Il metodo Travaglio fallisce ancora. Mastellarini smonta Travaglio su Montanelli e la P2 con le parole di Montanelli.

Tutte le volte che Travaglio cita Montanelli, si capisce perchè lo fa: vuol darsi un tono. Come se nominare un totem, un mostro sacro della storia del giornalismo nostrano potesse bastare per certificare la bontà di un proprio pensiero o di un proprio lavoro.

Lo ha fatto anche recentemente, il nostro Imputato Travaglio.
Rispondendo ad un articolo di Facci in cui si parlava, appunto, di Montanelli e della P2, il “p-coglione” travestito da Zorro per l’Unità usa il suo ormai collaudatissimo metodo: quello del taglia e incolla per rendere le sue argomentazioni più convincenti di quelle del suo interlocutore.

Succede così che anche le vicende di quello che lui non manca mai di definire “maestro” vengano piegate ai più travaglieschi scopi.

Oggetto della tenzone è proprio quella P2 di cui Travaglio si scandalizza appena sente il nome (o il nome di chi vi era iscritto) e contro la quale prova a far sponda con le deduzioni del grande giornalista fiorentino. Dice Travaglio che Montanelli scappò a gambe levate da un appuntamento con Licio Gelli e conclude la sua arringa recuperando la definizione che ne diede lo stesso Montanelli: “è un magliaro”.
Come si permette allora, Facci di dire che perfino Montanelli era stato lì lì per affiliarsi all’associazione massonica Propaganda Due?

Al solito, il giochetto di Travaglio è perfetto e puntuale: racconta i fatti a metà. Taglia i passaggi scomodi e incolla le parti che possono meglio suggestionare il lettore

La risposta (o la smentita, se vogliamo), semplice semplice arriva (postuma) dallo stesso Montanelli.
Il quale Montanelli in un libro di Tiziana Abate, in merito aveva rilasciato la seguente intervista.

Indro Montanelli: “Con Gelli ebbi un solo contatto, nel ‘77. E sfiorai la catastrofe. Un giorno Trionfera (Renzo Trionfera, ndr) telefonò da Roma: “M’hanno detto che qua c’è un tipo potentissimo che ha le mani in pasta dappertutto, ee che magari potrebbe darci un aiuto. Perché non adiamo a parlargli?”. Io passavo le notti in bianco per il rovello dei debiti e dissi subito di sì. Dopo qualche giorno Trionfera mi comunicò che l’incontro era combinato. “Ma non dobbiamo dirlo in giro, perché l’uomo è segretissimo” mi raccomandò. Poi, però, aggiunse che l’appuntamento era in un grande albergo di Roma. “Ma come, l’uomo segretissimo ci riceve in un grande albergo?”, obiettai. Trionfera non si scompose. “Entreremo alla chetichella  e saliremo direttamente nella sua stanza. Mi hanno dato il numero”. Puntuali, all’ora convenuta imboccammo le scale e ci ritrovammo di fronte a un dedalo di corridoi nel quale non riuscivamo a raccapezzarci. Mentre eravamo lì, incerti sul da farsi, passò un cameriere con un vassoio e ci disse: “Che cercano il Cavalier Gelli? Sta in fondo a sinistra”. Insomma, la stanza supersegreta era una specie di porto di mare. Gelli, che per me era un signor nessuno, ci accolse con una certa condiscendenza. Io gli dissi subito che non cercavo elemosine ma azionisti, visto che “Il Giornale” aveva una tiratura che giustificava l’acquisto di quote. Ma lui m’interruppe: “Sì, sì, ma capirà: il suo giornale, per me, è una piccola cosa”. “Capisco” risposi che lo sia per lei. Ma per me e per i miei non lo è di certo”. Lui parve infastidito. “Senta, io sto disegnando una ristrutturazione generale della stampa italiana. (…) “Ma ci vorrà l’appoggio del governo” replicai sempre più esterrefatto. Lui fece un sorrisetto. “Lì non ci sono problemi. E comunque lei capisce bene che in un assetto di questo genere è fatale che i piccoli giornali come il suo scompaiano”. Su questo ci congedò. Nel corridoio io e Trionfera ci guardammo in silenzio. Lui era mortificatissimo. Qualche tempo dopo, quando la bufera della P2 si scatenò, gli ricordai quall’episodio. “Renzo, ringraziamo Iddio che quel bischero ci abbia accolti così. Perché se lui ci avesse detto: se volete salvare “Il Giornale” dovete entrare nella P2, noi c’entravamo”. Senza sapere cosa fosse, come è successo a tanti.

Citando ancora Montanelli, p. 269. “Spadolini propose lo scioglimento della P2 e fu un gesto doveroso. Ma “Il Giornale” assunse subito una posizione controcorrente rispetto a quella ch’era la smisurata leggenda nera imbastita sulla P2. Che non aveva certo come fine l’eversione, la dittatura e le stragi, ma la creazione d’una società di mutuo soccorso per incettare palanche e poltronte. Perché poi Gelli e i suoi compari avrebbero dovuto proporsi il rovesciamento d’un regime che sembrava studiato apposta per i loro comodi? Quel ch’è certo è che se i piduisti approfittarono della congrega per arraffar posti, molti di quelli che ne reclamarono il crucifige lo fecero per occuparli a loro volta, profittando della purga dei titolari. Ci fu chi sostenne che “Il Giornale” minimizzava la portata della P2 perché il suo editore vi era coinvolto. Infatti il nome di Berlusconi risultò nell’elenco. Ma prima di tutto non aveva mai avuto ruoli nella conduzione politica del “Giornale”. E poi, come ho già raccontato soltanto il caso m’aveva salvato dal ritrovarmici anche io. Sapevo quindi perfettamente quale valore dare a quella lista. Indro Montanelli.

A questo punto, il lettore ha decisamente più possibilità di capire chi tra Facci e Travaglio si avvicinasse di più alla fantomatica “ragione”.
Non solo: a questo punto il lettore può farsi un’idea ancora migliore del personaggio Travaglio e del suo “metodo”.

Chiudiamo citando ancora Montanelli.
I fatti vanno raccontati tutti, chi ne censura qualcuno è un disonesto che, come tale, prima o poi viene smascherato“.

per i documenti e l’ispirazione ringrazio il buon Mastellarini.

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Comments
45 Responses to “Il metodo Travaglio fallisce ancora. Mastellarini smonta Travaglio su Montanelli e la P2 con le parole di Montanelli.”
  1. Uma ha detto:

    La cosa che ho sempre sostenuto, é che a parte la famosa puntata del raggio verde, in cui Montanelli dice che la ricostruzione di Travaglio era la verità, non ci sono altre occasioni di riconoscimento o di delfinaggio, da parte di montanelli verso Travaglio.
    Il resto lo dice Travaglio.
    Tutta la sua rcostruzione del delfinaggio, é opera di postuma ricostruzione, che in mancanza della controparte, diviene assolutamente vacua e vana, perché non confermata, né confermabile.
    Usare i morti, per farsi un area di santificazione fra i vivi, mi sembra un’operazione di scorrettezza etica prima, ed intellettuale dopo, da far rabbrividire le più serene coscienze.
    Poi che le sentenze o le inchieste dei giudizi divengano automaticamente ‘fatti’ insindacabili, é altra cosa, per me impensabile.
    Sappiamo tutti come possono essere fatte sentenze e processi. Sono sempre derivati da interpretazioni di fatti. Il fatto in sé, esiste solo laddove sussista fraglanza di reato. In mancanza di questo, si potrebbe più correttamente parlare di ‘interpretazione di dati’.
    Per cui per me Travaglio rimane un furbo e nient’altro.

  2. Anonimo ha detto:

    x Caruso …. scrivendo queste baggianate ti giochi la giornata solo x dover rispondere a tutti quelli che ti contestano ….. contento tu…..

  3. Alvin ha detto:

    Quando uno ha le lenti deformate anche un beagle può sembrare un lupo feroce. Il fatto è che inquadrare le azioni di Berlusconi all’interno di un “progetto eversivo” rende l’opposizione molto piu’ semplice; non si criticano i singoli atti nel merito, perché tanto fa tutto parte del progetto del Grande Vecchio per portare il paese chissà dove. Che poi io questo benedetto Piano di Rinascita Nazionale me lo sono pure letto, e non mi è sembrato niente di che: qualche idea decente in mezzo ad un mare di dirigismo para-socialista; ad esempio quando dice “in caso di risposta negativa (sull’adeguatezza delle forze politiche esistenti) usare gli strumenti finanziari stessi per l’immediata nascita di due movimenti: l’uno, sulla sinistra (a cavallo fra PSI-PSDI-PRI-Liberali di sinistra e DC di sinistra), e l’altro sulla destra (a cavallo fra DC conservatori, liberali, e democratici della Destra Nazionale)” sembra quasi che Gelli sia veramente dotato di poteri incredibili, se non fosse che va avanti dicendo “Tutti i promotori debbono essere inattaccabili per rigore morale, capacità, onestà e tendenzialmente disponibili per un’azione politica pragmatistica, con rinuncia alle consuete e fruste chiavi ideologiche. Altrimenti il rigetto da da parte della pubblica opinione e’ da ritenere inevitabile”. Beh diciamo che l’attuazione del piano sta andando proprio male, e sì che lo avevano pure scritto che il rigetto dell’opinione pubblica sarebbe stato inevitabile.

  4. Cougar ha detto:

    “credo che l’ambiente sia una risorsa da usare e da tutelare: per questo sono favorevole al nucleare che è una delle risorse più pulite e che permetterebbe di abbattere i costi della bolletta energetica spezzando un minimo il cordone che ci lega al petrolio.”
    Beh, pensatore questa è una falsità. Il nucleare ha un bassissimo rilascio di anidride carbonica, è vero, ma produce scorie radioattive che sono MOLTO PEGGIO. Per due motivi … 1) Non si sa dove stoccarle … ( Noi abbiamo ancora stoccati in dei parcheggi all’aria aperta rifiuti radioattivi vecchi di anni. ), 2) Per smaltirvi bisogna pagare fior fiore di soldi.
    Inoltre non è che oggi si dice facciamo la centrale nucleare ed entro fine settimana la aprono, ci vogliono anni per costruirne una ( almeno 10 ) e per quel momento si spera di tirare a campare con quello che abbiamo.
    Inoltre l’uranio / plutonio non ce l’abbiamo in casa, ergo bisogna comprarlo all’estero, così come l’acqua pesante … francamente non so quanto sia il costo di tutto ciò, ma non credo che a questo punto sia conveniente.
    Dovremmo fare come stanno facendo in Francia ( la patria del nucleare ) :
    http://www.ansa.it/ecoenergia/notizie/fdg/200811171838330957/200811171838330957.html

    Per il 2011 non avremmo si e no messo 4 pietre in croce di una centrale nucleare …

    Per la faccenda delle banche ti do ragione, se non si sostengono le banche difficilmente le aziende piccole riusciranno a sopravvivere.

    “e allora si: certi reati si possono depenalizzare, perchè credo che la pena detentiva debba essere solo l’extrema ratio e per certe forme di criminalità se ne può benissimo fare a meno.”
    Io sarei per i lavori forzati, ovviamente in modo dignitoso, almeno sono utili alla società.

    “credere ai mafiosi invece che ai giudici? non mi risulta.”
    Beh beh beh … Mangano è un eroe, e i giudici sono tutti di sinistra, mi sembra un tantino alienata come situazione.

    “credo nella giustizia e nell’istruzione, così come credo che non è con i fondi in deficit che si risolvano i problemi: si può migliorare perfino risparmiando.”
    Certo, vallo dire ai parlamentari …
    http://www.corriere.it/Primo_Piano/Politica/2007/09_Settembre/24/casta.shtml
    e guarda in Spagna col TERRIBILE Zapatero:
    http://www.corriere.it/politica/08_novembre_15/cura_spagnola_costi_politica_25d2cc44-b2ce-11dd-80d6-00144f02aabc.shtml

  5. pippo io ha detto:

    toh, la voce di akela che riecheggia dal fondo del cesso. stai giù.

  6. Caposkaw ha detto:

    per caso credi anche alle scie chimiche, pippaiolo?
    mancano solo quella alla tua fessaggine…

  7. pippo io ha detto:

    Il famoso programma ripetuto a memoria da tanti manettari? I progetti di golpe? Montanelli li liquida con una sonora RISATA. Allora perché l’allievo prediletto del grande maestro continua a battere su un argomento che il maestro stesso aveva definito irrilevante? Ecco, adesso MT mi fa ancora piu’ schifo di prima.
    Alvin

    Li irride perchè sono megalomanie di un gruoppo di deviati a inizio anni 80, ora sono realtà e ciò che si bollava come improbabile è reale, e MT ce lo ricorda.

  8. pippo io ha detto:

    e smettila di imputare ad altri i tuoi fallimenti. sei TU che hai fallito qua, riportando analmente quanto scritto da mastellarini e facci. Hai fallito pensatore, voto 2.

  9. pippo io ha detto:

    madonnina mai, vuoi che chiudano i coffee shop ma queste insalate di acidi che tra un gloria ed un pater assumi il sabato mattina hanno effetti comici.

    Mastellarini chi? quello che per farsi bello sputtanando travaglio ha fatto copia incolla dei suoi MESSAGGINI PRIVATI?
    sai è tanto facile fare il giornalista così alla facci, ti scegli un avversario, aspetti che scriva un articolo, riprendi l’articolo dicendo che dice fregnacce e per dimostrarlo citi qualcosa che non ha citato che, come sempre, non cambia assolutamente la sostanza delle cose.
    Sia Facci che Mastellarini bruciano d’invidia e livore quanto un comunista sconfitto alle elezioni di aprile.

  10. Candidus ha detto:

    @Marco Caruso
    “Il fallimento del “metodo” sta tutto qui: nella realtà Montanelli sarebbe stato ben disposto ad entrare nella P2. Ne ha un’opinione che Travaglio ribalta attribuendo a quella loggia un commento che invece Montanelli fece ad un uomo, a Gelli.”

    Caruso, ha letto la trascrizione che ho fatto e postato dell’intervista di Alain Elkann a Montanelli nel blog di Mastellarini a commento della sua presunta “sbugiardata”?
    No? Be…bastano le seguenti frasi pronunciate a viva voce da Montanelli (intervistato da Elkann, i video sono su youtube) per annichilire quanto da Lei scritto:

    “…(la P2 n.d.r) E’ una cricca di affaristi condotta da un uomo che, evidentemente, come intrallazzatore, doveva essere geniale. (Gelli n.d.r) Era un pataccaro, indiscutibilmente era un pataccaro, ma che a tutto pensava fuorchè a un golpe, non ci pensava nemmeno.
    Lui procurava affari e soprattutto fomentava carriere. Lui aveva capito qual’è la struttura del potere in Italia, sempre, non soltanto allora, sempre. E’ una struttura mafiosa. Bisogna far parte di una cricca, di una conventicola in cui ognuno aiuta l’altro…”

    “Quando uscimmo (dalla camera 123 dell’Hotel excelsior n.d.r.) io dissi a Trionfera, dico senti, ma questo qui è il più grosso farabolano con cui abbiamo avuto a che fare .. uno che si immagina di comprare tutta la stampa e di ridurla ai suoi ordini..”.

    “… Evidentemente (Gelli n.d.r.) mi considerava un nulla nella complessità del suo piano per imbavagliare la stampa.”

    Come ho ribadito a Mastellarini, l’unica cosa che ha sbagliato Travaglio è la definizione che Montanelli da di Gelli: farabolano, matto, piazzista, fregnacciaro.

    Ah ! Vogliamo mettere cosa ne pensasse della P2?
    (M=Montanelli , E=Elkann)

    M: “Quale interesse poteva avere? E poi, Gelli era un farabolano ma non doveva essere del tutto sprovveduto, doveva sapere dell’Italia. Non è terra da golpe, ma chi lo fa il golpe? E anche se qualcuno lo fa, come fa a resistere? Che cos’ha dalla sua per fare il golpe? Non ho mai creduto al golpismo di Gelli”.
    E: “Però Lei ha parlato di mafia, no, in un certo modo.”
    M: “Si, era un mafia, una cosca.” (Si parla della P2 come organizzazione mafiosa n.d.r.)
    E: “Una domanda, la mafia è vendicativa. Il fatto che Lei se ne sia andato così, praticamente alzando le spalle, no, da quella camera 123, Lei poi venne in qualche modo richiamato all’ordine? Venne ricontattato, o no?”
    M: “No, ma io.. Di che cosa doveva vendicarsi? C’era niente da vendicarsi. Io non è che lo avessi insultato, avevo semplicemente detto questo è un farabolano.”
    E: “Preso sotto gamba però il suo..”
    M: “Be certo, ma Lui poi non mi cercò più nemmeno, non mi cercò più, non … Evidentemente mi considerava un nulla nella complessità del suo piano per imbavagliare la stampa. Noi eravamo, come tiratura, un piccolo giornale; non eravamo mica il Corriere della Sera o La Stampa. Un giornale che aveva parecchia autorità morale ma come tiratura era scarso.”

    Certo che, a fronte di queste dichiarazioni in video, Montanelli sarebbe stato di una incredibile incoerenza se “fosse stato ben disposto ad entrare nella P2”.

    Montanelli cercava soltanto un editore/finanziatore perchè Il Giornale era in cattive acque. Incontrò Gelli, ma si rese conto subito del personaggio, altro che entrare nella P2.
    “E: “Ecco, ma Lei Licio Gelli lo conosceva già, lo ha poi conosciuto ..?”
    M: “No! No, cioè, lo conoscevo già, lo avevo visto una volta e anche questo, appunto, questo rendeva ancora più grande la mia sorpresa perchè io avevo un giornale “Il Giornale” che non aveva .. che non aveva padroni, che non aveva pubblicità, quindi aveva delle grosse difficoltà di tirare avanti perchè la proprietà era divisa fra me e una trentina di altri redattori che non avevamo niente in mano e io non trovavo una banca che mi facesse un fido, non trovavo una società pubblicitaria che mi garantisse un minimo decente delle cose, e quindi mi trovavo di fronte a difficoltà di fronte alle quali poi sono molto disarmato, devo dire la verità… E a un certo momento il capo del nostro ufficio romano Trionfera, che era massone ma non P2, mi disse «Senti vieni a Roma perchè io so che c’è un signore che sta diventando il padrone della stampa italiana», dico, ‘come il padrone della stampa?’ «Si, c’è un signore che a quanto pare ha assunto un potere straordinario nel mondo dell’editoria e forse lui può anche aiutarci.», va be, dico, verrò a Roma. E andai a Roma, e allora mi disse che lui aveva appuntamento con questo Sig. Gelli, di cui io sentivo il nome per la prima volta…”

    Se non è contento si legga la trascrizione (completa per quel che riguarda Gelli e la P2) dei video nei commenti del blog di Mastellarini.

    Saluti

  11. Marco Breveglieri ha detto:

    #####
    cerco solo di rendere giustizia di alcune imprecisioni che però vengono usate da troppe persone per fomentare miti e leggende che avvelenano il clima e non fanno certamente crescere il Paese!
    #####

    La verità è che tu consideri tutto quanto dice Travaglio una fomentazione e un avvelenamento del clima, e per dimostrarlo togli dei “pezzi” da un discorso ampio e generale, da un quadro completo che Travaglio di solito tende a fare e che magari potresti smentire con una certa difficoltà, per analizzarli singolarmente, scrivendo un intero articolo a proposito di questi refusi, imprecisioni e così via, facendo apparire in questo modo l’analisi una dimostrazione autosufficiente e completa del fatto che Travaglio sbaglia da ogni dove.

    Devo comunque ancora leggere un passo dove Travaglio abbia affermato di volersi porre sul podio: se ha successo è perché, probabilmente, sono altri a dargli un certo consenso e affidamento, e siccome si tratta di gente comune senz’altro non stipendiata o pagata per farlo, evidentemente come giornalista vanta più credito dello stesso Facci, che riesce addirittura ad elogiare la performance del mitico (si fa per dire) Capezzone, una persona su cui non c’è nulla da dire perché la sua storia già parla di per se ed è sufficiente ad attribuirgli la credibilità che merita: zero.

    A dimostrazione di quanto detto sopra, le tue analisi sulle imprecisioni di Travaglio diventano automaticamente un “metodo completo”, ma questo è una qualificazione che dai tu, proprio per poter mettere in atto il meccanismo descritto.

    Questo è peraltro un sistema di ragionare molto diffuso soprattutto tra chi vota centrodestra al giorno d’oggi: non potendo giustificare in alcun modo le nefandezze politiche che Berlusconi propina, si segue un’altra strada, cioè quella di elevare a “perfezione” o presunto tale chi si oppone, come Travaglio (per quanto riguarda l’informazione) o Di Pietro (per quanto riguarda l’attività politica) e successivamente, per anche il più piccolo sgarro che si possa notare, si tenta di dimostrare che in fondo “sono uguali”, o magari addirittura che sono peggio. E’ appunto il classico “guardare la pagliuzza nell’occhio del vicino e ignorare la trave nel proprio”.

    Una dimostrazione efficace lo è la trattazione dei presunti possedimenti immobiliari di Di Pietro: se qualcuno si scandalizza per questo, come fa allora a continuare a votare per Berlusconi, che oltre a questo ha assicurazioni, case editrice, TV, banche, assicurazioni, ecc.?

    Tornando “in topic”, è sempre divertente vedere come seguendo un TG4 nessuno si scandalizzi per il modo *del tutto* falso di Emilio Fede, che ormai è quasi una “macchietta”, mentre le imprecisioni di Travaglio diventano automaticamente un pretesto sufficiente per annullare *completamente* un metodo di fare giornalismo, la credibilità di una persona.

    Trovo che sia un palese esempio di mancanza di obiettività, o di assenza di pesi e valori bilanciati. 🙂

    Insomma, è tutto pretestuoso.

    ~/|/|arco

  12. Joker ha detto:

    Difendere chi?! hihih Difendere da cosa!? uhuhu

    Maury, lascio il tifo a te! hahah

    Tifa! Tifa!

  13. Maury ha detto:

    Caspita Marco!Travaglio a a mandato il Joker per difenderlo!Fra un po’arriva l’uomo ragno e Paperoga!

  14. Joker ha detto:

    E’ arrivato caposkaw! hihih Ti aspettavo!! uhuhhuhu E’ arrivato l’arrotino!!!! hahahha

    Ti prego scrivi ancora!!!Ancora!! huhuh

  15. Maury ha detto:

    La cosa pazzesca e’ che se Travaglio non si fosse ispirato,da sempre, a Montanelli,il mitico Indro sarebbe stato frutto di diatribe spaventose da parte del popolo della sinistra!E non venitemi a dire che non e’ vero!

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