ha detto:

    Concordo con PiccoloKin in tutto e per tutto 🙂

    Insomma vuoi sostenere;

    Uno è mafioso solo quando è condannato per mafia
    Uno è p2ista (o massone) anche prima di iscriversi alla p2 se in futuro lo farà

    Al Capone non era mafioso 🙂

  2. Vito Poma ha detto:

    Concordo con PiccoloKin in tutto e per tutto 🙂

    Insomma vuoi sostenere;

    Uno è mafioso solo quando è condannato per mafia
    Uno è p2ista (o massone) anche prima di iscriversi alla p2

    Al Capone non era mafioso 🙂

  3. Marco Caruso ha detto:

    poco male…c’è evidentemente chi sta peggio di me… 😉

  4. Anonimo ha detto:

    caruso non ci sono parole per esprimere quanto stai inguaiato….

  5. Dagniele Luttazi ha detto:

    “Sarebbe bene che tutti cominciassero a disintossicarsi un po’, non credi? Nelle grandi città americane la maggioranza dei passanti è costantemente connessa al proprio blackberry! I media elettronici sono appendici alienanti: prima lo si capisce, meglio è. Stacchiamo il jack dalla nostra nuca. Siamo liberi.”

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