Attenti a cavalcare la protesta studentesca.

I rischi son che gli sfugga da ogni controllo.

Eppure Veltroni e Di Pietro sono fortemente intenzionati a non lasciarsi scappare di mano la palla che gli è rimbalzata addosso dalle piazze piene di studenti.
Niente di meglio che creare un fronte eterogeneo contro il governo, avranno pensato.
Il problema è che là dove il partito non c’entra niente (come sostengono gli studenti) il partito non può metter bocca.
Può quindi accendere, ma non placare gli animi.
Dichiarazioni come quelle fatte dagli esponenti del centrosinistra e dall’Italia dei Valori contro il decreto Gelmini e i tagli tremontiani non hanno fatto altro che attizzare i focolai delle proteste (a tutt’oggi, dal mio punto di vista ingiustificate nel merito e nelle forme), che puzzano però di centrosociale e non di sollevazione popolare tanto spontanea come vogliono farci credere.

Basta guardarli i ragazzi che “okkupano” le università: io li ho visti (anche se sono pochini…)! Scienze politiche la fa da padrona…poi vengono Lettere e Architettura; in poche parole, dall’abbigliamento, agli ammennicoli che si portano addosso con un certo orgoglio, al capello stile rastafarian e la sciarpetta palestinese al collo, alle stelle rosse e il fazzolettino d’Emergency appuntate un po’ d’appertutto…beh…sono inconfondibili. Esci il sabato sera e li trovi con una birra in mano davanti le porte dei loro circoli ska-punk. Dove ovviamente non ci sono solo studenti…
E così le università diventano sedi distaccate dei circoli proletari di periferia.

Al di là delle intuizioni di lombrosiana memoria che mi vengono in mente, però, è necessario capire che cavalcare una protesta studentesca non è cosa facile. E i rischi di degenerazioni come quelle di cui siamo stati spettatori oggi, con scontri tra bande e assalti tra facinorosi, sono all’ordine del giorno.

Giornali e sinistra, in questa gestione del “conflitto”, hanno una gravissima responsabilità.
Così come pure il governo che, nonostante l’urgenza di voler approvare il decreto, poteva cercare non tanto il dialogo (impossibile già dalle premesse) quanto piuttosto una forma di comunicazione con le varie parti in causa per tentare di respingere in maniera più convincente le bugie o le preoccupazioni che stanno dietro questo tanto temuto testo di legge.

Ora però non si parla più di un decreto da approvare e quindi modificabile, bensì di una legge vera e propria.
Si potrebbe dire che la protesta è fallita e che il governo ha vinto la sua battaglia per il cambiamento: aveva un’idea iniziale e non si è lasciato intimidire dalla piazza (forse rassicurato da quella maggioranza silenziosa che da qualche ora sta venendo fuori dal bozzo).
Adesso occorrono nuove forme di contestazione e Veltroni e Di Pietro dovrebbero indirizzare i ragazzi a quelle scoraggiandoli dal perseguire questa inutile contrapposizione con tanto di muscoli in bella vista.

Vada per il referendum, ma si liberino gli atenei e le singole facoltà “okkupate” da quei pochi pedinati dai troppi giornalisti.
Cambino, insomma, le forme della protesta.

Da questo punto di vista, trovo anche singolare e sciocco lo sciopero di domani. Che senso ha? La legge è stata approvata oggi e non c’è manifestazione che tenga… Il dissenso di giovani e meno giovani verso questa norma era già stato ampiamente documentato.
Perchè allora fare questo sciopero che sa troppo di occasione per farsi un bel ponte o di conta per vedere realmente quanti si è?
Si sa che poi si cade nella rete dei numeri. Il “Circo” messo in scena dal PD l’altro giorno lo ha dimostrato. I contenuti si perdono e rimangono solo sterili polemiche tra chi ha voluto alzare la voce e chi continua a dirgli che non lo ha sentito comunque…

Veltroni deve cambiare strategia…abbandonare la piazza (ormai ci si è già divertito a fare l’Obama de noantri) e lavorare in Parlamento con proposte alternative.
Una vera forza riformista non può opporsi pretendendo che tutto rimanga com’è, ma deve prender coscienza della volontà e della necessità del cambiamento e adeguarsi di conseguenza.
Se non saprà farlo sarà un altro flop, l’ennesimo della sinistra pseudo progressista, che lascerà il campo alle forze più estreme del conservatorismo comunista. Quello che sta ancora una volta provando a far leva sui ragazzi.

Veltroni non faccia il suo gioco, perchè deve sapere che poi non potrà più controllarlo…

A meno che…i ragazzi non siano intruppati sotto le insegne del PD… Il che smonterebbe la presunzione di ingenuità, o meglio, di genuinità della protesta…

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Comments
32 Responses to “Attenti a cavalcare la protesta studentesca.”
  1. pippo ha detto:

    comunque rinviato il taglio delle scuole con meno di 50 alunni al 2010. Approvato un emendamento alla legge /decreto/ disegno di legge chi lo sa Gelmini

    visto che la protesta è servita a qualcosa? il governo ovviamente non ammetterà mai la sconfitta dalla piazza e la clamorosa retromarcia, ma chi se ne frega, ai cittadini interessa il risultato che per ora è positivo.

  2. cougar84 ha detto:

    “ti ho dato del comunista?”
    Dai del comunista a tutti quelli che non la pensano come te.

    “ho accettato gli squadristi?”
    Non l’hai negato … Sei andato a tirare in ballo le BR che non c’entrano nulla.

    “a parte che non si è capito bene chi ha cominciato a menare per primo”
    Se chi deve fare ordine pubblico lascia passare un furgone carico di “giovani” armati c’è poco da capire chi ha cominciato.
    Inoltre da come ti sei espresso sembra che la colpa sia dei “protestanti”.
    Cito te stesso: “scusa pensatore, ma questi avvenimenti mi ricordano troppo il 77 e il g8 di genova, e allora tendo a arrabbiarmi.”

    Già … è sempre colpa di chi protesta …

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