PRESENTI!

12/11/2003  –  12/11/2008

Presenti

Presenti


Le vittime dell’attentato di Nassiriyah.

Carabinieri:
Domenico Intravaia: 46 anni, di Monreale, appuntato dei Cc in servizio al comando provinciale di Palermo; sposato e con due figli di 16 e 12 anni. Lascia anche l’ anziana madre, il fratello gemello e due sorelle.

Orazio Majorana: 29 anni, di Catania, carabiniere scelto in servizio nel battaglione Laives-Leifers in provincia di Bolzano.

Giuseppe Coletta: 38 anni, originario di Avola (Siracusa) ma da tempo residente a San Vitaliano, in Campania, vicebrigadiere in servizio al comando provinciale di Castello di Cisterna (Napoli); sposato e padre di una bambina di due anni.

Giovanni Cavallaro: 47 anni, nato in provincia di Messina e residente a Nizza Monferrato, maresciallo in servizio al comando provinciale di Asti. Era noto con il soprannome di ‘Serpico’. Lascia la moglie e la piccola Lucrezia, 4 anni.

Alfio Ragazzi: 39 anni, maresciallo dei carabinieri in servizio al Ris di Messina, sposato e con due figli di 13 e 7 anni. Era partito in luglio e sarebbe dovuto rientrare a Messina sabato prossimo: i familiari stavano già preparando la festa.

Ivan Ghitti: 30 anni, milanese, carabiniere di stanza al 13/mo Reggimento Gorizia. Era alla sua quarta missione di pace all’ estero, dopo essere stato tre volte in Bosnia. Lascia i genitori e una sorella.

Daniele Ghione: 30 anni, di Finale Ligure (Savona), maresciallo dei carabinieri in servizio nella compagnia Gorizia. Era Sposato da poco. Era stato ausiliario dell’ Arma, poi si era congedato e iscritto all’ Associazione carabinieri in congedo.

Enzo Fregosi: 56 anni, ex comandante dei Nas di Livorno dove viveva con la famiglia. Lascia moglie e due figli, un maschio, anche lui carabiniere, e una ragazza che studia all’Università.

Alfonso Trincone: 44 anni, era originario di Pozzuoli (Napoli) ma risiedeva a Roma con la moglie e i tre figli. Il sottufficiale era in forze al Noe, il Nucleo operativo ecologico che dipende dal Ministero dell’ Ambiente.

Massimiliano Bruno: maresciallo dei carabinieri di origine bolognese, biologo in forza al Raggruppamento Investigazioni scientifiche (Racis) di Roma. Viveva con la moglie a Civitavecchia. I genitori e un fratello vivono a Bologna.

Andrea Filippa: 33 anni, torinese, carabiniere dall’ età di 19. Era esperto di missioni all’ estero che lo tenevano costantemente lontano da casa. Prestava servizio a Gorizia presso il 13/o Battaglione Carabinieri. Viveva a San Pier D’ Isonzo insieme alla giovane moglie, sposata nel 1998.

Filippo Merlino: 40 anni, originario di Sant’ Arcangelo (Potenza), sposato. Con il grado di maresciallo comandava la stazione dei carabinieri di Viadana (Mantova).

Esercito:
Massimo Ficuciello (figlio del generale Alberto Ficuciello), militare dell’ Esercito;
Silvio Olla, 32 anni, Isola di Sant’ Antioco (Cagliari), sottufficiale della Brigata Sassari.
Emanuele Ferraro, militare dell’ Esercito
Alessandro Carrisi, militare dell’ Esercito.

Civili
Stefano Rolla, regista cinematografico, produttore della “Gabbiano Film”. Stava facendo un sopralluogo per un film del regista Massimo Spano
Marco Beci, 43 anni, operatore nella cooperazione internazionale, originario di Pergola, nelle Marche.

PRESENTI!

Noi non dimentichiamo!

E non dimentichiamo neanche loro…

Ai funerali

Ai Funerali

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Comments
40 Responses to “PRESENTI!”
  1. “ma se fosse stato per loro, certamente in quel paese le cose non sarebbero mai cambiate.”

    per questo sono stati uccisi?

    una mentre indagava sui rifiuti trasportati in Africa dall’europa attraverso il porto partenopeo,
    l’altro mentre accompagnava una carovana della croce rossa alla quale era stato negato il permesso di curare dei civili coinvolti in un’azione militare “non ufficiale” (leggi contractor)

    Non nego la lealtà e l’onore dei caduti a Nassirya.
    Ma non era la loro uniforme a renderli eroi.

  2. ilpensatore ha detto:

    @ Tequilero: la trovo una pagina infelice della nostra società.
    ma tirare in mezzo i Dico per una vicenda esclusivamente di sensibilità mi sembra troppo……direi pretestuoso.

    se si vuole arrivare ad una soluzione e ad una legislazione a favore dei conviventi non si possono usare simili armi retoriche.
    si, per me tali sono.
    sono vicende che personalmente mi rattristano e mi spronano a volere un cambiamento, ma che non credo possano essere portate a paradigma per ottenere un qualcosa che non è ottenibile nei termini in cui è richiesto.

    poi, c’è l’impotenza e l’inefficenza della nostra politica………che non vuol fare neanche il più semplice dei passi.
    chissà che qualcosa non si smuova prossimamente……….

  3. tequilero ha detto:

    Mi piacerebbe conoscere il pensiero del pensatore su ques’articolo.
    http://www.giornalettismo.com/archives/10204/anniversario-nassiriya/

    Saluti

  4. ilpensatore ha detto:

    a modo loro lo sono anche loro….

    il fatto che non usassero armi è perchè facevano un altro mestiere.
    ma se fosse stato per loro, certamente in quel paese le cose non sarebbero mai cambiate.

    a fare i girotondi o le sfilate in piazza per poi tornare la sera stessa al calduccio di casa non ci guadagnano certo i popoli oppressi.

    le bandierine della pace non hanno mai salvato nessuno.

  5. CERO ANCHEPRIMA ha detto:

    vuoi sapere il nome di qualche eroe italiano?
    ENZO BALDONI.
    e
    ILARIA ALPI .

    e guarda caso….non utilizzavano un carroarmato per importare la democrazia.

  6. CERO ANCHEPRIMA ha detto:

    e perchè le imprese che dovevano “bonificare” hanno utilizzato i soldi senza risolvere il problema.

    e ne hanno utilizzati TANTI di soldi.
    Pensaci.

    Comunque ad un punto fermo siamo arrivati.
    Ammetti che (anche)l’esercito italiano è stato schierato in punti nevralgici per interessi economici (privati) che difficilmente si possono associare alla “democrazia”.
    PASSO E CHIUDO

  7. ilpensatore ha detto:

    certo che sei tosto: io parlo degli italiani…………..qui si celebra la Vita di eroi italiani. Non di altri.

    ok? sei connesso?

  8. CERO ANCHEPRIMA ha detto:

    i pozzi sono inquinati dalle armi utilizzate dagli eserciti “liberatori”.

  9. ilpensatore ha detto:

    noto che non hai nemmeno azzardato una qualche risposta a mò di confutazione alla logica che ti ho espresso circa la possibilità che il contingente italiano sia in quella zona dell’iraq e non altre perchè vi sono anche interessi italiani da difendere.

    continuo col dirti che il fatto di difendere degli interessi e di non averli accresciuti nel tempo dà il senso all’azione dei nostri soldati: non lì per interessi privati ma per il riconoscimento della bontà della loro azione difensiva.

    il fatto che ci siano pozzi inquinati o che le persone si debbano spostare con tutta una serie di giri per arrivare dove cacchio vogliono andare, non credo sia attribuibile agli italiani.
    laggiù c’è un governo.

    noi, il nostro l’abbiamo fatto nell’interesse di quella gente.
    ci sono pozzi inquinati? beh, forse ti sfugge che o prima ce n’erano di più o che prima non ce n’erano affatto.

  10. CERO ANCHEPRIMA ha detto:

    cosa significa “c’erano ANCHE PRIMA?”

    Perchè vuoi giustificare l’ingiustificabile?

    Come puo’ un contingente militare proteggere e “mettere in sicurezza” una nazione (tra l’altro ATTACCATA dai “DIFENSORI DELLA DEMOCRAZIA”) e i suoi civili….
    e contamporaneamente difendere e militarizzare “INSEDIAMENTI ITALIANI CHE COSTITUISCONO INTERESSE LEGITTIMO IN ITALIA”?

    E no ….caro pensatore….
    la gente non è stata messa “in sicurezza”.
    Non ha acqua potabile.
    Molte falde sono RADIOATTIVE o CONTAMINATE (non democratiche).
    Sono stati costruiti MURI che costringono i civili a compiere percorsi lunghissimi ( e pericolosissimi) per raggiungere le POCHE SCUOLE rimaste in piedi o gli ospedali (che non hanno comunque i mezzi per accogliere e curare)
    In nessun modo è stata favorita la manodopera iraqena,favorendo la disoccupazione del 60% della popolazione.

    E tu ….
    dove hai messo la tua “dignità logica”?

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