E se Eluana restasse alle cure delle suore? Per le monache, la sua è ancora una vita dignitosa…

Mi rendo conto che in questi giorni ho parlato pochissimo d’altro (abbandonando addirittura il mio anti-eroe Travaglio), ma la storia di Eluana mi ha colpito profondamente e spinto a riflessioni sempre più ramificate che è difficile tenerle sopite nel mio cuore ancor prima che nella mia testa.

Capisco chi vorrebbe maggior silenzio su queste questioni e pretenderebbe che le si riconducessero a semplici vicende privatissime su cui nessuno dovrebbe avere il diritto di aprir bocca, ma diventa inevitabile farlo nel momento in cui ci si scopre tanto attaccati a certi principi e valori che si ritengono fondamentali ed imprescindibili. Per essi non importa essere toccati in prima persona, ma ci si può battere e scandalizzare sebbene interessino altri.

D’altra parte, il tacer di certe faccende non è sempre sinonimo di rispetto per quelle e per quelli che le vivono.
Tutt’altro: può rischiare di diventare una sorta di menefreghismo collettivo che isola invece di realizzare quella solidarietà che meriterebbero.

Così, quando oggi, sui giornali, ho letto alcuni stralci di interviste e dichiarazioni rilasciate dal papà della Englaro, mi son reso conto che non avevo ancora smesso di pensarci e mi son posto altre domande.

In buona sostanza, il signor Englaro ha ribadito un concetto più volte espresso (e da molti di voi sostenuto): “mia figlia è morta nel 1992, 16 anni fa”; aggiungendo: “da allora è come se andassi tutti i giorni a visitare la sua tomba”. A rafforzare le sue sensazioni anche alcune parole su quella che sarà la Fine di Eluana: “quando le toglieranno cibo ed acqua non soffrirà, perchè già ora non sente niente”.
Sono certo che alcuni diranno: “embeh?!”
Ecco, nella mia insensibile ignoranza, mi son chiesto: perchè allora pertendere di liberare una persona da una sofferenza che non percepisce? perchè volerla liberare da una umiliazione di cui non è evidentemente cosciente? perchè non lasciare che si spenga il più tardi possibile tra le cure di chi ancora la considera Viva? perchè, insomma, non lasciare che sopravviva, seppur ritenendola morta?

Andare al cimitero non è mai meglio che andare in un ospedale… Accarezzare una lastra di marmo e una fotografia, come può essere preferibile, per un padre, che non sfiorare il corpo della figlia comunque Vivo, comunque in grado di tenere accesa quella fiamma che nessuno dovrebbe avere il diritto di spegnere arbitrariamente?

Se Beppino Englaro non vuol più vedere sua figlia in quello stato, a tal punto da preferirla sottoterra…perchè non si volta semplicemente dall’altra parte, lasciando che ad accudirla siano le suore che fino ad oggi hanno creduto nella dignità e nella preziosità di quella Vita?

Oggi si torna a parlare di necessità che il Parlamento, il Legislatore, si prenda la responsabilità di una scelta da troppo tempo temuta e quindi da sè allontanata: l’eutanasia sembra non esser tenuta in considerazione: si vorrebbe almeno arrivare a rendere effettivo il testamento biologico.
Perchè non aggiungere un altro piccolo comma?!
Nei casi in cui non sia possibile conoscere la volontà del paziente, nel dover decidere tra la sua permanenza in vita e la sua dipartita anzitempo, si verificano le disponibilità di chi sia intenzionato a prendersi cura dell’ammalato in stato vegetativo in maniera continuativa e gratuita.

Perchè, insomma, nei casi come quelli di Eluana (in cui non può esserci alcuna constatazione di morte clinica – altrimenti non si spiegherebbe come mai non sia stato approvato l’espianto degli organi, tantomeno si capirebbe il motivo del funzionamento dei suoi organi vitali se non in virtù di impulsi celebrali che ancora persistono – nè può essevi constatazione di uno stato di salute assimilabile a quello di un malato terminale o a quello di un moribondo), quando cioè non si conosce l’effettiva volontà dell’ammalato, nella scelta tra la vita e la morte (entrambe, per un modo o per l’altro, giudicate dignitose) non si fanno prevalere le ragioni di chi la ritiene ancora degna di Vivere e che non ritiene quella sopravvivenza indegna d’esser vissuta?

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Comments
92 Responses to “E se Eluana restasse alle cure delle suore? Per le monache, la sua è ancora una vita dignitosa…”
  1. Marco Caruso ha detto:

    caro Ivan, ribalta la tua domanda e troverai la risposta, ovvero: chi ti dà la certezza che il padre avesse ragione ad interpretare le passate presunte volontà della figlia?
    nell’incertezza non era forse meglio evitare di esprimersi con tanta sicumera?
    e se poi vogliamo parlare del coraggio del padre…beh…cosa ci sarebbe da vantarsi lo ignoro.
    piuttosto è parso quantomai evidente che il signor Englaro abbia usato la figlia per condurre una battaglia mooooolto politica e mooooolto poco personale.

    infine: fossi in te, eviterei di tirare in ballo le suorine nel modo in cui l’hai fatto.
    è solo una questione di costi?
    e non mi pare che avessero avuto o si fossero fatte pubblicità in questa vicenda…

    lascia stare…la prossima volta facci un favore, ragiona prima di venire qui a prendere per i fondessi e ad esprimerti con tanta presunzione…

  2. Ivan Musicco ha detto:

    Caro “Pensatore”.

    Permettimi di esprimere dei dubbi sulle tue capacità di “pensiero”.

    Una paio di domande :

    In mancanza di prove contrarie e cioè, Eluana non ha lasciato nemmeno scritto che avrebbe voluto essere mantenuta “in vita” comunnque.
    Perchè dai per scontata l’ipotesi opposta e non vuoi invece dare fiducia ad un padre che, se avesse voluto, avrebbe avuto altre possibilità di porre fine alle sofferenze della figlia e di rispettarne le volontà ?

    Perchè non volere riconoscere a quest’uomo l’incredibile coraggio e forza nel battersi perchè il tutto si concludesse nella pena legittimità ?

    “Cui prodest ?”, direbbe qualcuno. A chi avrebbe giovato non intervenire su Eluana ? Al padre certamente no. Avrebbe potuto tranquillamente fare finta di niente.

    E le care “suorine” come avrebbero fatto a sostenere i costi del mantenimento di Eluana allo stato vegetale ?

    La prossima volta prova a sforzarti un po di più nel pensare e vedrai che, nonostante tutto, forse ci arrivi.

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